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lunedì 17 gennaio 2011

MEDITAZIONE: EFFETTI SUL CERVELLO

CONSIGLIATO:
meditazione cervello
L'interesse della scienza verso le pratiche meditative è documentato innanzitutto dal fatto che le piu significative tecniche di rilassamento occidentali vengono elaborate, nei primi decenni del secolo scorso, tenendo presente anche l'esperienza dell'oriente.
In particolare, lo psichiatra tedesco J.H. Schultz, combinando la riflessione sull'ipnosi e quella sul Raja yoga (disciplina meditativa di controllo del corpo e della mente) elabora il più famoso metodo di rilassamento occidentale: il training autogeno.
Ma la prima osservazione scientifica sugli effetti della meditazione sull'organismo umano è di Therese Brosse, cardiologa francese, che, dall'India, nel 1935, descrive così lo stato di uno yogy in meditazione: "sembrava che il suo cuore si fosse fermato".
A partire dalla seconda metà del secolo scorso, si inizia a utilizzare strumenti moderni di indagine scientifica, come l'elettrocardiogramma (ECG) e l'elettroencefalogramma (EEG), per decifrare i cambiamenti fisici, che si realizzano durante l'esecuzione di esercizi di meditazione. Le conclusioni di queste prime indagini scientifiche sono le seguenti:
  • a livello cardiorespiratorio, vi è una forte riduzione del ritmo (frequenza) del respiro e di quello cardiaco;
  • a livello cerebrale, si registra uno stato di rilassamento diverso dal sonno.
  • aumento del testosterone, ormone maschile per eccellenza, ma che può svolgere un ruolo importante anche nelle donne perché, soprattutto in meno-pausa, costituisce una riserva per la produzione di ormoni femminili (estrogeni), tramite un meccanismo di conversione enzimatica dall'ormone maschile a quello femminile che si chiama aromatizzazione.

Compaiono nuove onde
Dal 1999 in avanti, si sono moltiplicati gli studi che abbinano misurazioni con l'elettroencefalogramma e immagini ottenute con apparecchiature di risonanza magnetica funzionale (fMRI in sigla) che consentono la visualizzazione delle aree cerebrali coinvolte durante i diversi esercizi meditativi.
Questi lavori confermano alcuni dati noti, come l'aumento della frequenza, dell'ampiezza e della sincronizzazione delle onde alfa e, al tempo stesso, aggiungono due novità:
  • la comparsa di scariche di onde teta soprattutto in fase di meditazione profonda;
  • la comparsa di onde gamma durante esercizi di visualizzazione e non solo.
Sui ritmi teta, uno studio giapponese del 2001 descrive una situazione davvero interessante: la comparsa di questi ritmi parte dalla linea mediale frontale del cervello dei meditanti ed è un segno inequivocabile dello stato meditativo profondo, di una liberazione dall'ansia (documentata anche da una minore attivazione cardiaca simpatica) che ricorda lo stato di "beatitudine”descritto dai meditanti.
Sulle onde gamma abbiamo studi, di cui alcuni recenti (2003), che chiariscono aspetti importanti del funzionamento del cervello, sia in condizioni normali sia durante diversi tipi di esercizi meditativi. Ma vediamo meglio l'affascinante argomento dei ritmi elettrici cerebrali.

Armonie cerebrali
È noto che il cervello è caratterizzato da una notevole attività elettrica, misurabile con l'elettroencefalogramma.
Quasi cinquanta anni fa, per la prima volta, vennero individuate nel cervello delle onde a elevata frequenza, tra i 30 e 100 Hertz (Hz, cicli al secondo), battezzate gamma. Nell'ultimo decennio, queste onde hanno ricevuto una particolare attenzione in quanto emergono in concomitanza dello svolgimento di vari compiti legati a stimoli sensoriali, ma anche ai circuiti dell'attenzione e
della coscienza.
In particolare, diversi studi hanno segnalato l'esistenza di una forte corrente di onde gamma nell'ippocampo, area fondamentale per la memoria. Ma dove è situato il generatore delle gamma e che rapporto c'è tra queste e le altre onde cerebrali e, in definitiva, qual è il significato generale dell'attività elettrica oscillatoria del cervello? Una prima importante risposta è venuta da un gruppo misto, neurofisiologi e ingegneri informatici, guidato da Gyorgy Buzsaki, dell'Università del New Jersey. Con un ampio articolo, pubblicato sul numero di gennaio 2003 della rivista Neuron, Buzsaki e colleghi dimostrano che una particolare area dell'ippocampo, denominata CA3, costituita da grandi neuroni cosiddetti piramidali, contiene il generatore del ritmo gamma.
Questi neuroni sono davvero speciali: sono, infatti, dotati di notevoli ramificazioni (una doppia arborizzazione dendritica e un grande sistema di rami collaterali all'assone) e di una intrinseca capacità oscillatoria. Da loro, parte un ritmo che, via via, pervade le altre aree dell'ippocampo proiettandosi, a seconda delle necessità, in diverse direzioni.
L'anno prima, lo stesso studioso, sempre su Neuron, aveva dimostrato che dalla medesima area ippocampale (CA3) si origina il ritmo di un'altra classe di onde, non ad alta frequenza come le gamma, ma a bassa (4-8 Hz), denominate teta. Qual è il rapporto tra i due ritmi cerebrali?
E' stato visto che, in assenza di ritmi teta, i gamma non scompaiono, ma sono disordinati e meno potenti. È evidente quindi che l'osciIlazione teta mette in fase e potenzia anche l'oscillazione gamma.

Il cervello in onda
Le onde elettriche cerebrali si distinguono in base alla frequenza e cioè in base al numero di cicli al secondo misurati in Herz (Hz). A bassa frequenza sono le delta (meno di 4 cicli al secondo, tipiche del sonno profondo), le teta (4-8 Hz) e le alfa (9- 13). Ad alta frequenza, le beta ( 14-29) e le gamma (30- 100), tipiche dell'attività.
(...)
Le armonie del Lama
Lo studio dei meccanismi cerebrali che stanno alla base della coscienza, negli ultimi anni, si è arricchito di un modello sperimentale originale: il cervello di chi pratica la meditazione, indagato in corso d'opera, quando svolge esercizi di rilassamento, concentrazione e visualizzazione.
Per esempio, Dietrich Lehamann e collaboratori, del Key Institute per la ricerca su mente e cervello dell'Università di Zurigo, hanno descritto i risultati ottenuti studiando il cervello di un meditante esperto, il Lama buddista Ole Nydahl, della scuola del Karma Kagy, una delle scuole buddiste di maggior diffusione in Occidente.
Sulla testa del Lama sono stati applicati 27 elettrodi, più due ai lati esterni degli occhi e un altro che misurava I'attività muscolare. Nydahl, con questo groviglio di fili in testa, ha eseguito una serie di cinque esercizi in successione: i primi due di visualizzazione, il terzo di ripetizione per 100 volte del mantra, il quarto e il quinto di 'dissoluzione e ricostruzione del sé".
Gli scienziati hanno posto particolare attenzione alle onde gamma, che già uno studio degli anni Settanta segnalava essere particolarmente evidenti durante la meditazione. Ma non si sono fermati qui: utilizzando un particolare strumento, chiamato tomografia elettromagnetica a bassa risoluzione (Loreta in sigla), hanno ricostruito una mappa tridimensionale della distribuzione nel cervello delle correnti gamma. l risultati dimostrano una diversa attività e localizzazione della gamma, il che indica che i diversi stati di meditazione descritti dai meditanti, non sono chiacchiere. Infatti, durante i primi due esercizi le correnti gamma erano particolarmente concentrate nelle aree occipitali destre, tipiche aree visive, attive soprattutto nei processi di visualizzazione immaginativa. Nell'esercizio del mantra, le correnti gamma si sono concentrate
nella area temporo-anteriore sinistra, tipica area del linguaggio. Nell'esercizio di 'auto-dissoluzione' era attivata l'area pre-frontale destra e il giro frontale superiore, aree che, per esempio, si attivano in esperienze di depersonalizzazione di tipo psichiatrico o da droghe. Infine, nell'auto-ricostruzione si è creata una forte corrente gamma che dall'area tempo-posteriore destra (sede della mappa dello schema corporeo) ha attraversato il cervello finendo sull'altro emisfero a livello pre-frontale. (...)


Da "Meditazione psiche e cervello" - F. Bottaccioli & A. Carosella

CONSIGLIO DI LETTURA:

La Meditazione Passo dopo Passo Da non perdere

3 commenti:

I am ha detto...

Se tutti lo facessero chissà che bel mondo avremmo!

Alberto ha detto...

La consapevolezza sta crescendo, credo che tu condivida con me.
Un saluto di cuore I am

I am ha detto...

Si, sta crescendo. Mi auguro che cresca sempre di più, un fiume in piena che travolge.
Il mio cuore saluta il tuo cuore,
notte serena

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