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sabato 23 marzo 2024

Sulla consapevolezza. Pensieri liberi di fluire qui e ora

La consapevolezza è apertura ed intuizione,

lasciare fluire nonostante tutto, senza aspettarsi ricompense.

Poi, la ricompensa, sarà la chiarezza mentale ma questa arriverà da sola, senza sforzi.

La consapevolezza è leggerezza e nello stesso tempo stupore,

uno sguardo aperto, non giudicante e capace di accogliere il momento presente.

La consapevolezza è un impegno senza sforzo,

significa onorare ogni attimo con il fuoco della presenza mentale.

E' il rifugio di una casa sicura, è il centro di ogni cosa, la prospettiva che si allarga e comprende ogni prospettiva ed oltre.

La consapevolezza è fluire qui e ora.

martedì 29 dicembre 2020

RACCONTO ZEN: AMORE



 Se ami, ama apertamente

Venti monaci e una monaca, che si chiamava Eshun, facevano esercizio di meditazione con un certo maestro di Zen. 

Nonostante la sua testa rapata e il suo abito dimesso, Eshun era molto carina. Diversi monaci si innamorarono segretamente di lei. Uno di questi le scrisse una lettera d'amore, insistendo per vederla da sola.

Eshun non rispose. Il giorno dopo il maestro fece lezione ai suoi discepoli, e alla fine della conferenza Eshun si alzò. Rivolgendosi a quello che le aveva scritto, disse:<<Se veramente mi ami tanto, vieni qui e prendimi subito tra le tue braccia>>.

Fonte: 101 Storie Zen








Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone:Oltre il velo.

Un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

domenica 4 ottobre 2020

THE ZONE

Prevalentemente utilizzato nel linguaggio sportivo, il termine the zone indica uno stato di trance agonistica, lo stato mentale in cui l'atleta è totalmente focalizzato nell'azione da compiere. Entrare nella zona, in the zone, sempre nel gergo dello sport, coincide con un particolare stato di grazia, durante il quale si è totalmente immersi nel gesto atletico riuscendo ad ottimizzare le proprie prestazioni.

Il termine the zone è ripreso anche dalla psicologia moderna quando descrive l'esperienza del fluire (flusso o esperienza ottimale) come quel particolare stato della coscienza in cui l'individuo è totalmente focalizzato in un determinata attività.

In realtà, ben prima dell'ambito sportivo e di quello psicologico, il concetto in questione sembra derivare da millenarie tradizioni filosofiche e spirituali che si soffermano sul concetto di presenza mentale e consapevolezza. Ad esempio, chi pratica il buddismo zen tramite la meditazione, impara a dimorare nel presente e ad osservare il flusso continuo dei pensieri da osservatore (testimone). 

Recentemente anche il grande tennista Federer si è pronunciato cosi' in merito alla sua esperienza nella zona: "Quando entri ‘in the zone’, è come se tutto accadesse al rallentatore, mentre per il mio avversario il tempo scorre più velocemente. Senti quasi di avere più tempo, sei più sereno e più rilassato."Qui l'articolo. 

Esistono molti testi che parlano dell'esperienza nella zona, ma oggi vogliamo consigliare un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza della zona, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.
Qui il link:

venerdì 4 settembre 2020

Frasi Dalai Lama

1) La pazienza e la tolleranza non vanno considerate un segno di debolezza e di rinuncia, ma anzi, un segno di forza, la forza che proviene dalla saldezza interiore. Reagire a circostanze difficili con pazienza e tolleranza, anziché con rabbia e odio, significa avere un controllo attivo delle cose, che è frutto di una mente forte e autodisciplinata.

2) Quando perdi, non perdere la lezione.

3) Impara bene le regole, in modo da infrangerle nel modo giusto.

4) Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.

5) Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo.

6)  Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

7) Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso. Rispetto per gli altri. Responsabilità per le tue azioni.

8) Se vogliamo costruire la pace nel mondo, costruiamola in primo luogo dentro ciascuno di noi.

9) Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono saggio e voglio cambiare me stesso.

10) Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.


venerdì 13 marzo 2015

Gurdjieff: insegnamenti alla figlia Reyna

Fonte: tratto interamente da: http://risvegliati.altervista.org/insegnamenti-di-gurdjieff-alla-figlia-reyna/

Fonte immagine: http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Ivanovi%C4%8D_Gurdjieff

Fissa la tua attenzione su te stessa.
Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai iniziato.
Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
Metti in ordine quello che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
Smetti di autodefinirti.
Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
Non occupare troppo spazio.
Non fare rumore né gesti innecessari.
Se non la possiedi, imita la fede.
Non lasciarti impressionare da personalità forti.
Non impossessarti di niente né di nessuno.
Distribuisci equitativamente.
Non sedurre.
Mangia e dormi lo strettamente necessario.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non giudicare né discriminare quando non conosci la maggior parte dei fatti.
Non stabilire amicizie inutili.
Non seguire mode.
Non venderti.
Rispetta i contratti che hai firmato.
Sii puntuale.
Non invidiare i beni o gli esiti del prossimo.
Parla solo di ciò che è necessario.
Non pensare nei benefici che ti procurerà la tua opera.
Giammai minaccia.
Realizza le tue promesse.
In una disputa, mettiti nei panni dell’altro.
Ammetti che qualcuno ti superi.
Vinci le tue paure.
Aiuta all’altro ad aiutare sé stesso.
Vinci le tue antipatie ed avvicinati alle persone che desideri rifiutare.
Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
Trasforma la tua collera in creatività.
Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
Trasforma il tuo odio in carità.
Non ti lodare né ti insultare.
Tratta ciò che non ti appartiene, come se ti appartenesse.
Non lamentarti.
Sviluppa la tua immaginazione.
Non dare ordini solo per il piacere di essere obbedito.
Paga i servizi che ti danno.
Non fare propaganda delle tue opere o idee.
Non cercare di risvegliare negli altri, sentimenti verso di te come: pietà, simpatia, ammirazione, complicità.
Non trattare di distinguerti per la tua apparenza.
Non contraddire mai, solo taci.
Non contrarre debiti, acquista e paga subito.
Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
Se l’hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
Se ti rendi conto di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere in quell’errore per orgoglio e desisti immediatamente dai tuoi propositi.
Non difendere le idee antiche, solo perché fosti tu chi le enunciò.
Non conservare oggetti inutili.
Non decorarti con idee altrui.
Non fotografarti insieme a personaggi famosi.
Non rendere conto a nessuno; sii il tuo proprio giudice.
Non definirti mai per quello che possiedi.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Renditi conto che niente è tuo.
Quando ti chiedono la tua opinione su qualcuno o qualcosa, di solamente le sue qualità.
Quando ti ammali, invece di odiare quel male, consideralo tuo maestro.
Non guardare con la coda dell’occhio, guarda fisso.
Non dimenticare i tuoi morti, però riservagli un luogo limitato che gli impedisca invadere la tua vita. Nel luogo in cui vivi, riserva sempre un posto a ciò che è sacro.
Quando realizzi un servizio non risaltare i tuoi sforzi.
Se decidi lavorare per gli altri, fallo con piacere.
Se dubiti fra fare e non fare, rischia e fa’.
Non trattare di essere tutto per il tuo compagno; ammetti che cerchi in altri ciò che tu non puoi dargli.
Quando qualcuno ha il suo pubblico, non accudire per contraddirlo e rubargli l’audience.
Vivi di soldi guadagnati da te.
Non ti invischiare in avventure amorose.
Non ti vantare delle tue debolezze.
Non visitare mai nessuno solo per riempire il tuo tempo.
Ottieni per distribuire.
Se stai meditando e arriva un diavolo, fai andare quel diavolo a meditare.

consiglio di lettura:
Gurdjieff
Le sue tecniche e la conoscenza di sè

lunedì 23 febbraio 2015

Meditazione sul respiro Dalai Lama


Certo la vita in Occidente è molto affannata e piena di distrazioni. Ma volendo, se ci si impegna, si riesce a ritagliare spazi per l’attività spirituale. Io dico sempre che, invece di fare lunghi weekend o le ore piccole per divertirsi, ci si può svegliare presto la mattina e godersi le emozioni della natura che si risveglia. In linea di massima, il respiro durante la meditazione viene utilizzato per calmare la mente e sviluppare pace interiore. Il primo passo da compiere per meditare è di eliminare le distrazioni e rendere la nostra mente più chiara e lucida. Scelto un posto tranquillo e seduti in una posizione confortevole (magari a gambe incrociate) con la schiena ritta, chiudiamo gli occhi e cominciamo a concentrare l’attenzione sul nostro respiro. Respiriamo naturalmente, preferibilmente attraverso le narici; cerchiamo di divenire consapevoli della sensazione del nostro respiro mentre entra ed esce dalle nostre narici. Questa sensazione è l’oggetto della meditazione. L’obiettivo è di concentrarsi completamente su di essa escludendo tutto il resto. All’inizio, la nostra mente sarà molto irrequieta e impegnata da tanti pensieri, e ci potrebbe sembrare che la meditazione la affolli ulteriormente; ma in realtà stiamo semplicemente divenendo maggiormente consapevoli di quanto sia stressata la nostra mente. Saremo tentati di seguire i diversi pensieri che sorgeranno inconsciamente, ma dovremo resistere lasciandoli andare per la loro strada concentrandoci sulla sensazione del respiro. Se c’accorgiamo che la nostra mente s’è allontanata e sta seguendo i nostri pensieri, dovremmo immediatamente tornare a concentrarci sul respiro. Ripeteremo l’operazione tante volte quanto sarà necessario. Se continueremo pazientemente per questa strada, gradualmente le nostre distrazioni si faranno da parte e sperimenteremo un senso di pace interiore e rilassamento. La nostra mente sarà più lucida e pronta, conferendoci una sensazione di freschezza. Quando il mare è agitato vengono a galla i sedimenti e l’acqua diviene torbida, ma non appena il vento si placa, il fango sparisce e l’acqua diviene cristallina. Allo stesso modo, quando l’altrimenti incessante flusso di pensieri viene calmato attraverso la concentrazione sul respiro, la nostra mente diviene insolitamente lucida e rilassata. Anche se questo tipo di meditazione è uno stadio solamente preliminare, può rivelarsi decisamente efficace, dimostrandoci che è possibile sperimentare pace interiore e soddisfazione semplicemente controllando la mente, senza dover minimamente dipendere dalle condizioni esterne. Questa sensazione di benessere può essere di notevole aiuto per combattere le difficoltà della vita quotidiana. Quasi tutto lo stress e la tensione che sperimentiamo normalmente proviene dalla nostra mente, e tale stress può aggravare molti problemi, in primis di salute. Facendo anche solo dieci-quindici minuti al giorno di respiro meditativo, saremo in grado di ridurre di molto tale stress. Le situazioni difficili ci appariranno più semplici da risolvere, ci sentiremo più rilassati e ben disposti verso gli altri, e dunque anche le nostre relazioni col prossimo miglioreranno.
(Dalai Lama)

Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone:Oltre il veloUn libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

sabato 31 gennaio 2015

Osho: la consapevolezza è uno specchio


È come se la consapevolezza fosse uno specchio. Davanti allo specchio c’è un bambino e lo specchio lo riflette; poi c’è un giovane uomo e lo specchio riflette il giovane uomo; poi c’è un vecchio davanti allo specchio e lo specchio riflette il vecchio. E quando tutti se ne sono andati resta semplicemente uno specchio che non riflette niente, se ne sta lì. La tua consapevolezza è uno specchio. Questa metafora dello specchio è tremendamente significativa. Vi sarà molto utile nel cammino se la comprendete bene. La consapevolezza rimane indietro a guardare. È un testimone. Le cose vanno e vengono… proprio come in un film. Sei seduto al cinema; sullo schermo vanno e vengono molte cose. Qualche volta ti identifichi anche. Qualche volta ti identifichi con un attore. Magari è bello, potente, ha charme, grazia e personalità, ti colpisce, ha del carisma: ti identifichi, ti dimentichi di te stesso. Per un attimo cominci a pensare di essere tu. Qualche volta accade che c’è una scena molto triste e tu cominci a piangere. I tuoi occhi si bagnano… e non c’è niente sullo schermo, solo luci e ombre di passaggio. E tu lo sai, ma per un attimo te ne sei dimenticato. E quando te lo ricordi cominci a ridere di te stesso: “Cosa stai facendo? Piangi?”. E succede anche mentre leggi un romanzo. Ma almeno sullo schermo c’è qualcosa. Leggendo un romanzo non c’è niente, niente schermo, niente attori, niente. Il romanzo va avanti solo nella tua fantasia. E improvvisamente a volte ti senti molto felice e qualche volta ti senti molto triste; l’atmosfera del romanzo comincia a impossessarsi di te. Questo è esattamente ciò che accade nella vita. La vita è un grande palcoscenico, un grande dramma. Ed è molto complesso, perché tu sei l’attore e sei il regista e sei il film e il proiettore e sei anche il pubblico. Sei fatto a strati: una parte gioca il ruolo dell’attore, un’altra fa il regista, un’altra funziona da schermo e un’altra fa da proiettore. E dietro a tutto ciò c’è la tua vera realtà, il testimone che osserva solamente. Questo osservatore… Quando cominci a sentire la sua esistenza, quando cominci ad abituartici, a essere in armonia con lui, allora cominci a vedere ciò che Buddha intende quando dice che la consapevolezza è uno specchio. Lo specchio non viene mai contaminato, sembra soltanto. Puoi mettere un mucchio di letame davanti allo specchio; naturalmente lo rifletterà, ma non per questo ne sarà contaminato, inquinato. Non diventerà impuro perché riflette un mucchio di concime o di letame. Rimane puro. Sposta il letame e lo specchio sarà lì in tutta la sua purezza. Anche mentre rifletteva il letame non ne era contaminato. Quindi qualsiasi cosa sia impura è solo un riflesso; qualcosa che viene specchiato. 
  Osho

Fonte:http://risvegliati.altervista.org/la-tua-consapevolezza-e-uno-specchio/


Consapevolezza
La chiave per vivere in armonia
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

giovedì 8 gennaio 2015

Eckhart Tolle...vivi nel presente, qui e ora.

Ogni negatività è causata da un accumulo di tempo psicologico e dalla negazione del presente. Disagio, ansia, tensione, stress, preoccupazione (tutte forme di paura) sono causati da un eccesso di futuro e da un’insufficienza di presente. Senso di colpa, rimorso,risentimento, rancore, tristezza, amarezza e ogni forma di mancato perdono sono causati da un eccesso di passato e da una insufficienza di presente. In definitiva vi è un solo problema: la mente legata al tempo.
Eckhart Tolle

consiglio di lettura: 

mercoledì 7 gennaio 2015

Osho... amore

L'amore non deve avere un oggetto preciso. L'amore non deve essere indirizzato verso l'altro. L'amore orientato all'altro non è vero amore, l'amore inteso come relazione non è vero amore. L'amore come stato del tuo essere è vero amore. Si può amare una donna, si può amare un uomo, si possono amare i propri figli, si possono amare i propri genitori, si può amare una rosa, si possono amare altri fiori, si possono amare mille e una cosa, ma queste sono tutte relazioni. Impara ad essere amore! Così non è più una questione su chi indirizzi il tuo amore, è semplicemente una questione di essere in amore. Seduto da solo, l' amore continua a fluire. Assolutamente solo, fermo, che puoi fare? Proprio come quando respiri... non respiri per tua moglie; non è una relazione. Non respiri per i tuoi figli; non è una relazione. Semplicemente respiri! E' vita! Proprio come respirare è vita per il corpo, l'amore è vita per l'anima, uno è semplicemente amore! E solo allora uno capisce che amore è Dio.
Osho

consiglio di lettura:

Thich Nhat Hanh Consapevolezza

 
Sorridere a voi stessi è un atto molto gentile nei vostri confronti, perchè state soffrendo e quando soffrite avete bisogno di amore. Voi siete la prima persona che può offrirvelo, non aspettate che sia un'altra a farlo. La pratica della meditazione è la pratica del guardare in profondità nella natura delle cose. E quando sarete in grado di guardare nella natura delle cose otterrete la comprensione, che può liberarvi dalla vostra sofferenza. Nel buddhismo la liberazione avviene attraverso l'intuizione, non attraverso la grazia, e quell'intuizione non sarà possibile senza la pratica della meditazione e del guardare in profondità. Non perdete neanche un minuto delle vostre giornate, ogni minuto della vostra giornata può essere utilizzato per generare l'energia della presenza mentale:camminando, respirando, sedendo. Inspirate, godetevi il vostro respiro e dite:"Sono arrivato". Lo scopo è smettere di correre. Quando espirate dite:"Sono a casa", e la vostra casa comincerà a rivelarvisi. Dovrebbe esserci sempre al vostro interno una specie di dialogo permanente con voi stessi, così che possiate scoprire qual è il sentiero da percorrere. E, quando conoscerete il vostro sentiero, smetterete di soffrire. Quando fate qualcosa per far sentire un altro sollevato, improvvisamente vi sentite molto felice. Se non avete la possibilità di fare qualcosa per dar sollievo a qualcun altro ma desiderate essere in grado di farlo, già quella voglia vi renderà più felice. Chi non ha l'energia dell'amore, chi non ha nessuna voglia di amare, è perso, molto solo e molto infelice. Quando ero bambino, di tanto in tanto, avevo la febbre, soffrivo molto e il mio corpo era molto caldo. Quando mia madre mi veniva vicino e mi metteva la mano sulla fronte, mi sentivo meravigliosamente. Sentivo molto sollievo, soffrivo molto meno. Una volta cresciuto ne ho sentito molto la mancanza. Un giorno, mentre guardavo in profondità nella mia mano, vidi che la mano di mia madre era ancora a mia disposizione nella mia mano, che la mia mano è la continuazione della mano di mia madre. Con questa comprensione mi misi la mano sulla fronte, era esattamente la mano di mia madre, ho sentito immediatamente sollievo e ho sofferto molto meno. Affinchè nel nostro corpo e nella nostra anima possa avvenire una guarigione, dovremmo imparare a permettere sia al corpo sia alla coscienza di riposare. Nessuno sforzo dovrebbe essere fatto nè dal corpo nè dalla coscienza. Questo è shamatha, la pratica del fermare e calmare, ed è qualcosa che va imparato. La pratica di shamatha, fermare, è la pratica del non fare niente. Abbiamo per tanto tempo sacrificato il momento presente considerandolo solo un mezzo per ottenere le cose in futuro, ma questa è una tendenza da interrompere. Ognuno di noi sente ogni tanto di essere vittima di ingiustizie. Siamo sempre pronti a parlare con gli altri delle nostre sofferenze e di quante ingiustizie abbiamo ricevuto. Ma secondo gli insegnamenti del Buddha, potrete riparare a quell'ingiustizia soltanto dentro di voi, potete solo trascenderla, trasformandola. Non cercate di sopportare, non sopprimete la vostra sofferenza, praticate soltanto per far sì che il vostro cuore si espanda come il fiume e allora non dovrete sopportare niente, non ci sarà bisogno di soffrire. Questa è la vera pratica della pazienza. Nell'insegnamento buddhista la pazienza non è cercare di mandar giù l'ingiustizia o di sopportarla, ma di abbracciarla interamente con il nostro grande cuore. Il Buddha ha detto che quando si viene colpiti da una freccia si soffre molto, ma se una seconda freccia vi colpisce esattamente nello stesso punto della prima, soffrirete non il doppio, ma forse trenta quaranta volte di più. Siamo stati alberi, piante, erbe, minerali, scoiattoli, cervi, scimmie e animali unicellulari, e tutte queste generazioni di antenati sono presenti in ogni cellula del nostro corpo come in ogni cellula della nostra mente. Noi siamo la continuazione di questa corrente di vita. Quando cucinate un piatto particolare, qualcosa che avete imparato da vostra madre o da vostro padre, quel piatto che è stato trasmesso per generazioni e generazioni nella vostra famiglia, dovreste guardare la vostra mano e sorriderle, perchè quella è la mano di vostra madre e di vostra nonna. Tutte le persone che in passato hanno cucinato quel piatto ora lo stanno cucinando con voi. La psicologia occidentale ci aiuta a guarire e a rendere l'io più stabile e sano, ma è ancora intrappolata nell'idea di un sè separato e per questo, anche se può portare un po' di trasformazione, non può arrivare molto lontano. Il modo migliore per guarire è la pratica del non-sè. Praticare il non-sè vuol dire uscire dalla ristretta idea di sè e vedere l'intima relazione tra quello che è sè e quello che non è sè. E se guardiamo più da vicino vediamo che anche tra noi e la nuvola che fluttua nel cielo c'è un cordone ombelicale. Meditare significa questo, esercitarsi a guardare in modo tale da vedere la natura dell'interconnessione di ogni cosa e un giorno vi accorgerete che l'idea che ci siano un fuori e un dentro è solo un'idea. Vedrete che voi non siete i soli responsabili per quelle cose che in voi stessi non vi piacciono. La vostra società e i vostri genitori ne sono ugualmente responsabili. Vi hanno trasmesso questi semi perchè non hanno avuto la possibilità di riconoscerli e di trasformarli. Ora voi avete questa opportunità di riconoscerli e di imparare dei modi per trasformarli. Fate il voto di trasformarli per il vostro bene e per il bene dei vostri antenati, dei vostri genitori e della società, questo è il voto di un grande essere. La meditazione buddhista può addirittura aiutare a tornare alla vostra tradizione e alle vostre radici spirituali, a far pace con essa e aiutarla a rinnovarsi. Praticando la meditazione buddhista venite incoraggiati a non escludervi dalla vostra società e cultura, perchè una persona esclusa dalla propria cultura non può essere una persona felice. Ci sono persone che fanno cose cattive. Ci si sente meglio a essere arrabbiati con loro, ma chi sono loro? Chi sei tu? Su una nave di rifugiati ci fu un pirata che violentò una ragazzina. Quando il padre della ragazza provò a intervenire fu buttato a mare e affogò. Dopo aver subito la violenza, la ragazza era così piena di vergogna e di dolore per la morte del padre che si buttò a sua volta in mare e affogò. Ricordo quella mattina in cui lessi il rapporto su questa ragazzina: non feci colazione, andai nel bosco, praticai la meditazione. Sentivo di essere stato violentato anch'io e all'inizio ero molto arrabbiato. Quella notte, in meditazione, vidi me stesso nato in un villaggio di pescatori. Vidi me stesso nato in un famiglia di un povero pescatore. Mio padre si ubriacava ogni notte e ogni volta mi picchiava. Mia madre non sapeva nè leggere nè scrivere, non sapeva come tirar su un figlio e io diventavo un delinquente, che giocava nel villaggio con gli altri ragazzini delinquenti. Vedevo ragazzi vestiti con abiti bellissimi che andavano a scuola con le loro belle automobili e sentivo che non avrei mai potuto godere di una vita come quella. Ora sono pescatore anch'io. Ieri un pirata mi ha detto che i rifugiati spesso portano con sè dell'oro e se io andassi con lui anche solo per una volta sarei in grado di uscire da questa povertà e potrei vivere come gli altri. Per questo sono diventato un pirata e ho violentato la ragazzina. Nella mia meditazione ho visto il pirata. Se fossimo nati nella situazione di quel pirata, sia voi che io saremmo potuti diventare dei pirati. Quando fui capace di vedere tutto questo, la compassione cominciò a sgorgare dal mio cuore. Si può sparare loro addosso, d'accordo, ma non si risolve il problema.Ci sono cose migliori da fare per impedire loro che siano quello che sono adesso, ma questo è il lavoro dell'amore. Ma questo non significa permettere loro di continuare il crimine, la violenza o la distruzione, no. Io farei qualunque cosa per impedir loro di causare altro danno, ma questo non mi impedisce di amarli. Tu dici che la rabbia è una formidabile sorgente di energia, ma la rabbia ti impedisce di essere chiaro nella mente. La compassione è un altro tipo di energia. Spesso pensiamo che il male sia soltanto dall'altra parte, negli altri, dovremmo invece sapere che è dentro ognuno di noi. La nostra visione dovrebbe essere molto chiara per vedere che nelle persone ci sono semi negativi e semi positivi. Questo lavoro richiede una strategia. Sappiamo che solo l'amore, la compassione e la comprensione possono veramente portare un cambiamento, perchè l'odio non può essere eliminato dall'odio. Dunque, al tempo del Buddha, ce n'erano tanti di filosofi e insegnanti spirituali e molti di loro passavano il tempo a discutere e argomentare sulle quattro proposte: "Essere", "non essere", "nè essere, nè non essere", sia essere sia non-essere". Era molto pericoloso incontrare un gruppo di filosofi, incontrarne uno era già abbastanza pericoloso: il pericolo era di perdere tutto il tempo. Un giorno un giovane monaco, Aniruddha, mentre andava in giro per la questua, incontrò un gruppo di filosofi. Lo fermarono per la via e gli fecero molte domande:"Caro monaco, dicci, quando il Buddha morirà, continuerà a essere o non esisterà più, oppure nè esisterà nè non-esisterà, oppure sarà sia esistente sia non esistente?". Il monaco non seppe rispondere. Quando il monaco tornò al monastero, si presentò davanti a Buddha e gli raccontò tutta la storia. "Caro maestro, la prossima volta cosa dovrò fare perchè le mie affermazioni possano essere in accordo con il tuo insegnamento?". "Aniruddha, ricorda, quello che ho insegnato è solo la sofferenza e la via che porta fuori dalla sofferenza. Io non insegno questo tipo di speculazioni.Non abbiamo tempo da sprecare in queste speculazioni". C'è differenza tra fiore e floreità. Il fiore può morire, ma la floreità no. Anche se un fiore è diventato immondizia, sappiamo che potremo avere un fiore di nuovo.Un fiore può morire, ma la floreità rimane, è qualcosa che c'è sempre. La floreità non è una cosa, è la natura di una cosa. Se veniamo tagliati fuori dal rapporto con gli antenati ci ammaleremo, come un albero senza radici. Cartesio disse:"Penso dunque sono". Ma se qualcuno arrivasse e chiedesse:"Tu sei, ma sei cosa?", si rimarrebbe imbarazzati.Questa è una domanda molto difficile. "Chi sei tu?". A volte si deve praticare per anni e anni per essere in grado di sapere chi si è e per poter dire a un'altra persona chi siamo. Mettete da parte del tempo per voi stessi. State con la vostra presenza mentale, state con il vostro respiro, così ogni volta che la gioia si manifesta potrete dire: "Ah, questa è gioia". Ma sapete già che anche questa gioia è impermanente. Così non sarete troppo eccitati, perchè saprete che scomparirà presto. Ed è una cosa che dà forza poter sorridere alla vostra gioia e dire:"Cara gioia, io so che ci sei e che sei impermanente, e quando sparirai non sarò scombussolato. Tornerai di nuovo, lo so". E anche quando la tristezza si manifesterà direte:"Ciao, cara mia vecchia amica, il tuo nome è tristezza. Io so che anche tu sei impermanente. So che ogni tanto vuoi stare con me, va bene, ma so che svanirai e che ci rivedremo in futuro". Se saprete farlo, sarete forti, non sarete vittima della gioia e della tristezza. Nella nostra mente, nascere vuol dire che da niente improvvisamente diventiamo qualcosa. Questa nozione di nascita è una percezione sbagliata.Chiediamoci se il foglio era stato già qualcosa prima di nascere. Guardando profondamente nel foglio di carta possiamo vedere l'esistenza degli alberi e delle foreste; possiamo vedere il sole, la pioggia, la terra e ogni cosa, tutte in questo foglio di carta. Prima di nascere come foglio di carta era già stato un albero, una nuvola e il sole splendente. E quel momento che crediamo sia stato la nascita in realtà è soltanto un momento di continuazione. Abbiamo la nozione di essere e di non-essere.Prima della manifestazione la definiamo come "non-essere", durante la manifestazione la definiamo come "essere" e dopo la cessazione della manifestazione la ridefiniamo "non essere". Il Buddha ci direbbe che la realtà va al di là dell'idea di uguale e diverso. Per questo, negli insegnamenti del Buddha "essere o non essere, non è questo il problema". Lavoiser, non aveva studiato il buddhismo, ma ha detto:" Niente nasce, niente muore". Se guardiamo in profondità nella nostra vera natura scopriremo che quella natura è la natura "della non nascita e della non morte", "del non andare, non venire". Se sarete capaci di toccare questa vostra vera natura, sarete liberi dalla paura e da ogni tipo di afflizione. Dovete servire il mondo con la vostra presenza, dovete offrire al mondo la vostra presenza autentica, essere in pace, essere solidi, essere compassionevoli, essere comprensivi. Queste qualità possono essere coltivate dalla vostra pratica quotidiana. E' importante essere aperti. Godetevi la trasformazione e la guarigione, ma non pensate di aver imparato abbastanza. Siate aperti, così imparerete di più, e quello che avete imparato non diventerà un ostacolo. Chiamate il vostro nome e sorridete al lui o alla lei che siete. E' molto importante. E' qualcuno che avete trascurato molto e che ha sofferto abbastanza. Ora ha bisogno della vostra attenzione, della vostra consapevolezza, del vostro abbraccio consapevole. Dovreste richiamare il vostro nome alla vostra mente con molto amore e compassione. Il compito più urgente per tutti è quello di ritornare alle radici spirituali della propria tradizione, cercando e ristabilendo i valori e le comprensioni profonde comuni. Quando un albero in giardino muore, ci si può scordare di tutti gli altri che sono ancora vivi, si può lasciare che la sofferenza ci domini e improvvisamente perdere tutto. Succede molto spesso che cerchiamo programmi televisivi, storie, conversazioni, o anche cibo, cerchiamo insomma qualcosa per coprire la nostra sofferenza. Ma la vera soluzione non è il divertimento. Dovremmo cercare un significato per la nostra vita, dovremmo essere in grado di sviluppare in noi l'amore, la comprensione e la compassione. Sono questi gli elementi che nutrono e guariscono le persone. Quello che ho imparato dall'insegnamento e dalla pratica è che l'amore è impossibile senza la comprensione. Ci vuole tempo per guardare e per poter comprendere. Il vero amore contiene l'elemento della gentilezza amorevole, che è la capacità di offrire felicità. Per rendere felice una persona bisogna esserci. Si dovrebbe imparare a guardarla, a parlarle. Rendere un'altra persona felice è un'arte che si impara. Il secondo elemento che compone il vero amore è la compassione, la capacità di togliere il dolore, di trasformarlo nella persona che amiamo. Anche in questo caso bisogna praticare il guardare in profondità per riuscire a vedere che tipo di sofferenza ha in sè quella persona. Spesso avviene che l'altra persona, compresa e sostenuta, sarà in grado di affrontare più facilmente le difficoltà della sua vita, perchè sentirà che siete dalla sua parte. Il terzo elemento è la gioia. Il vero amore vi deve portare gioia e felicità, non sofferenza giorno dopo giorno. Il quarto e ultimo elemento è la libertà. Se amando sentite di perdere la vostra libertà, di non avere più spazio per muovervi, quello non è vero amore.
FONTE:
TRATTO INTERAMENTE DA http://www.percorsiinteriori.it/spiritualita/Thich_Nhat_Hanh.htm Dai Discorsi di Thich Nhat Hanh

  Consiglio di lettura:

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone: Oltre il velo. Un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

martedì 26 novembre 2013

OSHO: I SEGRETI DELLA TRASFORMAZIONE

LIBRI OSHO
(...) il pensiero è il tempo. Se non pensi, il tempo non esiste. Ecco perché, in meditazione, avverti l'eternità. Ecco perché, in amore, avverti l'eterno. 

Osho, I segreti della trasformazione

lunedì 18 novembre 2013

DEEPAK CHOPRA... FRASI

LIBRI DEEPAK CHOPRA:
Imparare a scoprire il silenzio e riuscire a dedicargli una parte del nostro tempo è il modo per arrivare a sé e ritrovare quelle emozioni delicate, la compassione, l’empatia, la tenerezza, l’amore, che sono la chiave d’accesso alla felicità.

sabato 5 ottobre 2013

LAO TZU frasi

TAO TE CHING:

If you are depressed, you are living in the past. 
If you are anxious you are living in the future. 
If you are at peace, you are living in the present.

Lao Tzu

mercoledì 18 settembre 2013

GIORDANO BRUNO...libro.

Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.

Giordano Bruno

libri Giordano Bruno:

venerdì 26 luglio 2013

KRISHNAMURTI FRASI

Molti di voi vivono nelle città, con tutto il traffico, il rumore e l’inquinamento dell’ambiente. Probabilmente non vi capita spesso di essere in mezzo alla natura. C’è questo mare meraviglioso, ma voi non siete in relazione col mare. Lo guardate, magari ci andate a fare una nuotata, ma non avete il senso di questo mare con la sua enorme vitalità ed energia, la bellezza delle onde che si infrangono sulla costa – non c’è nessuna comunicazione fra quel meraviglioso movimento del mare e voi. E se non siete in relazione con questo, come potete esserlo con qualcun altro? Se non percepite il mare, la qualità dell’acqua, delle onde, della grande vitalità della marea che sale e scende, come potete essere consapevoli o essere sensibili alla relazione umana? Vi prego, è molto importante comprenderlo, perché la bellezza non è soltanto nella forma fisica, l’essenza della bellezza è quella qualità di sensibilità, la qualità dell’osservazione della natura. Jiddu Krishnamurti
CONSIGLIATO:

lunedì 15 luglio 2013

GUERRIERO DI LUCE

Voi siete chiamati a sviluppare il corpo di un guerriero: forte, rapido, sensitivo e pieno di energia; a sviluppare la mente di un guerriero: risoluta, flessibile, chiara e libera da dubbi; a sviluppare il cuore di un guerriero: coraggioso, intrepido e ardito; e infine acquisirete l’arte dell’agire, non del reagire, perché reagendo sarete deboli e prevedibili. (Marco Bianchi - Transfert I Codici del Sentiero Divino)
 consigliato:

lunedì 25 marzo 2013

KRISHNAMURTI FRASI

“Il vaso contiene l'acqua.. ed è l'acqua che dovete bere, non serve a nulla adorare il vaso.. purtroppo invece, l'umanità tende ad adorare il vaso e a dimenticare l'acqua….”
Jiddu Krishnamurti

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