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lunedì 23 febbraio 2015

Meditazione sul respiro Dalai Lama


Certo la vita in Occidente è molto affannata e piena di distrazioni. Ma volendo, se ci si impegna, si riesce a ritagliare spazi per l’attività spirituale. Io dico sempre che, invece di fare lunghi weekend o le ore piccole per divertirsi, ci si può svegliare presto la mattina e godersi le emozioni della natura che si risveglia. In linea di massima, il respiro durante la meditazione viene utilizzato per calmare la mente e sviluppare pace interiore. Il primo passo da compiere per meditare è di eliminare le distrazioni e rendere la nostra mente più chiara e lucida. Scelto un posto tranquillo e seduti in una posizione confortevole (magari a gambe incrociate) con la schiena ritta, chiudiamo gli occhi e cominciamo a concentrare l’attenzione sul nostro respiro. Respiriamo naturalmente, preferibilmente attraverso le narici; cerchiamo di divenire consapevoli della sensazione del nostro respiro mentre entra ed esce dalle nostre narici. Questa sensazione è l’oggetto della meditazione. L’obiettivo è di concentrarsi completamente su di essa escludendo tutto il resto. All’inizio, la nostra mente sarà molto irrequieta e impegnata da tanti pensieri, e ci potrebbe sembrare che la meditazione la affolli ulteriormente; ma in realtà stiamo semplicemente divenendo maggiormente consapevoli di quanto sia stressata la nostra mente. Saremo tentati di seguire i diversi pensieri che sorgeranno inconsciamente, ma dovremo resistere lasciandoli andare per la loro strada concentrandoci sulla sensazione del respiro. Se c’accorgiamo che la nostra mente s’è allontanata e sta seguendo i nostri pensieri, dovremmo immediatamente tornare a concentrarci sul respiro. Ripeteremo l’operazione tante volte quanto sarà necessario. Se continueremo pazientemente per questa strada, gradualmente le nostre distrazioni si faranno da parte e sperimenteremo un senso di pace interiore e rilassamento. La nostra mente sarà più lucida e pronta, conferendoci una sensazione di freschezza. Quando il mare è agitato vengono a galla i sedimenti e l’acqua diviene torbida, ma non appena il vento si placa, il fango sparisce e l’acqua diviene cristallina. Allo stesso modo, quando l’altrimenti incessante flusso di pensieri viene calmato attraverso la concentrazione sul respiro, la nostra mente diviene insolitamente lucida e rilassata. Anche se questo tipo di meditazione è uno stadio solamente preliminare, può rivelarsi decisamente efficace, dimostrandoci che è possibile sperimentare pace interiore e soddisfazione semplicemente controllando la mente, senza dover minimamente dipendere dalle condizioni esterne. Questa sensazione di benessere può essere di notevole aiuto per combattere le difficoltà della vita quotidiana. Quasi tutto lo stress e la tensione che sperimentiamo normalmente proviene dalla nostra mente, e tale stress può aggravare molti problemi, in primis di salute. Facendo anche solo dieci-quindici minuti al giorno di respiro meditativo, saremo in grado di ridurre di molto tale stress. Le situazioni difficili ci appariranno più semplici da risolvere, ci sentiremo più rilassati e ben disposti verso gli altri, e dunque anche le nostre relazioni col prossimo miglioreranno.
(Dalai Lama)

Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone:Oltre il veloUn libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

lunedì 17 novembre 2014

LA MENTE... YOGANANDA

Non permettere mai alla tua mente di ospitare pensieri di malattia o di limitazione: vedrai che il tuo corpo cambierà in meglio. Ricorda che la mente è il potere che governa questo corpo, quindi se la mente è debole anche il corpo diventa debole. Non intristirti o preoccuparti di nulla “Perché la vita è così piena di prove?” “Attraverso le prove noi impariamo le lezioni della vita. Le prove non sono fatte per distruggerci: sono fatte per sviluppare il nostro potere. Esse fanno parte della naturale legge dell’evoluzione e sono necessarie per noi per avanzare da un livello più basso ad uno superiore. Tu sei molto più forte di tutte le tue prove. Se non lo capisci adesso, dovrai capirlo più tardi. Dio ti ha dato il potere di controllare la tua mente e il tuo corpo e così liberarti dai dolori e dai dispiaceri. Non dire mai “sono finito”. Non inquinare la tua mente pensando che se cammini un po’ di più ti sforzerai troppo o che se non puoi avere un certo tipo di cibo soffrirai, e così via.” “Non permettere mai alla tua mente di ospitare pensieri di malattia o di limitazione: vedrai che il tuo corpo cambierà in meglio. Ricorda che la mente è il potere che governa questo corpo, quindi se la mente è debole anche il corpo diventa debole. Non intristirti o preoccuparti di nulla. Se rafforzi la tua mente non sentirai sofferenze fisiche. Non importa cosa succede, devi essere assolutamente libero nella tua mente. Come in un sogno puoi pensare che stai male e svegliandoti di colpo vedi che non è vero, così nello stato di veglia devi sapere che la vita non è altro che un sogno. La mente non ha alcun legame con il corpo se non quello che tu gli dai. Quando la mente potrà rimanere distaccata dal corpo a tuo piacimento, tu sarai libero. Ricorda che sei immortale. Per poter superare le prove della vita avrai bisogno di ringiovanire sia il corpo che la mente. Dovrai sviluppare l’elasticità mentale. Se non puoi fare fronte alle prove della vita, sarai indifeso quando i problemi e le tribolazioni arriveranno. A volte la vita sembra un gioco crudele. La sola giustificazione per questo è che la realtà è solo un sogno. Hai avuto molte esperienze attraverso molte incarnazioni e ne avrai altre in futuro, ma non dovrebbero impaurirti. Devi recitare tutte le parti in questo film della vita, dicendo a te stesso “Io sono Spirito”. Questa è la grande consolazione che la saggezza ci dà”. Paramahansa Yogananda (Inner Culture, aprile 1941) Fonte:http://risvegliati.altervista.org/i-pensieri-positivi-rinforzano-corpo/
CONSIGLIO DI LETTURA:
Autobiografia di uno Yogi
Edizione originale del 1946
Voto medio su 23 recensioni: Da non perdere

venerdì 16 novembre 2012

ECKHART TOLLE... INFELICITA'

CONSIGLIATISSIMO!

"The primary cause of unhappiness is never the situation but your thoughts about it." (Oneness With All Life) Eckhart Tolle "

La principale causa di infelicità è mai la situazione, ma i vostri pensieri su di esso". (Unità con tutta la vita) Eckhart Tolle 
(Tradotto da Bing)

venerdì 13 luglio 2012

venerdì 14 ottobre 2011

MEDITAZIONE: BENEFICI

Fonte: interamente tratto dall'ottimo sito http://www.vivizen.com/

Se mediti regolarmente, saprai bene che perfino una breve sessione di meditazione al mattino ha il potere di migliorare il modo in cui vivrai l'intera giornata.

Non soltanto ti sentirai maggiormente sereno e rilassato, ma riuscirai ad avere più attenzione, a essere più positivo e a sviluppare maggiore empatia.

Questo è il motivo per il quale le tecniche di meditazione sono state studiate e raffinate per migliaia di anni.

Ma è necessario meditare per anni per poter beneficiare dei benefici della meditazione? La risposta è no, basta molto meno.

Recenti studi hanno confermato che sono ravvisabili (e misurabili) cambiamenti significativi nel cervello già dopo solo otto settimane di meditazione regolare.

Come possiamo modificare il nostro cervello

Il cervello è un organo estremamente complesso. In genere si pensa al cervello come a qualcosa che non possa essere influenzato. Ma nelle ricerche condotte negli ultimi anni è emerso che attraverso l'allenamento e la pratica possiamo sviluppare nuovi neuroni e, di fatto, incidere sullo sviluppo del nostro cervello.

Il cervello è come un muscolo che possiamo allenare. Questo significa che ciascuno di noi può giocare un ruolo attivo nello sviluppo del proprio cervello e incrementare così il proprio benessere e la qualiità della propria vita.

La consapevolezza è un aspetto chiave della meditazione

La maggior parte delle tecniche di meditazione si sviluppa attorno al concetto di consapevolezza.  Più nello specifico, parliamo di allenamento della consapevolezza. La consapevolezza è qualcosa di diverso rispetto alla concentrazione. Essere consapevole significa essere in grado di notare ciò che è normalmente al di fuori della nostra esperienza conscia.

Nel processo di allenamento della nostra consapevolezza abbiamo la possibilità di comprendere come i nostri pensieri siano in grado di plasmare la nostra realtà.

Proviamo un semplice esperimento.

Smetti di leggere e presta attenzione ai suoni e ai rumori attorno a te. Quando inizi a prestare attenzione ai suoni e ai rumori, percepisci con chiarezza che quei suoni e quei rumori sono stati intorno a te per tutto il tempo mentre leggevi, ma il tuo cervello in qualche modo è riuscito a schermarli e a tenerli lontano dalla tua attenzione.

E se il tuo cervello proprio ora stesse schermando molteplici altre esperienze?

I nostri dialoghi interni e i flussi dei nostri pensieri di fatto ci tengono lontani da molte esperienze e sensazioni di cui finiamo per non avere consapevolezza. Questo significa che probabilmente mentre stai vivendo la tua vita, di fatto ne stai sperimentando soltanto una frazione.

Se la tua attenzione si focalizza esclusivamente sul flusso di pensiero della tua mente, probabilmente ti stai perdendo tanti piccoli e grandi piaceri che la vita sa offrirti: un caldo raggio di sole sulla tua pelle, la dolcezza del sorriso di un amico e il delicato sapore di un piatto che stai mangiando. Se non vuoi perderti parte della vita, inizia a meditare.

La meditazione ti consente di vivere pienamente le tue giornate

Su cosa è focalizzata in genere la tua attenzione? Su quale tipo di pensieri la tua mente ritorna con maggiore frequenza?

Per la maggior parte delle persone, l'attenzione è normalmente incentrata sul proprio flusso di pensiero, sul proprio dialogo interiore.

Ma di fatto riusciamo ad assumere consapevolezza di ciò soltanto quando iniziamo a meditare. La meditazione ci aiuta a comprendere dove è rivolta la nostra attenzione e, al contempo, a prenderne le distanze come un semplice osservatore.

La meditazione ci aiuta a cambiare la nostra usuale modalità di attenzione allenandoci ad essere maggiormente presenti.

Quando impariamo ad essere consapevoli del presente, momento per momento, la nostra vita cambia radicalmente.

Quando diventiamo più presenti, siamo meno invischiati nel turbinio dei nostri pensieri.

Un importante effetto secondario di questo processo è che la meditazione ci consente di diventare maggiormente empatici. La meditazione ci aiuta a entrare in maggiore sintonia con il prossimo. Quando riusciamo a emergere dalla nebbia dei nostri pensieri e del nostro dialogo interiore, siamo in grado di sintonizzarci con i bisogni e le speranza di coloro che sono intorno a noi.

Utilizza il tuo respiro come àncora al momento presente

Un semplice modo per assumere consapevolezza del momento presente è quello di utilizzare il proprio respiro per rimanere focalizzati sul qui e ora.

Ogni qualvolta rivolgiamo la nostra attenzione al respiro, riusciamo a distogliere la mente dal nostro dialogo interiore, riuscendo anche a rilassarci.

Quando meditiamo e siamo in grado di assumere consapevolezza del costante "chiacchericcio" nella nostra mente, abbiamo la possibilità di aprire uno squarcio su chi siamo realmente.

Anche se riesci a dedicare alla meditazione soltanto pochi minuti al giorno, potrai notare notevoli cambiamenti nella tua vita dopo poche settimane. Con la meditazione puoi scoprire serenità, equilibrio e tranquillità.

E, soprattutto, attraverso la meditazione puoi assumere consapevolezza del presente e vivere in pieno la tua vita, invece di rimanere impantanato nella nebbia dei pensieri e delle preoccupazioni. 

giovedì 3 marzo 2011

QUI E ORA...Bruce Lipton

Quando non state prestando attenzione al momento presente, tutto ciò che fate durante il giorno viene gestito dalla mente subconscia.
Bruce Lipton (1944), biologo



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martedì 15 febbraio 2011

UN NUOVO MONDO... di Eckhart Tolle

Consiglio: prima di leggere il Nuovo Mondo, leggete                                       Il respiro consapevole - Eckhart Tolle

Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la maggior parte delle persone sul pianeta.

Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere frequentemente, cosi che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio.

Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta di interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno smorgasbord, uno di quei buffet scandinavi dove si può scegliere tra un enorme varietà di cibi abbondanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due. “Non so” dissi. “Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. “Ma una cosa so di sicuro” aggiunsi. “Rimani consapevole del tuo respiro più spesso che puoi, ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno e ciò produrrà una trasformazione più potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non costa niente”.

Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio. È un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.

Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo. Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.

Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.

Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade da solo. È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.

In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale. Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.

La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.

Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza. È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma. L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti. “La cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.

Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta. La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita di ogni giorno.

Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili. Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso. E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio.



- tratto dal libro 




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lunedì 7 febbraio 2011

OSHO: NON- MENTE

CONSIGLIATO:
 Non-mente vuol dire assenza di pensiero. E tu lo sai! Spesso ti accade: ci sono momenti, attimi brevissimi, che comunque esistono, in cui tu all’improvviso vedi che in te non si agita alcun pensiero, non affiora alcuna increspatura – quelli sono momenti in cui sei un Buddha! Devi semplicemente sintonizzarti di più con quei momenti, devi semplicemente scendere più in profondità in quei momenti, devi semplicemente cambiare la tua enfasi.
Osho

giovedì 27 gennaio 2011

Racconto Zen... il monaco e il Maestro

CONSIGLIATO:
Zen
Autori Vari
« Un giorno, mentre il Grande Maestro Yueshan Weiyan stava seduto (in zazen), un monaco gli domandò: "A cosa state pensando (in quella postura) così immobile?.
Il Maestro rispose: "Sto pensando di non stare pensando (fu shiryô)".
Il monaco domandò: "Come fate a pensare di non stare pensando?
Il Maestro rispose: "Non pensando (hi shiryô)
»

(Eihei Dōgen (1200-1253) - tratto dallo Shōbōgenzō - capitolo 12, "Zazen shin" 坐禪箴 )

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martedì 18 gennaio 2011

MEDITAZIONE CAMMINATA: esercizio di meditazione dinamica




CAMMINARE CONSAPEVOLMENTE

Ecco un buon esercizio per sviluppare la consapevolezza, che può mettersi in pratica in qualunque momento della giornata e che ha un'efficacia davvero notevole.

Decidete un determinato tragitto che farete a piedi (ad esempio da casa a lavoro... per chi non usa l'auto!). Per le prime volte è consigliabile un percorso breve ( non più di dieci minuti ad esempio, ma non ci sono regole precise, non ce ne sono mai per nulla!)

Una volta prestabilito il tragitto da compiere, iniziate l'esercizio di meditazione dinamica, che consiste in questo:

Camminate per tutto il  tragitto mettendo da parte la mente attiva. Voi direte come? Per mettere da parte la mente attiva si intende LASCIAR FLUIRE I PENSIERI senza manipolarli, senza macchinarci sù, senza seguirli, senza etichettarli come buoni o cattivi pensieri. 

Cercate solamente di OSSERVARE TUTTO, le cose che vi stanno intorno, i rumori, i suoni, gli odori, i pensieri. OSSERVATE TUTTO, compreso i pensieri, qualunque pensiero, ma SENZA INTERFERIRE CON ESSI

Siate un osservatore distaccato, osservate i vostri pensieri e ciò che vi sta intorno  allo stesso modo di come osservate un cielo azzurro in cui passano le nuvole. Le nuvole sono come i pensieri, attraverseranno sempre la vostra testa, voi non potete farci nulla, non potete impedire ad un pensiero di arrivare, ma avete un potere incredibile: potete OSSERVARLO e ben presto il pensiero evaporerà da solo, perchè voi non gli darete più quella energia che lo teneva in vita! sarà solo una nuvola passeggera, che voi OSSERVERETE andar via. Dunque SE VOLETE, POTETE OSSERVARE I PENSIERI SENZA IDENTIFICARVI CON ESSI! Noi non siamo i nostri pensieri e nè la somma di essi.

Questo esercizio all'inizio può apparire difficile, dato che i pensieri arriveranno e voi non rispetterete il vostro patto con voi stessi (ovvero mettere da parte la mente attiva LASCIANDOLI FLUIRE senza manipolarli, senza macchinarci sù, senza seguirli, senza etichettarli come buoni o cattivi pensieri.) All'inizio è normale seguirli e alimentarli, l'importante è non demoralizzarsi, ma ritornare a ciò che si stava facendo con l'esercizio di meditazione dinamica, cioè, continuare a LASCIAR FLUIRE I PENSIERI E OSSERVARE TUTTO ( le cose che vi stanno intorno, i rumori, i suoni, gli odori, compreso i pensieri, ma SENZA INTERFERIRE CON ESSI.)

Ripeto: questo esercizio all'inizio può apparire non particolarmente semplice, ma non demoralizzarsi (anche demoralizzarsi è un pensiero, se affiora OSSERVATELO).

Questo esercizio vi farà capire (in poco tempo per alcuni e in più tempo per altri), come finora vi siate persi tantissime cose, che prima non notavate perchè immersi nella vostra mente in cui vi identificavate totalmente. 

Ma, soprattutto, vi darà i primi barlumi dell'ESTASI di una vita vissuta nel QUI E ORA, in cui la mente è solo un utilissimo strumento che si usa quando serve, ma può benissimo mettersi da parte quando crea le più svariate seghe mentali. 
La mente è il servo e noi siamo i padroni, non viceversa.

Comunque, bisogna sperimentare e non razionalizzare, per cui godetevi questo esercizio con animo leggero e aperto e senza alcuna fretta, godetevi il momento e basta!  E poi, perchè non tentare un esercizio così semplice e la cui durata dipende solo da noi?

Col tempo, inizierete a capire, che potete essere consapevoli in qualunque momento della giornata, e quindi anche al di fuori del tempo dedicato all'esercizio.
Ad esempio, potreste lavarvi i denti con consapevolezza, cioè OSSERVANDO TUTTO (l'atto di lavarsi e i pensieri che affiorano).

I momenti in cui sarete PRESENTI, e non persi nei meandri della vostra problematica testa, saranno sempre più numerosi e la vera FELICITA' sarà accessibile a voi quando vorrete e non sarà soltanto legata ad un'emozione fugace. Ma questo si deve sperimentare personalmente...

Sono gradite le vostre esperienze sia in merito all'esercizio stesso oppure riguardo altre tecniche per sviluppare la CONSAPEVOLEZZA, che potrebbero essere utili a tutti noi esseri non illuminati.

P.S. Non illuminato anche nel senso letterale, dato che ho la lampadina della stanza fulminata....!
Una felice vita nel qui e ora a tutti voi!


sabato 6 novembre 2010

ESERCIZIO: LASCIA FLUIRE I TUOI PENSIERI



Prima di leggere questo post ti consigliamo la lettura di: The Zone:Oltre il veloUn libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

Prova per un giorno a lasciar fluire i tuoi pensieri.
Cosa intendo per fluire? Supponiamo che in questo periodo tu sia afflitto da una qualche sega mentale e non riesci a pensare ad altro, ad esempio il tuo partner ti ha lasciato oppure il lavoro va male, ecc... Supponiamo dunque che la tua mente sia focalizzata per gran parte della giornata su pensieri che non vorresti avere.
Come fare a liberarsene? Esiste un modo per lasciar andare i pensieri disturbanti? La risposta è si, a patto che tu riesca a lasciar fluire i tuoi pensieri senza macchinarci su,senza giudicarli nè come buoni nè come cattivi pensieri, senza cercare di trovare una soluzione con la tua stessa mente(infatti come può la mente risolvere un problema creato dalla mente stessa????)
Finora hai provato a risolvere il problema pensandoci, cercando di trovare soluzioni, macchinandoci sopra, riesumando immagini mentali che hanno solo avuto lo scopo di consolidare in te il ricordo negativo di un'esperienza o la paura per una data situazione. Senza rendertene conto tu stesso ogni giorno hai fatto di tutto per consolidare la tua sega mentale. Infatti i circuiti neuronali legati a quel tuo ricordo, a quel tuo stress o paura sono stati rafforzati perchè, cercando di risolverli con la mente stessa, li hai costantemente focalizzati, messi a fuoco, rivissuti con intensità emotiva e sei diventato uno schiavo in balìa dei tuoi pensieri.
Cosa fare dunque? Abbiamo detto di LASCIAR FLUIRE I PENSIERI.
Come si fa?
Prova(iniziamente per un'ora) a non risolvere i tuoi problemi macchinandoci su, sarai tentato a farlo, la mente ti tenterà in tutti i modi, ti farà credere che è importantissimo che tu pensi al problema in quel preciso momento e che magari questa volta potresti essere a un passo dalla soluzione. E' solo un inganno.
Tu lascia fluire i tuoi pensieri, lascia che la mente faccia affiorare immagini, voci o ricordi ma NON MACCHINARCI SU, NON SEGUIRE QUEI PENSIERI, OSSERVALI E BASTA, NON INDIRIZZARLI DA NESSUNA PARTE, NON GIUDICARLI, OSSERVALI COME OSSERVERESTI UN ALBERO. All'inzio sembra impossibile ma il meccanismo una volta appreso è una chiave che porterai dietro per tutta la vita e in qualunque problema. Per iniziare fai questo lavoro per un'ora soltanto.
Potresti obiettare: ma così non si diventa distaccati e indifferenti?
Assolutamente no, in questo modo si ridiventa padroni della propria testa, perchè la mente è un magnifico strumento ma non deve dominarci.
Quando siamo avvolti dai nostri pensieri e non vediamo gli altri e le cose che ci stanno intorno poichè totalmente presi dai nostri problemi... credo che quella sia la vera indifferenza.
Riuscendo invece a far fluire i pensieri sarai nel qui e ora, molto più attento, presente e disponibile alla vita REALE e non a quella mentale.
Prova per un'ora a lasciar fluire i tuoi pensieri, e non ti stressare se all'inizio non riuscirai a farlo. E' solo questione di tempo e pratica.
Si deve solo COMPRENDERE...
Per approndire rimando a un altro articolo: ELIMINARE LE SEGHE MENTALI





giovedì 28 ottobre 2010

Non pensare...Osho

  Fonte: tratto dall'ottimo sito: http://eliotroporosa.blogspot.com/


C’è una qualità dell’essere completamente diversa che viene dal non pensare: non è né buona né cattiva, è solo uno stato di non pensiero. Osservi, rimane consapevole, ma non pensi. Se arriva qualche pensiero… arriverà, perché i pensieri non sono tuoi; fluttuano nell’aria. Tutt’intorno a noi c’è una noosfera, una sfera di pensiero, che ci circonda. Proprio come c’è l’atmosfera c’è anche una sfera di pensiero intorno a te, e continua a muoversi per suo conto. Si ferma solo quando diventi più consapevole. Se diventi più consapevole, il pensiero semplicemente scompare, si scioglie, perché la consapevolezza è un’energia più grande del pensiero.

La consapevolezza è come fuoco per il pensiero. È come se in casa accendessi una lampada e l’oscurità sparisse; se la spegni, il buio entra da ogni lato, senza aspettare neanche un attimo, neanche un istante. Quando la luce è accesa, l’oscurità non può entrare. I pensieri sono come l’oscurità: entrano solo quando all’interno non c’è luce. La consapevolezza è come fuoco: diventi più consapevole, e arrivano sempre meno pensieri.

Se diventi veramente integrato nella tua consapevolezza, i pensieri non possono entrare per nulla; sei diventato una fortezza impenetrabile, niente può entrare. Non che tu sia chiuso, ricordalo – sei completamente aperto; ma l’energia della consapevolezza diventa la tua fortezza. Quando nessun pensiero può penetrare, i pensieri verranno ma ti eviteranno. Li vedrai venire, ma, prima di arrivare a te, svolteranno e se ne andranno. A quel punto puoi andare dove vuoi, anche all’inferno, e nulla potrà influenzarti. Questo è ciò che chiamiamo illuminazione.




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martedì 22 giugno 2010

TU NON SEI I TUOI PENSIERI... Osho

CONSIGLIATO:
1. Non identificarti con pensieri ed emozioni
Se vuoi eliminare il dominio della mente su di te, distruggi tutte le identificazioni che hai con essa. Un pensiero nasce dentro di te – non diventare tutt’uno con esso! Perché se lo fai, gli dai forza. Rimani invece a distanza, come se ti trovassi a lato della strada e guardassi la gente passare. Guarda il pensiero come se fosse una nuvola su in alto nel cielo, mentre tu sei lontano, sulla terra. Non identificarti, non diventare tutt’uno con i tuoi pensieri. Non dire: “Questo è il mio pensiero”. Appena dici ‘mio’, ti sei identificato e, appena ti sei identificato, tutta la tua energia fluisce verso quel pensiero. È questa energia che ti rende schiavo; ed è la tua stessa energia! Non identificarti. Quando cominci a prendere le distanze dai tuoi pensieri, essi iniziano a perdere forza e a diventare senza vita, perché non ricevono più energia.
2. Aspetta la pausa
Quando arriva la rabbia, mettiti da una parte, a distanza, e osservala. Lascia che cresca e permei tutto il tuo corpo. Ti avvolgerà da ogni lato. Lasciala fare! Devi solo ricordarti una piccola cosa – tu non sei la tua rabbia. Non avere fretta di saltarci dentro, perché allora sarà difficile uscirne. Osservala, ma rimani fermo su di un punto: se davvero devi rispondere alla persona che ti ha insultato, fallo quando la rabbia è scomparsa. Per nessuna ragione fallo prima di allora.
All’inizio sarà difficile, sarà davvero arduo. Dovrai essere molto vigile, stare in guardia, ma pian piano diverrà più facile. Più grande è la distanza che crei tra te stesso e i tuoi pensieri, meglio riuscirai a prendere il controllo. Ma tu stai così vicino ai tuoi desideri da dimenticarti perfino che c’è una distanza tra te e loro, che tra voi due c’è un intervallo vuoto, una pausa.
Inizia da oggi. I risultati non verranno subito, perché la vicinanza, l’associazione con i tuoi pensieri, è esistita per vite e vite. Questi vecchi rapporti non possono essere spezzati in un giorno; ci vorrà tempo, ma anche un piccolo sforzo da parte tua produrrà dei risultati, perché questa è una falsa identificazione.
Fino a quando la mente è la padrona, tu rimarrai uno schiavo. Nel momento in cui comprendi la realtà, la libertà accade naturalmente. Non lottare con la mente. Se combatti, questa libertà spontanea non accadrà. Se lotti, stai mettendo la mente sul tuo stesso piano. Tu combatti con qualcuno solo se lo consideri uguale a te. Prima era un amico, ora è un nemico. Il padrone non è allo stesso livello, il padrone è sempre più in alto, in cielo, mentre il servo è giù, sulla terra. Quando sei il padrone, acquisti una libertà che è naturale, unica.

Fonte: tratto dal consigliatissimo sito
http://www.pomodorozen.com/

martedì 11 maggio 2010

ELIMINARE LE SEGHE MENTALI


 
Cosa è più stupido? mangiare,parlare,camminare e contemporaneamente pensare alle più assurde seghe mentali o vivere con quella spontaneità di quando si è bambini?
La mente, i pensieri vanno benissimo se sono utili, se sono strumenti per aiutarci nella vita, altrimenti non vanno bene.
La mente non deve dominarci, ripeto: è solo uno strumento.
Il 90 per cento dei nostri pensieri, e non lo dico io, sono inutili,classificabili come seghe mentali, tuttavia crediamo di non poterne fare a meno e soprattutto pensiamo che una volta risolti i nostri dilemmi mentali saremo felici per sempre... ma ne siamo davvero sicuri?
Non vi è già capitato nella vita di avere un pensiero che giudicavate irrisolvibile e che consideravate come il vostro ostacolo per la serenità? E vi è capitato che nel momento in cui lo avete superato,nel momento in cui non avevate più quel pensiero, ne avete percepito tutta la futilità? e soprattutto, ben presto, non sono apparsi altri pensieri?
Vi siete mai accorti che la mente sta sempre nel passato e nel futuro e MAI nel presente?
Se siete intensamente assorbiti da una situazione (qualunque essa sia) il pensiero scompare, ci siete solo voi con tutta la vostra energia e vitalità! E questo perchè? perchè la mente, i pensieri vi hanno abbondonato per un attimo e in quell'attimo voi avete vissuto totalmente.
Per cui, non credo si debba guardare con ammirazione chi si vanta di pensare 24 ore al giorno, perchè indubbiamente è il più grande segaiolo mentale che esista!
Ma come fare a usare la mente come uno strumento? come fare a non avere sempre gli stessi pensieri inutili?
La soluzione è così semplice che molti, io per primo, la consideravo una boiata assurda! Ma funziona....
La soluzione più semplice(almeno secondo me che non sono un illuminato!) è ESSERE CONSAPEVOLI DI OGNI COSA CHE SI FA, come ricorda anche la dottrina dello zen.
Cosa vuol dire essere consapevoli? vuol dire che mentre cammini  non hai bisogno di pensare a quella persona che ti sta sulle......... vuol dire che mentre mangi non hai bisogno di pensare che dopo un'ora hai una riunione importantissima, vuol dire quindi una cosa semplicissima: MENTRE MANGI MANGIA E MENTRE CAMMINI CAMMINA... ad es. mentre cammini senti il contatto con i piedi sull'asfalto, guarda gli alberi, le auto, ma fai attenzione: GUARDA E BASTA! (non pensare:ecco un albero!) ASCOLTA I RUMORI che ti stanno intorno e BASTA(non pensare: sto sentendo un clacson) 
All'inizio affioreranno mille pensieri ma tu non risolverli, non dar loro attenzione e ritorna costantemente a quello che fai: se ti lavi i denti non pensare alla tua ragazza(p.s. non vorrei aver fatto deprimere i singles!) ma lavati i denti,OSSERVA,ASCOLTA,lavati i denti e non pensare al tuo cane, non pensare neanche che non stai pensando! anche quello è un pensiero! 
Ma la mente è astuta e cercherà mille volte di distrarti.
La mente arriverà persino a farti pensare che se non pensi a quel problema la tua vita sarà peggiore! (ma anche quello è un pensiero non seguirlo e torna a quello che stai facendo qui e ora!!!)
All'inizio è difficile essere consapevole ma col tempo sarai sempre più PRESENTE in quello che fai e i pensieri diminuiranno di numero e di intensità!
Se ogni giorno, anche per pochissimo tempo, svilupperai la pratica della consapevolezza, ti accorgerai che, pian piano, riuscirai a gestire meglio qualunque pensiero, anzi... tu non devi fare proprio nulla! il pensiero cadrà da solo se non cercherai di risolverlo! col tempo andrà via da solo e in minor tempo rispetto al nostro folle,continuo e stressante tentativo di risolverlo.
Proprio il tentare di risolvere una inutile sega mentale non fa altro che rafforzarla! Siamo noi che le rafforziamo costantemente e neanche ce ne rendiamo conto, è paradossale!é l'inganno della mente: rafforza il problema nel tentativo di risolverlo!
All'inizio è molto difficile vedere affiorare il pensiero e tornare alle cose che fai ma col tempo ti verrà sempre più facile. In fondo tu finora hai sempre "fatto", hai sempre pensato, hai sempre provato a risolvere... prova invece a "NON FARE", a non risolvere le seghe mentali ma a essere PRESENTE nelle cose che fai e dovunque tu sia. Esci dalla testa!
E la cosa più bella è questa: la tua PRESENZA nella REALTA' (e non nei pensieri) aumenterà da sola, occorre soltanto che tu praticherai la consapevolezza, anche per poco tempo(ovviamente più lo fai meglio è, ma non c'è alcuna fretta, non pensare a una meta! anche quello è pensare! non pensare se pratico la consapevolezza diventerò Buddha! NOooo! E ricorda: NON PROVARE A RISOLVERE LE SEGHE MENTALI, perchè non c'è nulla da risolvere! I pensieri sono legati a impulsi neuronali quindi si attivano da soli, è lo stesso funzionamento della droga, e quindi più cerchi di risolverli più si rafforzano, rafforzi l'impulso neuronale. 
Se il pensiero da risolvere è di questo tipo:ad es come organizzo lo studio.. allora va bene... pensaci, risolvilo! Ma se il problema è: perchè penso ancora a quella ragazza che mi ha lasciato negli anni 80? allora quello è un pensiero inutile oltre che comico...
Inoltre, un' ultima precisazione: nel momento in cui praticherai la consapevolezza e quindi ripeto: quando mangi mangia, quando fai la doccia fatti la doccia ecc... potrebbe capitarti che, pensieri anche passati, affioreranno in te, ma tu continua a praticare la consapevolezza, NON RISOLVERLI con la mente: LA MENTE NON PUO' RISOLVERE UN PROBLEMA CREATO DALLA MENTE STESSA!
NON TI DICO DI SFORZARTI DI NON PENSARE!!! NO!!!! sarebbe sbagliato... ti dico di essere presente nelle cose che fai e quando affiora un pensiero non risolverlo, non soffermarti su di esso ma TORNA A ESSERE IN QUELLO CHE FAI!!! TORNA A LAVARTI I DENTI!!! 
Coma fare a sapere se la pratica funziona? semplice: quando sei veramente PRESENTE in quello che fai, ti senti FELICE, perchè sei nel QUI E ORA, l'unico luogo e l'unico tempo in cui i pensieri non esistono e in cui SENTI di essere vivo... così finalmente un giorno penserai: ma non è stupido che l'unico momento che esista è il PRESENTE e io invece sto sempre nel passato o nel futuro?( ma anche quello è un pensiero eheh... quindi riconoscilo come tale e torna a fare qualunque cosa tu stia facendo) 
Per cui non sentiamoci stupidi quando pratichiamo la consapevolezza, perchè l'essere consapevoli è il nostro stato naturale!!! Invece l'unica cosa stupida è pensare tutto il giorno in maniera convulsa!
Inoltre praticando la consapevolezza non diventate scemi! anzi... il cervello diventa molto più REATTIVO e ACUTO quando veramente serve, quando lo tirate in ballo come strumento!
Ho volutamente mantenuto un profilo banale e comico per ricordarmi che la VITA si onora con una risata!
 Alberto 

Di seguito riporto un brano di Buddha, un uomo che sicuramente non aveva seghe mentali...


brano tratto dalla "Vita di Siddharta il Buddha" di Thich Nhat Hanh:
"Bambini, dopo avere sbucciato un mandarino, potete mangiarlo con consapevolezza o distrattamente. Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza? Mangiando un mandarino, sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza. Sbucciando il mandarino, sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza. Il mandarino che Nandabala mi ha offerto aveva nove spicchi. Li ho messi in bocca uno per uno in consapevolezza e ho sentito quanto sono splendidi e preziosi. Non ho dimenticato il mandarino, e così il mandarino è diventato qualcosa di molto reale. Se il mandarino è reale, anche chi lo mangia è reale. Ecco cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza.
Bambini, cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza? Mangiando un mandarino, non sapete che lo state mangiando. Non ne gustate la fragranza e la dolcezza. Sbucciando il mandarino, non sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, non sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, non sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza. Così facendo, non potete apprezzarne la natura splendida e preziosa. Se non siete consapevoli di mangiarlo, il mandarino non è reale. Se il mandarino non è reale, neppure chi lo mangia è reale. Ecco cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza.
Bambini, mangiare il mandarino con presenza mentale significa essere davvero in contatto con ciò che mangiate. La vostra mente non rincorre i pensieri riguardo allo ieri o al domani, ma dimora totalmente nel momento presente. Il mandarino è totalmente presente. Vivere con presenza mentale e consapevolezza vuol dire vivere nel momento presente, con il corpo e la mente che dimorano nel qui e ora".


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