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giovedì 18 gennaio 2024

L'illusione della paura: racconto zen


L'illusione della paura

In un antico monastero cinese viveva un monaco che ogni qualvolta si ritirava in meditazione, scorgeva un lupo inferocito che lo rincorreva. Egli non riusciva più a meditare per colpa di questa visione. 

Così un giorno andò dal suo maestro per chiedergli un consiglio, e gli disse: “Maestro, aiutami. Un lupo inferocito mi perseguita. Ho paura, non riesco più a meditare. Cosa devo fare?

Il Maestro rispose: “Prendi questo pennarello e quando vedrai il lupo disegnagli una bella croce sul petto e vedrai che scomparirà”.

Il discepolo era titubante ma allo stesso tempo riponeva molta fiducia nel suo saggio maestro, così si mise subito a meditare con il pennarello in mano.

Allorchè chiuse gli occhi, dopo poco, il lupo apparve.

Il discepolo, spaventato dalla visione dell'animale, strinse il pennarello e fece una bella croce nel suo petto ed il lupo improvvisamente scomparve.

Preso da immensa gioia, il giovane discepolo andò dal suo maestro per raccontargli del buon esito e disse: “Maestro, avevate ragione, quando ho fatto una croce sul lupo, improvvisamente è scomparso. Ho vinto la mia paura e di questo ve ne sarò grato per sempre, ma vi prego, spiegatemi cosa è accaduto al lupo?”.

Il maestro sorridendo gli disse: “Hai visto il tuo petto?”.

Il discepolo chinò gli occhi sul suo corpo e vide che era segnato da una croce, la stessa fatta un attimo prima al lupo.

Così egli capì che le paure e le preoccupazioni erano frutto dei suoi pensieri e non di realtà concrete.

martedì 14 maggio 2013

BENEFICI DELLA MEDITAZIONE



I 100 benefici della Meditazione

fonte: http://www.psicomorfosi.it/articoli/50-i-100-benefici-della-meditazione.html

Benefici fisici
1 – Abbassa il consumo di ossigeno.
2 – Diminuisce la frequenza respiratoria.
3 – Aumenta il flusso sanguigno e rallenta la frequenza cardiaca.
4 – Aumenta la tolleranza all’esercizio fisico.
5 – porta ad un livello più profondo di rilassamento fisico.
6 – Buona per le persone con pressione alta.
7 – Riduce gli attacchi di ansia riducendo i livelli di lattato nel sangue.
8 – Diminuisce la tensione muscolare.
9 – Aiuta a eliminare malattie croniche come allergie, artriti, ecc..
10– Riduce i sintomi pre-mestruali.
11– Aiuta nella guarigione post-operatoria.
12– Rafforza il sistema immunitario.
13- Riduce l’attività di virus e stress emotivo.
14– Aumenta l’energia, la forza e il vigore.
15– Aiuta a perdere peso.
16– Riduce l’azione dei radicali liberi, rinvigorisce i tessuti.
17- Aumenta la resistenza della pelle.
18- Diminuisce i livelli di colesterolo, riduce il rischio di malattie cardiovascolari.
19– Migliora il flusso d’aria nei polmoni con conseguente respirazione più facile.
20– Diminuisce il processo di invecchiamento.
21– Livelli più elevati di DHEA (Deidroepiandrosterone).
22– Impedisce, rallenta o controlla il dolore delle malattie croniche.
23– Fa sudare meno.
24– Cura mal di testa e emicrania.
25- Migliora l’attività cerebrale.
26- Riduce la necessità di assistenza medica.
27– Minore spreco energetico.
28– Maggiore inclinazione allo sport e all’attività fisica.
29- Significativo sollievo da asma.
30- Migliora le prestazioni in eventi sportivi.
31– Aiuta a stabilizzare il peso ideale.
32– Armonizza il sistema endocrino.
33– Rilassa il sistema nervoso.
34- Migliora l’attività elettrica del cervello.
35- Cura l’infertilità

Benefici psicologici
36– Buona per riacquistare fiducia in se stessi.
37– Aumenta il livello di serotonina, influenza l’umore e il comportamento.
38– Risolve fobie e paure.
39– Aiuta a controllare i propri pensieri.
40– Aiuta a mantenere alti i livelli di attenzione e concentrazione.
41– Aumenta la creatività.
42- Aumenta la frequenza delle onde cerebrali.
43- Migliora l’apprendimento e la capacità di memoria.
44– Dona maggior senso di vitalità e di ringiovanimento.
45– Maggiore stabilità emotiva.
46– Migliora le relazioni.
47- Rallenta il processo di invecchiamento.
48– Aiuta a rimuovere le cattive abitudini.
49– Sviluppa l’intuizione.
50– Aumenta la produttività.
51– Migliora i rapporti a casa e al lavoro.
52- Da la capacità di vedere le cose da una prospettiva diversa.
53- Aiuta a non dare importanza a problemi di lieve entità.
54– Migliora la capacità di risolvere problemi complessi.
55– Migliora il carattere.
56– Sviluppare la forza di volontà.
57– Favorisce una maggiora comunicazione tra i due emisferi cerebrali.
58– Fa reagire in maniera più rapida e più efficace a un evento stressante.
59- Migliora le abilità.
60- Accresce il tasso di intelligenza.
61– Aumento la soddisfazione sul lavoro.
62- Aumenta la capacità di contatto intimo con i propri cari.
63- Riduce il rischio di malattie mentali.
64- Favorisce un comportamento più socievole.
65– Rende meno aggressivi.
66– Aiuta a smettere di fumare e di bere.
67– Riduce la necessità e la dipendenza da droghe, pillole e farmaci.
68- Riduce le ore di sonno necessarie per recuperare energia.
69- Diminuisce il tempo necessario per addormentarsi e riduce l’insonnia.
70– Aumenta il senso di responsabilità.
71- Riduce lo stress del traffico.
72– Diminuisce il pensiero inquieto.
73– Diminuisce la tendenza a preoccuparsi.
74– Aumenta la capacità di ascolto ed empatia.
75- Aiuta a dare giudizi più precisi.
76– Aumenta la tolleranza.
77- Fa agire in modo composto e costruttivo.
78- Rende la personalità più equilibrata.
79– Sviluppa maturità emotiva.

Benefici spirituali
80- Aiuta a guardare le cose in prospettiva.
81- Procura la pace dei sensi, la felicità.
82- Aiuta a far scoprire i propri scopi.
83- Favorisce l’auto-realizzazione.
84- Aumenta la comprensione.
85- Accresce la saggezza.
86- Fa comprendere maggiormente se e gli altri.
87– Porta corpo, mente, spirito in armonia.
88- Crea un livello molto profondo di rilassamento spirituale.
89– Aiuta ad una maggiore accettazione di se stessi.
90- Aiuta a perdonare.
91- Modifica l’atteggiamento verso la vita.
92– Crea un rapporto più profondo con Dio.
93– Aiuta a raggiungere l’illuminazione.
94- Dona sicurezza in se stessi.
95- Aiuta a vivere il presente.
96- Aumenta la capacità di amare.
97- Scopre il vero sé aldilà dell’ego.
98- Fa sperimentare un senso interiore di consapevolezza.
99- Conferisce un senso di unitarietà con l’Universo.
100-Aumenta la sincronicità nella propria vita.

CONSIGLIATO:

lunedì 18 marzo 2013

INFELICITA' OSHO

La causa dell'infelicità risiede nel nostro attaccarci agli altri, nelle aspettative che abbiamo nei loro confronti, nella speranza che siano gli altri a darci la felicità.
Osho
CONSIGLIATO

mercoledì 29 agosto 2012

OSHO... PAURE


"Sono le preoccupazioni che impediscono ai più grandi doni dell’esistenza di raggiungerti. Una mente preoccupata continua a proiettare la sua preoccupazione su qualsiasi cosa.
Quasi tutti sono preoccupati, anche solo per delle banalità. Se osservi attentamente queste preoccupazioni, ti metterai a ridere di te stesso, di che razza di sciocchezze si agitano dentro di te e creano tremendi ostacoli. E così ti basta guardare quali sono le tue preoccupazioni e lasciarle perdere.
È possibile svuotare la mente dalle tue preoccupazioni. Tu l’hai riempita, puoi anche svuotarla."
Osho

sabato 14 aprile 2012

VIVERE CON CONSAPEVOLEZZA



Vivere in consapevolezza

La Mindfulness è la pratica della consapevolezza, la capacità di dimorare nel momento presente, nel qui e ora, nell'unico momento in cui è possibile vivere: ADESSO.

Ti consigliamo la lettura di: The Zone:Oltre il velo. Un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

venerdì 17 febbraio 2012

JON KABAT-ZINN

Se potessimo portare un po’ di humour invece che contrarci dietro a pronomi quali Io e Mio, vedremmo subito che da soli ci creiamo un sacco di sofferenza non necessaria.


 Jon Kabat-Zinn

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lunedì 10 ottobre 2011

OSHO: PAURA

OSHO

COSA FARE CON LA PAURA ?


Osho, non ne posso più di continuare a farmi guidare dalla paura. Si può arrivare a dominarla o a ucciderla? E come?

OSHO:
Non può essere uccisa, non può essere dominata, può solo essere compresa. La parola chiave qui è comprensione. Solo il comprenderla – null’altro – può creare una trasformazione.

Se cerchi di dominare la paura, essa rimarrà là, semplicemente repressa, magari a una profondità tale da renderla completamente inconscia.

A quel punto non ne sarai mai più consapevole, eppure lei continuerà a vivere laggiù – in cantina – e continuerà a influenzarti. Potrà dirigerti e manipolarti, ma in modo così indiretto che non ne sarai consapevole. Il pericolo, allora, sarà più intenso: non sarai nemmeno in grado di scorgerlo.

Perciò non si tratta di dominare la paura, o di ucciderla. Ucciderla non è possibile, perché essa contiene una certa quantità di energia, e l’energia non può essere distrutta.

Hai mai notato com’è grande l’energia che hai quando hai paura? E la stessa cosa accade con la rabbia; entrambi sono aspetti dello stesso fenomeno.

La rabbia è aggressiva mentre la paura è non-aggressiva. La paura è lo stato negativo della rabbia; la rabbia è lo stato positivo della paura. Hai mai osservato come diventi forte e potente quando sei arrabbiato – quanta energia hai?

Oppure, quando hai paura, corri così veloce da far invidia persino a un olimpionico. La paura crea energia: la paura è energia, e l’energia non può essere distrutta.

Nemmeno un briciolo di energia può essere rimossa dall’esistenza. Devi continuare a ricordartelo, perché altrimenti finisci col fare qualcosa di sbagliato. Non puoi distruggere nulla, tutto ciò che puoi fare è cambiarne la forma.

Non puoi distruggere una goccia d’acqua: puoi trasformarla in ghiaccio, puoi farla evaporare, ma continuerà a esistere. Da qualche parte rimarrà, perché non può essere eliminata dall’esistenza.

Allo stesso modo non puoi distruggere la paura. E nel corso dei secoli la gente ha cercato di fare proprio questo: eliminare la paura, eliminare la rabbia, eliminare il sesso, eliminare l’avidità – eliminare questo e quello.

Tutti ci hanno provato, senza sosta, e qual è il risultato? L’uomo è nel caos. Nulla in realtà è stato eliminato, è ancora tutto lì: è nata solo una gran confusione. Non occorre eliminare nulla, perché comunque nulla può essere distrutto. E allora cosa si può fare?

La paura va compresa. Che cos’è? Come nasce? Da dove proviene? Cosa ti sta dicendo? Osservala – senza alcun giudizio – solo allora sarai in grado di comprendere.

Che cos’è la paura? Per prima cosa, la paura è sempre collegata a un desiderio. Vuoi diventare famoso, l’uomo più famoso del mondo: c’è paura. E se non ci riuscissi? Nasce la paura.

La paura sorge come sottoprodotto del desiderio – per esempio se vuoi diventare l’uomo più ricco del mondo. E se non ce la facessi? Inizi a tremare; nasce la paura. Hai una donna… e hai paura, perché domani potresti non possederla più, potrebbe andarsene con un altro.

È viva, può lasciarti. Solo una donna morta non ti lascerà, e invece lei è ancora viva. In realtà puoi possedere solo un cadavere, in quel caso non ci sarà alcuna paura, il cadavere starà lì per sempre. Puoi possedere dei mobili… non ci sarà alcuna paura.

Ma se cerchi di possedere un essere umano, nasce la paura. Chi lo sa? Ieri lei non c’era, oggi è tua ma domani chissà, potrebbe appartenere a qualcun altro. Ecco la paura. La paura nasce dal desiderio di possesso, è un sottoprodotto. Vuoi possedere, ed ecco la paura.

Se non volessi possedere nulla, non ci sarebbe alcuna paura. Se non avessi il desiderio di essere questo o quello nel futuro, la paura non esisterebbe.

Se non volessi andare in paradiso, non nascerebbe alcuna paura: il prete non potrebbe spaventarti. Se non vuoi andare da nessuna parte, nessuno può farti paura.

Se inizi a vivere nel momento, la paura svanisce. La paura passa attraverso il desiderio. Fondamentalmente, è il desiderio a creare la paura. Osserva. Quando hai paura, guarda da dove proviene, qual è il desiderio che la sta provocando, e poi vedi come è futile.

La paura nasce sempre da qualcosa d’altro. Dovrai osservare queste altre cose, e l’atto stesso dell’osservare comincerà a cambiarle.

Quindi non chiedere come si fa a dominarla o a ucciderla. Non deve essere dominata, non deve essere uccisa. Non può essere dominata e non può essere uccisa.

Può solo essere compresa. Lasciati guidare unicamente da questa comprensione.

DA OSHO: IL SUTRA DEL CUORE

Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone:Oltre il velo.
Un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

martedì 15 febbraio 2011

UN NUOVO MONDO... di Eckhart Tolle

Consiglio: prima di leggere il Nuovo Mondo, leggete                                       Il respiro consapevole - Eckhart Tolle

Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la maggior parte delle persone sul pianeta.

Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere frequentemente, cosi che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio.

Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta di interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno smorgasbord, uno di quei buffet scandinavi dove si può scegliere tra un enorme varietà di cibi abbondanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due. “Non so” dissi. “Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. “Ma una cosa so di sicuro” aggiunsi. “Rimani consapevole del tuo respiro più spesso che puoi, ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno e ciò produrrà una trasformazione più potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non costa niente”.

Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio. È un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.

Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo. Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.

Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.

Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade da solo. È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.

In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale. Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.

La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.

Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza. È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma. L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti. “La cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.

Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta. La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita di ogni giorno.

Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili. Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso. E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio.



- tratto dal libro 




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giovedì 27 gennaio 2011

Due mesi di meditazione «cambiano» davvero il cervello

Cervello
FONTE:http://salute24.ilsole24ore.com/articles/12567-due-mesi-di-meditazione-cambiano-davvero-il-cervello?refresh_ce di COSIMO COLASANTO il Sole24Ore Salute24
Due mesi di meditazione producono effetti visibili sulla materia-grigia. Tanto è necessario secondo uno studio del Massachusetts General Hospital che per la prima volta ha stabilito con esattezza la “soglia” misurabile oltre la quale le tecniche di rilassamento cambiano il cervello: 8 settimane producono effetti associati a memoria, empatia e, per l’appunto, stress. Lo studio, pubblicato sulla rivista Psychiatry Research: Neuroimaging, ha “arruolato” 16 persone alle quali i ricercatori hanno “scattato” foto cerebrali prima e dopo un corso anti-stress presso l’Università del Massachusetts. Il confronto non lascia dubbi secondo gli scienziati: la densità della materia-grigia nell’ippocampo è davvero aumentata alla fine del percorso. Proprio l’ippocampo, ricordano, non è una regione del cervello qualsiasi, ma la “cabina di regia” di apprendimento e memoria. “È affascinante osservare in questo periodo i cambiamenti plastici del cervello”, afferma Britta Hölzel, tra gli autori dello studio.

I partecipanti allo studio hanno eseguito le tecniche in media per 27 minuti ogni giorno. Il protocollo comprendeva esercizi guidati per migliorare la consapevolezza. Oltre all’influenza sull’ippocampo, gli strumenti diagnostici a disposizione dei ricercatori hanno potuto rilevare un miglioramento nella funzione dell’amigdala, nota per svolgere un ruolo cruciale su ansia e stress. Attenzione, però, 8 settimane “cambiano” cervello, ma non eliminano lo stress. “L'esperienza personale dello stress non può essere ridotta solo con un programma di formazione di 8 settimane - avverte Amishi Jha, un altro dei ricercatori -, ma la scoperta apre le porte a possibilità per ulteriori ricerche sul potenziale delle meditazione come via per proteggere contro i disturbi legati allo stress, come quelli da stress post-traumatico”.
di Cosimo Colasanto (25/01/2011)
Fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/12567-due-mesi-di-meditazione-cambiano-davvero-il-cervello?refresh_ce

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sabato 13 novembre 2010

OSHO: ANSIA

CONSIGLIATO:
Non hai mai notato una cosa? Il presente è sempre qualcosa di ricco e di estatico, di vivo e di vitale. Le preoccupazioni sono sempre create o da ciò che volevi fare in passato, e non sei riuscito a fare, oppure da ciò che vorresti fare in futuro, e non sai se sarai in grado di fare o meno. Non hai mai notato, non hai mai osservato da vicino questa semplice verità: nel presente non esistono sofferenze, non esistono preoccupazioni. Per questo il presente non disturba la mente, è l’ansia a disturbarla.

Nel presente non esiste alcuna sofferenza. Il presente non conosce alcuna sofferenza: è un istante così minuscolo da non poter inglobare alcuna sofferenza. Nel presente può entrare solo il paradiso, non l’inferno. L’inferno è troppo grande! Il presente può solo essere pace, può solo essere felicità.



Ho sentito raccontare che una vecchia signora stava viaggiando su un autobus. Era molto ansiosa, si rodeva dalla preoccupazione e chiedeva continuamente a quale fermata erano arrivati. Un altro signore, seduto accanto a lei, le disse: “Si rilassi, non si preoccupi. Il conducente annuncerà sempre la fermata, e se anche questo non la rassicura, può dirgli a quale fermata vuole scendere, lui lo terrà presente e lei si potrà rilassare”.
E quell’uomo chiamò il conducente, e la donna gli parlò: “Se ne ricordi, per favore, non voglio perdere la mia fermata… devo arrivare con urgenza a destinazione”.
Il conducente la tranquillizzò: “Va bene, lo terrò a mente. Anche se lei non me lo chiedesse, comunque annuncerei le fermate. Ma ora ne prenderò nota e verrò ad avvisarla personalmente quando saremo alla sua fermata. Ma si rilassi, non sia così preoccupata!”
La donna era tutta sudata e tremava per la tensione, disse: “Oh grazie, la prego di ricordarsene: io devo scendere al capolinea”.
Ebbene, se deve scendere al capolinea, perché preoccuparsi tanto? Come potrebbe mancarlo? È impossibile che le sfugga! Nel momento in cui ti acquieti, nel momento in cui ti rilassi, riconosci che l’esistenza è già in movimento, è già diretta verso vette più elevate. E tu ne fai parte! Non occorre che tu abbia ambizioni personali.
Questo è rilassamento: riposarsi, lasciar cadere ogni meta privata, abbandonare la mente che vuole sempre conquistare qualcosa, tutte le proiezioni dell’ego. E a quel punto la vita è un mistero: i tuoi occhi saranno colmi di meraviglia; il tuo cuore sarà colmo di stupore.
Noi non dobbiamo diventare qualcosa: lo siamo già. In breve, questo è l’intero messaggio di coloro che si sono risvegliati: tu non devi realizzare qualcosa, ti è già stato dato. È un dono di Dio. Tu sei già dove dovresti essere, non puoi essere altrove. Non esiste alcun luogo dove andare, nulla da realizzare.
E poiché non esiste un luogo verso cui dirigersi e nulla da conquistare, puoi celebrare.

E a questo punto non esiste più alcuna fretta, nessuna preoccupazione, nessuna ansia, nessuna angoscia, nessuna paura di essere un fallimento. Non puoi fallire. La natura stessa delle cose lo rende impossibile, poiché non si pone affatto il problema di avere successo. E il segreto dell’illuminazione è tutto qui: accade in un profondo stato di quiete.
Fonte: http://www.fiumesilente.com/
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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

OSHO: IL GIORNALISTA SANO

Osho, che cos’è il giornalismo sano? Il giornalismo può sopravvivere solo sulle notizie positive? Per favore parlaci della tua visione sulle responsabilità dei media.
Per giornalismo sano, intendo un giornalismo che nutre tutta la personalità dell’uomo: il suo corpo, la sua mente, la sua anima. Un giornalismo che abbia a cuore la creazione di una umanità migliore e non solo il semplice riportare ciò che succede. Il giornalismo non dovrebbe essere solo un mezzo per divulgare le notizie, dovrebbe essere anche grande letteratura: a quel punto è sano. Anche il giornale di ieri dovrebbe restare in qualche modo valido, così che si possa leggerlo anche oggi. Non dovrebbe essere così momentaneo. Ma se è solamente un mezzo per le notizie, allora è naturale che una volta passato quel giorno, le notizie non siano più nuove.
Si dovrebbe fare qualcosa che non diventi mai vecchio, che rimanga sempre nuovo. Questo è ciò che è la grande letteratura.
Gli scritti di Dostojevskj, oppure quelli di Leo Tolstoj, di Anton Cecov o di Turgenjev, di Rabindranath Tagor, resteranno significativi fino a quando esisterà l’umanità, più freschi che mai. Qualcosa nel giornalismo dovrebbe possedere quella qualità e quella qualità può essere sviluppata....
Può esserci spazio per le notizie, ma queste dovrebbero avere un’importanza secondaria. Perché cosa sono quei notiziari? Che effetto avranno? Qualcuno ruba, qualcun altro si suicida: che ragione c’è di farne una notizia? Perché riportare una notizia senza che sia necessaria? Riempite lo spazio dei giornali con cose assolutamente non essenziali.
Fateci entrare l’essenziale. Esistono i poeti, i pittori, gli scrittori, ci sono dei giganti spirituali: potete farli entrare tutti nel giornale. Dovrebbero avere la parte maggiore… e la politica dovrebbe essere in terza pagina, o nella quarta, o magari in nessuna pagina! Avete gonfiato così tanto questi politici, dato loro un’attenzione così esagerata, che tutta la nazione ne soffre. Tutto il mondo sta soffrendo a causa di queste persone e dovrete prendervi la responsabilità di tutto questo. Queste persone dovrebbero essere ridimensionate e messe al loro posto. Essere il presidente di una nazione non significa un granché. È importante se è o meno un grande presidente. La questione è la qualità. Un presidente, solo per il fatto di essere presidente, non è un granché, ma la sua qualità… Parlate delle qualità, non della personalità. Un primo ministro, solo per il fatto di essere il primo ministro, non significa molto. Parlate delle sue qualità: che cosa ha fatto per il paese, che cosa è capace di fare? Provocatelo affinché lo faccia.
I giorni continuano a passare… ho visto questi quaranta anni passare. Tutta la mia famiglia era coinvolta nella lotta per l’indipendenza, sono stati tutti in prigione per questo; e noi da bambini ne abbiamo sofferto. Quando ero piccolo chiedevo a mio padre: “Sei sicuro che verrà questa libertà per la quale stai combattendo? È possibile che gli inglesi se ne vadano, ma sei sicuro che quelli che li rimpiazzeranno saranno migliori? Capisco che stai combattendo contro la schiavitù, ma non penso che tu abbia alcuna idea che stai combattendo per la libertà: non hai un programma positivo, concreto!”.
Tutto il movimento di liberazione in India non aveva un programma. E il risultato è che sono passati quaranta anni e il paese è caduto sempre più in basso. Quando ho cominciato a parlare trent’anni fa, la popolazione di questo paese era di quattrocento milioni. Ho parlato in favore dei metodi anticoncezionali e mi hanno preso a pietrate, i miei discorsi sono stati interrotti. E quando sono tornato in quella città non mi è stato permesso di scendere dal treno: duecento integralisti indù hanno circondato il treno per impedirmelo. E ora la popolazione del paese ha raggiunto i novecento milioni. Alla fine di questo secolo passerà il miliardo. Per la prima volta nella storia, l’India sorpasserà la Cina. Fino adesso, la Cina era il paese più stupido, ora sarà l’India al primo posto. La Cina adesso è riuscita a ridurre la sua popolazione, ma i politici non hanno fegato, non hanno coraggio; hanno paura di dire la verità alla gente, perché devono prendere voti. I giornalisti non dovrebbero aver paura di nessuno; voi non dipendete dai voti di nessuno. Dovreste portare la verità. Dovreste dir loro: “State facendo figli, ma in realtà state creando morte. Per la fine del secolo metà della nazione – e ciò significa cinquecento milioni – morirà di fame. Una persona su due. Sarete circondati dai cadaveri. Cosa stanno facendo i vostri politici?
Ma se parlo a favore del controllo delle nascite, i preti mi condannano e i politici cercano di distruggere i miei sforzi, perché va contro le superstizioni religiose della gente. Nessun politico ha il coraggio di venire a farmi visita, di incontrarmi. Indira Gandhi aveva chiesto di incontrarmi… per sei volte prese appuntamento per venire a trovarmi e il giorno prima lo cancellava. Alla fine ho mandato la mia segretaria a chiederle: “Che storia è questa? Se vuoi venire, vieni; se non vuoi venire, nessuno ti ha invitato. Stai continuando a chiedere…”. E lei disse alla mia segretaria: “I miei colleghi non me lo permettono. Dicono che venire da te è pericoloso per il mio futuro nella politica. Perché non mi voterà più nessuno!”. Gli shankaracharya, gli imam e i vescovi ritireranno i loro voti, se vengono a sapere che un uomo politico è venuto da me.
E una delle cose più incredibili è che nessuno di loro ha il coraggio di accettare la sfida di una discussione con me. Continuo a sfidarli, dicendo che sono pronto per un dibattito pubblico con qualsiasi persona e su qualunque soggetto e questi codardi… nessuno si fa vivo.
I giornalisti dovrebbero rendere pubbliche le notizie che riguardano persone che stanno combattendo battaglie poco conosciute, perché le cause impopolari sono il futuro dell’uomo. La lotte per le cause conosciute da tutti sono l’eredità del passato, ormai marcia. I politici non possono avere tanto coraggio, ma i giornalisti sì. E dovrebbero averlo! Questo genere di giornalismo io chiamo “sano”.
Tu chiedi. “Il giornalismo può sopravvivere su notizie positive?” Non sto dicendo questo. Dico semplicemente di non cercare di sopravvivere solo sulle notizie negative. Date spazio al positivo, in tutta la sua bellezza e mettete il negativo come sfondo, non ci si dovrebbe focalizzare sul negativo. Io non voglio che siate solo positivi, voglio che siate realisti.
Il negativo è parte della vita, sì, la morte è parte della vita. Ma ciò non vuol dire che dobbiate mettere il cimitero nel bel mezzo della piazza del mercato. Fate il vostro cimitero fuori città, dove andate solo una volta e non ci tornate. Perché non lo fate in mezzo al Bazar così che tutti possano vedere ogni giorno i cadaveri che vengono bruciati! Non rendere le persone troppo impaurite dalla morte. Non creare delle fobie attraverso il negativo. Questo sto dicendo. Non sto dicendo che i media debbano sopravvivere solo sulle notizie positive. Questo sarebbe sbagliato, sarebbe solo una delle due metà. Il negativo dovrebbe essere portato alla luce, ma non essere enfatizzato. Dovrebbe invece venir criticato. Si dovrebbe dare energia al positivo e condannare il negativo. In questo modo non sei solamente positivo, porti tutte due le cose… Ma la parte negativa è brutta.
Nella vita continuiamo a mettere il positivo in primo piano e il negativo in secondo piano. L’attitudine di un giornalismo sano dovrebbe essere la stessa: l’enfasi dovrebbe essere sul positivo, il negativo dovrebbe essere usato solo come contrasto per arrivare al positivo, non dovrebbe essere enfatizzato, perché nella mente delle persone crea l’idea che la vita sia fatta solo di cose negative. E questo è un pericoloso cancro dell’anima.
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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

venerdì 12 novembre 2010

AFORISMI ECKHART TOLLE

La maggior parte del dolore umano è superflua . Si crea da sé fintanto che a gestire la vostra vita è la mente non osservata . Il dolore che voi create adesso è sempre qualche forma di non accettazione , qualche forma di resistenza inconsapevole a ciò che esiste . A livello del pensiero , la resistenza è una qualche forma di giudizio . A livello emozionale , è una qualche forma di negatività . L'intensità del dolore dipende dal grado di resistenza al momento presente , e questo a sua volta dipende dalla forza con cui vi identificate con la vostra mente . La mente cerca sempre di negare l'adesso e di sfuggirlo . In altri termini , più voi vi identificate con la vostra mente , più soffrite . Oppure possiamo metterla così : più siete in grado di onorare e di accettare l'Adesso , più siete liberi dal dolore , dalla sofferenza , nonché liberi dalla mente egoica..'
'..Non opporre resistenza alla vita significa essere in stato di grazia , serenità e leggerezza . Questo stato allora non dipende più dal fatto che le cose siano in un certo modo , siano bene o male..Quando vi siete identificati con qualche forma di negatività , non volete lasciarla andare , e a un livello profondamente inconsapevole non volete un cambiamento positivo . Minaccerebbe la vostra identità di persone depresse , incollerite o trattate duramente . Allora ignorerete , negherete o saboterete il positivo della vostra vita . Questo è un fenomeno comune . E' anche folle..'
 Fonte: Il potere di adesso (Eckhart Tolle)
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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

sabato 30 ottobre 2010

24 BUONI MOTIVI PER NON FARSI SEGHE MENTALI... QUI E ORA






Il rilassamento è uno stato di coscienza, spesso definito come: stato di distensione psichica in cui i muscoli del corpo sono a riposo. Ma il rilassamento è molto di più: è quello stato che si cerca di raggiungere al fine di ricevere calma, pace e felicità. Il raggiungimento di questi obbiettivi può essere ottenuto percorrendo diverse strade. In precedenza abbiamo parlato di esercizi yoga e di meditazione. Ora non parleremo di tecniche di rilassamento, bensì dei benefici che queste apportano.
Come Smettere di Farsi le Seghe Mentali e Godersi la Vita I benefici del rilassamento e delle tecniche di rilassamento:






  • Maggior consapevolezza
  • Riduzione dell’ansia
  • Aumento della capacità di far fronte alle situazioni stressanti
  • Stabilizzazione della funzione cardiaca e respiratoria
  • Aumento della velocità dei riflessi
  • Aumento della capacità di concentrazione e di memoria
  • Maggiore livello di riposo. Riposo più profondo
  • Maggior salute
  • Maggiore resistenza alle malattie
  • Riduzione dei livelli di pressione sanguigna
  • Migliore ossigenazione
  • Aumento del livello di energia e vitalità
  • Minor tempo di recupero dagli sforzi
  • Pensiero positivo
  • Resistenza alle cattive abitudini: fumo, alcol, pasti eccessivi, …
  • Riduzione dello stress
  • Maggior disponibilità a trattare con le persone
  • Incremento della capacità di riflessione
  • Maggiore coscienza di se
  • Aumento della creatività
  • Aumento nella capacità di apprendere
  • Crescente tendenza al miglioramento di se stessi e della propria immagine
  • Maggiore autostima
  • Migliore qualità del sonno



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    venerdì 29 ottobre 2010

    OSHO: ESSERE SE STESSI

    CONSIGLIATO:
    Veridicità significa autenticità, essere veri, non essere falsi, non usare maschere. Quale che sia il tuo volto reale, lo mostri… e a qualunque prezzo.

    Ricorda, non vuol dire che devi smascherare gli altri. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. Pensa di dover essere sincera, autentica, e che questo significhi che deve andare a mettere a nudo gli altri.

    Ma non è così, ciò che ti devi ricordare è di essere sincero con te stesso. Non c'è bisogno di te per riformare tutti gli altri a questo mondo. Se cresci tu, è sufficiente. Non fare il riformatore, non cercare di dare lezioni agli altri o di cambiarli. Se cambi tu, quello è un messaggio sufficiente.

    Essere autentici vuol dire rimanere fedeli al proprio essere. Ma come farlo? Ci sono tre cose da ricordare.

    Una, ascolta sempre la tua voce interiore, ascolta ciò che tu vorresti essere.

    Non ascoltare mai nessuno quando ti dice cos'è bene per te, altrimenti sprecherai la tua vita. Tua madre vuole che diventi un ingegnere, tuo padre un dottore e tu vuoi essere un poeta. Cosa puoi fare? Certo tua madre ha ragione, perché dal punto di vista finanziario è meglio essere un ingegnere.

    Anche tuo padre ha ragione: essere un dottore ha un buon valore di mercato. Un poeta? Sei diventato matto?
    I poeti sono persone maledette, nessuno li vuole. Non c'è nessun bisogno di loro; il mondo può esistere anche senza poesia. Il mondo non può esistere senza ingegneri, e se c'è bisogno di te hai più valore; se non servi, non hai nessun valore.

    Ma se vuoi essere un poeta, sii un poeta. Magari dovrai mendicare. Bene! Magari non diventerai ricco. Non preoccuparti, perché puoi diventare un grande ingegnere e guadagnare tanti soldi, ma non ti sentirai mai realizzato. Ti resterà comunque un desiderio profondo, il tuo essere interiore bramerà essere un poeta.

    Ricorda, sii fedele alla tua voce interiore. Può condurti nei pericoli, eppure devi rimanerle fedele perché allora c'è la possibilità che un giorno arriverai alla condizione di danzare e celebrare la tua realizzazione interiore.

    Guarda sempre qual è la prima cosa per il tuo essere, la più importante, e non permettere agli altri di manipolarti e di controllarti. Sono tanti: tutti sono pronti a controllarti, a cambiarti, a darti un'indicazione che non hai nemmeno chiesto. Tutti ti vogliono dare una guida per la tua vita. Ma la guida esiste dentro di te; solo tu conosci la formula.

    Essere autentici vuol dire essere fedeli a se stessi. È un fenomeno molto pericoloso; solo rari individui ci riescono. Ma, se ci riescono, si realizzano. Arrivano a una bellezza, a una grazia e soddisfazione che tu non puoi nemmeno immaginare. Se tutti hanno un'aria frustrata è perché nessuno ha dato ascolto alla sua voce interiore.

    Ascolta sempre la tua voce interiore e nient'altro. Sarai circondato da mille tentazioni, perché ci sono tante persone che vogliono vendere le loro merci. Il mondo è un supermercato, e tutti vogliono vendere le loro cose; sono tutti dei venditori. Ma se dai ascolto a tutti questi venditori diventerai matto. Non ascoltare nessuno; chiudi gli occhi e ascolta la tua voce interiore. Questo è proprio il senso della meditazione: ascoltare la voce interiore. Questa è la prima cosa.

    E poi la seconda - solo se hai fatto la prima puoi fare la seconda - non metterti mai una maschera. Se sei arrabbiato, sii arrabbiato. È rischioso, ma non metterti a sorridere, perché allora il tuo sorriso è falso, solo una maschera… un esercizio delle labbra, e nient'altro. Il cuore è pieno di rabbia, di veleno, e le labbra sorridono; diventi un fenomeno falso. Quando vuoi essere arrabbiato, sii arrabbiato. Non c'è nulla di male nell'essere arrabbiati.

    Se vuoi ridere, ridi. Non c'è nulla di male nel ridere forte. Pian piano vedrai che il tuo sistema ricomincia a funzionare. E quando questo accade, sentirai un suono armonioso, proprio come una macchina il cui motore, quando tutto funziona bene, fa questo rumore armonioso. Il guidatore che ama la sua macchina sa che ora tutto funziona bene, che c'è un'unità organica - il meccanismo funziona perfettamente.

    Anche in una persona puoi notare quando il meccanismo funziona bene, sentirai questo suono armonioso intorno a lei. Cammina, e il suo passo è una danza. Parla, e le sue parole portano con sé una sottile poesia. Ti guarda, e ti guarda veramente; non è tiepida, è calda. Quando ti tocca, ti tocca veramente. Puoi sentire la sua energia che arriva nel tuo corpo, una corrente di vita che ti viene passata… perché il suo meccanismo funziona bene.

    La seconda cosa è: non usare maschere. Sii vero, qualunque ne sia il prezzo.

    La terza cosa sull'autenticità: rimani sempre nel presente, perché tutto ciò che è falso arriva o dal passato o dal futuro. Ciò che è stato è stato, non preoccupartene. Non portartelo dietro come un fardello, altrimenti non ti permetterà di essere autentico nel presente. Tutto ciò che non è ancora stato, non è ancora stato. Non preoccuparti del futuro, altrimenti si insinuerà nel presente, distruggendolo. Sii vero rispetto al presente, e sarai autentico. Essere qui e ora vuol dire essere autentici. Né passato, né futuro: questo momento è tutto, è tutta l'eternità.

    Con queste tre cose arrivi a ciò che Patanjali chiama veridicità. Allora tutto ciò che dici è vero. Normalmente pensi di dover fare uno sforzo per dire la verità. Io non dico questo, io dico che quando crei l'autenticità, tutto ciò che dici sarà vero. Una persona autentica non può mentire, tutto ciò che dice sarà vero.Quindi non ti dico: "Di' la verità". Ti dico: "Sii autentico e tutto ciò che dici sarà vero".

    CONSIGLIATO:

    martedì 5 ottobre 2010

    UNA FRASE DI ANTHONY DE MELLO...

    CONSIGLIATO:
    Liberatevi della paura di fallire, della preoccupazione di riuscire, e sarete voi stessi. Rilassatevi. Non guidereste, come state facendo ora, con il piede sul freno. Ecco cosa accadrebbe.
    A. De Mello

    domenica 19 settembre 2010

    ILLUMINAZIONE E FOLLIA tratto da http://www.dadrim.org/

    Riporto di seguito una fantastica risposta ad una domanda posta da un lettore del sito http://www.dadrim.org/
     G. ha scritto: Ciao Dadrim, sai sono tre anni che divoro libri di meditazione, tra meditazioni riuscite e non, tra amore inviato ad altri, tra cui anche tanta sofferenza. Ora le mie meditazioni sono accompagnate da psicofarmaci perché ho sbroccato credendomi illuminato. Ti giuro, se non avessi trovato i libri di Osho mi sarei ributtato dai 30 metri a cui sono sopravvissuto a 18 anni. Ora sono stufo perché ho sofferto molto, da 17 anni ho avuto da impazzire, a tratti, per via dell'ascisc. Comunque, sia quel che sia, accetterò tutto. Ti volevo chiedere: può avvenire l'illuminazione prendendo psicofarmaci, dato che in meditazione riesco ad entrare?
    Un saluto e grazie per lo spazio che ci dedichi.
    Dadrim ha risposto: Caro G., non puoi chiedere a me dell'illuminazione: io non ne so nulla. Non sono un illuminato, pertanto non posso darti una risposta rispetto al fatto se tu possa o meno illuminarti prendendo psicofarmaci. Quel che ti posso dire è che dal mio punto di vista quando lavoriamo su noi stessi sperando di raggiungere l'illuminazione, la pace, ecc.., stiamo unicamente cadendo in un nuovo inganno. C'è chi insegue il denaro, chi il sesso, chi il potere e chi dio o l'illuminazione. Per me il problema non sta nell'oggetto che inseguiamo ma nell'atto stesso di voler inseguire qualcosa. Cerchiamo di raggiungere qualcosa unicamente quando vogliamo fuggire da ciò che siamo e dalla realtà che viviamo. Meditazione per me non significa ricercare la pace,  l'illuminazione..., ma smettere di fuggire in qualche desiderio futuro o sogno consolatore. Meditazione significa imparare a godere pienamente del presente, del semplice piacere che da il respirare, il camminare, il parlare con qualcuno, il sapere che si è vivi e non si sa perché. La meditazione sposta il nostro desiderio dal futuro al presente rendendoci finalmente capaci di essere reali, di godere la vita. Se ci pensiamo bene ogni desiderio che si muove nel futuro non è nulla di concreto, genera in noi unicamente tensione e speranza poiché forse si realizzerà o forse no. Inoltre ogni desiderio che rincorre un oggetto, una realizzazione futura, non appena ottiene ciò che vuole si dissolve lasciandoci vuoti, tristi. L'unico desiderio che non può lasciarci delusi, vuoti o in continua tensione, è quel desiderio che si appaga nell'esatto accadere dell'istante presente, è quel desiderio che desidera essere pienamente e incondizionatamente aperto a tutto ciò che il presente porta con sé.
    Io non sono contro il desiderio, anzi, ritengo che questa stessa esistenza non sia nient'altro che desiderio che continuamente si appaga e rigenera in una possibilità di piacere sempre più vasta e profonda. Gli alberi desiderano danzare nel vento, spargere semi e moltiplicarsi, le stelle desiderano brillare nel buio degli spazi siderali, gli oceani desiderano creare il gioco delle maree, delle tempeste e dei loro abissi segreti. L'universo e le sue parti stanno continuamente desiderando ciò che vivono, per questo sono perennemente appagati e meravigliosi. Solo l'uomo continua a desiderare ciò che non ha, non è o non vive, e questo perché l'uomo è caduto vittima dell'idea di essere separato dalla vita e pertanto di dover lottare per sopravvivere. L'uomo lotta contro se stesso, conto la natura, contro i sui simili, contro la sua ombra, contro tutto, unicamente per poter affermare se stesso in un mondo che senza tregua gli ricorda che quel “se stesso” non ha alcun valore e potere perché è unicamente un fenomeno parziale e contingente. L'idea che abbiamo di noi stessi non nasce con noi e non va oltre la morte. L'idea che abbiamo di noi stessi è il prodotto di un ambiente che non ha saputo accoglierci per quel che eravamo, che non ha saputo amarci e permetterci di sentire che prima di ogni idea di fare, studiare, divenire nella società, eravamo pienamente accolti per il semplice fatto di essere, di essere vita, mistero, miracolo, occhi spalancati che guardavano colmi d'amore e fiducia ogni cosa. L'ego è il prodotto di un amore negato, violentato, soffocato, ingannato, è l'idea di dover divenire qualcosa o qualcuno per poter essere. Ecco allora che il pensiero strategico, “futuristico”, finalizzato, competitivo, diviene sempre più astuto, perfezionato e violento o fantastico. Ma tutto ciò è solo un inganno poiché nulla ci potrà donare quella pace e quell'amore che portavamo con noi in origine poiché non è un qualcosa che possa essere conquistato ma un qualcosa che deve essere riscoperto. Quel qualcosa siamo noi stessi, è la nostra natura intrinseca, è la nostra essenza. L'unico problema sono le mille idee e le mille forze che abbiamo creato nella nostra coscienza nel tentativo di rispondere alle idiote richieste di una società e un ambiente esterno alienato e ingannevole perché in se stesso ingannato. Non vi è alcun dio da raggiungere, non v'è alcuna illuminazione da sperare. Io credo che tutto sia qui ed ora nell'esatto istante in cui smettiamo di volerci diversi da quello che siamo o di volere gli altri ed il mondo diversi da quello che sono. Il mondo è perfetto così com'è, gli uomini sono perfetti così come sono, il problema è che sono convinti di dover andare chissà dove o dover raggiungere chissà cosa. Ma cosa v'è da raggiungere? In pochi anni per tutti sopraggiunge la morte e con lei la fine di ogni megalomania. Che senso ha vivere per raggiungere qualcosa? Si vive per il puro piacere di vivere: tutto il resto è solo un dono. Va bene progettare, creare nuove tecnologie, fare sogni sul futuro, amarsi , fare figli; è tutto meraviglioso, ma unicamente se si vive tutto ciò come un dono della vita, come un qualcosa che non serve a noi per sentirci qualcuno, ma che noi serviamo perché stupiti da tanta meraviglia per nulla scontata.
    La meditazione per me è qualcosa che ci aiuta ad uscire dalle illusioni della mente, dall'affanno del dover raggiungere per poter essere. L'illuminazione e la meditazione, se fraintese, possono divenire l'ultimo e il più potente ego trip di un uomo. Io mi considero un osservatore, uno scopritore di se stesso che compie unicamente quei passi che la consapevolezza gli permette. Cerco di vivere quel che c'è dentro e fuori di me, senza nasconderlo, modificarlo, reprimerlo e soprattutto senza farmici ossessionare. In me scorrono mille pensieri, emozioni, turbamenti, sogni e immagini, belli, brutti, sensati, folli, ma tutto ciò non è il mio essere, poiché ciò che può essere visto non può essere colui che vede e che vive tutto quel che accade. Ecco allora che se rimango sempre più indifferente a tutto ciò che muta e pongo sempre più energia in colui che osserva, i pensieri si fanno più deboli, distanti, le emozioni si placano e sopraggiungono momenti di quiete immotivata. Ma tutto ciò non è frutto del desiderio di voler raggiungere chissà cosa o di volere pace e gioia, ma è il frutto della comprensione che tutto ciò che per molto tempo ho inseguito e ricercato non mi potrà mai appagare. Allora che fare? Nulla! Semplicemente si rimane sempre più quieti in quel che accade nel presente, ci si rilassa in quel che c'è, poiché tutto ciò che si voleva si è rivelato effimero o ci ha appagati sino al punto di non volerlo più. La meditazione non è un desiderio ma la conseguenza della comprensione che nel semplice ascolto del proprio respiro, del vento che accarezza la pelle, della voce di un amico che si accompagna a noi in una passeggiata o delle risa di un bambino che gioca su uno scivolo v'è molta più pace e serenità che in qualunque altro sforzo o obbiettivo egoico.
    Siamo capaci di rendere anche la meditazione e la realizzazione di sé una fatica e una fuga dalla realtà. Guarda cosa abbiamo creato con l'idea di Dio, con le religioni e la giustizia sociale: guerre, guerre e ancora guerre!
    Gli psicofarmaci servono all'individuo quando la mente prende il sopravvento. Dal mio punto di vista la meditazione non centra nulla con la mente e, pertanto nemmeno con i farmaci. Il problema però sta in cosa intendi per meditazione poiché se questa è il prodotto di un desiderio della mente le cose si metteranno sempre peggio.
    Dici che Osho ti ha salvato dal gettarti nuovamente da trenta metri e ci credo! Per l'esperienza che ho avuto io anche la sola lettura di Osho può essere una meditazione. I discorsi di Osho sono formulati in modo tale da non permettere alla mente di schierarsi, di rafforzarsi, di ingannarsi e perpetrarsi. Portano ad un dolce e lento dissolvimento del pensiero esposto alla forza di una consapevolezza sempre più vasta.
    Se ami i sui discorsi lasciati trasportare, leggili e rileggili per il puro piacere di ascoltarli, senza fine alcuno: lui stesso lo ripeteva in continuazione, quindi credo tu capisca cosa voglio dire. Lentamente vedrai che tutte quelle parole in realtà sono vuote, non ti vogliono comunicare nulla di oggettivo, nulla da raggiungere, ma ti vogliono semplicemente lasciare in compagnia di te stesso e del puro piacere di essere.
    Credo che già questa sia una meditazione stupenda. Diversamente non so cosa intendi quando dici che riesci ad entrare in meditazione, poiché se tu riuscissi ad entrare in quello stato meditativo che io intendo non avresti bisogno di psicofarmaci.
    Quel che mi sento di dirti è di non cadere nell'illusione dell'illuminazione o di qualunque altra meta che sta nel futuro e che genera solo tensione, credo che tu ne abbia già vissuta abbastanza. La meta non è alla fine del viaggio ma è il viaggiatore stesso. La pace e la gioia non sono condizioni di assenza di dolore e confusione, ma condizioni di un'anima che sa rimanere centrata nella sua capacità di osservare e lasciar andare ogni cosa.
    Per me le meditazioni più belle e potenti sono quelle che coinvolgono totalmente l'individuo a partire dal punto in cui questo si trova. Il sesso può essere una meditazione e se leggi Osho sai cosa intendo. La corsa, il nuoto, la risata, il porre la propria attenzione sul respiro che entra e che esce dalle narici, il giocare a pallone, a tennis, con i propri figli al parco, tutto ciò che ci da gioia può divenire la più potente meditazione se fatto con totalità.
    Tutto ciò che ci fa sentire tesi e seri non è meditazione ma un trip dell'ego che inganna se stesso.
    L'illuminazione non so cosa sia, ma sento che più trovo motivi per gioire nel presente di piccole e semplici cose, e meno trovo motivi per angosciarmi e tendermi verso un futuro evanescente, più sono in pace con me stesso e tutto quel che mi circonda.
    L'ultimo consiglio che mi sento di darti è quello di immergerti sempre più profondamente in tutto ciò che ti fa sentire sereno e innamorato del presente e nel presente, qualunque cosa sia: il resto è solo un ego trip.
    Un abbraccio,
    Dadrim
    Fonte: tratto dal consigliatissimo sito http://www.dadrim.org/

    lunedì 21 giugno 2010

    ACCETTA ANCHE LA MENTE... Osho

    CONSIGLIATO:


    Accetta anche la mente e i suoi giochi in quanto parte della natura, non vi è nulla di innaturale; non potrebbe essere altrimenti: tutto ciò che accade può accadere solo perchè la natura lo permette. Certo, anche la mente ne è parte, e anche i giochi della mente sono parte della natura.
    Decidendo che non dovrebbero esistere, vai contro natura. Decidendo di opporti alla mente, hai iniziato a scegliere; e quando scegli, subentra la repressione, perchè ciò che non hai scelto dovrà essere represso, dovrai negargli ogni possibilità di manifestarsi, dovrai accantonarlo così che non ti intralci continuamente. Ma comunque, se è parte della natura - e tutto ne è parte -, sarà inevitabile che insorga, reagirà per ripicca. Tornerà in gioco con maggior energia, si imporrà; si vendicherà. Non ti lascerà in pace.
    La vera comprensione della natura è questa: tutto è naturale, inclusa la mente e i suoi giochi. In questo caso ci si rilassa, tutto va benissimo così com'è...lascia che la mente giochi: se un giorno va per conto suo, benissimo; anche questo è naturale. Questo è lasciarsi andare: non decidi nulla, non scegli, non hai preferenza. Questo è vivere senza pregiudizi, nè preconcetti a favore o contro; questo è semplice vivere, ragion per cui qualsiasi cosa accada accade. Accade la mente, e allora? Semplicemente la mente sta manifestandosi: non farne un problema. Se ne fai un problema, ne rimarrai intrappolato. Osserva semplicemente un fatto evidente: tutto è naturale. A quel punto non c'è più un luogo dove andare e nulla da fare. Sai che gli scacchi sono un gioco, ma comunque ti puoi divertire; sai che il cavallo, la torre, il re sono solo artifici, finzioni prive di sostanza...comunque giochi e ti diverti!
    Dunque, sappi senza ombra di dubbio che la mente gioca un'infinità di giochi, ma non c'è nulla di cui preoccuparsi; lascia che sia così. Sii ampio e permetti a ogni cosa di esistere; perchè essere chiuso e limitato? Perchè negare qualcosa? Perchè distruggere qualcosa? E in quella totale capacità di accettazione sussiste la trasformazione: quella totale accettazione è trasformazione; si viene trasportati in un altro mondo in cui è impossibile l'esistenza di qualsiasi infelicità, non è possibile alcuna ansia perchè non viene accettato alcun problema, non viene creato alcun problema.
    Vivi alcuni giorni senza problemi e ne vedrai la bellezza. Allora, sempre di più percepirai il canto della natura, e sempre di più l'esistenziale si avvicinerà a te. La mente non è necessariamente un ostacolo, lo diventa se ti ci attacchi, oppure se le sei antagonista. Lascia che esista, non essere a favore nè contro. Non sono afffari tuoi! Così come sugli alberi crescono le foglie, la mente genera pensieri. Come il traffico fa rumore, la mente fa rumore...ma va benissimo così! Non c'è nulla di male o di sbagliato.
    Fonte: Osho

    venerdì 14 maggio 2010

    L'ANSIA E IL DESIDERIO... OSHO


    Non è vero che sia il desiderio, come normalmente si crede, a creare l’ansia. È l’ansia che crea il desiderio. L’uomo è ansia. Proprio l’altro giorno, vi dicevo che gli animali non conoscono l’ansia, perché non devono divenire... sono già. Un cane è un cane, e una tigre è una tigre: questo è tutto! La tigre non cerca di diventare una tigre. Lo è, lo è già! Non vi è coinvolto nessun divenire. Nel mondo degli animali non esiste l’ansia. Né la si incontra nel mondo dei Buddha: essi sono arrivati, sono realizzati. Sono siddha: sono degli esseri. Non esiste più alcun obiettivo da raggiungere, non c’è più alcun movimento. Il viaggio è terminato. Sono arrivati a casa. Tra l’animale e il Buddha, si trova l’uomo: metà animale e metà Buddha. Qui esiste l’ansia. L’ansia è questa tensione. Una parte di te vuole ritornare animale... cerca di trattenerti a sé, ti blandisce, ripetendoti: “Torna! Era così stupendo... dove stai andando?”. L’altra parte è proiettata nel futuro. In qualche modo indiretto, sai perfettamente che essere un Buddha è il tuo destino: il seme è lì! E il seme continua a dirti: “Trova il terreno, il terreno adatto, e diverrai un Buddha. Non tornare indietro! Va’ avanti...”. Questo tiro alla fune costituisce l’ansia. ‘Ansia’ è uno dei termini più importanti da comprendere, perché non solo è una parola: è la situazione caratterizzante l’uomo. Essere o non essere? Essere questo o essere quello? Dove andare? L’uomo è fermo a un bivio: di fronte a sé vede aprirsi tutte le possibilità. Questo è l’ansia: dove andare? Cosa fare? Ma qualsiasi cosa fai, l’ansia rimarrà. Se diventi un animale, la parte buddhica continuerà a ribellarsi contro l’animale. Questo è l’ansia. E quest’ansia è prettamente esistenziale. Non è che qualcuno ne soffra e qualcuno non ne soffra... niente affatto. È esistenziale. L’ansia, per gli esseri umani, è innata. È il loro campo di battaglia. È il problema da risolvere... è il problema che devono trascendere. Ci sono due modi di trascenderlo. Uno è quello del mondo: lo puoi chiamare desiderio. Il desiderio è il modo per nascondere quest’ansia. Ti butti a capofitto in una frenetica corsa al denaro. Sei tutto assorbito nel guadagnare sempre più denaro, così che dimentichi tutta l’ansia esistenziale. I veri problemi non hanno più importanza; non hai più tempo per pensare a loro. Li metti da parte e ti getti nella ricerca di come fare sempre più soldi. E man mano che ne guadagni, sorgono sempre più desideri. Questa smania di denaro o di potere politico, non è che una scappatoia dalla tua ansia... Il desiderio è un modo per evitare l’ansia, ma solo per evitarla. Non la puoi distruggere per mezzo suo. E il desiderio ti dà piccole ansie; ricorda, piccolissime ansie, che non sono esistenziali. È naturale che quando sei impegnato a guadagnare denaro, sarai preda di svariate ansietà: il mercato e le quotazioni in borsa, e cose di questo genere, e i prezzi... E hai investito così tanto denaro... ci guadagnerai o ci perderai? Queste sono piccole ansie. Non sono nulla in confronto alla vera ansia: sono solo espedienti per evitare la realtà fondamentale. Il desiderio è un camuffamento dell’ansia. È un espediente, una strategia per nasconderla. E la meditazione serve, invece, a rivelarla... La vera meditazione non è una tecnica. La vera meditazione non è che un rilassamento, uno star seduti in silenzio, lasciando che accada... di qualsiasi cosa si tratti. Permettere che tutta l’ansia emerga alla superficie. E osservarla. E non fare niente per trasformarla. L’essere un testimone è la vera meditazione. Rimanendo un testimone, la tua buddhità diverrà sempre più ricca. La testimonianza è il nutrimento della tua buddhità. E più la tua buddhità è ricca, meno ansia esiste. Il giorno in cui la tua buddhità sarà totale, tutta l’ansia sarà sparita.
    Fonte:
    Osho, "Dall’assoluto all’amore"

    Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone:Oltre il velo. Un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.