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venerdì 18 maggio 2012

EINSTEIN... FRASI

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.

Albert Einstein

martedì 14 febbraio 2012

QUI E ORA... OSCAR WILDE

CONSIGLIATO:
L'ordinaria ricchezza può essere rubata, la reale bellezza no.
Nella tua anima ci sono cose infinitamente preziose che non possono esserti tolte.
(Oscar Wilde)


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GURDJIEFF... FRASI

CONSIGLIATO:

La gente finge di sapere qualsiasi cosa su Dio, sulla vita futura, sull'universo, sulle origini dell'uomo, sull'evoluzione; ma, in realtà, non sa nulla, neppure su se stessa.
È ogni volta che uno parla di qualcosa che non sa come se la sapesse... mente.

L'uomo è una macchina, tutto ciò che fa, tutte le sue azioni, tutte le sue parole, pensieri, sentimenti, convinzioni, opinioni, abitudini, sono i risultati di influenze e impessioni esterne. Per "fare" bisogna essere.




L'illusione suprema dell'uomo è la sua convinzione di poter fare.
Tutti pensano di poter fare, ma nessuno fa niente.
Tutto accade.


GURDJIEFF



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mercoledì 2 febbraio 2011

sabato 13 novembre 2010

OSHO: IL GIORNALISTA SANO

Osho, che cos’è il giornalismo sano? Il giornalismo può sopravvivere solo sulle notizie positive? Per favore parlaci della tua visione sulle responsabilità dei media.
Per giornalismo sano, intendo un giornalismo che nutre tutta la personalità dell’uomo: il suo corpo, la sua mente, la sua anima. Un giornalismo che abbia a cuore la creazione di una umanità migliore e non solo il semplice riportare ciò che succede. Il giornalismo non dovrebbe essere solo un mezzo per divulgare le notizie, dovrebbe essere anche grande letteratura: a quel punto è sano. Anche il giornale di ieri dovrebbe restare in qualche modo valido, così che si possa leggerlo anche oggi. Non dovrebbe essere così momentaneo. Ma se è solamente un mezzo per le notizie, allora è naturale che una volta passato quel giorno, le notizie non siano più nuove.
Si dovrebbe fare qualcosa che non diventi mai vecchio, che rimanga sempre nuovo. Questo è ciò che è la grande letteratura.
Gli scritti di Dostojevskj, oppure quelli di Leo Tolstoj, di Anton Cecov o di Turgenjev, di Rabindranath Tagor, resteranno significativi fino a quando esisterà l’umanità, più freschi che mai. Qualcosa nel giornalismo dovrebbe possedere quella qualità e quella qualità può essere sviluppata....
Può esserci spazio per le notizie, ma queste dovrebbero avere un’importanza secondaria. Perché cosa sono quei notiziari? Che effetto avranno? Qualcuno ruba, qualcun altro si suicida: che ragione c’è di farne una notizia? Perché riportare una notizia senza che sia necessaria? Riempite lo spazio dei giornali con cose assolutamente non essenziali.
Fateci entrare l’essenziale. Esistono i poeti, i pittori, gli scrittori, ci sono dei giganti spirituali: potete farli entrare tutti nel giornale. Dovrebbero avere la parte maggiore… e la politica dovrebbe essere in terza pagina, o nella quarta, o magari in nessuna pagina! Avete gonfiato così tanto questi politici, dato loro un’attenzione così esagerata, che tutta la nazione ne soffre. Tutto il mondo sta soffrendo a causa di queste persone e dovrete prendervi la responsabilità di tutto questo. Queste persone dovrebbero essere ridimensionate e messe al loro posto. Essere il presidente di una nazione non significa un granché. È importante se è o meno un grande presidente. La questione è la qualità. Un presidente, solo per il fatto di essere presidente, non è un granché, ma la sua qualità… Parlate delle qualità, non della personalità. Un primo ministro, solo per il fatto di essere il primo ministro, non significa molto. Parlate delle sue qualità: che cosa ha fatto per il paese, che cosa è capace di fare? Provocatelo affinché lo faccia.
I giorni continuano a passare… ho visto questi quaranta anni passare. Tutta la mia famiglia era coinvolta nella lotta per l’indipendenza, sono stati tutti in prigione per questo; e noi da bambini ne abbiamo sofferto. Quando ero piccolo chiedevo a mio padre: “Sei sicuro che verrà questa libertà per la quale stai combattendo? È possibile che gli inglesi se ne vadano, ma sei sicuro che quelli che li rimpiazzeranno saranno migliori? Capisco che stai combattendo contro la schiavitù, ma non penso che tu abbia alcuna idea che stai combattendo per la libertà: non hai un programma positivo, concreto!”.
Tutto il movimento di liberazione in India non aveva un programma. E il risultato è che sono passati quaranta anni e il paese è caduto sempre più in basso. Quando ho cominciato a parlare trent’anni fa, la popolazione di questo paese era di quattrocento milioni. Ho parlato in favore dei metodi anticoncezionali e mi hanno preso a pietrate, i miei discorsi sono stati interrotti. E quando sono tornato in quella città non mi è stato permesso di scendere dal treno: duecento integralisti indù hanno circondato il treno per impedirmelo. E ora la popolazione del paese ha raggiunto i novecento milioni. Alla fine di questo secolo passerà il miliardo. Per la prima volta nella storia, l’India sorpasserà la Cina. Fino adesso, la Cina era il paese più stupido, ora sarà l’India al primo posto. La Cina adesso è riuscita a ridurre la sua popolazione, ma i politici non hanno fegato, non hanno coraggio; hanno paura di dire la verità alla gente, perché devono prendere voti. I giornalisti non dovrebbero aver paura di nessuno; voi non dipendete dai voti di nessuno. Dovreste portare la verità. Dovreste dir loro: “State facendo figli, ma in realtà state creando morte. Per la fine del secolo metà della nazione – e ciò significa cinquecento milioni – morirà di fame. Una persona su due. Sarete circondati dai cadaveri. Cosa stanno facendo i vostri politici?
Ma se parlo a favore del controllo delle nascite, i preti mi condannano e i politici cercano di distruggere i miei sforzi, perché va contro le superstizioni religiose della gente. Nessun politico ha il coraggio di venire a farmi visita, di incontrarmi. Indira Gandhi aveva chiesto di incontrarmi… per sei volte prese appuntamento per venire a trovarmi e il giorno prima lo cancellava. Alla fine ho mandato la mia segretaria a chiederle: “Che storia è questa? Se vuoi venire, vieni; se non vuoi venire, nessuno ti ha invitato. Stai continuando a chiedere…”. E lei disse alla mia segretaria: “I miei colleghi non me lo permettono. Dicono che venire da te è pericoloso per il mio futuro nella politica. Perché non mi voterà più nessuno!”. Gli shankaracharya, gli imam e i vescovi ritireranno i loro voti, se vengono a sapere che un uomo politico è venuto da me.
E una delle cose più incredibili è che nessuno di loro ha il coraggio di accettare la sfida di una discussione con me. Continuo a sfidarli, dicendo che sono pronto per un dibattito pubblico con qualsiasi persona e su qualunque soggetto e questi codardi… nessuno si fa vivo.
I giornalisti dovrebbero rendere pubbliche le notizie che riguardano persone che stanno combattendo battaglie poco conosciute, perché le cause impopolari sono il futuro dell’uomo. La lotte per le cause conosciute da tutti sono l’eredità del passato, ormai marcia. I politici non possono avere tanto coraggio, ma i giornalisti sì. E dovrebbero averlo! Questo genere di giornalismo io chiamo “sano”.
Tu chiedi. “Il giornalismo può sopravvivere su notizie positive?” Non sto dicendo questo. Dico semplicemente di non cercare di sopravvivere solo sulle notizie negative. Date spazio al positivo, in tutta la sua bellezza e mettete il negativo come sfondo, non ci si dovrebbe focalizzare sul negativo. Io non voglio che siate solo positivi, voglio che siate realisti.
Il negativo è parte della vita, sì, la morte è parte della vita. Ma ciò non vuol dire che dobbiate mettere il cimitero nel bel mezzo della piazza del mercato. Fate il vostro cimitero fuori città, dove andate solo una volta e non ci tornate. Perché non lo fate in mezzo al Bazar così che tutti possano vedere ogni giorno i cadaveri che vengono bruciati! Non rendere le persone troppo impaurite dalla morte. Non creare delle fobie attraverso il negativo. Questo sto dicendo. Non sto dicendo che i media debbano sopravvivere solo sulle notizie positive. Questo sarebbe sbagliato, sarebbe solo una delle due metà. Il negativo dovrebbe essere portato alla luce, ma non essere enfatizzato. Dovrebbe invece venir criticato. Si dovrebbe dare energia al positivo e condannare il negativo. In questo modo non sei solamente positivo, porti tutte due le cose… Ma la parte negativa è brutta.
Nella vita continuiamo a mettere il positivo in primo piano e il negativo in secondo piano. L’attitudine di un giornalismo sano dovrebbe essere la stessa: l’enfasi dovrebbe essere sul positivo, il negativo dovrebbe essere usato solo come contrasto per arrivare al positivo, non dovrebbe essere enfatizzato, perché nella mente delle persone crea l’idea che la vita sia fatta solo di cose negative. E questo è un pericoloso cancro dell’anima.
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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

venerdì 1 ottobre 2010

Un frammento tratto dal Tao Te Ching di Lao Tzu

XIV - INTRODUCE AL MISTERO
A guardarlo non lo vedi,
di nome è detto l'Incolore.
Ad ascoltarlo non lo odi,
di nome è detto l'Insonoro.
Ad afferrarlo non lo prendi,
di nome è detto l'Informe.
Questi tre non consentono di scrutarlo a
fondo,
ma uniti insieme formano l'Uno.
Non è splendente in alto
non è oscuro in basso,
nel suo volversi incessante non gli puoi
dar nome
e di nuovo si riconduce all'immateriale.
È la figura che non ha figura,
l'immagine che non ha materia:
è l'indistinto e l'indeterminato.
Ad andargli incontro non ne vedi l'inizio,
ad andargli appresso non ne vedi la
fine.
Attieniti fermamente all'antico Tao
per guidare gli esseri di oggi
e potrai conoscere il principio antico.
È questa l'orditura del Tao.


venerdì 11 giugno 2010

"La verità che cura. Una farmacia per l'anima" di Osho

Gestire gli stati d'animo
Acquisire padronanza del mondo emotivo
Tratto dal libro: "La verità che cura. Una farmacia per l'anima" di Osho
La diagnosi
L'infelicità può darti molte cose che la felicità non può darti. Di fatto, la felicità ti sottrae molte cose; ti  porta via tutto ciò che hai sempre avuto e tutto ciò che sei sempre stato: la felicità ti distrugge!
L'infelicità nutre il tuo ego e la felicità è fondamentalmente uno stato di assenza dell' ego.
Questo il problema, il nocciolo della questione.
Ecco perché le persone trovano tanto difficile essere felici. Ecco perché nel mondo milioni di persone hanno deciso di vivere nell'infelicità....... essa genera un ego estremamente cristallizzato.
Se sei infelice, esisti. Se sei felice, non esisti. Nell'infelicità sei cristallizzato; nella felicità ti dissolvi.  Se lo comprenderai, le cose ti saranno lampanti.
L'infelicità di rende speciale. La felicità è un fenomeno universale, non ha nulla di speciale.
Gli alberi sono felici, gli animali e gli uccelli sono felici; l'intera esistenza è felice, l'unica eccezione è l'uomo.
Quando è infelice, l'uomo diventa davvero speciale, davvero straordinario.
L'infelicità ti aiuta ad attirare l'attenzione degli altri; quando sei infelice, gli altri si prendono cura di te, provano simpatia per te, ti amano. Tutti cominciano ad accudirti;  chi mai vorrebbe ferire una persona infelice?
Chi sarebbe invidioso di una persona infelice? Chi mai vorrebbe mettersi contro una persona infelice? Sarebbe una cosa troppo perfida! Ci si prende cura di una persona infelice, la si ama, la si accudisce; l'investimento nell'infelicità è enorme!
Se la moglie non è infelice, il marito ha la tendenza a dimenticarsene; se è infelice, non può permettersi di trascurarla.
Se il capofamiglia è infelice, l'intera famiglia - sua moglie e i suoi figli - gli stanno vicino, si preoccupano per lui e gli danno un grande conforto. L'infelice non si sente solo, ha una famiglia e degli amici.
Quando sei depresso, malato, infelice, gli amici vengono a farti visita per sollevarti il morale, per consolarti.  Quando sei felice, gli stessi amici ti invidiano.
Quando sei realmente felice, scopri che il mondo intero ti ha voltato le spalle.
Una persona felice non piace a nessuno, perché ferisce l'ego degli altri.
Tutti cominciano a pensare: "Ah, è così! Tu sei felice e noi stiamo ancora brancolando nel buio, nell'inferno, nell'infelicità.
Come osi essere felice, mentre noi tutti siamo immersi in tanta infelicità?".
E, ovviamente, il mondo è costituito da persone infelici e nessuno è abbastanza coraggioso da contrapporsi al mondo intero; è troppo pericoloso, troppo rischioso. Meglio aggrapparsi all'infelicità, in questo modo si continua a fare parte della folla.
Felice,sei un individuo;  infelice, fai parte della folla - indù, musulmana, cristiana, indiana, araba, giapponese.
Felice? Sai cos'è la felicità? È forse il indù, cristiana o musulmana? La felicità è semplicemente felicità .Ti senti trasportato in un altro mondo. Non fai più parte del mondo che la mente umana ha creato; non fai più parte del passato, di quella storia orribile e abnorme. Non fai  neppure più parte del tempo; quando sei realmente felice, beato, per te il tempo e lo spazio scompaiono.
Albert Einstein diceva che in passato gli scienziati credevano all'esistenza di due realtà: lo spazio e il tempo.
Laddove, egli ha chiarito, queste due realtà sono solo due aspetti di un'unica realtà; di conseguenza ha coniato il termine "spazio-tempo", una parola sola. Il tempo non è altro che la quarta dimensione dello spazio. Einstein non è un mistico, altrimenti avrebbe introdotto anche la terza realtà - il trascendente - che non è né  tempo né spazio.
Anche questo esiste: io lo chiamo "il testimone".
In presenza di queste tre realtà,  acquisite l'intera trinità. Avete il concetto completo della trimurti, i tre volti di Dio.
E avrete tutte e quattro le dimensioni. La realtà è quadridimensionale: tre dimensioni proprie dello spazio e la quarta è il tempo.
 
Ma esiste anche qualcos'altro, che non può essere definito la quinta dimensione perché di fatto non è la quinta realtà: è il Tutto, il trascendente. Quando sei beato, ti immergi nel trascendente, qualcosa che non è frutto della società, né della tradizione; non ha assolutamente nulla a che fare con la mente umana.
Scruta semplicemente nella tua infelicità, osservala e sarà in grado di scoprire i motivi per cui esiste.
E poi osserva i momenti in cui, di tanto in tanto, ti permetti la felicità di essere gioioso e vedrai quali sono le differenze.
Si tratta di pochi elementi: quando sei infelice sei un conformista. La società ama il conformismo, la gente ti rispetta, ottieni una grande rispettabilità - potresti perfino diventare un santo - ecco perché i vostri santi sono tutti infelici.
L'infelicità è incisa a lettere maiuscole sulle loro facce e nei loro occhi. Poichè sono infelici, sono contrari a qualsiasi gioia.
Condannano ogni forma di gioia, definendola edonismo; condannano ogni forma di gioia definendola peccato.
Sono infelici e vorrebbero vedere il mondo intero infelice. infatti possono essere stimati come santi solo in un mondo infelice; in un mondo felice sarebbero ricoverati in ospedale e sottoposti a cure psichiatriche. Sono casi patologici.
Ho osservato molti  presunti santi e ho scrutato nella vita dei vostri santi del passato. Per il novantanove percento sono semplicemente esseri anormali - affetti da nevrosi o persino da psicosi ; ma erano rispettati e, ricordatelo, erano rispettati proprio per la loro infelicità.
Più la loro vita era infelice, più erano rispettati. Ci sono stati santi che si fustigavano ogni mattina; e la gente si radunava per assistere a tanta austerità, a tanto ascetismo, a tanta penitenza. Tra loro, il più santo era colui che aveva tutto il corpo coperto da piaghe!
Ci sono stati santi venerati perché riuscivano a fare lunghi digiuni,  erano degli esperti in digiuno, ma si sottoponevano a questa pratica solo per auto-torturarsi: questo non è un atteggiamento molto intelligente.
Digiunare è difficile solo nei primi giorni, nella prima settimana; la seconda settimana diventa facile e dalla terza settimana diventa difficile nutrirsi.
La quarta settimana, hai dimenticato completamente il cibo. Il tuo corpo gode nel nutrirsi di se stesso; trova che è meno pesante, perché ovviamente non ha più il problema della digestione.
E tutta l'energia che usi normalmente per la digestione è libera di fluire nella testa. Riesci a pensare meglio e a concentrarti meglio, puoi dimenticare il corpo e i suoi bisogni.
Ma quelle cose hanno creato semplicemente esseri umani infelici e una società infelice.
Scruta nella tua infelicità e vi troverai certamente alcune cose fondamentali; tra queste: essa ti avvolge in una aureola di rispetto.
La gente prova più amicizie e più simpatia per te. Se sei infelice, hai più amici.
Queste è un mondo davvero strano, ha qualcosa di fondamentalmente sbagliato.
 
Non dovrebbe essere così: la persona felice dovrebbe avere più amici; ma prova a diventare felice e coloro che ti circondano ti invidieranno, non saranno più tuoi amici. Si sentiranno imbrogliarti: tu hai qualcosa che essi non riescono ad avere. Perché sei felice? Perciò, nei secoli, abbiamo imparato il sottile meccanismo di reprimere la felicità ed esprimere l'infelicità. Questa è diventata la nostra seconda natura.
Devi abbandonare totalmente questo meccanismo. Devi imparare ad essere felice e devi imparare a rispettare le persone felici e a prestare più attenzione a queste persone, ricordalo. Questo renderà un grande servizio all'umanità. Non dimostrare troppa simpatia alle persone infelici; se qualcuno è infelice, aiutalo, ma non simpatizzare con lui. Non dargli l'impressione che l'infelicità sia qualcosa di meritorio. Fa in modo che comprende bene che lo stai aiutando, tuttavia devi comunicargli qualcosa di essenziale: "Non ti aiuto perché rispetto la tua infelicità, ti aiuto solo perché sei infelice".
 
Di fatto, stai solo tentando di tirar fuori quella persona dalla sua infelicità, perché l'infelicità è qualcosa di abnorme, di mostruoso.
Fa' in modo che anche l'altro senta che l'infelicità è brutta, che sentirsi infelice non significa essere virtuosi; deve capire questo: "Non stai rendendo un grande servizio all'umanità!".
Sii felice, rispetta la felicità e aiuta la gente a comprendere che la felicità è lo scopo della vita:
“satchcitanand”.
I mistici orientali hanno detto che Dio ha tre qualità. Egli  è sat: la verità, l'essere.
Egli è chit: la consapevolezza. E l'ultima qualità, la vetta più alta è anand: la beatitudine.
Dovunque ci sia beatitudine, la c'è Dio.
Ogni volta che incontri una persona beata, rispettala: è santa.
In qualsiasi luogo senti la presenza di beatitudine, pensa che quello è un luogo sacro.
 
I rimedi
Sganciati dalla routine della mente
 
Ti senti triste? Danza, oppure mettiti sotto la doccia e osserva la tristezza che lascia via via il tuo corpo, man mano che il suo calore se ne va.
Con l'acqua che scende su di te, percepisci la tristezza che viene lavata via, nello stesso modo in cui vengono rimossi  sudore e polvere dal corpo .Osserva ciò che accade.
Cerca di mettere la mente in una situazione tale per cui non può funzionare nella vecchia maniera. Qualsiasi cosa andrà bene. In realtà, tutte le tecniche di meditazione che sono state sviluppate nei secoli non sono altro che stratagemmi con cui cercare di distrarre la mente dai suoi vecchi schemi.
Per esempio, se ti senti avvampare di collera, fa semplicemente alcuni respiri profondi: inspira a fondo ed espira a fondo, per due minuti, poi osserva dove è finita la tua collera.
Con quei respiri hai confuso la mente, non riesce a collegare le due cose: "Da quando" -si interroga la mente - "qualcuno fa respiri profondi, quando la collera lo avvampa? Cosa sta succedendo?".
Ebbene, fa qualsiasi cosa, ma non ripetere mai; questo l'importante.
Altrimenti, se ti fai una doccia ogni volta che ti senti triste, la mente assumerà quell'abitudine.
Dopo due o tre volte, la mente imparerà: "Benissimo. Ti senti triste, ed è per questo che ti fai una doccia". A quel punto, farti una doccia diventerà parte integrante della tua tristezza.
No, non ripetere mai la stessa azione, non riusare mai lo stesso stratagemma!
Ogni volta, continua a confondere la mente: sii innovativo, sii creativo, usa la tua immaginazione.
Il tuo partner ti dice qualcosa e tu ti arrabbi. Il tuo istinto è sempre stato di picchiarlo o di tirargli addosso qualcosa; questa volta, cambia: va ad abbracciarlo! Dagli un bel bacio e lascia anche lui perplesso! La tua mente sarà perplessa e lo sarà anche il tuo partner.
All'improvviso le cose non sono più come dovrebbero essere. In questo modo vedrai che la mente è un meccanismo; e vedrai in che modo, con qualcosa di nuovo, si ritrova semplicemente persa; non riesce a cooperare con qualcosa di nuovo.
Apri la finestra del tuo essere, e lascia entrare una nuova brezza.
 
Tratto dal libro:
"La verità che cura. Una farmacia per l'anima" di Osho
Fonte: http://www.tarocchionline.net/reserved/veritachecura_osho.htm

domenica 14 marzo 2010

FRASI DI OSHO

Autore: Osho
Libro: "il lungo, il corto, il nulla"
Qualcuno mi chiese tempo fa se l'anima esiste oppure no. Risposi: "Se hai occhi per vederla, l'anima esiste; altrimenti, no".