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mercoledì 2 febbraio 2011

lunedì 13 dicembre 2010

SAFARI DENTRO LA MIA TESTA...


Ancora una volta mi hanno colpito le parole illuminanti di questa canzone di Jovanotti:


Sempre più dentro, sempre più al centro, sempre più in mezzo, finchè non distingui più il confine tra la tua pelle e il cielo, tra quello che è a pezzi e quello che è intero....


La notte ha mille occhi credi di guardare e sei guardato...


Safari dentro la mia testa.... ci son più bestie che nella foresta...

Prendi tutto quello che ti piace, ho diamanti sotto i miei piedi, ho un oceano dentro alla vene..ognuno danza con il proprio demone e ogni storia finisce bene...

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

venerdì 29 ottobre 2010

Albert Einstein: l'uomo è parte del Tutto

CONSIGLIATO:
          " Un essere umano è parte del tutto chiamato universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualche cosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione, sino a includervi tutte le creature viventi e l’intera natura, nella sua bellezza  

  Albert Einsten

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

venerdì 1 ottobre 2010

Un frammento tratto dal Tao Te Ching di Lao Tzu

XIV - INTRODUCE AL MISTERO
A guardarlo non lo vedi,
di nome è detto l'Incolore.
Ad ascoltarlo non lo odi,
di nome è detto l'Insonoro.
Ad afferrarlo non lo prendi,
di nome è detto l'Informe.
Questi tre non consentono di scrutarlo a
fondo,
ma uniti insieme formano l'Uno.
Non è splendente in alto
non è oscuro in basso,
nel suo volversi incessante non gli puoi
dar nome
e di nuovo si riconduce all'immateriale.
È la figura che non ha figura,
l'immagine che non ha materia:
è l'indistinto e l'indeterminato.
Ad andargli incontro non ne vedi l'inizio,
ad andargli appresso non ne vedi la
fine.
Attieniti fermamente all'antico Tao
per guidare gli esseri di oggi
e potrai conoscere il principio antico.
È questa l'orditura del Tao.


domenica 19 settembre 2010

UNA FRASE DI EINSTEIN... SU DIO... SULLA MENTE...

CONSIGLIATO:
La più bella e profonda sensazione che noi possiamo provare è la sensazione del mistico. E questo misticismo è ciò che sta alla base di tutta la vera scienza. Se esiste un concetto come quello di Dio, allora è un sottile spirito, non l’immagine dell’uomo che così tanti hanno fissata nella loro mente. Nella sua essenza, la mia religione consiste in un’umile ammirazione per questo infinito e superiore spirito che rivela se stesso nei minimi dettagli che noi siamo capaci di percepire con le nostre deboli e fragili menti”.
A.Einstein


domenica 20 giugno 2010

IL SEGRETO DELLA FELICITA'...QUI E ORA

CONSIGLIATO:

Fonte:tratto dal consigliatissimo sito
http://www.vivizen.com/

La Mia Vita di Attesa
Quando ero giovane, non vedevo l’ora di diventare grande. Oh, la libertà! L’età adulta mi avrebbe portato la felicità. Non vedevo l’ora.

Quando sono diventato adulto, non vedevo l’ora di trovare un buon lavoro. Questo certamente mi avrebbe portato felicità. Non vedevo l’ora.

Quando ho trovato un buon lavoro, non vedevo l’ora di avere un aumento. Quando ho ricevuto l’aumento, non vedevo l’ora di sposarmi. Quando mi sono sposato, non vedevo l’ora di comprarmi una macchina più bella. Comprata la macchina, non vedevo l’ora di acquistare una casa.

Quando ho acquistato la casa, non vedevo l’ora di… pagare tutti i debiti.

Potrei andare avanti, ma credo che il concetto che voglio esprimere sia sufficientemente chiaro. Nessuno dei miei desideri, una volta realizzato, mi ha mai condotto alla felicità, per il semplice motivo che mi trovavo nella predisposizione mentale di volere sempre di più. Quando ottenevo ciò che volevo, allora volevo qualcosa in più.

La mia felicità era sempre in attesa, perché volevo sempre raggiungere un nuovo obiettivo cui legavo la concretizzazione della mia felicità. Attendevo sempre di raggiungere un obiettivo per poter essere felice. E aggiungevo sempre nuovi obiettivi. E allora la felicità non c’era, era sempre in sospeso.

Mi ci è voluto un po’, ma alla fine sono riuscito ad individuare l’unico segreto per essere davvero felici:

Smettere di aspettare la felicità. La felicità è proprio qui, proprio ora.

Suona troppo semplice, forse, ma solamente assimilando questo concetto e cercando di metterlo in pratica ogni giorno, sono riuscito a far sì che la mia vita assumesse quel meraviglioso significato che oggi le riconosco.

Obiettivi e Desideri

E’ certamente positivo avere degli obiettivi – è parte della vita e del lavoro. Ma quanto della tua felicità trova fondamento nei tuoi obiettivi?

E’ anche naturale avere dei desideri, ma se la tua vita si riassume in una serie indefinita di desideri, uno dopo l’altro, e dedichi tutto te stesso al soddisfacimento di questi desideri, sarai sempre all’inseguimento della felicità, in attesa di raggiungerla.

Al contrario, cerchiamo di ricordare e mettere in pratica il segreto:

Smettere di aspettare la felicità. La felicità è proprio qui, proprio ora.

Sentiti libero di inseguire i tuoi obiettivi e i tuoi desideri… ma non far sì che la tua felicità dipenda dalla loro realizzazione. Non concepire la felicità come qualcosa che si concretizzerà con il raggiungimento di uno scopo.

La Vita è un Viaggio – Goditelo!

Forse è un luogo comune, ma credo davvero che la cosa importante non sia la destinazione, ma il viaggio. Non l’obiettivo, la realizzazione del desiderio, ma il viaggio, il fluire della tua vita.

Pensiamoci: se siamo felici solo quando raggiungiamo un obiettivo, che ne sarà del tempo impiegato per raggiungerlo? Nella nostra vita c’è molto di più che la realizzazione di un desiderio. Se sei felice solo quando arrivi a destinazione, vuol dire che sarai infelice per gran parte del viaggio.

Come riuscire a godersi il viaggio? Apprezzando l’esistenza in tutta la sua interezza, in tutta la sua straordinaria meraviglia. Senza guardare troppo al futuro, ma focalizzandoti sul presente, proprio qui, proprio ora. Guardandoti intorno, e realizzando che tutto ciò di cui hai davvero bisogno per essere felice è già qui.

Ciò di cui Hai Bisogno per Essere Felice

Di cosa hai bisogno per raggiungere la felicità? Hai bisogno di una macchina costosa, di una villa e di un milione di euro? Sei potessi realizzare all’istante ogni tuo singolo desiderio saresti felice?

O forse puoi essere felice già ora, con ciò che hai?

Possiamo guardare al cielo e renderci conto di quale miracolo sia? Possiamo ammirare un tramonto, un fiore, un bambino e comprendere quale miracolo abbiamo davanti? Possiamo, basta vivere ogni singolo momento in tutta la sua intensità. Ogni singola emozione in tutta la sua unicità.

E allora forse potremo realizzare che anche i nostri occhi sono un miracolo. Un miracolo che ci consente di vedere altri miracoli. Le nostre orecchie sono un miracolo, possono riempirci il cuore con le note di musica sublime, le nostre gambe possono farci danzare, le nostre mani possono abbracciare i nostri amici, possiamo regalare un sorriso a coloro che incontriamo sulla nostra strada. Tutti questi sono miracoli. E’ tutto questo ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici.

Ciò di cui abbiamo bisogno è il momento presente: trascorrere del tempo con le persone a cui vogliamo bene, guardare un film divertente, nuotare nel mare, assaporare del pane fresco, sdraiarsi e leggere un libro, correre sotto la pioggia, dare e ricevere un abbraccio.

Questo è tutto ciò di cui hai bisogno: smetti di aspettare la felicità. La felicità è proprio qui, proprio ora.

Tu? Stai aspettando qualcosa per poter essere felice? Sei in grado di trovare la felicità, proprio ora, in questo momento?

Fonte:tratto dal consigliatissimo sito
http://www.vivizen.com/

venerdì 23 aprile 2010

SCIENZA,COSCIENZA E DIO di Peter Russel

Per leggere l'articolo nella sua interezza è possibile visitare 
http://stazioneceleste.blogspot.com/2009/10/scienza-coscienza-e-dio.html
Un sé vacillante

Poiché la sensazione di essere un sé individuale e unico è tanto forte, continuiamo a cercarci un’identità fenomenica. Troviamo un senso d’identità nei nostri pensieri e ricordi, nel nostro corpo e nel nostro aspetto, in ciò che facciamo e in ciò che abbiamo realizzato. Ma un tale sé è perennemente alla mercé degli eventi. Perciò ci diamo tante arie, compriamo una quantità di oggetti di cui non abbiamo veramente bisogno e diciamo una quantità di cose che non intendiamo veramente dire, il tutto per puntellare questo senso di identità fittizio.

Quando questo sé si sente minacciato, tende a mettere in moto la paura. La paura è utilissima quando abbiamo a che fare con una minaccia che riguarda il nostro essere fisico. Non dureremmo a lungo senza di essa. Ma non è una risposta appropriata a una minaccia che riguarda un’identità psicologica artificiale. In questa forma la paura non aiuta, bensì danneggia la nostra sopravvivenza, e in vari modi.


La paura induce stress e di conseguenza porta a varie malattie fisiche, mentali ed emotive. Il timore che venga leso il nostro senso di identità ci porta a giudicare le persone con cui viviamo e con cui entriamo in contatto. Una mente giudicante tende a essere critica e aggressiva, non compassionevole e amorevole. La paura inoltre porta con sé l’ansia. Andiamo in ansia per ciò che abbiamo fatto in passato e per ciò che può accaderci in futuro. E mentre la nostra attenzione si fissa sul passato o sul futuro, essa non è nell’attimo presente.

La più triste e ironica conseguenza di ciò è che l’ansia ci impedisce di trovare proprio ciò che cerchiamo. Fondamentalmente, tutti vogliamo star bene. Naturalmente vogliamo evitare il dolore e la sofferenza e vogliamo sentirci in pace. Ma una mente ansiosa non conosce pace.

Gli altri animali, privi di linguaggio e di pensiero discorsivo, non hanno bisogno di rafforzare un illusorio senso di identità e perciò non conoscono queste paure. Probabilmente si sentono in pace molto più spesso di noi.

Trascendere il linguaggio
Sembra che la medaglia del linguaggio abbia anche un’altra faccia. Il linguaggio è impareggiabile per condividere conoscenza ed esperienza. Senza di esso la cultura umana non esisterebbe. E parlare interiormente a noi stessi può esser utilissimo quando abbiamo bisogno di concentrare l’attenzione su qualcosa, analizzare una situazione o fare dei piani. Ma altrimenti gran parte del nostro pensare è completamente inutile. Quando osservo l’attività della mia mente, trovo che di un novanta percento dei miei pensieri potrei fare a meno con vantaggio.

Se metà della mia attenzione è catturata dalla voce che parla nella mia testa, quella metà non è disponibile per notare altre cose. Non mi accorgo di quello che sta accadendo intorno a me. Non odo il canto degli uccelli, il fruscio del vento e lo scricchiolio degli alberi. Non noto le mie emozioni e le sensazioni nel mio corpo. In effetti, sono cosciente solo a metà.

Solo perché abbiamo il dono del pensiero discorsivo, non significa che dobbiamo tenerlo in funzione tutto il tempo. Questo fatto è sottolineato da molti insegnamenti spirituali. La maggior parte di questi insegnamenti comprende tecniche di meditazione o di preghiera atte ad acquietare il dialogo interno e a fermare la mente. Questo è il significato letterale del termine indiano samadhi: ‘una mente in quiete’.
Una mente tranquilla è più capace di essere nel presente ed è più in pace. È lo stato naturale della nostra mente, la nostra eredità evolutiva. È lo stato di grazia al quale vogliamo ritornare, lo stato di grazia da cui siamo caduti quando il linguaggio si è impadronito della nostra coscienza.

Inoltre, dicono i saggi, quando la mente è completamente immobile riconosciamo la nostra vera identità. Come ha detto la Chandogya Upanishad tremila anni fa: “ Ciò che è l’essenza di tutte le cose, Quello sei Tu.”

Una scienza della coscienza?
La scienza ha esplorato le profondità dello spazio, le profondità del tempo e le profondità della struttura della materia senza trovare né un luogo né la necessità di Dio. Ora che ha cominciato a occuparsi della coscienza, ha intrapreso un cammino che alla lunga la porterà a esplorare le ‘profondità della mente’. Questa esplorazione la costringerà forse ad aprirsi a Dio. Non all’idea di Dio che troviamo nelle religioni attuali - che si sono distorte e impoverite nella trasmissione da una generazione all’altra, da una cultura all’altra, da una lingua all’altra - ma al Dio di cui gli insegnamenti parlavano in origine, l’essenza del nostro sé, l’essenza della coscienza.


Questa possibilità è anatema per l’attuale super-paradigma scientifico. È un po’ come quando Galielo disse al Vaticano che la terra non era il centro dell’universo. Ma se c’è nella scienza una certezza, essa è che tutte le certezze cambiano col tempo. I modelli scientifici attuali sono, in quasi tutti i campi, radicalmente diversi da quelli di duecento anni fa. Chi sa come saranno i paradigmi del prossimo millennio?


Una scienza che includesse in sé le profondità della mente sarebbe veramente una scienza unificata. Essa capirebbe l’origine ultima di tutte le nostre paure inutili, capirebbe perché non viviamo la vita nella pienezza del suo potenziale, perché non siamo in pace interiormente. Una tale scienza contribuirebbe allo sviluppo di tecnologie interiori per acquietare la mente e trascendere le nostre paure. Ci aiuterebbe a diventare padroni anziché schiavi del nostro pensiero, in modo da convivere con questo accidente dell’evoluzione traendo profitto dai suoi benefici, ma senza permettergli di riempire la nostra mente al punto di farci perdere di vista altri aspetti della nostra realtà - ivi inclusa la nostra vera natura interiore. Non è forse questo un programma che vale la pena di realizzare?
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Peter Russell, che è una delle figure di punta dello Human Potential movement, è membro dell’Institute of Noetic Sciences, della World Business Academy, della Findhorn Foundation ed è membro onorario del Club di Budapest. Fra i suoi libri:Il risveglio della mente globale. Dalla società dell’informazione all’era della coscienza (Apogeo/Urra, 2000), From Science to God, Waking Up in Time e The Consciousness Revolution (con Stanislav Grof ed Ervin Laszlo). Ken Wilber lo ha definito ‘una delle più belle menti del nostro tempo’.
Il suo web site è www.peterussell.com
Questo articolo è apparso originalmente su “New Renaissance” magazine, (www.ru.org)


Traduzione di Shantena Sabbadini.


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