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giovedì 26 settembre 2013

ELITHEO CARRANI... FRASI

"Ogni giorno si ricomincia da zero. Oggi è il primo giorno della tua vita. Ieri non c’è già più e domani deve ancora venire. E’ oggi che vivi, anzi è adesso."

Elitheo Carrani

venerdì 16 novembre 2012

ECKHART TOLLE... INFELICITA'

CONSIGLIATISSIMO!

"The primary cause of unhappiness is never the situation but your thoughts about it." (Oneness With All Life) Eckhart Tolle "

La principale causa di infelicità è mai la situazione, ma i vostri pensieri su di esso". (Unità con tutta la vita) Eckhart Tolle 
(Tradotto da Bing)

lunedì 7 marzo 2011

ASCOLTA IL SILENZIO... Eckhart Tolle

Ogni volta che vi è Silenzio intorno a te, ascoltalo. Ascoltare il Silenzio risveglia in te la dimensione della quiete interiore. Quando noti il Silenzio non stai pensando, sei consapevole! Sei presente. Hai fatto un passo fuori da migliaia di anni di condizionamento collettivo.
Eckhart Tolle

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venerdì 4 marzo 2011

ECKHART TOLLE...PAROLE DALLA QUIETE

Quando fate un passo nell' adesso, fate un passo fuori dalla vostra mente e l' incessante flusso del pensiero rallenta. I pensieri non assorbono più tutta la vostra attenzione, non vi assorbono totalmente. Fra i pensieri si intervallano la spaziosità e la quiete. cominciate a rendervi conto di quanto più vasti e più profondi dei vostri pensieri siete.


Fonte: -Eckhart Tolle- Parole dalla quiete



giovedì 3 marzo 2011

QUI E ORA...Bruce Lipton

Quando non state prestando attenzione al momento presente, tutto ciò che fate durante il giorno viene gestito dalla mente subconscia.
Bruce Lipton (1944), biologo



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sabato 19 febbraio 2011

LA PRATICA DELLA CONSAPEVOLEZZA IN 8 SETTIMANE CAMBIA LA STRUTTURA DEL CERVELLO


La Pratica della Consapevolezza cambia la struttura del cervello in otto settimane
ScienceDaily (Jan. 21, 2011) - Un programma di meditazione di 'Pratica della Consapevolezza' della durata di otto settimane sembra indurre nel cervello dei participanti cambiamenti misurabili  nelle aree associate con la memoria, il senso del sé, l'empatia e lo stress. Uno studio condotto da un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) e pubblicato dalla rivista Psychiatry Research Neuroimaging, documenta per la prima volta i cambiamenti indotti  dalla meditazione sulla sostanza grigia del cervello nel corso del tempo.



La dottoressa, Sara Lazar, direttrice del Programma di Ricerca delle Neuroimmagini del Massachusetts General Hospital (MGH) e principale autore dello studio, ha detto: "La pratica della meditazione è associata a un senso di pace e di rilassamento fisico, ma i praticanti da tempo affermano che la meditazione provoca anche benefici cognitivi e psicologici che persistono nel corso della giornata. Questo studio dimostra che i cambiamenti osservati nella struttura del cervello possono essere alla base dei miglioramenti riferiti e che le persone non si sentono meglio semplicemente perchè passano un pò di tempo rilassandosi."
Un precedente studio, condotto dal gruppo di ricercatori diretto della dottoressa Lazar, aveva  evidenziato l'esistenza di differenze strutturali  tra il cervello dei meditatori esperti e quello delle persone che non meditano; nei primi è stato osservato  un ispessimento delle aree della corteccia cerebrale associate con l'attenzione e l'integrazione emozionale. Tuttavia  queste osservazioni non potevano dimostrare che le differenze erano da mettere in relazione con la meditazione.
Nello studio ultimo, invece, la struttura del cervello di 16 partecipanti è stato fotografato tramite le immagini della risonanza magnetica due settimane prima e due dopo aver partecipato al programma di otto settimane di 'Pratica della Consapevolezza' per la Riduzione dello Stress presso il Centro di meditazione dell'Università del Massachusetts.
In aggiunta alla partecipazione ai due incontri settimanali, nel corso dei quali si praticava la meditazione della consapevolezza – focalizzata sulla coscienza non giudicante delle sensazioni, dei sentimenti e dello stato mentale - i partecipanti ricevettero una registrazione audio per la pratica di una meditazione guidata e venne anche chiesto loro di registrare il tempo dedicato  quotidianamente alla pratica. Contemporanemanete, vennero prese, in un intervallo di tempo simile, immagini di risonanza magnetica del cervello di un gruppo di controllo fatto di persone che non meditavano.
I partecipanti appartenenti al gruppo dei meditatori dedicavano una media di 27 minuti al giorno alla pratica di esercizi di consapevolezza e le loro risposte a questionari sul tema indicavano miglioramenti significativi rispetto alle risposte date prima della partecipazione. L'analisi delle immagini della risonanza magnetica, che riguardavano le aree in cui le differenze associate alla meditazione erano state osservate negli studi precendenti, evidenziava un'accresciuta densità della materia grigia nell'ippocampo, noto per l'apprendimento e la memoria, e nelle strutture associate con l'auto consapevolezza, la compassione e l'introspezione.
                         



I partecipanti riferirono una riduzione dello stress che risultò corrispondere a una ridotta densità della materia grigia nell'amigdala, nota per l'importante ruolo svolto nell'ansietà e nello stress. Non è stato osservo alcun cambiamento nella struttura chiamata  insula, associata con l'autoconsapevolezza e identificata negli studi precedenti: gli autori suppongono che sia richiesto un tempo più lungo di pratiche meditative per produrre cambiamenti  significativi in quell'area. Nel gruppo di controllo, invece, non venne osservato alcun cambiamento, a conferma del fatto  che questi non dipendevano dal passare del tempo.
La dottoressa Britta Hölzel, ricercatrice dell'Università di Giessen in Germania e importante oautrice dello studio, ha affermato: "È affascinante vedere documentata la plasticità del cervello e che, attraverso la pratica della meditazione, è possibile avere un ruolo attivo  nel cambiare il cervello, accrescere il benessere e la qualità della  nostra vita. Altri studi in gruppi diversi di pazienti hanno dimostrato che la meditazione può indurre cambiamenti significativi in una varietà di sintomi, e noi stiamo ora indagando i meccanismi, evidenziabili nel cervello, che  sono alla base di questi cambiamenti”.



Il dottor Amishi Jha, neuroscienziato dell'Università di
Miami che indaga sugli effetti della pratiche meditative su individui in gravi situazioni di stress, ha detto:  "Questi risultati gettano luce sul meccanismo d'azione delle tecniche basate sulla pratica della consapevolezza. Essi dimostrano non solo che l'esperienza di stress di una persona può essere ridotta con un programma di allenamento di pratica della consapevolezza di otto settimane, ma che il cambiamento sperimentato corrisponde a cambiamenti strutturali nell'amigdala, una scoperta che apre le porte a molte possibilità per ricerche future sulla possibilità di ridurre lo stress, come i disordini da stress post-traumatico, mediante la 'Pratica della Consapevolezza'." Il dr. James Carmody
del Centro per la Consapevolezza dell'Università della
Medical School del Massachusetts è coautore dello studio,
che ha ricevuto il patrocinio Dell'Istituto Nazionale per la Salute,
della British Broadcasting Company e dell'Istituto per la Mente e la Vita.

Fonte: http://www.lalungavitaterapie.it/
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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

martedì 15 febbraio 2011

I VOSTRI COMMENTI...QUI E ORA!

CONSIGLIATISSIMO:





La' ed una volta, qui ed ora, li' e poi... Inutile tentare di fermare l'attimo, il passato l'ha già catturato ed il futuro è in agguato... Tutti figli del divenire...
PIERPAOLO



....in realtà noi abbiamo solo questo momento e viviamo stressandoci pensando al futuro, mortificandoci pensando al passato.
Ma in questo modo perdiamo l'unica cosa che possediamo realmente, questo momento!
LUISA



 Parlare è anche un autodiscorso usato per fornire l'esperienza dell'ascolto ma non per ottenere conoscenze, ma per sperimentare direttamente il proprio centro di quiete silenzio e consapevolezza . Esistere per qualcosa, per un motivo inssoma .. Questo per me è il sapere , la filosofia ...
ALINA



Credo che rimanere estranei sia l'opposto di rimanere indifferenti.
Mi spiego: La persona che sa godere della vita, di qualunque cosa offra la vita, si alimenta di TUTTO.
Può sentirsi partecipe di ogni cosa ma nello stesso tempo è libera da ogni cosa. Gode del Sole ma ama anche la Notte. Accoglie tutto senza trattenere. E accogliere tutto non vuol dire essere inerti.
Colui che accoglie tutto non vuol dire che si rifiuta di scegliere! Anzi, significa scegliere senza condizionamenti: Solo colui che è capace di accogliere tutto, riuscirà subito dopo a scegliere realmente, senza che nessuna fede o nessun partito scelga per lui.
Diversamente, la persona che vive solo di fede religiosa o politica e non vuol sentire altro, credo sia più chiusa alle mille sfumature della vita. La vita non ha fede e non ha schieramenti. La vita semplicemente é.
ALBERTO



...quando appartieni a qualcosa, che sia una persona, una fede religiosa, o un'ideologia politica, identifichi te stesso in altro ed è come se tu disperdessi parte di te in altro..
MAX


Io penso che sia davvero questo il segreto del viver bene. Rimanere "estraneo all'influenza di qualche ideologia stupida, che sia religiosa, politica, sociale o finanziaria."
SARA


Mai come ora. Sto ascoltando il silenzio ed è meraviglioso...
I AM


..e pensare che basterebbe cambiare se stessi per cambiare il mondo...
SARA


L'inconsapevolezza si vede anche nella frenesia e nell'astio che vive oggi la società.
La vera cura, e forse l'unica, è la PRESENZA, il QUI E ORA, L'ESSERE TESTIMONI, LA CONSAPEVOLEZZA o in qualunque altro modo la si voglia chiamare. Oltre l'ego ed il frastuono incontrollato della mente.
ALBERTO


"Finalmente comincio a conoscere persone con cui poter parlare la stessa lingua, senza filtri e senza sentirmi una extraterrestre,
è una sensazione bellissima, grazie!"
GIANNA


La dimensione della consapevolezza, della pace interiore, dello star bene con se stessi non solo rende felici ma predispone ad una vita serena tra gli altri.
GIANNI


La consapevolezza è un lavoro costante che ognuno di noi deve cercare di fare con tantissima calma...e sopratutto stima di se stesso.
GIUSY


Sognare è bello ma continuare a proiettare (come in un sogno) le nostre energie nel passato o nel futuro, fa perdere di vista il momento presente, il qui ed ora appunto.
Magari un giorno si scopriranno i perfetti collegamenti scientifici tra stress e spirito e si potrà "misurare" la stanchezza a partire dal "disagio spirituale".
Insomma un pò più di attenzione e di cura di se stessi, ovvero più consapevolezza, potrebbero dare gioia e serenità allo spirito che passa quasi tutto il suo tempo ad essere schiavo della mente contorta che altro non fa che fantasticare e desiderare.
Una maggiore serenità spirituale oltre a renderci migliori può rendere migliore anche la coabitazione tra umani su questo pianeta.
Ce n'è proprio bisogno. 
GIANNI


 Il problema è la mente e la soluzione è la mente. Con le parole (linguaggio) dobbiamo esprimere qualcosa che, si dice, sia "inesprimibile", quindi usiamo analogie: usiamo la parola "energia" perché le altre sono ormai usurate. Potremmo parlare di "vissuti", ma sono sempre e soltanto parole, scritte, quelle parlate, forse , possono avere maggior forza.
A me piace lo Zen perché con i koan (paradossi quasi irrisolvibili per la mente concreta) cerca di superare questa difficoltà di esprimere con le parole, quel "qualcosa" (o "qualcuno") a cui tanto aspiriamo.
Un maestro Zen, a questo punto, (non avrebbe detto una sola parola) ma ci avrebbe dato una bella bastonata sulla testa e noi, forse, allora avremmo capito (o cambiato la nostra coscienza!) ;-)
Augh!
RESALVATO

In questi ultimi giorni era come avere un altro olfatto, un altro tatto e vista... ma nn sapevo che mi stava succedendo. Bastava spegnere una candela e rimanere un attimo ad assaporare il profumo, oppure dopo una corsa fermarmi ad ascoltare il mio cuore e il mio respiro.. oggi leggo e ...
Ma... è quello che succede a me! sono riuscita a liberare la mente... Tutto quello che ho fatto in RD, la solitudine, il pensiero in libertà, non è stato altro che liberare la mente e ora ne raccolgo i frutti...
la consapevolezza.. che grande cosa!! 
SARA

Tentare di far capire l'inutilità del nostro continuo proiettarci nel passato o nel futuro sciupando tutte le nostre risorse ed il tempo.
Girare sempre intorno senza mai saltare al centro e fermarsi.
GIANNI

UN NUOVO MONDO... di Eckhart Tolle

Consiglio: prima di leggere il Nuovo Mondo, leggete                                       Il respiro consapevole - Eckhart Tolle

Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la maggior parte delle persone sul pianeta.

Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere frequentemente, cosi che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio.

Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta di interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno smorgasbord, uno di quei buffet scandinavi dove si può scegliere tra un enorme varietà di cibi abbondanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due. “Non so” dissi. “Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. “Ma una cosa so di sicuro” aggiunsi. “Rimani consapevole del tuo respiro più spesso che puoi, ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno e ciò produrrà una trasformazione più potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non costa niente”.

Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio. È un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.

Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo. Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.

Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.

Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade da solo. È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.

In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale. Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.

La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.

Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza. È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma. L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti. “La cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.

Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta. La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita di ogni giorno.

Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili. Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso. E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio.



- tratto dal libro 




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venerdì 11 febbraio 2011

QUI E ORA... Leo Buscaglia

Ieri, ha detto qualcuno, è un assegno annullato, e domani è soltanto una cambiale. Solo oggi è denaro contante.

Leo Buscaglia, Vivere Amare Capirsi

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QUI E ORA... Paulo Coelho

Io non vivo ne’ nel mio passato ne’ nel mio futuro. Possiedo soltanto il presente ed è il presente che mi interessa. Se riuscirai a vivere sempre nel presente sarai un uomo felice.
Paulo Coelho, da “L’Alchimista”

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lunedì 7 febbraio 2011

OSHO: NON- MENTE

CONSIGLIATO:
 Non-mente vuol dire assenza di pensiero. E tu lo sai! Spesso ti accade: ci sono momenti, attimi brevissimi, che comunque esistono, in cui tu all’improvviso vedi che in te non si agita alcun pensiero, non affiora alcuna increspatura – quelli sono momenti in cui sei un Buddha! Devi semplicemente sintonizzarti di più con quei momenti, devi semplicemente scendere più in profondità in quei momenti, devi semplicemente cambiare la tua enfasi.
Osho

venerdì 4 febbraio 2011

STEVE HAGEN: FISICA QUANTISTICA E TEMPO. QUI E ORA!

Autore: Steve Hagen, ex ricercatore scientifico, è diventato uno studente Zen nel 1975. Mentre continuava la sua esplorazione nei diversi campi della scienza, ha studiato con insegnanti di Dharma in Asia, Europa e negli Stati Uniti. Oggi tiene conferenze, insegna meditazione ed è fondatore del "Dharma Field Meditation and Learning Center" in Minnesota. È inoltre autore dei libri "Buddhism plain and simple" e "How the world can be the way it is".

Io, la grande Terra, e tutti gli esseri, simultaneamente raggiungiamo la Via. - Buddha
Il tempo è una illusione, sebbene una illusione persistente. - Albert Einstein

Come è stato possibile che l'Illuminazione del Buddha sia avvenuta simultaneamente con tutti gli esseri? Questo evento non si è verificato molto tempo fà? Se si è già verificato, dove è ora? E l'espressione tutti gli esseri non include forse noi stessi?
Nella letteratura buddhista, ci sono molti riferimenti a una sorta di atemporalità nelle cose, nelle relazioni e negli eventi. Il filosofo buddhista Nagarjuna, vissuto nel secondo secolo d.C., in un classico esempio, ci mostra come non possiamo avere un concetto coerente del tempo come entità. Come dimostra nell'opera Basi della Via di Mezzo???, il tempo può essere sperimentato solo come un insieme di relazioni interdipendenti. Il grande maestro Zen giapponese Dogen Zenji porta alla nostra attenzione la stessa percezione nel suo saggio Essere tempo (Being time). Seng-ts'an, il terzo Patriarca del Buddhismo Zen in Cina, termina il suo Aver fiducia nella Mente (Trusting Hearthmind) dicendoci che "le parole falliscono, poiché la Via non è né ieri, né oggi e né domani". E nel classico L'unione di differenza e unità ("Merging of Difference and Unity"), il maestro Zen Shih-t'ou inizia dicendo che "la mente è intimamente connessa tra est e ovest". Un evento del genere deve avvenire necessariamente al di fuori del tempo.

Ciò nonostante, noi guardiamo comunemente al mondo, e all'esperienza che ne facciamo, in modo lineare - come se le cose fossero poste in fila, dal passato, attraverso presente, verso il futuro. Qualcosa che succede ora crea un effetto in un momento successivo. Questo, pensiamo, è come le cose sono e debbono essere.

Quale tra questi punti di vista è più in accordo con ciò che la scienza ci offre oggi. E quale riflette più accuratamente come il mondo è realmente?

Alcuni fisici hanno recentemente mostrato un rinnovato interesse per un particolare modo di concettualizzare il tempo e lo spazio, schema che è stato introdotto sin dagli anni quaranta. Un modello di questa teoria riduce a due le tre dimensioni dello spazio, mentre il tempo viene proiettato nella terza dimensione.

Secondo questo schema, tutto ciò che noi chiamiamo ora - cioè, la puntuale disposizione delle cose e degli eventi - è considerato come disposto in un singolo piano. Ovviamente, questo piano - essendo il momento presente - non sta fermo. Piuttosto, sale verso l'alto nella terza dimensione, come un ascensore - tranne il fatto che in questo caso si sale attraverso il tempo anziché lo spazio. All'interno di questo modello, il passato è tutto ciò che rimane sotto l'ascensore in un dato istante; il futuro - ciò che deve ancora accadere - è ciò che si incontra quando l'ascensore sale a raggiungerlo.

Assumendo questo modello, possiamo immaginare l'insieme di spazio-tempo come un unico blocco tridimensionale, e ciascuna entità come un punto, o una serie di punti all'interno di esso. La vita può essere rappresentata come la linea tracciata attraverso questo blocco mentre si sale con l'ascensore attraverso il tempo.

Alcuni fisici vedono questo modello applicabile anche alla coscienza. Secondo il fisico-matematico, Herman Weyl, "il mondo oggettivo semplicemente è, non accade. Solo allo sguardo della mia coscienza, quando sale lentamente lungo la linea della vita tracciata dal mio corpo, il mondo appare come una immagine fugace che cambia continuamente nel tempo".

Ma perché dovremmo pensare al tempo come puro movimento? Ovviamente nello sviluppo del modello appena esposto, e, in genere, nell'analisi dei fenomeni temporali, i fisici hanno continuato a mantenere l'assunto, comunemente condiviso, che il tempo è ancora un movimento dal passato, attraverso il presente, verso il futuro. Ma mantenere questa ottica presenta alcuni problemi. Per esempio, i fisici hanno scoperto che alcuni fenomeni quantici sembrano andare ritroso nel tempo.

Nello specifico, la scienza ha dovuto tener conto di una particella chiamata positrone. Non si tratta di una entità teorica o ipotetica, ma di una vera particella che si manifesta in molti esperimenti quantici. Un positrone può essere considerato o come un elettrone avente carica positiva (anche se gli elettroni hanno carica negativa) oppure come un elettrone che corre indietro nel tempo. Come vedremo tra poco, quest'ultima spiegazione risolve molti rompicapo che hanno disorientato i fisici per molto tempo.

La soluzione più semplice, ovviamente, sarebbe dimenticarsi di ogni apparente non-senso riguardo entità che vanno indietro nel tempo, perché da un punto di vista matematico tali entità possono essere viste semplicemente come se corressero "in avanti". Molti fisici hanno cercato di fare proprio questo. Difatti quando hanno iniziato a concepire i positroni come elettroni in viaggio dal futuro, attraverso il presente, verso il passato, immediatamente la loro visione complessiva dell'universo si è molto semplificata. Per i fisici tale semplicità fornisce un forte incentivo a prendere le cose sul serio. Inoltre, guardando le cose con questo approccio retrospettivo, hanno recentemente scoperto che sono in grado di chiarire molti fenomeni quantici non altrimenti spiegabili - fenomeni che li hanno lasciati sconcertati per decenni.

Ma accettare uno schema del genere ci porta a molti altri aspetti sconcertanti. Per esempio, significa che l'universo, in modo concreto, non ha né dimensione né durata. Significa che abbiamo l'Intera Realtà - tutto il tempo e tutto lo spazio - simultaneamente.

In altre parole non c'è nulla che sale e scende le linee tracciate dall'ascensore temporale - non i nostri corpi, non la coscienza, né i positroni. In effetti, non esiste nessuna siffatta linea del tempo. È una illusione, ed è il perno della nostra confusione riguardo il tempo.

Semplificando molto, i fisici stanno ipotizzando qualcosa del genere: quando un elettrone vibra nella nostra cucina, ad esempio, esso emette un segnale che viaggia alla velocità della luce attraverso la dimensione spazio-temporale. Quando un altro elettrone riceve quel segnale vibra in accordo e manda un segnale di ritorno verso l'elettrone nella nostra cucina. Ciascun elettrone ottiene questo tipo di messaggi da tutte le altre particelle presenti in ogni dove - letteralmente da qualsiasi cosa raggiungibile attraverso lo spazio e il tempo. Come risultato di questo processo ogni elettrone conosce la sua esatta posizione e rilevanza nell'universo.

Proviamo ad approfondire il discorso. Poniamo il caso di eccitare un elettrone di questa pagina (chiamiamolo mittente). Esso spedisce un segnale (i.e. emette un fotone che viaggia sotto forma di onda) alla velocità della luce nell'universo, messaggio che può andare non oltre la lunghezza di questa pagina, oppure, raggiungere la galassia di Andromeda lontana due milioni di anni luce. Ma non importa dove o quanto lontano vada, poiché primo o poi il fotone sarà assorbito da qualche elettrone (che chiameremo destinatario). Questo elettrone vibra in risposta e manda un segnale di ritorno all'elettrone mittente posto in questa pagina.

Secondo il senso comune, se il segnale và ad Andromeda, lontana due milioni di anni luce, sembrerebbero necessari quattro milioni di anni luce prima che il segnale ritorni indietro.

Ma sembra (e molti esperimenti lo confermano), che il segnale di ritorno del destinatario sia ricevuto dal mittente nello stesso momento in cui questo spedisce per primo il segnale. Lungi dall'impiegare quattro milioni di anni, l'intera transazione avviene simultaneamente. Non in un microsecondo, ma nello stesso esatto momento.

In altre parole, l'intera transazione accade ora, al di fuori del tempo. Ora invece del tempo.

Alcuni fisici spiegano questo fenomeno pensando che quando il destinatario riceve un segnale, esso manda il suo messaggio di ritorno indietro nel tempo. E poiché il segnale impiega la stessa quantità di tempo ad andare in un verso e tornare indietro, l'affare si conclude nello stesso istante in qui inizia. Gli scienziati hanno dati sperimentali che supportano tale ipotesi, che essi chiamano l'interpretazione transazionale della meccanica quantistica.

Inoltre, se osserviamo la transazione dal punto di vista del segnale stesso, nessun tempo scorre durante il viaggio di "quattro milioni di anni". Einstein ci ha mostrato che se potessimo portare noi stessi a raggiungere la velocità della luce (a differenza dei fotoni, noi abbiamo una massa, quindi non siamo veramente in grado di farlo, ma facciamo un salto ipotetico per un momento), il tempo rallenterebbe man mano che la nostra velocità aumenta (sebbene, questo non verrebbe da noi percepito) - finché, alla fine, alla velocità della luce, il tempo fermerebbe il suo scorrere del tutto. Agli occhi di qualcuno che viaggia alla velocità della luce, tutto lo spazio attraversato - ogni centimetro o anno luce - sembrerebbe passare in un solo istante, non importa quanto sia lungo il viaggio. Così, dal punto di osservazione di un fotone in viaggio verso Andromeda, il viaggio non ha durata alcuna. In altre parole, per il fotone, Andromeda è proprio qui, in quanto non occorre alcun tempo per andare lì. E il fatto che il messaggio sia qui e lì contemporaneamente, rende il lì indistinguibile dal qui.

Questa affermazione vale per ogni coppia di luoghi nell'universo che possiamo prendere in considerazione.

In altre parole, l'universo non sembra avere intrinsecamente alcuna dimensione o alcun limite di tempo.

Per la nostra mente ordinaria, l'universo appare immenso più di quanto la nostra immaginazione possa comprendere, è antico aldilà di ogni calcolo. Ma per un essere illuminato, non ha senso tentare di qualificare (o quantificare) una Realtà oggettiva in quest'ottica.

Come afferma Huang Po, un grande maestro zen cinese, "È senza inizio, non nata, e indistruttibile. Non può essere compresa in termini di nuovo e vecchio. Non è né corta né lunga, né grande né piccola, in quanto trascende ogni limite, misura, nome, segno o confronto".

L'universo - visto dagli occhi di un risvegliato - non ha una dimensione o datazione inerente. Tutto è compreso nel qui e ora.

Tuttavia, all'interno di questo qui e ora, che non ha estensione o durata, noi sembriamo avere una dimensione e un tempo. In che modo, quindi, il tempo e lo spazio possono effettivamente manifestarsi?

Essi appaiono in quanto risultante della coscienza.

È solo nella nostra costruzione mentale dell'universo - la nostra visione concettuale di esso - che noi ci troviamo di fronte a qualcosa di così vasto e durevole. Tuttavia, nella nostra reale esperienza - i.e. ciò che realmente percepiamo, anziché ciò che concepiamo - quello che abbiamo sempre avuto è solo il qui e ora.

La nostra esperienza è sempre nel presente. Non possiamo letteralmente esistere nel passato e nel futuro - esistiamo solo nell'infinitesimo momento aldilà del tempo, che noi chiamiamo ora. In realtà possiamo solo ricordare il passato e immaginarci il futuro, ma entrambe queste attività necessariamente avvengono ora. E dove potrebbero mai verificarsi se non qui? Qui siamo in grado di concepire un lì, ma in realtà non siamo in grado di andare lì. Ovunque noi pensiamo di andare, in realtà non possiamo mai abbandonare il qui.

Ciò che sperimentiamo come estensione e durata - tempo e spazio - è il risultato del modo in cui la nostra mente opera. La coscienza li produce. In effetti, questo è ciò che la coscienza in realtà è. La coscienza è la divisione di ciò che altrimenti sarebbe sperimentato come il Tutto trascendente lo spazio e il tempo, in tempo e spazio - cioè nella distinzione tra il qui e il lì, tra il prima e l'ora.

Sono le diverse costruzioni mentali che manteniamo, e a cui teniamo, che appaiono come tempo e spazio, estensione e durata. Queste - e tutto il mondo materiale - deriva dalla coscienza, che scodella i concetti di tempo e di spazio dall'oceano che è aldilà del tempo e dello spazio.

Per la mente risvegliata, tuttavia, ciò che è Reale è il Tutto che comprende ogni cosa, aldilà dei limiti di estensione e di tempo. L'essere illuminato vede che questo Tutto non ha alcuna dimensione separata dalla Mente.

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

lunedì 13 dicembre 2010

SAFARI DENTRO LA MIA TESTA...


Ancora una volta mi hanno colpito le parole illuminanti di questa canzone di Jovanotti:


Sempre più dentro, sempre più al centro, sempre più in mezzo, finchè non distingui più il confine tra la tua pelle e il cielo, tra quello che è a pezzi e quello che è intero....


La notte ha mille occhi credi di guardare e sei guardato...


Safari dentro la mia testa.... ci son più bestie che nella foresta...

Prendi tutto quello che ti piace, ho diamanti sotto i miei piedi, ho un oceano dentro alla vene..ognuno danza con il proprio demone e ogni storia finisce bene...

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

mercoledì 10 novembre 2010

STORIA ZEN... FELICITA'

Il giovane Uddikku era giunto all'eta' nella quale si sentiva un "uomo" e pronto ad affrontare la vita.
Alla fine dell'ultima estate della sua giovinezza decise di salire sulla montagna vicino casa sua. Ne aveva già scalate diverse, ben più alte, ma mai quella così vicina.
Chiese informazioni agli anziani del villaggio, ma tutti gli sconsigliarono di salire su quella cima. Naturalmente il giovane non rinunciò ed un giorno cominciò l'ascesa.
Poco prima di essere in vetta gli parve di udire un lamento venire da un fosso. Subito si affacciò ed in fondo al fosso vide un uomo, che si lamentava perché era caduto nel fosso, si era ferito e così non poteva risalire. Uddikku Non ci pensò due volte e si precipitò ad aiutarlo. Rischiando non poco, riuscì a portarlo in salvo. Solo allora si avvide che il malcapitato era troppo basso: ... doveva essere uno gnomo...
Uddikku ebbe paura, ma lo gnomo gli disse che non gli avrebbe fatto del male e che anzi – riconoscente - in cambio dell'aiuto avuto, e grazie ai suoi poteri, gli avrebbe assicurata la vita più bella che egli desiderava. Bastava che Uddikku gliela descrivesse.
Uddikku non seppe chiedere niente, non aveva mai pensato a cosa voleva esattamente dalla vita. Lo gnomo gli rispose: "Bene, allora ti esporrò molte belle vite possibili e tu alla fine liberamente sceglierai!".
Si sedettero e parlarono per ore, forse giorni.
Alla fine Uddikku scelse e tornò a valle - in mezzo alla gente - a vivere la sua bellissima vita.
Oggi Uddikku è un uomo realizzato, soddisfatto della sua vita e quasi felice. Talvolta però, la notte, gli vengono in mente tutte le possibili vite che non ha vissuto.
Gli gnomi - si sa - sono cattivi.
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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

venerdì 29 ottobre 2010

OSHO: ESSERE SE STESSI

CONSIGLIATO:
Veridicità significa autenticità, essere veri, non essere falsi, non usare maschere. Quale che sia il tuo volto reale, lo mostri… e a qualunque prezzo.

Ricorda, non vuol dire che devi smascherare gli altri. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. Pensa di dover essere sincera, autentica, e che questo significhi che deve andare a mettere a nudo gli altri.

Ma non è così, ciò che ti devi ricordare è di essere sincero con te stesso. Non c'è bisogno di te per riformare tutti gli altri a questo mondo. Se cresci tu, è sufficiente. Non fare il riformatore, non cercare di dare lezioni agli altri o di cambiarli. Se cambi tu, quello è un messaggio sufficiente.

Essere autentici vuol dire rimanere fedeli al proprio essere. Ma come farlo? Ci sono tre cose da ricordare.

Una, ascolta sempre la tua voce interiore, ascolta ciò che tu vorresti essere.

Non ascoltare mai nessuno quando ti dice cos'è bene per te, altrimenti sprecherai la tua vita. Tua madre vuole che diventi un ingegnere, tuo padre un dottore e tu vuoi essere un poeta. Cosa puoi fare? Certo tua madre ha ragione, perché dal punto di vista finanziario è meglio essere un ingegnere.

Anche tuo padre ha ragione: essere un dottore ha un buon valore di mercato. Un poeta? Sei diventato matto?
I poeti sono persone maledette, nessuno li vuole. Non c'è nessun bisogno di loro; il mondo può esistere anche senza poesia. Il mondo non può esistere senza ingegneri, e se c'è bisogno di te hai più valore; se non servi, non hai nessun valore.

Ma se vuoi essere un poeta, sii un poeta. Magari dovrai mendicare. Bene! Magari non diventerai ricco. Non preoccuparti, perché puoi diventare un grande ingegnere e guadagnare tanti soldi, ma non ti sentirai mai realizzato. Ti resterà comunque un desiderio profondo, il tuo essere interiore bramerà essere un poeta.

Ricorda, sii fedele alla tua voce interiore. Può condurti nei pericoli, eppure devi rimanerle fedele perché allora c'è la possibilità che un giorno arriverai alla condizione di danzare e celebrare la tua realizzazione interiore.

Guarda sempre qual è la prima cosa per il tuo essere, la più importante, e non permettere agli altri di manipolarti e di controllarti. Sono tanti: tutti sono pronti a controllarti, a cambiarti, a darti un'indicazione che non hai nemmeno chiesto. Tutti ti vogliono dare una guida per la tua vita. Ma la guida esiste dentro di te; solo tu conosci la formula.

Essere autentici vuol dire essere fedeli a se stessi. È un fenomeno molto pericoloso; solo rari individui ci riescono. Ma, se ci riescono, si realizzano. Arrivano a una bellezza, a una grazia e soddisfazione che tu non puoi nemmeno immaginare. Se tutti hanno un'aria frustrata è perché nessuno ha dato ascolto alla sua voce interiore.

Ascolta sempre la tua voce interiore e nient'altro. Sarai circondato da mille tentazioni, perché ci sono tante persone che vogliono vendere le loro merci. Il mondo è un supermercato, e tutti vogliono vendere le loro cose; sono tutti dei venditori. Ma se dai ascolto a tutti questi venditori diventerai matto. Non ascoltare nessuno; chiudi gli occhi e ascolta la tua voce interiore. Questo è proprio il senso della meditazione: ascoltare la voce interiore. Questa è la prima cosa.

E poi la seconda - solo se hai fatto la prima puoi fare la seconda - non metterti mai una maschera. Se sei arrabbiato, sii arrabbiato. È rischioso, ma non metterti a sorridere, perché allora il tuo sorriso è falso, solo una maschera… un esercizio delle labbra, e nient'altro. Il cuore è pieno di rabbia, di veleno, e le labbra sorridono; diventi un fenomeno falso. Quando vuoi essere arrabbiato, sii arrabbiato. Non c'è nulla di male nell'essere arrabbiati.

Se vuoi ridere, ridi. Non c'è nulla di male nel ridere forte. Pian piano vedrai che il tuo sistema ricomincia a funzionare. E quando questo accade, sentirai un suono armonioso, proprio come una macchina il cui motore, quando tutto funziona bene, fa questo rumore armonioso. Il guidatore che ama la sua macchina sa che ora tutto funziona bene, che c'è un'unità organica - il meccanismo funziona perfettamente.

Anche in una persona puoi notare quando il meccanismo funziona bene, sentirai questo suono armonioso intorno a lei. Cammina, e il suo passo è una danza. Parla, e le sue parole portano con sé una sottile poesia. Ti guarda, e ti guarda veramente; non è tiepida, è calda. Quando ti tocca, ti tocca veramente. Puoi sentire la sua energia che arriva nel tuo corpo, una corrente di vita che ti viene passata… perché il suo meccanismo funziona bene.

La seconda cosa è: non usare maschere. Sii vero, qualunque ne sia il prezzo.

La terza cosa sull'autenticità: rimani sempre nel presente, perché tutto ciò che è falso arriva o dal passato o dal futuro. Ciò che è stato è stato, non preoccupartene. Non portartelo dietro come un fardello, altrimenti non ti permetterà di essere autentico nel presente. Tutto ciò che non è ancora stato, non è ancora stato. Non preoccuparti del futuro, altrimenti si insinuerà nel presente, distruggendolo. Sii vero rispetto al presente, e sarai autentico. Essere qui e ora vuol dire essere autentici. Né passato, né futuro: questo momento è tutto, è tutta l'eternità.

Con queste tre cose arrivi a ciò che Patanjali chiama veridicità. Allora tutto ciò che dici è vero. Normalmente pensi di dover fare uno sforzo per dire la verità. Io non dico questo, io dico che quando crei l'autenticità, tutto ciò che dici sarà vero. Una persona autentica non può mentire, tutto ciò che dice sarà vero.Quindi non ti dico: "Di' la verità". Ti dico: "Sii autentico e tutto ciò che dici sarà vero".

CONSIGLIATO:

lunedì 18 ottobre 2010

INTERVISTA A ECKHART TOLLE

CONSIGLIATISSIMO:

Il Potere di Adesso Buono

Fonte: http://www.elsamasetti.it/Gli affari, il presente, il divino – intervista a Eckhart Tolle
di Ray Hemachandra, scelto da Elsa Masetti
Anche un insegnante spirituale come Eckhart Tolle ha il suo business e la sua azienda lEckhart Teaching Inc con un suo statuto e una cosiddetta mission e scopo principale. Sapete qual'è ? Lunione con il Divino.
Molti si chiederanno: ma che c'entra questa roba misticamente astratta con il lavoro, la professione, il business?.
Il direttore responsabile della rivista New Age Retailer Ray Hemachandra ha ben pensato di chiederglielo. Lintervista contiene alcune domande preziose e utili per la vita professionale di ognuno. E altrettanto preziose sono le risposte che a loro volta contengono altre domande che, se praticate, possono rappresentare la chiave per creare armonia nel lavoro, nelle relazioni aziendali e commerciali.
L'etica nel vero senso della parola: relazionarsi con amore nel campo degli affari.
Elsa Masetti – www.elsamasetti.it
Il seguente articolo è stato tradotto e pubblicato da Elsa Masetti sul suo blog www.elsamasetti.it.
Ray Hemachandra: Sul tuo sito dichiari che lo scopo ultimo dell’ Eckhart Teaching Inc (attuale azienda di Tolle, ndt) è “l’unione con il Divino.” Ciò mi colpisce come l’affermazione della più audace visione che abbia mai letto. In che modo tale visione – letteralmente l’idea di essere uno – può essere funzionale nel campo del business?
Eckhart Tolle: Vuol dire che tutto quello che fai nel business deriva da uno stato interiore di allineamento con la vita e con la fonte della vita stessa, per cui la pace fluisce in tutto quello che fai. Ciò non cambia necessariamente quello che fai, anche se può cambiare la situazione, ma trasforma l’energia che fluisce in quello che fai. Proviene da uno stato interiore di pace.
Piuttosto che volere o aver bisogno di cambiare qualcosa in modo da poter essere in pace a un certo punto nel futuro, sei già in uno stato di pace. Sei già allineato con la vita. Questo è il fondamento per qualunque cosa tu faccia.
Hemachandra: Alcuni rivenditori e professionisti lottano per mantenere l’equilibrio tra la loro idea del mainstream, sul modello del business orientato al profitto, e la loro comprensione di un più alto scopo. Fare i soldi e l’insegnamento spirituale sono a tutti i livelli in contraddizione?
Tolle: Se lo scopo principale delle nostre azioni è fare soldi, certo, sì. Utilizzi quello che fai come un mezzo per raggiungere un fine, che non è il modo risvegliato di vivere. Il fine potrebbe essere il denaro, il potere, o un qualche tipo d’immagine mentale di ciò che la vita dovrebbe essere – come, ad esempio, il rivoluzionario o il terrorista, che hanno una qualche immagine di ciò che vogliono ottenere.
Il momento presente diventa un mezzo verso un fine. Quando vedi il momento presente stesso e tutto quello che fai in quel momento come un mezzo verso un fine, si tratta di pensiero e azione non illuminati. Questo crea ulteriore sofferenza, non importa quale sia il finale. L’energia che fluisce in quello che fai non è allineata con la vita, perché tu non sei allineato con la vita. Parti da una coscienza egoica.
Il denaro è un buon esempio. Un business illuminato non è interessato primariamente a fare soldi, perché quando si è interessati a fare soldi si desidera più il futuro che il presente. Ogni volta che si desidera il futuro rispetto al presente, l’intelligenza vera, che può fluire in quello che facciamo solo quando si è totalmente allineati con il momento presente, non può fluire in ciò che stiamo facendo. In altre parole, quello che fai è ego, o viene dall’ego.
Naturalmente, quando intraprendi un’azione, c’è sempre uno scopo, che è nel futuro. Qualunque cosa tu faccia nella vita quotidiana, guidare da qui a lì, cercare di parlare con qualcuno al telefono, fare questo o quello, vai sempre verso qualche altra parte. Questo è inevitabile. Ma la domanda è: tal fine nel futuro è per te più importante di ciò che stai facendo nel presente? Se lo è, allora è una forma di ego. L’ego guarda sempre verso il momento successivo alla ricerca di appagamento.
Riallineamento significa che lo scopo principale della tua vita è ogni azione che stai facendo in questo momento. Lo scopo principale della vita è essere pienamente in ciò che si sta facendo. Diciamo che devi prendere un aereo, e che fai la valigia muovendoti velocemente. La maggior parte delle persone lo chiamano stress. La maggior parte delle persone vive così tutto il tempo.
La prossima volta che hai un qualche tipo di scadenza, e devi intraprendere un’azione fisica – esser pronto, rispettare la scadenza – indaga e vedi: È possibile essere così presente a quello che fai che il momento futuro non è primario, ma la qualità di come lo fai nel momento presente è primaria? Ciò significa farlo consapevolmente. Ciò significa gioire del fare stesso.
Sì, devi raggiungere l’aeroporto. E tu godi dell’elevato flusso di energia di questo momento, mentre raccogli le cose, le metti in valigia, e sei attento a ciò che ti serve. Anche correndo a prendere un treno o un taxi, puoi godere dell’energia alta del momento. Le persone si stupiscono quando si rendono conto che anche correndo verso un appuntamento, si può godere il momento, piuttosto che lasciarsi stressare dal momento. Se ti piace, non puoi essere stressato! E egualmente puoi essere veloce!
Stress significa che c’è qualcosa di sbagliato, e che non sei allineato con la vita. Certo, la maggior parte delle persone a questo mondo sono stressate e la maggior parte di coloro che non sono stressati sono totalmente annoiati! (Ride)
Hemachandra: Perché lo stress è così comune, Eckhart, e quali sono le conseguenze del vivere la vita basandola sullo stress?
Tolle: Il mondo intero accetta che lo stress sia il modo normale di vivere. In realtà, la gente pensa di dover essere stressata per avere successo. Pensano che se non si è stressati, c’è qualcosa di sbagliato. Ma ogni azione che nasce dallo stress è di bassa qualità, e contribuisce alla sofferenza umana.
Lo stress è una forma di sofferenza. Se potessi guardare il tuo corpo e vedere cosa fa lo stress al tuo corpo e alle sue funzioni – ciò che fa al cuore, alla circolazione, al sistema immunitario, alla funzione digestiva, al fegato – se potessi esaminare tutto ciò, vedresti che lo stress è estremamente dannoso per l’organismo.
Puoi essere consapevole del fatto che quando sei stressato, è sempre un segno che hai perso il momento presente. Una volta che ti accorgi di aver perso il momento presente, puoi scegliere di ritornare nel momento presente. Anche in un momento di stress, puoi dire: “OK, posso godere del fare stesso? Posso godere del flusso di energia di questo momento? ” E, naturalmente, puoi!
Allora il futuro si ritira. Diventa periferico. Lo sai che c’è. È necessario arrivare, sì. Ma puoi godere il momento presente, e puoi allinearti con il fare. La presenza fluisce in quello che fai. Anche se ciò che fai può essere lo stesso, vi è una differenza fondamentale: l’energia che fluisce in quello che fai, anche se può essere alta è un’energia molto tranquilla.
Così, questo è ciò che le persone hanno da imparare: è possibile essere efficienti in questo mondo senza essere stressati. Non è necessario fare le cose in uno stato di ansia o di angoscia. Non è questo il modo di essere allineati con la vita.
Hemachandra: Qual è il modo più diretto per cominciare ad allinearci con la vita?
Tolle: Lavorare per iniziare a riconoscere l’importanza primaria del momento presente. Un buon indicatore è chiedersi: “Qual è il mio rapporto con il momento presente? Come mi sto relazionando con esso? ”
Queste sono domande importanti che possono riportarti a realizzare che l’adesso è tutto ciò che sempre hai. Non c’è nient’altro. Quindi, potresti anche fare l’adesso tuo amico. In caso contrario, sei fuori allineamento con la vita stessa.
Puoi vivere in questo modo, come un amico dell’adesso, e allora molti cambiamenti fanno il loro ingresso nella tua vita. Quando non rendi il momento presente un mezzo per uno scopo, lo stesso accade con ogni essere umano che incontri – in azienda e anche a casa, in famiglia – non è più un mezzo per raggiungere un fine.
Quando vuoi sempre la prossima cosa, ogni essere umano diventa un mezzo per raggiungere un fine. Anche quando le persone sono con i loro figli: “Hai fatto questo? Dai, fai questo, lo devi finire. ” Se si va in alcune famiglie, tutta la loro vita consiste di, “Qual è la prossima cosa che dobbiamo fare? Andiamo, andiamo.”
Questo non è il modo di vivere.
Hemachandra: Che cosa significa questa comprensione, allora, per un affare, un’azienda o un’organizzazione?
Tolle: Quando incontri i clienti nella tua azienda: sono mezzi per un fine? Se il presente è solo un mezzo per un fine, anche le persone che incontri diventano parte di questo, perché vuoi qualcosa da loro. Desideri l’affare. Vuoi le informazioni che sono in procinto di darti. Vuoi i loro soldi. Qualunque cosa vuoi, diventano un mezzo per un fine. Il che riduce tremendamente la qualità delle interazioni umane. Le interazioni umane diventano egoiche, perché poi anche le altre persone fanno di te un mezzo per raggiungere un fine.
Quando s’incontra un altro essere umano e il momento presente è primario, allora l’evento principale è ciò che Un Corso in Miracoli dice: «Ogni volta che incontri qualcuno, è un incontro sacro». L’evento principale è il campo energetico di presenza che si crea tra voi e l’altro essere umano. C’è gioia profonda nel meeting (nella riunione).
Quindi, qualsiasi cosa che si desidera raggiungere è secondaria: l’affare, lo scambio d’informazioni, qualunque essa sia. Sì, anche questo avviene, ma c’è un fondamento più profondo.
Se ottieni l’affare, bene. Se non l’ottieni, va anche bene. Mi sembra che quelle persone che già vivono così, perché alcuni lo fanno già, abbiano in realtà molto più successo di quelli per i quali ogni persona che incontrano è un mezzo per raggiungere un fine.
Hemachandra: Vuoi dare un esempio di una tale persona nel mondo degli affari a partire dalla tua esperienza?
Tolle: Quando ho comprato una macchina qualche anno fa, il commesso era totalmente in uno spazio di gioia. Ho preso atto che non gli importava se compravo la macchina oppure no. Gioiva nel mostrarmi la macchina e nel farmi fare un test di guida. E alla fine gli ho detto: “Sì, la prendo.” Ma so bene che se avessi detto: “Non credo di prenderla”, egli sarebbe rimasto lo stesso. E, forse, fra tre anni se compro un’altra macchina, andrò di nuovo da lui a comprarla.
Diciamo che anche tu hai intenzione di comprare una macchina. Se il venditore ti vede come un mezzo per un fine, quindi se non gli compri la sua auto dopo che lui ti ha parlato per un’ora, ti ha mostrato le automobili, e ti ha fatto fare i vari test di guida, alla fine è sconvolto, infastidito.
Così, tutto quello che voleva da te è avere i tuoi soldi e che tu comprassi quella macchina. Non era interessato a te come essere umano. Non era interessato al momento presente. Era interessato al momento futuro.
Le persone sentono quando sono trasformate soltanto in un mezzo per raggiungere un fine. E sono molto meno propense a fare quello che vuoi che esse facciano – prendi l’esempio della compera dell’auto – quando avvertono di esser ridotte a un mezzo per raggiungere un fine.
Tutto scorre con maggiore facilità quando la gente vive come un tutt’uno con il momento presente. Poi, è un tutt’uno con gli esseri umani che incontra, e questo è l’unico modo in cui il mondo possa davvero cambiare.
Il mondo è in un tale caos a causa del continuo conflitto che nasce tra gli esseri umani, non solo tra gli individui, ma tra le tribù, le nazioni e i gruppi. Ma il cambiamento può avvenire solo quando le persone iniziano da loro stesse.
Ognuno deve cominciare con se stesso. Le nazioni sono composte da individui. E ogni individuo ha da portare una qualità diversa nella sua vita, nella sua azienda e professione – la qualità della coscienza risvegliata!
E, allora, tutto cambierà. Quando abbastanza esseri umano lo mettono in pratica, i rapporti tra le nazioni cambieranno. La follia che tuttora sperimentiamo, che è la vecchia coscienza, arriverà alla fine.
Disclaimer
L’articolo che hai appena letto è stato tradotto e pubblicato da Elsa Masetti sul suo blog www.elsamasetti.it.
Fonte: New Age Retailer
La blogger Elsa Masetti ha più volte chiesto il permesso di pubblicazione in lingua italiana di questa intervista, senza risposta. Semmai pervenisse una richiesta di rimozione, siamo pronti a rimuoverla.

DELLO STESSO AUTORE...CONSIGLIATISSIMO!

Il Potere di Adesso Buono

sabato 3 luglio 2010

RACCONTO ZEN...il sacerdote e il maestro



Un sacerdote incontrò un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò: "Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos'è la realtà?"

Il maestro gli diede un pugno in faccia.




Libri Zen:
Zen