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lunedì 26 marzo 2012
mercoledì 21 marzo 2012
FELICITA'... ANTHONY DE MELLO
La felicità è la nostra condizione naturale. La felicità è la condizione naturale dei bambini piccoli, a cui il regno appartiene finché non vengono inquinati e contaminati dalla stupidità della società e della cultura. Per acquisire la felicità non bisogna fare
nulla, perché la felicità non può essere acquisita. Qualcuno sa perché? Perché l'abbiamo già. Come si fa ad acquisire qualcosa che già si possiede? E allora, perché non la provate? Perché dovete abbandonare qualcosa. Dovete abbandonare le illusioni. Non dovete aggiungere niente, per poter essere felici: dovete invece abbandonare qualcosa. La vita è facile, è meravigliosa. È dura solo con le vostre
illusioni, le vostre ambizioni, la vostra avidità, le vostre richieste.
Anthony De Mello
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venerdì 10 febbraio 2012
QUI E ORA... SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE
Nelle foreste troverai più che non nei libri. L'albero e le rocce ti insegneranno ciò che non puoi imparare dai maestri.
San Bernardo di Chiaravalle
San Bernardo di Chiaravalle
martedì 15 novembre 2011
OSHO...L'INTERA ESISTENZA E' IN CELEBRAZIONE...
Osserva: l'intera esistenza è in celebrazione! Gli alberi non sono seri; i fiumi e gli oceani sono selvaggi: ovunque è una festa, ovunque ci sono gioia e delizia. Osserva l'esistenza, ascoltala e diventane parte, in questo modo diventi un amante, perché l'amore può esistere dove c'è un profondo rispetto per la gioia. L'amore non può esistere in una mente seria.
(Osho)
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(Osho)
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venerdì 14 ottobre 2011
STEVE JOBS... QUI E ORA
Discorso tenuto da Steve Jobs alla Stanford University il 12 Giugno 2005.
Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è la cosa più vicina ad una laurea che mi sia mai capitata.
Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.
La prima storia parla di “unire i puntini”.
Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?
Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università.
Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo, eppure ero là e stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.
Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti.
Lasciate che vi faccia un esempio:
il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire i corsi del piano di studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato la differenza dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.
Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò tutto utile utilizzandolo per la realizzazione del Mac: è stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto molteplici caratteri e font spazialmente proporzionati. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi lasciato l’università, e se non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti e spaziati in modo proporzionato. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandomi alle spalle dieci anni dopo.
Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi indietro: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi appaiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete… questo approccio non mi ha mai lasciato a piedi, e ha fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia parla di amore e di perdita.
Sono stato molto fortunato – ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione – il Macintosh – un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni… quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona – che pensavamo fosse di grande talento – per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.
Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.
Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.
Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.
La mia terza storia parla della morte.
Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente prima o poi avrai ragione”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.
Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.
Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.
Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.
Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:
Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.
Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero giovane, c’era una rivista splendida che si chiamava The Whole Earth Catalog (L’intero Catalogo della Terra), che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto lontano da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google in formato cartaceo tascabile, trentacinque anni prima che Google prendesse forma. Era idealista, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.
Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The Whole Earth Catalog, e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste ritrovarvi a fare autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’era scritto: “stay hungry stay foolish” (“Siate affamati. Siate folli”). Era il loro messaggio di addio, io l’ho sempre desiderato per me stesso. E ora che vi laureate per cominciare una nuova vita, io auguro a tutti voi:
Siate affamati. Siate folli.
Grazie a tutti.
Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è la cosa più vicina ad una laurea che mi sia mai capitata.
Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.
La prima storia parla di “unire i puntini”.
Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?
Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università.
Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo, eppure ero là e stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.
Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti.
Lasciate che vi faccia un esempio:
il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire i corsi del piano di studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato la differenza dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.
Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò tutto utile utilizzandolo per la realizzazione del Mac: è stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto molteplici caratteri e font spazialmente proporzionati. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi lasciato l’università, e se non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti e spaziati in modo proporzionato. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandomi alle spalle dieci anni dopo.
Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi indietro: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi appaiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete… questo approccio non mi ha mai lasciato a piedi, e ha fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia parla di amore e di perdita.
Sono stato molto fortunato – ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione – il Macintosh – un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni… quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona – che pensavamo fosse di grande talento – per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.
Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.
Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.
Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.
La mia terza storia parla della morte.
Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente prima o poi avrai ragione”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.
Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.
Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.
Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.
Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:
Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.
Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero giovane, c’era una rivista splendida che si chiamava The Whole Earth Catalog (L’intero Catalogo della Terra), che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto lontano da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google in formato cartaceo tascabile, trentacinque anni prima che Google prendesse forma. Era idealista, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.
Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The Whole Earth Catalog, e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste ritrovarvi a fare autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’era scritto: “stay hungry stay foolish” (“Siate affamati. Siate folli”). Era il loro messaggio di addio, io l’ho sempre desiderato per me stesso. E ora che vi laureate per cominciare una nuova vita, io auguro a tutti voi:
Siate affamati. Siate folli.
Grazie a tutti.
martedì 7 dicembre 2010
LA MENTE IN PACE
Quando la mente è in pace, anche il mondo è in pace.
Non c’è niente di reale, e nulla che manchi.
Non tenendosi aggrappati alla realtà,
E né restando attaccati alla vacuità,
Voi non sarete nè santi e nè saggi, ma solo
Un individuo ordinario che però ha compiuto il suo lavoro.
P'ang Yün (龐蘊 Hõ Un) (The Enlightened Heart 34)
Tratto da: http://www.sacred-texts.com/bud/zen/poems.htm
(Tradotti in Italiano da Aliberth Meng)
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martedì 23 novembre 2010
VIVI QUI E ORA!
CONSIGLIATISSIMO:
Nella vita hai solo un momento alla volta. Puoi decidere di
utilizzarlo per pianificare quello successivo, o puoi semplicemente
viverlo.
Alberto
venerdì 29 ottobre 2010
OSHO: ESSERE SE STESSI
CONSIGLIATO:
Veridicità significa autenticità, essere veri, non essere falsi, non usare maschere. Quale che sia il tuo volto reale, lo mostri… e a qualunque prezzo.
Ricorda, non vuol dire che devi smascherare gli altri. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. Pensa di dover essere sincera, autentica, e che questo significhi che deve andare a mettere a nudo gli altri.
Ma non è così, ciò che ti devi ricordare è di essere sincero con te stesso. Non c'è bisogno di te per riformare tutti gli altri a questo mondo. Se cresci tu, è sufficiente. Non fare il riformatore, non cercare di dare lezioni agli altri o di cambiarli. Se cambi tu, quello è un messaggio sufficiente.
Essere autentici vuol dire rimanere fedeli al proprio essere. Ma come farlo? Ci sono tre cose da ricordare.
Una, ascolta sempre la tua voce interiore, ascolta ciò che tu vorresti essere.
Non ascoltare mai nessuno quando ti dice cos'è bene per te, altrimenti sprecherai la tua vita. Tua madre vuole che diventi un ingegnere, tuo padre un dottore e tu vuoi essere un poeta. Cosa puoi fare? Certo tua madre ha ragione, perché dal punto di vista finanziario è meglio essere un ingegnere.
Anche tuo padre ha ragione: essere un dottore ha un buon valore di mercato. Un poeta? Sei diventato matto?
I poeti sono persone maledette, nessuno li vuole. Non c'è nessun bisogno di loro; il mondo può esistere anche senza poesia. Il mondo non può esistere senza ingegneri, e se c'è bisogno di te hai più valore; se non servi, non hai nessun valore.
Ma se vuoi essere un poeta, sii un poeta. Magari dovrai mendicare. Bene! Magari non diventerai ricco. Non preoccuparti, perché puoi diventare un grande ingegnere e guadagnare tanti soldi, ma non ti sentirai mai realizzato. Ti resterà comunque un desiderio profondo, il tuo essere interiore bramerà essere un poeta.
Ricorda, sii fedele alla tua voce interiore. Può condurti nei pericoli, eppure devi rimanerle fedele perché allora c'è la possibilità che un giorno arriverai alla condizione di danzare e celebrare la tua realizzazione interiore.
Guarda sempre qual è la prima cosa per il tuo essere, la più importante, e non permettere agli altri di manipolarti e di controllarti. Sono tanti: tutti sono pronti a controllarti, a cambiarti, a darti un'indicazione che non hai nemmeno chiesto. Tutti ti vogliono dare una guida per la tua vita. Ma la guida esiste dentro di te; solo tu conosci la formula.
Essere autentici vuol dire essere fedeli a se stessi. È un fenomeno molto pericoloso; solo rari individui ci riescono. Ma, se ci riescono, si realizzano. Arrivano a una bellezza, a una grazia e soddisfazione che tu non puoi nemmeno immaginare. Se tutti hanno un'aria frustrata è perché nessuno ha dato ascolto alla sua voce interiore.
Ascolta sempre la tua voce interiore e nient'altro. Sarai circondato da mille tentazioni, perché ci sono tante persone che vogliono vendere le loro merci. Il mondo è un supermercato, e tutti vogliono vendere le loro cose; sono tutti dei venditori. Ma se dai ascolto a tutti questi venditori diventerai matto. Non ascoltare nessuno; chiudi gli occhi e ascolta la tua voce interiore. Questo è proprio il senso della meditazione: ascoltare la voce interiore. Questa è la prima cosa.
E poi la seconda - solo se hai fatto la prima puoi fare la seconda - non metterti mai una maschera. Se sei arrabbiato, sii arrabbiato. È rischioso, ma non metterti a sorridere, perché allora il tuo sorriso è falso, solo una maschera… un esercizio delle labbra, e nient'altro. Il cuore è pieno di rabbia, di veleno, e le labbra sorridono; diventi un fenomeno falso. Quando vuoi essere arrabbiato, sii arrabbiato. Non c'è nulla di male nell'essere arrabbiati.
Se vuoi ridere, ridi. Non c'è nulla di male nel ridere forte. Pian piano vedrai che il tuo sistema ricomincia a funzionare. E quando questo accade, sentirai un suono armonioso, proprio come una macchina il cui motore, quando tutto funziona bene, fa questo rumore armonioso. Il guidatore che ama la sua macchina sa che ora tutto funziona bene, che c'è un'unità organica - il meccanismo funziona perfettamente.
Anche in una persona puoi notare quando il meccanismo funziona bene, sentirai questo suono armonioso intorno a lei. Cammina, e il suo passo è una danza. Parla, e le sue parole portano con sé una sottile poesia. Ti guarda, e ti guarda veramente; non è tiepida, è calda. Quando ti tocca, ti tocca veramente. Puoi sentire la sua energia che arriva nel tuo corpo, una corrente di vita che ti viene passata… perché il suo meccanismo funziona bene.
La seconda cosa è: non usare maschere. Sii vero, qualunque ne sia il prezzo.
La terza cosa sull'autenticità: rimani sempre nel presente, perché tutto ciò che è falso arriva o dal passato o dal futuro. Ciò che è stato è stato, non preoccupartene. Non portartelo dietro come un fardello, altrimenti non ti permetterà di essere autentico nel presente. Tutto ciò che non è ancora stato, non è ancora stato. Non preoccuparti del futuro, altrimenti si insinuerà nel presente, distruggendolo. Sii vero rispetto al presente, e sarai autentico. Essere qui e ora vuol dire essere autentici. Né passato, né futuro: questo momento è tutto, è tutta l'eternità.
Con queste tre cose arrivi a ciò che Patanjali chiama veridicità. Allora tutto ciò che dici è vero. Normalmente pensi di dover fare uno sforzo per dire la verità. Io non dico questo, io dico che quando crei l'autenticità, tutto ciò che dici sarà vero. Una persona autentica non può mentire, tutto ciò che dice sarà vero.Quindi non ti dico: "Di' la verità". Ti dico: "Sii autentico e tutto ciò che dici sarà vero".
Ricorda, non vuol dire che devi smascherare gli altri. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. Pensa di dover essere sincera, autentica, e che questo significhi che deve andare a mettere a nudo gli altri.
Ma non è così, ciò che ti devi ricordare è di essere sincero con te stesso. Non c'è bisogno di te per riformare tutti gli altri a questo mondo. Se cresci tu, è sufficiente. Non fare il riformatore, non cercare di dare lezioni agli altri o di cambiarli. Se cambi tu, quello è un messaggio sufficiente.
Essere autentici vuol dire rimanere fedeli al proprio essere. Ma come farlo? Ci sono tre cose da ricordare.
Una, ascolta sempre la tua voce interiore, ascolta ciò che tu vorresti essere.
Non ascoltare mai nessuno quando ti dice cos'è bene per te, altrimenti sprecherai la tua vita. Tua madre vuole che diventi un ingegnere, tuo padre un dottore e tu vuoi essere un poeta. Cosa puoi fare? Certo tua madre ha ragione, perché dal punto di vista finanziario è meglio essere un ingegnere.
Anche tuo padre ha ragione: essere un dottore ha un buon valore di mercato. Un poeta? Sei diventato matto?
I poeti sono persone maledette, nessuno li vuole. Non c'è nessun bisogno di loro; il mondo può esistere anche senza poesia. Il mondo non può esistere senza ingegneri, e se c'è bisogno di te hai più valore; se non servi, non hai nessun valore.
Ma se vuoi essere un poeta, sii un poeta. Magari dovrai mendicare. Bene! Magari non diventerai ricco. Non preoccuparti, perché puoi diventare un grande ingegnere e guadagnare tanti soldi, ma non ti sentirai mai realizzato. Ti resterà comunque un desiderio profondo, il tuo essere interiore bramerà essere un poeta.
Ricorda, sii fedele alla tua voce interiore. Può condurti nei pericoli, eppure devi rimanerle fedele perché allora c'è la possibilità che un giorno arriverai alla condizione di danzare e celebrare la tua realizzazione interiore.
Guarda sempre qual è la prima cosa per il tuo essere, la più importante, e non permettere agli altri di manipolarti e di controllarti. Sono tanti: tutti sono pronti a controllarti, a cambiarti, a darti un'indicazione che non hai nemmeno chiesto. Tutti ti vogliono dare una guida per la tua vita. Ma la guida esiste dentro di te; solo tu conosci la formula.
Essere autentici vuol dire essere fedeli a se stessi. È un fenomeno molto pericoloso; solo rari individui ci riescono. Ma, se ci riescono, si realizzano. Arrivano a una bellezza, a una grazia e soddisfazione che tu non puoi nemmeno immaginare. Se tutti hanno un'aria frustrata è perché nessuno ha dato ascolto alla sua voce interiore.
Ascolta sempre la tua voce interiore e nient'altro. Sarai circondato da mille tentazioni, perché ci sono tante persone che vogliono vendere le loro merci. Il mondo è un supermercato, e tutti vogliono vendere le loro cose; sono tutti dei venditori. Ma se dai ascolto a tutti questi venditori diventerai matto. Non ascoltare nessuno; chiudi gli occhi e ascolta la tua voce interiore. Questo è proprio il senso della meditazione: ascoltare la voce interiore. Questa è la prima cosa.
E poi la seconda - solo se hai fatto la prima puoi fare la seconda - non metterti mai una maschera. Se sei arrabbiato, sii arrabbiato. È rischioso, ma non metterti a sorridere, perché allora il tuo sorriso è falso, solo una maschera… un esercizio delle labbra, e nient'altro. Il cuore è pieno di rabbia, di veleno, e le labbra sorridono; diventi un fenomeno falso. Quando vuoi essere arrabbiato, sii arrabbiato. Non c'è nulla di male nell'essere arrabbiati.
Se vuoi ridere, ridi. Non c'è nulla di male nel ridere forte. Pian piano vedrai che il tuo sistema ricomincia a funzionare. E quando questo accade, sentirai un suono armonioso, proprio come una macchina il cui motore, quando tutto funziona bene, fa questo rumore armonioso. Il guidatore che ama la sua macchina sa che ora tutto funziona bene, che c'è un'unità organica - il meccanismo funziona perfettamente.
Anche in una persona puoi notare quando il meccanismo funziona bene, sentirai questo suono armonioso intorno a lei. Cammina, e il suo passo è una danza. Parla, e le sue parole portano con sé una sottile poesia. Ti guarda, e ti guarda veramente; non è tiepida, è calda. Quando ti tocca, ti tocca veramente. Puoi sentire la sua energia che arriva nel tuo corpo, una corrente di vita che ti viene passata… perché il suo meccanismo funziona bene.
La seconda cosa è: non usare maschere. Sii vero, qualunque ne sia il prezzo.
La terza cosa sull'autenticità: rimani sempre nel presente, perché tutto ciò che è falso arriva o dal passato o dal futuro. Ciò che è stato è stato, non preoccupartene. Non portartelo dietro come un fardello, altrimenti non ti permetterà di essere autentico nel presente. Tutto ciò che non è ancora stato, non è ancora stato. Non preoccuparti del futuro, altrimenti si insinuerà nel presente, distruggendolo. Sii vero rispetto al presente, e sarai autentico. Essere qui e ora vuol dire essere autentici. Né passato, né futuro: questo momento è tutto, è tutta l'eternità.
Con queste tre cose arrivi a ciò che Patanjali chiama veridicità. Allora tutto ciò che dici è vero. Normalmente pensi di dover fare uno sforzo per dire la verità. Io non dico questo, io dico che quando crei l'autenticità, tutto ciò che dici sarà vero. Una persona autentica non può mentire, tutto ciò che dice sarà vero.Quindi non ti dico: "Di' la verità". Ti dico: "Sii autentico e tutto ciò che dici sarà vero".
CONSIGLIATO:
domenica 24 ottobre 2010
OSHO: L'AMORE E' LIBERTA'
Non essere possessivo, perché quando sei possessivo, stai solo mostrando di essere un mendicante.
Quando cerchi di possedere, mostri solo che non possiedi nulla; altrimenti non dovresti fare uno sforzo. Se sei già il padrone, perché sforzarti?
Per esempio, se ami una persona e cerchi di possederla, non la ami. Non sei neanche certo che la persona ami te. Ecco perché crei tutte quelle misure di sicurezza, la circondi di trucchi e furbizie di ogni genere, proprio perché così non potrà lasciarti. Ma così uccidi l'amore. L'amore è libertà, l'amore dà libertà, l'amore vive nella libertà. L'amore è, nel suo nucleo più essenziale, libertà.
Se ami veramente, non occorre possedere; possiedi già con tanta profondità, a che servirebbe? Non pretendi nulla, qualsiasi pretesa apparirebbe superficiale. Quando possiedi veramente, diventi non possessivo. Ma è qualcosa che devi imparare, tienilo presente. Non cercare di possedere nulla. Al massimo usa e sii grato che ti è stato permesso di usare, ma non possedere.
Il possesso è una forma di avarizia, e un avaro non può fiorire. Un avaro è sempre in uno stato di costipazione spirituale, è malato. Devi aprirti, condividere. Condividi ciò che hai e crescerà; condividi di più e crescerà. Continua a dare, e riceverai ancora. La sorgente è eterna, non essere avaro. Di qualsiasi cosa si tratti - amore, saggezza… qualsiasi cosa, condividi. Non possessività vuol dire condividere.
Dovunque tu sia, devi solo comprendere la possessività e lasciarla andare. Non c'è nulla di sbagliato nella moglie - solo non dire mia moglie. Lascia cadere il 'mio'. Non c'è nulla di sbagliato nei bambini - sono bellissimi, figli del divino. Ti è stata data l'opportunità di servirli e di amarli: usala, ma senza dire “miei.” Sono arrivati attraverso di te ma non appartengono a te. Appartengono al futuro, appartengono al tutto. Tu sei stato un passaggio, un veicolo, ma non sei il proprietario.
Resta dove sei, resta dove sei stato posto dall'esistenza e vivi in modo non possessivo, e di colpo inizierai a fiorire. Le energie fluiranno, non sarai bloccato, diventerai un flusso. E fluire è bellissimo; vivere bloccati e congelati vuol dire essere brutti e morti.
Arriva alla purezza del centro. Quella è la meta.
Fonte: http://www.vivizen.com/
Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone:Oltre il velo. Un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.
lunedì 18 ottobre 2010
INTERVISTA A ECKHART TOLLE
CONSIGLIATISSIMO:
Fonte: http://www.elsamasetti.it/Gli affari, il presente, il divino – intervista a Eckhart Tolle
di Ray Hemachandra, scelto da Elsa Masetti
Il seguente articolo è stato tradotto e pubblicato da Elsa Masetti sul suo blog www.elsamasetti.it.
Piuttosto che volere o aver bisogno di cambiare qualcosa in modo da poter essere in pace a un certo punto nel futuro, sei già in uno stato di pace. Sei già allineato con la vita. Questo è il fondamento per qualunque cosa tu faccia.
Il momento presente diventa un mezzo verso un fine. Quando vedi il momento presente stesso e tutto quello che fai in quel momento come un mezzo verso un fine, si tratta di pensiero e azione non illuminati. Questo crea ulteriore sofferenza, non importa quale sia il finale. L’energia che fluisce in quello che fai non è allineata con la vita, perché tu non sei allineato con la vita. Parti da una coscienza egoica.
Il denaro è un buon esempio. Un business illuminato non è interessato primariamente a fare soldi, perché quando si è interessati a fare soldi si desidera più il futuro che il presente. Ogni volta che si desidera il futuro rispetto al presente, l’intelligenza vera, che può fluire in quello che facciamo solo quando si è totalmente allineati con il momento presente, non può fluire in ciò che stiamo facendo. In altre parole, quello che fai è ego, o viene dall’ego.
Naturalmente, quando intraprendi un’azione, c’è sempre uno scopo, che è nel futuro. Qualunque cosa tu faccia nella vita quotidiana, guidare da qui a lì, cercare di parlare con qualcuno al telefono, fare questo o quello, vai sempre verso qualche altra parte. Questo è inevitabile. Ma la domanda è: tal fine nel futuro è per te più importante di ciò che stai facendo nel presente? Se lo è, allora è una forma di ego. L’ego guarda sempre verso il momento successivo alla ricerca di appagamento.
Riallineamento significa che lo scopo principale della tua vita è ogni azione che stai facendo in questo momento. Lo scopo principale della vita è essere pienamente in ciò che si sta facendo. Diciamo che devi prendere un aereo, e che fai la valigia muovendoti velocemente. La maggior parte delle persone lo chiamano stress. La maggior parte delle persone vive così tutto il tempo.
La prossima volta che hai un qualche tipo di scadenza, e devi intraprendere un’azione fisica – esser pronto, rispettare la scadenza – indaga e vedi: È possibile essere così presente a quello che fai che il momento futuro non è primario, ma la qualità di come lo fai nel momento presente è primaria? Ciò significa farlo consapevolmente. Ciò significa gioire del fare stesso.
Sì, devi raggiungere l’aeroporto. E tu godi dell’elevato flusso di energia di questo momento, mentre raccogli le cose, le metti in valigia, e sei attento a ciò che ti serve. Anche correndo a prendere un treno o un taxi, puoi godere dell’energia alta del momento. Le persone si stupiscono quando si rendono conto che anche correndo verso un appuntamento, si può godere il momento, piuttosto che lasciarsi stressare dal momento. Se ti piace, non puoi essere stressato! E egualmente puoi essere veloce!
Stress significa che c’è qualcosa di sbagliato, e che non sei allineato con la vita. Certo, la maggior parte delle persone a questo mondo sono stressate e la maggior parte di coloro che non sono stressati sono totalmente annoiati! (Ride)
Lo stress è una forma di sofferenza. Se potessi guardare il tuo corpo e vedere cosa fa lo stress al tuo corpo e alle sue funzioni – ciò che fa al cuore, alla circolazione, al sistema immunitario, alla funzione digestiva, al fegato – se potessi esaminare tutto ciò, vedresti che lo stress è estremamente dannoso per l’organismo.
Puoi essere consapevole del fatto che quando sei stressato, è sempre un segno che hai perso il momento presente. Una volta che ti accorgi di aver perso il momento presente, puoi scegliere di ritornare nel momento presente. Anche in un momento di stress, puoi dire: “OK, posso godere del fare stesso? Posso godere del flusso di energia di questo momento? ” E, naturalmente, puoi!
Allora il futuro si ritira. Diventa periferico. Lo sai che c’è. È necessario arrivare, sì. Ma puoi godere il momento presente, e puoi allinearti con il fare. La presenza fluisce in quello che fai. Anche se ciò che fai può essere lo stesso, vi è una differenza fondamentale: l’energia che fluisce in quello che fai, anche se può essere alta è un’energia molto tranquilla.
Così, questo è ciò che le persone hanno da imparare: è possibile essere efficienti in questo mondo senza essere stressati. Non è necessario fare le cose in uno stato di ansia o di angoscia. Non è questo il modo di essere allineati con la vita.
Queste sono domande importanti che possono riportarti a realizzare che l’adesso è tutto ciò che sempre hai. Non c’è nient’altro. Quindi, potresti anche fare l’adesso tuo amico. In caso contrario, sei fuori allineamento con la vita stessa.
Puoi vivere in questo modo, come un amico dell’adesso, e allora molti cambiamenti fanno il loro ingresso nella tua vita. Quando non rendi il momento presente un mezzo per uno scopo, lo stesso accade con ogni essere umano che incontri – in azienda e anche a casa, in famiglia – non è più un mezzo per raggiungere un fine.
Quando vuoi sempre la prossima cosa, ogni essere umano diventa un mezzo per raggiungere un fine. Anche quando le persone sono con i loro figli: “Hai fatto questo? Dai, fai questo, lo devi finire. ” Se si va in alcune famiglie, tutta la loro vita consiste di, “Qual è la prossima cosa che dobbiamo fare? Andiamo, andiamo.”
Questo non è il modo di vivere.
Quando s’incontra un altro essere umano e il momento presente è primario, allora l’evento principale è ciò che Un Corso in Miracoli dice: «Ogni volta che incontri qualcuno, è un incontro sacro». L’evento principale è il campo energetico di presenza che si crea tra voi e l’altro essere umano. C’è gioia profonda nel meeting (nella riunione).
Quindi, qualsiasi cosa che si desidera raggiungere è secondaria: l’affare, lo scambio d’informazioni, qualunque essa sia. Sì, anche questo avviene, ma c’è un fondamento più profondo.
Se ottieni l’affare, bene. Se non l’ottieni, va anche bene. Mi sembra che quelle persone che già vivono così, perché alcuni lo fanno già, abbiano in realtà molto più successo di quelli per i quali ogni persona che incontrano è un mezzo per raggiungere un fine.
Diciamo che anche tu hai intenzione di comprare una macchina. Se il venditore ti vede come un mezzo per un fine, quindi se non gli compri la sua auto dopo che lui ti ha parlato per un’ora, ti ha mostrato le automobili, e ti ha fatto fare i vari test di guida, alla fine è sconvolto, infastidito.
Così, tutto quello che voleva da te è avere i tuoi soldi e che tu comprassi quella macchina. Non era interessato a te come essere umano. Non era interessato al momento presente. Era interessato al momento futuro.
Le persone sentono quando sono trasformate soltanto in un mezzo per raggiungere un fine. E sono molto meno propense a fare quello che vuoi che esse facciano – prendi l’esempio della compera dell’auto – quando avvertono di esser ridotte a un mezzo per raggiungere un fine.
Tutto scorre con maggiore facilità quando la gente vive come un tutt’uno con il momento presente. Poi, è un tutt’uno con gli esseri umani che incontra, e questo è l’unico modo in cui il mondo possa davvero cambiare.
Il mondo è in un tale caos a causa del continuo conflitto che nasce tra gli esseri umani, non solo tra gli individui, ma tra le tribù, le nazioni e i gruppi. Ma il cambiamento può avvenire solo quando le persone iniziano da loro stesse.
Ognuno deve cominciare con se stesso. Le nazioni sono composte da individui. E ogni individuo ha da portare una qualità diversa nella sua vita, nella sua azienda e professione – la qualità della coscienza risvegliata!
E, allora, tutto cambierà. Quando abbastanza esseri umano lo mettono in pratica, i rapporti tra le nazioni cambieranno. La follia che tuttora sperimentiamo, che è la vecchia coscienza, arriverà alla fine.
Disclaimer
L’articolo che hai appena letto è stato tradotto e pubblicato da Elsa Masetti sul suo blog www.elsamasetti.it.
Fonte: New Age Retailer
La blogger Elsa Masetti ha più volte chiesto il permesso di pubblicazione in lingua italiana di questa intervista, senza risposta. Semmai pervenisse una richiesta di rimozione, siamo pronti a rimuoverla.
DELLO STESSO AUTORE...CONSIGLIATISSIMO!
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Fonte: http://www.elsamasetti.it/Gli affari, il presente, il divino – intervista a Eckhart Tolle
di Ray Hemachandra, scelto da Elsa Masetti
Anche un insegnante spirituale come Eckhart Tolle ha il suo business e la sua azienda lEckhart Teaching Inc con un suo statuto e una cosiddetta mission e scopo principale. Sapete qual'è ? Lunione con il Divino.
Molti si chiederanno: ma che c'entra questa roba misticamente astratta con il lavoro, la professione, il business?.
Il direttore responsabile della rivista New Age Retailer Ray Hemachandra ha ben pensato di chiederglielo. Lintervista contiene alcune domande preziose e utili per la vita professionale di ognuno. E altrettanto preziose sono le risposte che a loro volta contengono altre domande che, se praticate, possono rappresentare la chiave per creare armonia nel lavoro, nelle relazioni aziendali e commerciali.
L'etica nel vero senso della parola: relazionarsi con amore nel campo degli affari.
Elsa Masetti – www.elsamasetti.it
Molti si chiederanno: ma che c'entra questa roba misticamente astratta con il lavoro, la professione, il business?.
Il direttore responsabile della rivista New Age Retailer Ray Hemachandra ha ben pensato di chiederglielo. Lintervista contiene alcune domande preziose e utili per la vita professionale di ognuno. E altrettanto preziose sono le risposte che a loro volta contengono altre domande che, se praticate, possono rappresentare la chiave per creare armonia nel lavoro, nelle relazioni aziendali e commerciali.
L'etica nel vero senso della parola: relazionarsi con amore nel campo degli affari.
Elsa Masetti – www.elsamasetti.it
Ray Hemachandra: Sul tuo sito dichiari che lo scopo ultimo dell’ Eckhart Teaching Inc (attuale azienda di Tolle, ndt) è “l’unione con il Divino.” Ciò mi colpisce come l’affermazione della più audace visione che abbia mai letto. In che modo tale visione – letteralmente l’idea di essere uno – può essere funzionale nel campo del business?
Eckhart Tolle: Vuol dire che tutto quello che fai nel business deriva da uno stato interiore di allineamento con la vita e con la fonte della vita stessa, per cui la pace fluisce in tutto quello che fai. Ciò non cambia necessariamente quello che fai, anche se può cambiare la situazione, ma trasforma l’energia che fluisce in quello che fai. Proviene da uno stato interiore di pace.Piuttosto che volere o aver bisogno di cambiare qualcosa in modo da poter essere in pace a un certo punto nel futuro, sei già in uno stato di pace. Sei già allineato con la vita. Questo è il fondamento per qualunque cosa tu faccia.
Hemachandra: Alcuni rivenditori e professionisti lottano per mantenere l’equilibrio tra la loro idea del mainstream, sul modello del business orientato al profitto, e la loro comprensione di un più alto scopo. Fare i soldi e l’insegnamento spirituale sono a tutti i livelli in contraddizione?
Tolle: Se lo scopo principale delle nostre azioni è fare soldi, certo, sì. Utilizzi quello che fai come un mezzo per raggiungere un fine, che non è il modo risvegliato di vivere. Il fine potrebbe essere il denaro, il potere, o un qualche tipo d’immagine mentale di ciò che la vita dovrebbe essere – come, ad esempio, il rivoluzionario o il terrorista, che hanno una qualche immagine di ciò che vogliono ottenere.Il momento presente diventa un mezzo verso un fine. Quando vedi il momento presente stesso e tutto quello che fai in quel momento come un mezzo verso un fine, si tratta di pensiero e azione non illuminati. Questo crea ulteriore sofferenza, non importa quale sia il finale. L’energia che fluisce in quello che fai non è allineata con la vita, perché tu non sei allineato con la vita. Parti da una coscienza egoica.
Il denaro è un buon esempio. Un business illuminato non è interessato primariamente a fare soldi, perché quando si è interessati a fare soldi si desidera più il futuro che il presente. Ogni volta che si desidera il futuro rispetto al presente, l’intelligenza vera, che può fluire in quello che facciamo solo quando si è totalmente allineati con il momento presente, non può fluire in ciò che stiamo facendo. In altre parole, quello che fai è ego, o viene dall’ego.
Naturalmente, quando intraprendi un’azione, c’è sempre uno scopo, che è nel futuro. Qualunque cosa tu faccia nella vita quotidiana, guidare da qui a lì, cercare di parlare con qualcuno al telefono, fare questo o quello, vai sempre verso qualche altra parte. Questo è inevitabile. Ma la domanda è: tal fine nel futuro è per te più importante di ciò che stai facendo nel presente? Se lo è, allora è una forma di ego. L’ego guarda sempre verso il momento successivo alla ricerca di appagamento.
Riallineamento significa che lo scopo principale della tua vita è ogni azione che stai facendo in questo momento. Lo scopo principale della vita è essere pienamente in ciò che si sta facendo. Diciamo che devi prendere un aereo, e che fai la valigia muovendoti velocemente. La maggior parte delle persone lo chiamano stress. La maggior parte delle persone vive così tutto il tempo.
La prossima volta che hai un qualche tipo di scadenza, e devi intraprendere un’azione fisica – esser pronto, rispettare la scadenza – indaga e vedi: È possibile essere così presente a quello che fai che il momento futuro non è primario, ma la qualità di come lo fai nel momento presente è primaria? Ciò significa farlo consapevolmente. Ciò significa gioire del fare stesso.
Sì, devi raggiungere l’aeroporto. E tu godi dell’elevato flusso di energia di questo momento, mentre raccogli le cose, le metti in valigia, e sei attento a ciò che ti serve. Anche correndo a prendere un treno o un taxi, puoi godere dell’energia alta del momento. Le persone si stupiscono quando si rendono conto che anche correndo verso un appuntamento, si può godere il momento, piuttosto che lasciarsi stressare dal momento. Se ti piace, non puoi essere stressato! E egualmente puoi essere veloce!
Stress significa che c’è qualcosa di sbagliato, e che non sei allineato con la vita. Certo, la maggior parte delle persone a questo mondo sono stressate e la maggior parte di coloro che non sono stressati sono totalmente annoiati! (Ride)
Hemachandra: Perché lo stress è così comune, Eckhart, e quali sono le conseguenze del vivere la vita basandola sullo stress?
Tolle: Il mondo intero accetta che lo stress sia il modo normale di vivere. In realtà, la gente pensa di dover essere stressata per avere successo. Pensano che se non si è stressati, c’è qualcosa di sbagliato. Ma ogni azione che nasce dallo stress è di bassa qualità, e contribuisce alla sofferenza umana.Lo stress è una forma di sofferenza. Se potessi guardare il tuo corpo e vedere cosa fa lo stress al tuo corpo e alle sue funzioni – ciò che fa al cuore, alla circolazione, al sistema immunitario, alla funzione digestiva, al fegato – se potessi esaminare tutto ciò, vedresti che lo stress è estremamente dannoso per l’organismo.
Puoi essere consapevole del fatto che quando sei stressato, è sempre un segno che hai perso il momento presente. Una volta che ti accorgi di aver perso il momento presente, puoi scegliere di ritornare nel momento presente. Anche in un momento di stress, puoi dire: “OK, posso godere del fare stesso? Posso godere del flusso di energia di questo momento? ” E, naturalmente, puoi!
Allora il futuro si ritira. Diventa periferico. Lo sai che c’è. È necessario arrivare, sì. Ma puoi godere il momento presente, e puoi allinearti con il fare. La presenza fluisce in quello che fai. Anche se ciò che fai può essere lo stesso, vi è una differenza fondamentale: l’energia che fluisce in quello che fai, anche se può essere alta è un’energia molto tranquilla.
Così, questo è ciò che le persone hanno da imparare: è possibile essere efficienti in questo mondo senza essere stressati. Non è necessario fare le cose in uno stato di ansia o di angoscia. Non è questo il modo di essere allineati con la vita.
Hemachandra: Qual è il modo più diretto per cominciare ad allinearci con la vita?
Tolle: Lavorare per iniziare a riconoscere l’importanza primaria del momento presente. Un buon indicatore è chiedersi: “Qual è il mio rapporto con il momento presente? Come mi sto relazionando con esso? ”Queste sono domande importanti che possono riportarti a realizzare che l’adesso è tutto ciò che sempre hai. Non c’è nient’altro. Quindi, potresti anche fare l’adesso tuo amico. In caso contrario, sei fuori allineamento con la vita stessa.
Puoi vivere in questo modo, come un amico dell’adesso, e allora molti cambiamenti fanno il loro ingresso nella tua vita. Quando non rendi il momento presente un mezzo per uno scopo, lo stesso accade con ogni essere umano che incontri – in azienda e anche a casa, in famiglia – non è più un mezzo per raggiungere un fine.
Quando vuoi sempre la prossima cosa, ogni essere umano diventa un mezzo per raggiungere un fine. Anche quando le persone sono con i loro figli: “Hai fatto questo? Dai, fai questo, lo devi finire. ” Se si va in alcune famiglie, tutta la loro vita consiste di, “Qual è la prossima cosa che dobbiamo fare? Andiamo, andiamo.”
Questo non è il modo di vivere.
Hemachandra: Che cosa significa questa comprensione, allora, per un affare, un’azienda o un’organizzazione?
Tolle: Quando incontri i clienti nella tua azienda: sono mezzi per un fine? Se il presente è solo un mezzo per un fine, anche le persone che incontri diventano parte di questo, perché vuoi qualcosa da loro. Desideri l’affare. Vuoi le informazioni che sono in procinto di darti. Vuoi i loro soldi. Qualunque cosa vuoi, diventano un mezzo per un fine. Il che riduce tremendamente la qualità delle interazioni umane. Le interazioni umane diventano egoiche, perché poi anche le altre persone fanno di te un mezzo per raggiungere un fine.Quando s’incontra un altro essere umano e il momento presente è primario, allora l’evento principale è ciò che Un Corso in Miracoli dice: «Ogni volta che incontri qualcuno, è un incontro sacro». L’evento principale è il campo energetico di presenza che si crea tra voi e l’altro essere umano. C’è gioia profonda nel meeting (nella riunione).
Quindi, qualsiasi cosa che si desidera raggiungere è secondaria: l’affare, lo scambio d’informazioni, qualunque essa sia. Sì, anche questo avviene, ma c’è un fondamento più profondo.
Se ottieni l’affare, bene. Se non l’ottieni, va anche bene. Mi sembra che quelle persone che già vivono così, perché alcuni lo fanno già, abbiano in realtà molto più successo di quelli per i quali ogni persona che incontrano è un mezzo per raggiungere un fine.
Hemachandra: Vuoi dare un esempio di una tale persona nel mondo degli affari a partire dalla tua esperienza?
Tolle: Quando ho comprato una macchina qualche anno fa, il commesso era totalmente in uno spazio di gioia. Ho preso atto che non gli importava se compravo la macchina oppure no. Gioiva nel mostrarmi la macchina e nel farmi fare un test di guida. E alla fine gli ho detto: “Sì, la prendo.” Ma so bene che se avessi detto: “Non credo di prenderla”, egli sarebbe rimasto lo stesso. E, forse, fra tre anni se compro un’altra macchina, andrò di nuovo da lui a comprarla.Diciamo che anche tu hai intenzione di comprare una macchina. Se il venditore ti vede come un mezzo per un fine, quindi se non gli compri la sua auto dopo che lui ti ha parlato per un’ora, ti ha mostrato le automobili, e ti ha fatto fare i vari test di guida, alla fine è sconvolto, infastidito.
Così, tutto quello che voleva da te è avere i tuoi soldi e che tu comprassi quella macchina. Non era interessato a te come essere umano. Non era interessato al momento presente. Era interessato al momento futuro.
Le persone sentono quando sono trasformate soltanto in un mezzo per raggiungere un fine. E sono molto meno propense a fare quello che vuoi che esse facciano – prendi l’esempio della compera dell’auto – quando avvertono di esser ridotte a un mezzo per raggiungere un fine.
Tutto scorre con maggiore facilità quando la gente vive come un tutt’uno con il momento presente. Poi, è un tutt’uno con gli esseri umani che incontra, e questo è l’unico modo in cui il mondo possa davvero cambiare.
Il mondo è in un tale caos a causa del continuo conflitto che nasce tra gli esseri umani, non solo tra gli individui, ma tra le tribù, le nazioni e i gruppi. Ma il cambiamento può avvenire solo quando le persone iniziano da loro stesse.
Ognuno deve cominciare con se stesso. Le nazioni sono composte da individui. E ogni individuo ha da portare una qualità diversa nella sua vita, nella sua azienda e professione – la qualità della coscienza risvegliata!
E, allora, tutto cambierà. Quando abbastanza esseri umano lo mettono in pratica, i rapporti tra le nazioni cambieranno. La follia che tuttora sperimentiamo, che è la vecchia coscienza, arriverà alla fine.
Disclaimer
L’articolo che hai appena letto è stato tradotto e pubblicato da Elsa Masetti sul suo blog www.elsamasetti.it.
Fonte: New Age Retailer
La blogger Elsa Masetti ha più volte chiesto il permesso di pubblicazione in lingua italiana di questa intervista, senza risposta. Semmai pervenisse una richiesta di rimozione, siamo pronti a rimuoverla.
DELLO STESSO AUTORE...CONSIGLIATISSIMO!
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martedì 13 luglio 2010
CONTRO LA PAURA BUTTATI NELLA DIREZIONE DELLA GIOIA...Osho
<< Sono tanto colmo di gioia – e allo stesso tempo colmo di paura. >>
Osho risponde:
Metti tutta la tua energia nella gioia, e la paura scomparirà. Ignora la paura, non prestarle alcuna attenzione, perché più le dai attenzione e più a lungo tenderà a permanere. Buttati completamente nella direzione da cui nasce la gioia, e la paura scomparirà proprio come l’oscurità scompare quando fai luce.
La gioia è luce. Ed è l’inizio di un grande pellegrinaggio che termina con la scoperta di Dio. Quindi vai pure avanti – senza alcuna paura, perché l’esistenza protegge sempre coloro che si fidano di lei. Rilassati, dona te stesso all’esistenza e lascia che la gioia ti travolga. Lascia che crei per te le ali per raggiungere le stelle.
Un cuore colmo di gioia è vicinissimo alle stelle.
Solo chi è triste e avvilito e infelice va all’inferno: sta creando il proprio inferno. Chi è gioioso, chi canta e danza e celebra sta creando il suo paradiso con ognuna delle sue canzoni, con ognuna delle sue danze.
Dipende da te creare un paradiso o cadere nell’oscurità, nel fuoco dell’inferno. Queste due cose non sono al di fuori di te; sono entrambe al tuo interno. Dipende tutto da cosa scegli di essere.
Scegli di essere divino, scegli di celebrare sempre di più, scegli di far festa, in modo che nel tuo essere sboccino sempre più fiori, e tu possa godere sempre più della loro fragranza.
Osho
Fonte: http://www.cleopa.it/2010/01/17/scegli-di-essere-divino-di-osho/mercoledì 23 giugno 2010
ILLUMINAZIONE E RISVEGLIO DELLA COSCIENZA - La fine del "dramma" di vita di Eckhart Tolle
CONSIGLIATO:
Questo video è tratto da 'IL POTERE DI ADESSO' di Eckhart Tolle, il libro che per me, più di ogni altra lettura, ha rappresentato un incredibile esperienza di vita! Ne consiglio la lettura a tutti, vi dico solo di fidarvi, credo sia il regalo più grande che possiate farvi. Ho letto molto tra Osho e altri maestri illuminati ma questo libro, forse per la sua chiarezza o forse per la sua magia mi ha dato barlumi di ESSERE che sicuramente coglierete pure voi.
Ho già consigliato il libro a due persone e adesso, con il solo passaparola, lo stanno leggendo a quanto ne so, più di dieci amici e ne sono entusiasti. Leggetelo se potete...
Purtoppo il video non gli rende il giusto merito ma ho voluto proporlo ugualmente.
P.s. Spero di ricevere vostri commenti dopo che qualcuno di voi lo avrà letto.
Ciao!
Ho già consigliato il libro a due persone e adesso, con il solo passaparola, lo stanno leggendo a quanto ne so, più di dieci amici e ne sono entusiasti. Leggetelo se potete...
Purtoppo il video non gli rende il giusto merito ma ho voluto proporlo ugualmente.
P.s. Spero di ricevere vostri commenti dopo che qualcuno di voi lo avrà letto.
Ciao!
lunedì 21 giugno 2010
ACCETTA ANCHE LA MENTE... Osho
CONSIGLIATO:
Accetta anche la mente e i suoi giochi in quanto parte della natura, non vi è nulla di innaturale; non potrebbe essere altrimenti: tutto ciò che accade può accadere solo perchè la natura lo permette. Certo, anche la mente ne è parte, e anche i giochi della mente sono parte della natura.
Decidendo che non dovrebbero esistere, vai contro natura. Decidendo di opporti alla mente, hai iniziato a scegliere; e quando scegli, subentra la repressione, perchè ciò che non hai scelto dovrà essere represso, dovrai negargli ogni possibilità di manifestarsi, dovrai accantonarlo così che non ti intralci continuamente. Ma comunque, se è parte della natura - e tutto ne è parte -, sarà inevitabile che insorga, reagirà per ripicca. Tornerà in gioco con maggior energia, si imporrà; si vendicherà. Non ti lascerà in pace.
La vera comprensione della natura è questa: tutto è naturale, inclusa la mente e i suoi giochi. In questo caso ci si rilassa, tutto va benissimo così com'è...lascia che la mente giochi: se un giorno va per conto suo, benissimo; anche questo è naturale. Questo è lasciarsi andare: non decidi nulla, non scegli, non hai preferenza. Questo è vivere senza pregiudizi, nè preconcetti a favore o contro; questo è semplice vivere, ragion per cui qualsiasi cosa accada accade. Accade la mente, e allora? Semplicemente la mente sta manifestandosi: non farne un problema. Se ne fai un problema, ne rimarrai intrappolato. Osserva semplicemente un fatto evidente: tutto è naturale. A quel punto non c'è più un luogo dove andare e nulla da fare. Sai che gli scacchi sono un gioco, ma comunque ti puoi divertire; sai che il cavallo, la torre, il re sono solo artifici, finzioni prive di sostanza...comunque giochi e ti diverti!
Dunque, sappi senza ombra di dubbio che la mente gioca un'infinità di giochi, ma non c'è nulla di cui preoccuparsi; lascia che sia così. Sii ampio e permetti a ogni cosa di esistere; perchè essere chiuso e limitato? Perchè negare qualcosa? Perchè distruggere qualcosa? E in quella totale capacità di accettazione sussiste la trasformazione: quella totale accettazione è trasformazione; si viene trasportati in un altro mondo in cui è impossibile l'esistenza di qualsiasi infelicità, non è possibile alcuna ansia perchè non viene accettato alcun problema, non viene creato alcun problema.
Vivi alcuni giorni senza problemi e ne vedrai la bellezza. Allora, sempre di più percepirai il canto della natura, e sempre di più l'esistenziale si avvicinerà a te. La mente non è necessariamente un ostacolo, lo diventa se ti ci attacchi, oppure se le sei antagonista. Lascia che esista, non essere a favore nè contro. Non sono afffari tuoi! Così come sugli alberi crescono le foglie, la mente genera pensieri. Come il traffico fa rumore, la mente fa rumore...ma va benissimo così! Non c'è nulla di male o di sbagliato.
Fonte: Osho
domenica 20 giugno 2010
IL SEGRETO DELLA FELICITA'...QUI E ORA
CONSIGLIATO:
Fonte:tratto dal consigliatissimo sito
http://www.vivizen.com/
La Mia Vita di Attesa
Quando ero giovane, non vedevo l’ora di diventare grande. Oh, la libertà! L’età adulta mi avrebbe portato la felicità. Non vedevo l’ora.
Quando sono diventato adulto, non vedevo l’ora di trovare un buon lavoro. Questo certamente mi avrebbe portato felicità. Non vedevo l’ora.
Quando ho trovato un buon lavoro, non vedevo l’ora di avere un aumento. Quando ho ricevuto l’aumento, non vedevo l’ora di sposarmi. Quando mi sono sposato, non vedevo l’ora di comprarmi una macchina più bella. Comprata la macchina, non vedevo l’ora di acquistare una casa.
Quando ho acquistato la casa, non vedevo l’ora di… pagare tutti i debiti.
Potrei andare avanti, ma credo che il concetto che voglio esprimere sia sufficientemente chiaro. Nessuno dei miei desideri, una volta realizzato, mi ha mai condotto alla felicità, per il semplice motivo che mi trovavo nella predisposizione mentale di volere sempre di più. Quando ottenevo ciò che volevo, allora volevo qualcosa in più.
La mia felicità era sempre in attesa, perché volevo sempre raggiungere un nuovo obiettivo cui legavo la concretizzazione della mia felicità. Attendevo sempre di raggiungere un obiettivo per poter essere felice. E aggiungevo sempre nuovi obiettivi. E allora la felicità non c’era, era sempre in sospeso.
Mi ci è voluto un po’, ma alla fine sono riuscito ad individuare l’unico segreto per essere davvero felici:
Smettere di aspettare la felicità. La felicità è proprio qui, proprio ora.
Suona troppo semplice, forse, ma solamente assimilando questo concetto e cercando di metterlo in pratica ogni giorno, sono riuscito a far sì che la mia vita assumesse quel meraviglioso significato che oggi le riconosco.
Obiettivi e Desideri
E’ certamente positivo avere degli obiettivi – è parte della vita e del lavoro. Ma quanto della tua felicità trova fondamento nei tuoi obiettivi?
E’ anche naturale avere dei desideri, ma se la tua vita si riassume in una serie indefinita di desideri, uno dopo l’altro, e dedichi tutto te stesso al soddisfacimento di questi desideri, sarai sempre all’inseguimento della felicità, in attesa di raggiungerla.
Al contrario, cerchiamo di ricordare e mettere in pratica il segreto:
Smettere di aspettare la felicità. La felicità è proprio qui, proprio ora.
Sentiti libero di inseguire i tuoi obiettivi e i tuoi desideri… ma non far sì che la tua felicità dipenda dalla loro realizzazione. Non concepire la felicità come qualcosa che si concretizzerà con il raggiungimento di uno scopo.
La Vita è un Viaggio – Goditelo!
Forse è un luogo comune, ma credo davvero che la cosa importante non sia la destinazione, ma il viaggio. Non l’obiettivo, la realizzazione del desiderio, ma il viaggio, il fluire della tua vita.
Pensiamoci: se siamo felici solo quando raggiungiamo un obiettivo, che ne sarà del tempo impiegato per raggiungerlo? Nella nostra vita c’è molto di più che la realizzazione di un desiderio. Se sei felice solo quando arrivi a destinazione, vuol dire che sarai infelice per gran parte del viaggio.
Come riuscire a godersi il viaggio? Apprezzando l’esistenza in tutta la sua interezza, in tutta la sua straordinaria meraviglia. Senza guardare troppo al futuro, ma focalizzandoti sul presente, proprio qui, proprio ora. Guardandoti intorno, e realizzando che tutto ciò di cui hai davvero bisogno per essere felice è già qui.
Ciò di cui Hai Bisogno per Essere Felice
Di cosa hai bisogno per raggiungere la felicità? Hai bisogno di una macchina costosa, di una villa e di un milione di euro? Sei potessi realizzare all’istante ogni tuo singolo desiderio saresti felice?
O forse puoi essere felice già ora, con ciò che hai?
Possiamo guardare al cielo e renderci conto di quale miracolo sia? Possiamo ammirare un tramonto, un fiore, un bambino e comprendere quale miracolo abbiamo davanti? Possiamo, basta vivere ogni singolo momento in tutta la sua intensità. Ogni singola emozione in tutta la sua unicità.
E allora forse potremo realizzare che anche i nostri occhi sono un miracolo. Un miracolo che ci consente di vedere altri miracoli. Le nostre orecchie sono un miracolo, possono riempirci il cuore con le note di musica sublime, le nostre gambe possono farci danzare, le nostre mani possono abbracciare i nostri amici, possiamo regalare un sorriso a coloro che incontriamo sulla nostra strada. Tutti questi sono miracoli. E’ tutto questo ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici.
Ciò di cui abbiamo bisogno è il momento presente: trascorrere del tempo con le persone a cui vogliamo bene, guardare un film divertente, nuotare nel mare, assaporare del pane fresco, sdraiarsi e leggere un libro, correre sotto la pioggia, dare e ricevere un abbraccio.
Questo è tutto ciò di cui hai bisogno: smetti di aspettare la felicità. La felicità è proprio qui, proprio ora.
Tu? Stai aspettando qualcosa per poter essere felice? Sei in grado di trovare la felicità, proprio ora, in questo momento?
http://www.vivizen.com/
sabato 20 marzo 2010
martedì 2 marzo 2010
COS'E' LA MEDITAZIONE PER OSHO
Meditare non vuol dire andare sull'Himalaya come un vecchio eremita e incrociare le gambe recitando il mantra ohmmm... meditare è più che mai azione, azione consapevole.
La consapevolezza è fondamentale. Qualsiasi cosa fai con consapevolezza è meditazione.
Ma cosa si intende per consapevolezza?
Approfondirò questa e altre tematiche affini al più presto, per adesso vi lascio alla definizione di meditazione da parte di Osho.
LA FELICITA' QUI E ORA
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| Fonte immagine: https://pixabay.com/it/persona-umano-gioia-tramonto-sun-110305/ |
Anni fa, in un libro di Osho, ho letto un interrogativo che forse rappresenta la domanda più importante di tutte: Se il reale è possibile e disponibile, perché continuare a sognare?
Oggi in pochissimi riescono a vedere la Realtà oggettiva delle cose, ognuno di noi vive la sua realtà, fatta di pensieri, ricordi, pregiudizi, timori, sentimenti positivi e negativi, siamo in balìa delle emozioni, nel bene e nel male.
Lottiamo come dei pazzi per raggiungere le vette della vita e crediamo che, una volta arrivati, potremmo avere accesso alla felicità, ma non è così.
Otteniamo il risultato sperato e in un primo momento siamo al settimo cielo, ben presto però torniamo alla normale routine e un nuovo desiderio nasce dentro di noi e il ciclo ricomincia: la nostra felicità è legata alla ricerca di continui desideri, di continue mete, siamo vittime di un ciclo infinito, fatichiamo tanto, troppo, per brevi momenti di gioia.
Se riuscissimo a VIVERE le nostre sensazioni, i nostri fallimenti, i nostri successi, le nostre delusioni, i nostri rimpianti e rimorsi senza essere schiavi di essi, se riuscissimo a non perdere la nostra stabilità, la nostra serenità, a non godere solo dei brevi istanti, soltanto allora potremmo accedere alla Verità, ad un angolo di pace, immutabile e separato dagli accadimenti esterni, non privo di sentimento ma anzi carico di energia come non mai.
I fatti negativi della vita accadono ma noi potremmo avere sempre accesso alla Quiete, che non è un qualcosa da creare, la Quiete è dentro di noi, è sempre stata dentro di noi, non si trova all’esterno, non ci ha mai abbandonato, bisogna solo farla riemergere, ridarle luce, quella stessa luce che noi le abbiamo negato puntando i riflettori altrove.
E’ possibile accedere alla vera Felicità o meglio alla Realtà ultima libera dalle illusioni e dalle paure create dalla mente? L’estasi suprema, l’orgasmo totale con l’universo di cui parlano i mistici come Osho, Tolle, il Buddha, Cristo, è possibile?
Questi personaggi sembrano gridare all’umanità intera di si, e molti altri mistici ne sono la prova.
Legare la nostra felicità ad una meta esterna vuol dire essere schiavi degli accadimenti e quindi della mente che li interpreta come positivi o negativi. Il cervello umano dovrebbe agevolare l’esistenza dell’individuo, aiutarlo nelle scelte, mai renderlo schiavo.
Ciò che conta non è tanto la meta ma il viaggio. Molti interpretano male quest’ultima frase, la associano a vivere la vita in attesa di una comprensione futura, in attesa di una serenità che arriverà: quelle persone non hanno capito nulla.
La felicità è gia qui e ora. Qualunque cosa ti sia accaduta la felicità prescinde da te, tu sei come una goccia del mare che si guarda continuamente intorno in cerca dell’oceano, ti senti separato da esso perché la mente ha un enorme potere su di te.
Il giorno in cui tu, goccia, capirai di essere Oceano ti sveglierai dal sonno e dalle illusioni in cui sei immerso e proverai la vera Felicità.
libri Dalai Lama:
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