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martedì 18 febbraio 2014

De Mello: Osservazione

De Mello: Messaggio per un aquila che si crede un pollo


"Qual è la cosa più importante in assoluto? Si chiama autosservazione. [...]

Non significa essere assorti nei propri problemi, essere preoccupati di sé. Non è di questo che sto parlando: parlo dell'autosservazione. E cosa sarebbe?


Significa osservare tutto ciò che è all'interno di noi stessi e intorno a noi, fino al punto più estremo, e osservarlo come se accadesse a qualcun altro.


Cosa significa quest'ultima frase? Significa che non si personalizza quel che ci accade. Significa guardare alle cose come se non si avesse alcun legame con esse.


Il motivo per cui soffrite a causa della vostra depressione e delle vostre ansie è che vi identificate con esse. Dite: «Sono depresso». Ma ciò è falso. Voi non siete depressi.

Se voleste essere precisi, potreste dire: «In questo momento sto attraversando una fase di depressione». Non è invece corretto dire: «Sono depresso». Voi non siete la vostra depressione.


Non si tratta che di una sorta di inganno della mente, uno strano tipo di illusione. Siete stati indotti a pensare - pur non essendone consci - che siete voi la vostra depressione, che siete voi le vostre ansie, che siete voi la vostra gioia e le emozioni che provate.


«Sono contento!». Di certo non siete contenti. Può darsi che la contentezza sia dentro di voi in questo momento, ma aspettate un po', e le cose cambieranno; non durerà: non dura mai; le cose cambiano di continuo, cambiano sempre. Le nubi vanno e vengono: alcune sono nere e altre bianche, alcune grandi, altre piccole.


Se vogliamo seguire l'analogia, voi sareste il cielo, intento a osservare le nubi. Sareste osservatori passivi, distaccati. So che questo atteggiamento può essere per voi assurdo, soprattutto nella cultura occidentale. Non interferite. Non dovete farlo. Non «fissate» nulla. Guardate! Osservate!


Il problema della gente è che si affanna a fissare cose che non riesce nemmeno a capire. Siamo sempre lì a fissare delle cose, non è vero? Non ci viene mai in mente che le cose non hanno bisogno di essere fissate, assolutamente. Questa è una grande illuminazione. Le cose devono essere capite: se le si capissero, cambierebbero"
(Anthony de Mello).

lunedì 29 luglio 2013

OSHO FRASI

Guarda il cielo: viene la primavera, e l'atmosfera si riempie di canti d'uccelli, di fiori e di profumi. Poi viene l'estate; e poi l'autunno. Viene la pioggia. Tutto cambia continuamente ma il cielo non ne conserva traccia. Resta profondamente distaccato. E' presente dovunque, eppure distaccato; è il più vicino a ogni cosa, e nello stesso tempo il più lontano. Una persona spirituale è come il cielo: vive nel mondo e perciò incontra fame e sazietà, inverno e estate, giorni buoni e giorni cattivi, euforia e depressione. Ma ogni cosa va e viene, ed egli resta un osservatore, si limita a guardare. Sa che ogni cosa passa: che molte altre cose verranno, e poi passeranno. non è più identificato con nulla.
Osho

LIBRI OSHO:

venerdì 26 luglio 2013

KRISHNAMURTI FRASI

Molti di voi vivono nelle città, con tutto il traffico, il rumore e l’inquinamento dell’ambiente. Probabilmente non vi capita spesso di essere in mezzo alla natura. C’è questo mare meraviglioso, ma voi non siete in relazione col mare. Lo guardate, magari ci andate a fare una nuotata, ma non avete il senso di questo mare con la sua enorme vitalità ed energia, la bellezza delle onde che si infrangono sulla costa – non c’è nessuna comunicazione fra quel meraviglioso movimento del mare e voi. E se non siete in relazione con questo, come potete esserlo con qualcun altro? Se non percepite il mare, la qualità dell’acqua, delle onde, della grande vitalità della marea che sale e scende, come potete essere consapevoli o essere sensibili alla relazione umana? Vi prego, è molto importante comprenderlo, perché la bellezza non è soltanto nella forma fisica, l’essenza della bellezza è quella qualità di sensibilità, la qualità dell’osservazione della natura. Jiddu Krishnamurti
CONSIGLIATO:

venerdì 1 giugno 2012

OSHO FRASE

Osserva sempre ciò che è presente. Non avere fretta. E’ meglio non comprendere qualcosa che fraintendere; è meglio restare consapevolmente ignoranti che pensare di sapere.
Osho


CONSIGLIO DI LETTURA

Consapevolezza Da non perdere

martedì 8 marzo 2011

LA PROFEZIA DI CELESTINO

 Sinceramente ero indeciso se postare o meno questo video, perchè come tutte le cose prese alla lettera può essere fuorviante. Oltre ad essere troppo mieloso eheh!
Cmq credo che possa portare qualche incentivo all'arte di OSSERVARE e vivere QUI E ORA.
Pertanto ho deciso di postarlo. A voi i commenti.
P.s. ovviamente evitate di sforzarvi per vedere l'energia tra le dita o le figure (entità?) che appaiono alla fine del filmato!eheh

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giovedì 17 febbraio 2011

OSHO... DIPENDENZA SPIRITUALE



Dipendenza spirituale...Osho

Il mio approccio alla vostra crescita è di base quello di rendervi indipendenti da me. La dipendenza, di qualsiasi tipo, è schiavitù, e la dipendenza spirituale è la peggiore schiavitù che esista. Ho fatto ogni sforzo per rendervi consapevoli della vostra individualità, della vostra libertà, della vostra capacità di crescere senza l’aiuto di nessuno. La crescita è intrinseca all’essere. Non arriva dall’esterno; non è un’imposizione, ma un’apertura, uno schiudersi.

Tutte le tecniche di meditazione che ti ho dato non dipendono da me – la mia presenza o assenza non farà alcuna differenza – dipendono da te. Non è la mia presenza, ma la tua che è necessaria perché possano funzionare. Non è il mio essere qui ma il tuo essere qui, il tuo essere nel presente, il tuo essere sveglio e consapevole che potrà servire.


Il passato dell’umanità, è tutto, in modi diversi, una storia di sfruttamento. Persino le cosiddette persone spirituali non hanno potuto resistere alla tentazione di sfruttare. Su cento maestri, novantanove cercavano di imporre l’idea che: “Senza di me non puoi crescere, non è possibile alcun progresso. Dai a me tutte le tue responsabilità”. Ma nel momento in cui dai le tue responsabilità a qualcuno, senza saperlo gli stai dando anche tutta la tua libertà.

E naturalmente tutti questi maestri un giorno devono morire, lasciandosi dietro una lunga fila di schiavi: cristiani, ebrei, indù, mussulmani. Chi sono queste persone? Perché qualcuno dovrebbe voler essere un cristiano? Se vuoi essere qualcuno, sii un Cristo, non un cristiano. Sei completamente cieco all’umiliazione di chiamarti cristiano, seguace di qualcuno che è morto duemila anni fa?

L’intera umanità segue dei morti. Non è strano che i vivi seguano i morti, che i vivi siano dominati dai morti, che i vivi dipendano dai morti e dalle loro promesse del tipo: ‘Verremo a salvarvi’?

Ma nessuno è mai venuto a salvarti. In realtà, nessuno può salvare qualcun altro perché questo va contro le verità basilari della libertà e dell’individualità.

Per quanto mi riguarda, faccio ogni sforzo per liberarti da chiunque – me incluso – e lasciarti da solo sul cammino della ricerca.


Osho, Excerpted from: Beyond Enlightenment, chapter 11

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

martedì 8 febbraio 2011

THE SECRET VS QUI E ORA

In questo periodo sento spesso parlare del libro "The Secret di  Rhonda Byrne" e della legge dell'attrazione. A dir la verità non ho letto il libro ma ho visto il film.
Cosa ne penso?
Innanzitutto partiamo dal capire in cosa consisterebbe il Segreto.
Il Segreto consisterebbe nella cosiddetta legge di attrazione, secondo la quale ogni essere umano può agire come un magnete in grado di attirare a sé tutte le situazioni e le cose materiali che pensa con sufficiente intensità, secondo il principio riassunto dal motto "chiedi-credi-ricevi". 
Quindi, in altre parole, noi avremmo la possibilità di attirare qualsiasi evento sia positivo che negativo, grazie alla nostra capacità di mettere in moto l'universo.

Pertanto, credo che, alla base della scelta di provare se la legge d'attrazione funzioni, ci sia una volontà di aver di più o di essere di più o di evitare qualcosa ecc... E mi chiedo: chi è che vuole desiderare di più? avere di più? essere di più? o evitare qualcosa se non il nostro Ego? E come funziona il nostro Ego? Funziona così: esso mira sempre ad ottenere di più, evitare qualcosa o si alimenta di paure ecc... in pratica vive sempre nel passato o nel futuro. Fateci caso: la mente sta sempre nel passato (ricordi) o nel futuro (desideri, aspettative,paure,ecc..). Diversamente, invece, nel presente, nel Qui e Ora, la mente scompare.

Nel Qui e Ora tutto è perfetto, tutto è un accadere, tutto semplicemente E'.
Nel qui e ora si raggiunge la perfezione, non esiste il filtro della mente. Infatti, la mente, giudica e interpreta ogni cosa facendo riferimento ai suoi soliti schemi ( il passato e il futuro). La mente interpreta tutto, questo è il suo scopo, e per carità, è un utilissimo strumento, ma non deve dominarci!

La cosa importante da capire è : NOI NON SIAMO I NOSTRI PENSIERI, NOI NON SIAMO LA NOSTRA MENTE. Così come noi non siamo le nostre braccia! Noi sentiamo di avere il comando pieno sulle nostre braccia e poterle muovere a piacimento, ma non riusciamo invece a utilizzare la mente solo quando realmente serve e spesso ci facciamo dominare da essa e dalle sue più svariate seghe mentali, che hanno il solo scopo di allontanarci dall'unico momento in cui abbiamo sempre vissuto : l'ADESSO. Bisogna soltanto capirlo profondamente!

Quindi, detto ciò, non credo che una tecnica che parta dal presupposto di attivare l'universo partendo dal pensiero positivo, possa aiutarci a disidentificarsi dal nostro Ego, ma anzi, potrebbe rafforzarlo, potrebbe alimentare continui desideri. Infatti, la mente, non è mai soddisfatta totalmente per lunghi periodi ma solo per brevi periodi (e non potrebbe esser diversamente, perchè ciò sarebbe la fine del suo pensare, la sua stessa fine!).

La mente, ripeto, è uno strumento utilissimo ma bisogna capire quando utilizzarla e quando invece ripropone le sue vecchie paure o sentimenti di rabbia, insoddisfazione,gelosia,competizione,ecc... schemi che vivono di passato e di futuro, pensieri verso cui dobbiamo imparare a disidentificarci con la semplice osservazione di essi (come dico in questo post LASCIA FLUIRE I TUOI PENSIERI).

Il nostro Ego è una costruzione legata soprattutto alla società, ma noi non siamo il nostro Ego. E quando parlo di Ego non parlo di egoismo. Intendo invece questo: avete presente un bambino che corre spensierato in una spiaggia raccogliendo conchiglie?

 Ecco,quel bambino non ha un Ego, perchè conosce il vero Segreto, anzi, tutto il suo essere è un segreto. Gioca ed è totalmente immerso in quello che fa, non pensa di dover essere di più, quel bambino è gia perfetto e si mescola con la spiaggia e con le onde, diventa un tutt'uno con esse. Non desidera raggiungere un' altra spiaggia più bella, non pensa che in passato ha visto un mare più azzurro. Quel bambino vive totalmente nel momento presente, vive l'Adesso, il Qui e Ora, in cui tutto è perfetto, in cui tutto semplicemente accade. 
In cui IL TUTTO SEMPLICEMENTE E'.

Consigliatissimo libro qui e ora:

giovedì 3 febbraio 2011

OSHO: FARE PARAGONI

Paragonare è una malattia, una delle più grandi. Sin dal principio ci insegnano a fare confronti. Tua madre ti paragona ad altri bambini, e così anche tuo padre. L’insegnante dice: “Guarda Johnny quanto è bravo, e tu non combini nulla!”.

Sin dall’inizio ci dicono di paragonarci agli altri. È la malattia più grave; è come un cancro che distrugge la tua anima. Ogni individuo è unico, i confronti non sono possibili. Io sono me stesso e tu sei te stesso. 
Non c’è nessuno al mondo con cui ci si possa paragonare. Paragoni forse una margherita con una rosa? Non lo fai. 
Paragoni un mango con una mela? Non lo fai. Sai che sono diversi e il confronto non è possibile.

L’uomo non è una specie; ogni uomo è unico. Non è mai esistito un individuo come te prima d’ora e non esisterà mai. 
Sei del tutto unico, questo è il tuo privilegio, la tua prerogativa, la benedizione della vita: ti ha fatto unico.
 

Osho, Excerpted from: From Darkness to Light, chapter 5

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

martedì 25 gennaio 2011

OSHO... L'INGANNO PIU' GRANDE

"Non sono qui per perpetuare il passato, perciò sono contrario a ogni tipo di conoscenza. 
 
Sono per l'imparare, ma imparare vuol dire innocenza, apertura, ricettività. 
 
Imparare vuol dire un approccio non egoistico alla realtà. 
 
Imparare vuol dire: "Non so, e sono pronto, sono pronto a sapere". 
 
Conoscenza vuol dire: "So già". 
 
La conoscenza è l'inganno più grande che la società crea nella mente delle persone."
 

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

martedì 4 gennaio 2011

OSHO... OSSERVATORE

Osho Libri:
L’uomo normalmente è una folla. Nessuna persona di solito è una: è tanti. Ecco perché all’interno c’è tanto rumore – tante voci, tanti volti – e una lotta costante. Una parte vuole fare una cosa, un’altra parte è contraria e vuole fare qualcos’altro. È un miracolo che riusciamo a tenerci in qualche modo insieme, senza andare in pezzi. Non c’è un centro, il padrone di casa manca.

Ci sono solo i servi, e ognuno di loro cerca di diventare il padrone. Ogni servo siede sul trono per un attimo, proclama di essere il padrone, ma presto se ne va. È una scena che cambia in continuazione. Dopo la rabbia arriva il pentimento. Quando il padrone è il pentimento, ti dispiace per ciò che hai fatto. A volte c’è l’amore, a volte l’odio e la scena cambia a grande velocità. Eppure non ti rendi conto che non puoi essere tante cose diverse. Ci identifichiamo con qualsiasi cosa passi davanti ai nostri occhi. Quando c’è la nuvola della rabbia, pensiamo di essere rabbia. Quando c’è la nuvola dell’amore, pensiamo di essere amore. Quando c’è la compassione, pensiamo di essere compassione. Quando c’è tristezza, pensiamo di essere tristezza.

Non siamo nessuno di questi: siamo l’osservatore! La rabbia viene e va, ma il testimone rimane. Ricordare quel testimone ti rende sempre più integrato, perché esso è l’unico centro eterno, che non scompare mai. Solo sulla roccia eterna dell’osservazione si può costruire una vita autentica. 


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lunedì 27 dicembre 2010

OSHO.... CONSAPEVOLEZZA TOTALE


"Tutto il mio lavoro è di rendere la tua moralità spontanea. 
Dovresti essere sveglio e consapevole, e rispondere a ogni situazione con consapevolezza totale. 
A quel punto, qualsiasi cosa tu faccia, è giusta. 
Non è una questione di azioni giuste o sbagliate, è una questione di consapevolezza - se lo stai facendo con consapevolezza oppure inconsapevolmente, come un robot."

PER APPROFONDIRE CONSIGLIO...

Consapevolezza Da non perdere

mercoledì 15 dicembre 2010

ESSERE... Osho


"Non ho alcun insegnamento, dottrina o disciplina da darti. 

Tutto il mio lavoro è quello di svegliarti. 

Non è un insegnamento - è solo acqua fredda che ti viene buttata negli occhi. 

Quando ti sveglierai, non scoprirai di essere uguale a me, una mia copia carbone. 

Sarai te stesso - né cristiano, né indù, né musulmano... un fiore unico." 

Osho  
Tratto da: http://eliotroporosa.blogspot.com/Share |

Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

domenica 12 dicembre 2010

Esistenza...Osho

OSHO LIBRI:


Tratto da:http://eliotroporosa.blogspot.com/

Dal più sottile filo d’erba alla stella più gigantesca, ogni cosa è necessaria, e necessaria allo stesso modo. 

Nell’esistenza non c’è gerarchia. 
Il filo d’erba e la stella non sono diversi: sono eguali. 
L’esistenza li sostiene entrambi allo stesso modo, senza fare discriminazioni. 

Che siano santi o peccatori, è la stessa cosa. Il sole splende per tutti, i fiori sbocciano per tutti, gli uccelli cantano per tutti. È la nostra casa!

Ma se non sei estatico, non puoi sentirlo. 
Per questo il mio approccio qui è quello di aiutarti a essere gioioso, estatico, a cantare e a danzare, creando espedienti di ogni genere perché tu possa rilassarti e venir fuori dalle tue abitudini alla tristezza e alla serietà. 

In questo modo sarai di nuovo un bambino che corre sulla spiaggia raccogliendo conchiglie e sassi colorati, che rincorre le farfalle e coglie fiori di campo con grande gioia e senso di meraviglia.
Osho
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venerdì 10 dicembre 2010

OSHO: LA MEDITAZIONE E' OSSERVAZIONE


L’osservazione è meditazione: non importa cosa osservi. Puoi osservare gli alberi, puoi osservare il fiume, puoi osservare le nuvole, puoi osservare i bambini che giocano: l’oggetto non è importante, la qualità dell’osservazione, la qualità dell’essere consapevole e presente… questo è meditazione!
Qualsiasi cosa fai con consapevolezza è meditazione; L’azione non è rilevante, la qualità che immetti nella tua azione… Camminare può essere una meditazione, se cammini con attenzione; stare seduto può essere una meditazione, se siedi con attenzione; ascoltare, parlare può essere una meditazione, se ascolti con consapevolezza; anche il semplice ascoltare il frastuono interiore della tua mente, può essere una meditazione, se resti attento e presente.
La cosa essenziale è questa: non ci si dovrebbe muovere come sonnambuli, allora qualsiasi cosa fai è meditazione.
tratto da www.oshoba.it

giovedì 9 dicembre 2010

Osho: IO CHI SONO?

La domanda “Chi sono io?” non ha risposta. La mente dirà: “Sei l’essenza della vita. Sei l’anima eterna. Sei il divino”, e così via. 

Tutte queste risposte vanno respinte: NETI NETI – questo è ciò che devi dire: “Né questo né quello”.

Quando hai rifiutato tutte le possibili risposte che la mente può fornirti e che riesce a escogitare, quando la domanda rimane senza alcuna risposta, avviene un miracolo: all’improvviso scompare anche la domanda. 

Quando tutte le risposte sono state rifiutate, la domanda non ha più sostegni su cui reggersi; crolla, si abbatte, scompare.

Quando anche la domanda scompare, allora sai. Ma quel sapere non è una risposta, è un’esperienza esistenziale.

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

lunedì 6 dicembre 2010

OSHO: L'INIZIO DELL'ILLUMINAZIONE

CONSIGLIATO:
La meditazione è un cammino verso l'eternità. Ed è un viaggio senza fine, eterno, nel senso che la porta si apre e continua ad aprirsi... fino a divenire l'universo. La meditazione sboccia e fiorisce, e continua a farlo fino ad abbracciare il cosmo intero nella sua fioritura. Il viaggio è eterno: inizia, ma non ha mai fine. Non ci sono gradi di illuminazione. Una volta conseguitala essa è presente. È come tuffarsi in un oceano di sensibilità. Saltate, divenite tutt’uno con esso, come una goccia che cade nell'oceano e vi si confonde, ma ciò non significa che abbiate conosciuto tutto l'oceano. Il momento è assoluto: è il momento in cui l’ego viene abbandonato, L'istante dell’eliminazione dell'Io, l’attimo della morte dell’ego. È assoluto e totale. Per quanto vi riguarda è perfetto. Ma per quanto riguarda l’oceano (per quel che concerne il divino) si tratta soltanto di un momento iniziale, l’inizio di un processo che non avrà mai fine. Vi è una cosa da ricordare: l'ignoranza non ha principio,ma ha un termine.
Non riuscirete mai a scoprire dove ha avuto inizio la vostra ignoranza. Ve la trovate accanto da sempre; da sempre essa vi circonda. Non ne scoprirete mai l'inizio: non c’è principio. L'ignoranza non possiede un punto iniziale, ma ha un termine. L’illuminazione comincia, ma non finisce mai. I due punti vengono a coincidere; sono in realtà lo stesso. L’inizio dell'lluminazione e la fine dell’ignoranza coincidono. È un unico punto, un punto pericoloso a due facce: l'una è rivolta a un'ignoranza che dura da sempre e l’altra all’inizio di un’illuminazione che non avrà mai fine.
Conseguite cosi l'illuminazione, eppure non la raggiungete mai. Pervenite ad essa, vi ci immergere, divenite tutt'uno con essa, eppure l’ignoto è sempre là, nella sua immensità. È questa la sua bellezza e il suo mistero.
Se con l’illuminazione tutto divenisse noto, non ci sarebbe più alcun mistero. Se cosi fosse, l’intera faccenda diverrebbe sgradevole. Dissolto completamente ogni arcano, tutto sarebbe morto. L’illuminazione non è « conoscere » in questo senso. Non è conoscere come suicidio. È conoscere come apertura a sempre maggiori misteri. « Conoscere » significa quindi avere nozione del mistero, esserne consapevoli. Non significa averlo risolto una volta per tutte: l’illuminazione non è il possesso di una formula matematica per cui tutto ora vi è noto. Il conoscere dell’illuminato significa piuttosto essere giunti al punto dove il mistero è divenuto definitivo.
Avete riconosciuto che questo è il fondamento di ogni mistero; l’avete conosciuto come mistero esso stesso. Ora l'arcano è divenuto tale che non avete più alcuna speranza di risolverlo. Ora lasciate ogni speranza. La vostra, però, non è sfiducia, non è disperazione. Avete soltanto compreso la natura del mistero.
L’arcano è tale da essere insolubile; il mistero è tanto fitto che è assurdo finanche sforzarsi di svelarlo. Cercare di far luce in esso con i mezzi dell’intelletto non ha senso. Siete arrivati al limite delle vostre possibilità razionali. L’intelletto ora cede le armi e si comincia a conoscere. È qualcosa di completamente diverso dal conoscere scientifico. La parola « scienza » significa - è vero - acquisizione di conoscenza, ma qui il senso è quello di penetrare a svelare gli arcani, mentre il conoscere religioso significa assolutamente l’opposto. Non si tratta, in esso, di indagare e rendere manifesta la realtà; tutt’altro. Anche quanto già si conosceva ridiventa in questa dimensione misterioso, comprese le cose di tutti i giorni sulle quali eravate certi, assolutamente certi, di sapere tutto. Ora perfino la porta è scomparsa. Tutto, in un certo senso, diviene inaccessibile... infinito e irresolubile.
Il conoscere va concepito in questo senso: è partecipare dell’esclusivo mistero dell'esistenza, dire si all’arcano della vita. L’intelletto non ha ora alcuno spazio per le sue teorizzazioni. Siete faccia a faccia con il mistero, e l'incontro è esistenziale... non per il tramite della mente, ma tramite voi stessi, tramite la totalità di voi stessi. Lo sentite con ogni parte del vostro essere: il vostro corpo, gli occhi, le mani, il cuore, l’intera vostra personalità giunge in contatto con il mistero assoluto. Questo è soltanto un inizio. La fine non verrà mai, poiché la fine sarebbe demistificante.
Questo è l’inizio dell’illuminazione. Non vi sarà mai fine, ma questo è l’inizio. Capite che l'ignoranza è finita, ma non ci sarà un termine a questo stato illuminato della mente. Siete saltati ormai in un abisso senza fondo.
Potete concepire il processo in tanti modi quanti sono i punti di vista. Se si perviene a questo stato mentale attraverso kundalini, sarà un’interminabile fioritura. I mille petali del sahasrara non sono realmente mille: « mille » sta a indicare semplicemente un numero superiore a ogni immaginazione. È un simbolo. Significa che i petali di kundalini che si stanno schiudendo sono infiniti. Continueranno a schiudersi, a schiudersi e a schiudersi. Assisterete al loro primo sbocciare, ma non ne vedrete mai la fine. Non c'è limite al processo. Si può giungere a questo punto attraverso kùndalini o per altre vie. Kundalini non è indispensabile.
Coloro che conseguono l'illuminazione per altre vie giungono allo stesso punto; differirà soltanto il nome, il simbolo sarà diverso. Le vostre rappresentazioni mentali varieranno poiché questo non è evento che si possa descrivere, e poiché quanto è possibile descrivere non corrisponde esattamente a quanto sta accadendo. La descrizione non è che un’allegoria, è per forza di cose metaforica. Potete dire: "È come un fiore che si schiude"... ma non c'è affatto alcun fiore. La vostra sensazione è però esattamente quella di essere un fiore che sta cominciando a sbocciare. La sensazione è né più né meno quella dell’aprirsi. Ma qualcun altro potrebbe esprimersi altrimenti. Potrebbe ad esempio dire: «È come lo spalancarsi di una porta... di una porta che dà sull'infinito e che non cessa mai di aprirsi». E chi più ne ha più ne metta.
I tantrici adottano una simbologia sessuale. Loro possono usarla! Dicono: « È un incontro, un'unione senza fine ». Quando il Tantra afferma che « è proprio come nel maithuna (rapporto sessuale)», quanto intende è « un incontro dell'individuo con l’infinito... ma interminabile, eterno ».
Il fenomeno si può rappresentare anche in questa forma, ma ogni rappresentazione è destinata a essere metaforica. Ogni rappresentazione è simbolica; non può che essere cosi. Ma quando dico « simbolico », non intendo certo che un simbolo non abbia significato.
Un simbolo ha significato fintantoché è soltanto la vostra individualità, che l’ha concepito e l’adotta, a essere in causa. Vi sarebbe impossibile rappresentarvi la cosa altrimenti. Una persona che non ha mai amato i fiori, che non ha mai imparato a conoscerli, che passando fra i fiori non li ha mai degnati di uno sguardo, che per l'intera sua vita non ha mai avuto nulla a che spartire col «regno floreale », non potrà certo sentire l’illuminazione come lo sbocciare di un fiore. Se però voi l’avvertite in questo modo, ciò ha una quantità di significati. Vuol dire che il simbolo vi è congeniale, che corrisponde in un modo o nell’altro alla vostra personalità.

Domanda: Come ci si sente dopo che il sahasrara comincia a schiudersi?

Osho: Quando il sahasrara comincia a schiudersi non si dovrebbe provare che una sensazione di silenzio e di vuoto interiore. La sensazione sarà acuta all'inizio - quando la proverete per la prima volta sarà molto intensa - ma più vi familiarizzerete con essa e più essa si attutirà. Più essa diverrà vostra e voi tutt’uno con essa, e minore sarà la sua intensità. Verrà il momento - è inevitabile - in cui non l’avvertirete più per nulla.
Il fenomeno della sensazione è sempre connesso alla novità del percepito. Avvertite soltanto quello che vi riesce insolito, non percepirete il consueto. Soltanto il nuovo è avvertito. Quando siete ormai tutt’uno con la nuova situazione, quando vi ci siete familiarizzati, non l'avvertirete più, ma ciò non significa certo che tutto sia finito. Tutto continuerà, perfino più di prima, andrà via via intensificandosi, ma voi l'avvertirete sempre meno, finché verrà il momento in cui ogni traccia di sensazione sarà scomparsa. Ogni senso di « alterità » si è dileguato e con esso la percezione.
Quando il sahasrara giunge per la prima volta alla fioritura, il fenomeno vi è alieno. Vi è ignoto e voi ne siete ignari. È qualcosa che penetra in voi, o siete voi a penetrare in esso. Fra voi ed esso esiste una distanza. È però un intervallo che andrà pian piano annullandosi, finché vi immedesimerete con il fenomeno: non lo vedrete più come qualcosa che vi sta succedendo, perché voi sarete ora divenuti l'evento. Continuerà a espandersi e diverrete tutt’uno con esso.
Allora non ci baderete più. Certo lo avvertirete, ma non gli presterete più attenzione di quanta non ne dedichiate alla vostra attività respiratoria. Percepite la vostra respirazione soltanto quando vi è accaduto qualcosa di nuovo (o di male), non altrimenti. Non percepite neppure il vostro corpo a meno che non vi si sia insinuato qualche malanno, a meno che non siate ammalati. Se siete in perfetta salute, non lo sentite affatto: lo avete e basta. In realtà il vostro corpo è più vivo quando siete sani, ma non lo notate. Non ne avete alcun bisogno: siete tutt’uno con esso.
Fonte:  
http://spiritualita-meditazione.blogspot.com/
Da "Meditazione dinamica" - Osho

martedì 30 novembre 2010

OSHO... INTERVISTA sottotitoli in italiano


Ho atteso un pò prima di postare questo video di Osho trovato su YouTube.  A parer mio quest' intervista  esprime perfettamente la maniera ironica e rivoluzionaria di quest'uomo di vivere la vita. Durante la visione lasciate da parte i retaggi dei condizionamenti della società...
Non aggiungo altro, lascio a voi eventuali commenti

Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone:Oltre il velo. 
Un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

lunedì 22 novembre 2010

IL PERDONO... OSHO


Fonte: il consigliato sito: http://unitinelrisveglio.blogspot.com/

IL PERDONO

Osho, perché è così difficile perdonare, smettere di attaccarsi alle ferite di avvenimenti accaduti molto tempo fa?  

L'ego si basa sul malessere: più malessere c'è e più l'ego viene nutrito. In un momento di felicità l'ego scompare totalmente e viceversa: se scompare l'ego, ti si riverserà addosso un'immensa felicità! Se vuoi l'ego, non puoi perdonare, non puoi dimenticare... particolarmente le ferite, i dolori, gli insulti, le umiliazioni, gli incubi. Non solo non puoi dimenticare, continuerai a esagerarli, a enfatizzarli. Tenderai a dimenticare tutto il bello che c'è stato nella tua vita. Non ti ricorderai dei momenti di gioia; per quanto riguarda l'ego non hanno alcuna utilità. La gioia è come veleno per l'ego e la sofferenza è come le vitamine.
Dovrai comprendere l'intero meccanismo dell'ego. Se ti sforzi di perdonare, quello non è realmente il perdono. Attraverso lo sforzo riuscirai solo a reprimere. Puoi perdonare realmente quando comprendi la stupidità del gioco che accade dentro la tua mente. La totale assurdità di tutto ciò deve essere vista fino in fondo, altrimenti reprimerai da una parte e tornerà da un'altra. Reprimerai in una forma e si presenterà di nuovo in un'altra forma, a volte mascherata così sottilmente che sarà quasi impossibile riconoscere che è lo stesso vecchio modello che si ripete… ma così rinnovato, così ristrutturato, così decorato, che sembra quasi nuovo.
L'ego vive sul negativo, perché di base è un fenomeno negativo: trae la sua esistenza dal no. Il no è l'anima dell'ego. E come puoi dire di no alla beatitudine? Puoi dire di no al malessere, puoi dire di no all'agonia della vita. Come puoi dire di no ai fiori, alle stelle, ai tramonti e a tutto ciò che è bello e divino? E l'esistenza ne è piena, è piena di rose, ma tu continui a far raccolta di spine: hai fatto un grande investimento in quelle spine. Da una parte continui a dire: “No, non voglio più questa sofferenza”. E dall'altra parte continui ad attaccarti a lei.
E per centinaia di anni ti è stato detto di perdonare. Ma l'ego può vivere anche attraverso il perdono. Comincerà ad avere un nuovo nutrimento attraverso l'idea che: “Io ho perdonato. Ho perfino perdonato ai miei nemici. Io non sono una persona ordinaria”.
E una delle verità fondamentali della vita è che la persona ordinaria è proprio quella che si crede straordinaria. Nel momento in cui accetti il tuo essere ordinario diventi straordinario. Nel momento in cui accetti la tua ignoranza, il primo raggio di luce ha toccato il tuo essere, il primo fiore è sbocciato. La primavera non è lontana. Gesù dice: perdona i tuoi nemici, ama i tuoi nemici. E ha ragione perchése perdoni i tuoi nemici ne sarai libero, altrimenti continueranno a esistere dentro la tua mente, a perseguitarti. L'inimicizia è un tipo di relazione; va più in profondità del vostro cosiddetto amore.
L'amore, il vostro cosiddetto amore - non va granché in profondità; è superficiale, epidermico… Ma il vostro odio va molto in profondità: è tanto profondo quanto il vostro ego. L'ego è il fenomeno più negativo che esista. È come il buio. Il buio non ha un'esistenza in positivo, è semplicemente l'assenza della luce. La luce esiste in positivo; ecco perché non si può fare niente direttamente contro il buio. Se vuoi far qualcosa contro il buio dovrai usare la luce. Se vuoi il buio devi spegnere la luce. Devi far qualcosa con la luce; niente può esser fatto direttamente con il buio. Il negativo non esiste e neanche l'ego esiste.
Le persone continuano a portarsi dietro cose che odiano. Vivono nel loro odio. Tutta la loro vita dipende dal passato. A meno che non cominci a vivere nel presente, non sarai mai in grado di dimenticare il passato e di perdonare. Io non ti dico: “Dimentica e perdona ciò che è successo nel passato”. Non è questo il mio approccio. Io ti dico: “Vivi nel presente”. Questo è il modo positivo di avvicinarsi all'esistenza. Sii più meditativo, più consapevole, più sveglio, perché quando sei consapevole, allerta, sei nel presente. La consapevolezza non può essere nel passato o nel futuro. La consapevolezza conosce solo il presente.
E una volta che il passato non c'è più, scompare anche il futuro perché il futuro è solo una proiezione del passato. Essere liberi dal passato e dal futuro è assaporare la libertà per la prima volta . E in quell'esperienza uno diventa integro, sano; tutte le ferite guariscono. A un tratto non ci sono più ferite; cominci a sentire un profondo benessere che sorge da dentro di te. Quel benessere è l'inizio della trasformazione.


Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere:
Un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

martedì 16 novembre 2010

MEDITAZIONE DINAMICA... OSHO

CONSIGLIATO:
«Tutto può essere meditazione» ha sempre detto Osho, chiarendo: «Senza meditazione l'uomo è malato: in lui manca qualcosa, non è integro. È una semplice folla di pensieri senza alcun centro: il benessere nasce solo quando si è centrati, radicati, stabilizzati».
Per rendere accessibile e comprensibile questa intuizione millenaria, Osho ha ideato tecniche di Meditazione Attiva che uniscono i bisogni e la realtà dell'uomo moderno alle comprensioni dell'Oriente, permettendo di connettersi con il proprio centro a partire da dove si è e da ciò che si è.
Osho è anche fautore di una rivoluzione senza precedenti; egli infatti, ha sradicato l'idea che sia l'uomo a doversi adattare a una tecnica specifica, offrendo una vasta gamma di possibilità fra le quali cercare quella più adatta al singolo individuo; inoltre non propone nulla in quanto rituale slegato dalla vita quotidiana: passo dopo passo è possibile imparare a "essere in meditazione" in ogni ora del giorno, in tutti i gesti della giornata.
È sufficiente, spiega Osho, introdurre una presenza consapevole nelle proprie azioni: «La meditazione educa semplicemente a un nuovo stile di vita: tu non sei colui che agisce, sei colui che osserva».