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lunedì 2 luglio 2012

FRASES DALAI LAMA

CONSIGLIATO:


Affection and a calm mind are important to us. A calm mind is good for our physical health, but it also enables us to use our intelligence properly and to see things more realistically. Affection too is important because it counters anger, hatred and suspicion that can prevent our minds from functioning clearly.

Dalai Lama

sabato 19 febbraio 2011

ECKHART TOLLE... CONSAPEVOLEZZA



"In te, come in ogni essere umano, esiste una dimensione di coscienza molto più profonda del pensiero.  Essa è la vera essenza di chi sei tu.  Possiamo chiamarla presenza, consapevolezza, coscienza non condizionata. Negli  insegnamenti antichi prende il nome del 'Cristo dentro' o della tua 'natura di Buddha'. Trovare quella dimensione libera te e il mondo  dalle sofferenze che infliggi a te stesso e agli altri quando il 'piccolo io' costruito dalla mente è tutto ciò che conosci e governa la tua vita. Amore, gioia, espansione creativa e una duratura pace interiore non possono entrare nella tua vita che attraverso quella dimensione di coscienza incondizionata ". (E. Tolle)

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LA PRATICA DELLA CONSAPEVOLEZZA IN 8 SETTIMANE CAMBIA LA STRUTTURA DEL CERVELLO


La Pratica della Consapevolezza cambia la struttura del cervello in otto settimane
ScienceDaily (Jan. 21, 2011) - Un programma di meditazione di 'Pratica della Consapevolezza' della durata di otto settimane sembra indurre nel cervello dei participanti cambiamenti misurabili  nelle aree associate con la memoria, il senso del sé, l'empatia e lo stress. Uno studio condotto da un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) e pubblicato dalla rivista Psychiatry Research Neuroimaging, documenta per la prima volta i cambiamenti indotti  dalla meditazione sulla sostanza grigia del cervello nel corso del tempo.



La dottoressa, Sara Lazar, direttrice del Programma di Ricerca delle Neuroimmagini del Massachusetts General Hospital (MGH) e principale autore dello studio, ha detto: "La pratica della meditazione è associata a un senso di pace e di rilassamento fisico, ma i praticanti da tempo affermano che la meditazione provoca anche benefici cognitivi e psicologici che persistono nel corso della giornata. Questo studio dimostra che i cambiamenti osservati nella struttura del cervello possono essere alla base dei miglioramenti riferiti e che le persone non si sentono meglio semplicemente perchè passano un pò di tempo rilassandosi."
Un precedente studio, condotto dal gruppo di ricercatori diretto della dottoressa Lazar, aveva  evidenziato l'esistenza di differenze strutturali  tra il cervello dei meditatori esperti e quello delle persone che non meditano; nei primi è stato osservato  un ispessimento delle aree della corteccia cerebrale associate con l'attenzione e l'integrazione emozionale. Tuttavia  queste osservazioni non potevano dimostrare che le differenze erano da mettere in relazione con la meditazione.
Nello studio ultimo, invece, la struttura del cervello di 16 partecipanti è stato fotografato tramite le immagini della risonanza magnetica due settimane prima e due dopo aver partecipato al programma di otto settimane di 'Pratica della Consapevolezza' per la Riduzione dello Stress presso il Centro di meditazione dell'Università del Massachusetts.
In aggiunta alla partecipazione ai due incontri settimanali, nel corso dei quali si praticava la meditazione della consapevolezza – focalizzata sulla coscienza non giudicante delle sensazioni, dei sentimenti e dello stato mentale - i partecipanti ricevettero una registrazione audio per la pratica di una meditazione guidata e venne anche chiesto loro di registrare il tempo dedicato  quotidianamente alla pratica. Contemporanemanete, vennero prese, in un intervallo di tempo simile, immagini di risonanza magnetica del cervello di un gruppo di controllo fatto di persone che non meditavano.
I partecipanti appartenenti al gruppo dei meditatori dedicavano una media di 27 minuti al giorno alla pratica di esercizi di consapevolezza e le loro risposte a questionari sul tema indicavano miglioramenti significativi rispetto alle risposte date prima della partecipazione. L'analisi delle immagini della risonanza magnetica, che riguardavano le aree in cui le differenze associate alla meditazione erano state osservate negli studi precendenti, evidenziava un'accresciuta densità della materia grigia nell'ippocampo, noto per l'apprendimento e la memoria, e nelle strutture associate con l'auto consapevolezza, la compassione e l'introspezione.
                         



I partecipanti riferirono una riduzione dello stress che risultò corrispondere a una ridotta densità della materia grigia nell'amigdala, nota per l'importante ruolo svolto nell'ansietà e nello stress. Non è stato osservo alcun cambiamento nella struttura chiamata  insula, associata con l'autoconsapevolezza e identificata negli studi precedenti: gli autori suppongono che sia richiesto un tempo più lungo di pratiche meditative per produrre cambiamenti  significativi in quell'area. Nel gruppo di controllo, invece, non venne osservato alcun cambiamento, a conferma del fatto  che questi non dipendevano dal passare del tempo.
La dottoressa Britta Hölzel, ricercatrice dell'Università di Giessen in Germania e importante oautrice dello studio, ha affermato: "È affascinante vedere documentata la plasticità del cervello e che, attraverso la pratica della meditazione, è possibile avere un ruolo attivo  nel cambiare il cervello, accrescere il benessere e la qualità della  nostra vita. Altri studi in gruppi diversi di pazienti hanno dimostrato che la meditazione può indurre cambiamenti significativi in una varietà di sintomi, e noi stiamo ora indagando i meccanismi, evidenziabili nel cervello, che  sono alla base di questi cambiamenti”.



Il dottor Amishi Jha, neuroscienziato dell'Università di
Miami che indaga sugli effetti della pratiche meditative su individui in gravi situazioni di stress, ha detto:  "Questi risultati gettano luce sul meccanismo d'azione delle tecniche basate sulla pratica della consapevolezza. Essi dimostrano non solo che l'esperienza di stress di una persona può essere ridotta con un programma di allenamento di pratica della consapevolezza di otto settimane, ma che il cambiamento sperimentato corrisponde a cambiamenti strutturali nell'amigdala, una scoperta che apre le porte a molte possibilità per ricerche future sulla possibilità di ridurre lo stress, come i disordini da stress post-traumatico, mediante la 'Pratica della Consapevolezza'." Il dr. James Carmody
del Centro per la Consapevolezza dell'Università della
Medical School del Massachusetts è coautore dello studio,
che ha ricevuto il patrocinio Dell'Istituto Nazionale per la Salute,
della British Broadcasting Company e dell'Istituto per la Mente e la Vita.

Fonte: http://www.lalungavitaterapie.it/
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lunedì 7 febbraio 2011

STORIA ZEN: QUASI UN BUDDHA

CONSIGLIATO:


Uno studente universitario, che era andato a trovare Gasan, gli domandò: «Hai mai letto la Bibbia cristiana?».
«No, leggimela tu» disse Gasan.
Lo studente aprì la Bibbia e lesse da san Matteo: «"E perché ti preoccupi delle vesti? Guarda come crescono i gigli del campo: essi non lavorano e non tessono, eppure io ti dico che nemmeno Salomone in tutta la sua gloria era abbigliato come uno di loro... Perciò non darti pensiero del domani, perché sarà il domani a pensare alle cose..."».
Gasan osservò: «Chiunque abbia detto queste parole, a me sembra un uomo illuminato».
Lo studente continuò a leggere: «"Chiedi e ti sarà dato, cerca e troverai, bussa e ti sarà aperto. Perché colui che chiede riceve, e colui che cerca trova, e a colui che bussa verrà aperto"».
Gasan commentò: «Questo è molto bello. Chiunque l'abbia detto, è quasi un Buddha».

Fonte: http://www.101storiezen.com/index.html
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lunedì 31 gennaio 2011

RACCONTO ZEN... IL PESCATORE

Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto.
Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo. Il pescatore risponde: ‘Non ho impiegato molto tempo’ e il turista: ‘Ma allora, perchè non è stato di più, per pescarne di più?’
Il messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia. Il turista chiese: ‘Ma come impiega il resto del suo tempo?’ E il pescatore: ‘Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.’
Allorchè il turista fece: ‘La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darle utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più. Così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche… Potrà permettersi un’intera flotta! Quindi invece di vendere il pesce all’uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York! Da lì potrà dirigere un’enorme impresa!’
Il pescatore lo interruppe: ‘Ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?’
E il turista: ‘20, 25 anni forse’ quindi il pescatore chiese: ‘….e dopo?’
Turista: ‘ Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!’
E il pescatore: 'Miliardi? e poi?’
Turista: ‘Be’, alla fine potrà ritirarsi da uomo ricco, e scegliere esattamente la vita che desidera per lei e la sua famiglia. Per esempio potrà andare in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po’ di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo qualcosa, suonando la chitarra e trascorrere appieno la vita’

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consigliato:


Zen
Autori Vari

giovedì 27 gennaio 2011

Due mesi di meditazione «cambiano» davvero il cervello

Cervello
FONTE:http://salute24.ilsole24ore.com/articles/12567-due-mesi-di-meditazione-cambiano-davvero-il-cervello?refresh_ce di COSIMO COLASANTO il Sole24Ore Salute24
Due mesi di meditazione producono effetti visibili sulla materia-grigia. Tanto è necessario secondo uno studio del Massachusetts General Hospital che per la prima volta ha stabilito con esattezza la “soglia” misurabile oltre la quale le tecniche di rilassamento cambiano il cervello: 8 settimane producono effetti associati a memoria, empatia e, per l’appunto, stress. Lo studio, pubblicato sulla rivista Psychiatry Research: Neuroimaging, ha “arruolato” 16 persone alle quali i ricercatori hanno “scattato” foto cerebrali prima e dopo un corso anti-stress presso l’Università del Massachusetts. Il confronto non lascia dubbi secondo gli scienziati: la densità della materia-grigia nell’ippocampo è davvero aumentata alla fine del percorso. Proprio l’ippocampo, ricordano, non è una regione del cervello qualsiasi, ma la “cabina di regia” di apprendimento e memoria. “È affascinante osservare in questo periodo i cambiamenti plastici del cervello”, afferma Britta Hölzel, tra gli autori dello studio.

I partecipanti allo studio hanno eseguito le tecniche in media per 27 minuti ogni giorno. Il protocollo comprendeva esercizi guidati per migliorare la consapevolezza. Oltre all’influenza sull’ippocampo, gli strumenti diagnostici a disposizione dei ricercatori hanno potuto rilevare un miglioramento nella funzione dell’amigdala, nota per svolgere un ruolo cruciale su ansia e stress. Attenzione, però, 8 settimane “cambiano” cervello, ma non eliminano lo stress. “L'esperienza personale dello stress non può essere ridotta solo con un programma di formazione di 8 settimane - avverte Amishi Jha, un altro dei ricercatori -, ma la scoperta apre le porte a possibilità per ulteriori ricerche sul potenziale delle meditazione come via per proteggere contro i disturbi legati allo stress, come quelli da stress post-traumatico”.
di Cosimo Colasanto (25/01/2011)
Fonte: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/12567-due-mesi-di-meditazione-cambiano-davvero-il-cervello?refresh_ce

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lunedì 17 gennaio 2011

MEDITAZIONE: EFFETTI SUL CERVELLO

CONSIGLIATO:
meditazione cervello
L'interesse della scienza verso le pratiche meditative è documentato innanzitutto dal fatto che le piu significative tecniche di rilassamento occidentali vengono elaborate, nei primi decenni del secolo scorso, tenendo presente anche l'esperienza dell'oriente.
In particolare, lo psichiatra tedesco J.H. Schultz, combinando la riflessione sull'ipnosi e quella sul Raja yoga (disciplina meditativa di controllo del corpo e della mente) elabora il più famoso metodo di rilassamento occidentale: il training autogeno.
Ma la prima osservazione scientifica sugli effetti della meditazione sull'organismo umano è di Therese Brosse, cardiologa francese, che, dall'India, nel 1935, descrive così lo stato di uno yogy in meditazione: "sembrava che il suo cuore si fosse fermato".
A partire dalla seconda metà del secolo scorso, si inizia a utilizzare strumenti moderni di indagine scientifica, come l'elettrocardiogramma (ECG) e l'elettroencefalogramma (EEG), per decifrare i cambiamenti fisici, che si realizzano durante l'esecuzione di esercizi di meditazione. Le conclusioni di queste prime indagini scientifiche sono le seguenti:
  • a livello cardiorespiratorio, vi è una forte riduzione del ritmo (frequenza) del respiro e di quello cardiaco;
  • a livello cerebrale, si registra uno stato di rilassamento diverso dal sonno.
  • aumento del testosterone, ormone maschile per eccellenza, ma che può svolgere un ruolo importante anche nelle donne perché, soprattutto in meno-pausa, costituisce una riserva per la produzione di ormoni femminili (estrogeni), tramite un meccanismo di conversione enzimatica dall'ormone maschile a quello femminile che si chiama aromatizzazione.

Compaiono nuove onde
Dal 1999 in avanti, si sono moltiplicati gli studi che abbinano misurazioni con l'elettroencefalogramma e immagini ottenute con apparecchiature di risonanza magnetica funzionale (fMRI in sigla) che consentono la visualizzazione delle aree cerebrali coinvolte durante i diversi esercizi meditativi.
Questi lavori confermano alcuni dati noti, come l'aumento della frequenza, dell'ampiezza e della sincronizzazione delle onde alfa e, al tempo stesso, aggiungono due novità:
  • la comparsa di scariche di onde teta soprattutto in fase di meditazione profonda;
  • la comparsa di onde gamma durante esercizi di visualizzazione e non solo.
Sui ritmi teta, uno studio giapponese del 2001 descrive una situazione davvero interessante: la comparsa di questi ritmi parte dalla linea mediale frontale del cervello dei meditanti ed è un segno inequivocabile dello stato meditativo profondo, di una liberazione dall'ansia (documentata anche da una minore attivazione cardiaca simpatica) che ricorda lo stato di "beatitudine”descritto dai meditanti.
Sulle onde gamma abbiamo studi, di cui alcuni recenti (2003), che chiariscono aspetti importanti del funzionamento del cervello, sia in condizioni normali sia durante diversi tipi di esercizi meditativi. Ma vediamo meglio l'affascinante argomento dei ritmi elettrici cerebrali.

Armonie cerebrali
È noto che il cervello è caratterizzato da una notevole attività elettrica, misurabile con l'elettroencefalogramma.
Quasi cinquanta anni fa, per la prima volta, vennero individuate nel cervello delle onde a elevata frequenza, tra i 30 e 100 Hertz (Hz, cicli al secondo), battezzate gamma. Nell'ultimo decennio, queste onde hanno ricevuto una particolare attenzione in quanto emergono in concomitanza dello svolgimento di vari compiti legati a stimoli sensoriali, ma anche ai circuiti dell'attenzione e
della coscienza.
In particolare, diversi studi hanno segnalato l'esistenza di una forte corrente di onde gamma nell'ippocampo, area fondamentale per la memoria. Ma dove è situato il generatore delle gamma e che rapporto c'è tra queste e le altre onde cerebrali e, in definitiva, qual è il significato generale dell'attività elettrica oscillatoria del cervello? Una prima importante risposta è venuta da un gruppo misto, neurofisiologi e ingegneri informatici, guidato da Gyorgy Buzsaki, dell'Università del New Jersey. Con un ampio articolo, pubblicato sul numero di gennaio 2003 della rivista Neuron, Buzsaki e colleghi dimostrano che una particolare area dell'ippocampo, denominata CA3, costituita da grandi neuroni cosiddetti piramidali, contiene il generatore del ritmo gamma.
Questi neuroni sono davvero speciali: sono, infatti, dotati di notevoli ramificazioni (una doppia arborizzazione dendritica e un grande sistema di rami collaterali all'assone) e di una intrinseca capacità oscillatoria. Da loro, parte un ritmo che, via via, pervade le altre aree dell'ippocampo proiettandosi, a seconda delle necessità, in diverse direzioni.
L'anno prima, lo stesso studioso, sempre su Neuron, aveva dimostrato che dalla medesima area ippocampale (CA3) si origina il ritmo di un'altra classe di onde, non ad alta frequenza come le gamma, ma a bassa (4-8 Hz), denominate teta. Qual è il rapporto tra i due ritmi cerebrali?
E' stato visto che, in assenza di ritmi teta, i gamma non scompaiono, ma sono disordinati e meno potenti. È evidente quindi che l'osciIlazione teta mette in fase e potenzia anche l'oscillazione gamma.

Il cervello in onda
Le onde elettriche cerebrali si distinguono in base alla frequenza e cioè in base al numero di cicli al secondo misurati in Herz (Hz). A bassa frequenza sono le delta (meno di 4 cicli al secondo, tipiche del sonno profondo), le teta (4-8 Hz) e le alfa (9- 13). Ad alta frequenza, le beta ( 14-29) e le gamma (30- 100), tipiche dell'attività.
(...)
Le armonie del Lama
Lo studio dei meccanismi cerebrali che stanno alla base della coscienza, negli ultimi anni, si è arricchito di un modello sperimentale originale: il cervello di chi pratica la meditazione, indagato in corso d'opera, quando svolge esercizi di rilassamento, concentrazione e visualizzazione.
Per esempio, Dietrich Lehamann e collaboratori, del Key Institute per la ricerca su mente e cervello dell'Università di Zurigo, hanno descritto i risultati ottenuti studiando il cervello di un meditante esperto, il Lama buddista Ole Nydahl, della scuola del Karma Kagy, una delle scuole buddiste di maggior diffusione in Occidente.
Sulla testa del Lama sono stati applicati 27 elettrodi, più due ai lati esterni degli occhi e un altro che misurava I'attività muscolare. Nydahl, con questo groviglio di fili in testa, ha eseguito una serie di cinque esercizi in successione: i primi due di visualizzazione, il terzo di ripetizione per 100 volte del mantra, il quarto e il quinto di 'dissoluzione e ricostruzione del sé".
Gli scienziati hanno posto particolare attenzione alle onde gamma, che già uno studio degli anni Settanta segnalava essere particolarmente evidenti durante la meditazione. Ma non si sono fermati qui: utilizzando un particolare strumento, chiamato tomografia elettromagnetica a bassa risoluzione (Loreta in sigla), hanno ricostruito una mappa tridimensionale della distribuzione nel cervello delle correnti gamma. l risultati dimostrano una diversa attività e localizzazione della gamma, il che indica che i diversi stati di meditazione descritti dai meditanti, non sono chiacchiere. Infatti, durante i primi due esercizi le correnti gamma erano particolarmente concentrate nelle aree occipitali destre, tipiche aree visive, attive soprattutto nei processi di visualizzazione immaginativa. Nell'esercizio del mantra, le correnti gamma si sono concentrate
nella area temporo-anteriore sinistra, tipica area del linguaggio. Nell'esercizio di 'auto-dissoluzione' era attivata l'area pre-frontale destra e il giro frontale superiore, aree che, per esempio, si attivano in esperienze di depersonalizzazione di tipo psichiatrico o da droghe. Infine, nell'auto-ricostruzione si è creata una forte corrente gamma che dall'area tempo-posteriore destra (sede della mappa dello schema corporeo) ha attraversato il cervello finendo sull'altro emisfero a livello pre-frontale. (...)


Da "Meditazione psiche e cervello" - F. Bottaccioli & A. Carosella

CONSIGLIO DI LETTURA:

La Meditazione Passo dopo Passo Da non perdere

venerdì 3 dicembre 2010

Serenità qui e ora... Zen

A Nantai io siedo quietamente con un incenso acceso, Un giorno di estasi, e tutte le cose sono dimenticate, Non che la mente si sia fermata e i pensieri siano svaniti, Ma non c'è realmente niente che disturbi la mia serenità. 

Nan-t'ai (南台 Nantai) Shou-an (守安 Shuan) (Essays in Zen Buddhism – First Series 349)

martedì 30 novembre 2010

Dolore e sofferenza – Anthony de Mello

Il dolore e’ reale, ma la sofferenza emerge solo quando ti opponi al dolore ed e’ il risultato della tua opposizione al dolore, alla realta’ che ostacola i tuoi desideri.  Se accetti il dolore, la sofferenza non esiste. Il dolore, per l’essere reale,  non e’ intollerabile, perche’ ha un senso comprensibile che lo placa.  Cio’ che risulta insopportabile e’ avere il corpo qui e la mente nel passato o nel futuro, e’ il desiderio di distorcere la realta’ che e’ inamovibile. Questo si’ che e’ intollerabile, perche’ e’ una lotta inutile,  come e’ inutile  il suo risultato: la sofferenza.  Non e’ possibile lottare per cio’ che non esiste, non si deve cercare la felicita’  dove non c’e', ne’ prendere per vita cio’ che vita non e’. Bisogna svegliarsi!  Non appena ci svegliamo…..paf! finisce la sofferenza.
(da Ti voglio libero come il vento, pag. 17 – Anthony De Mello)
Fonte: http://www.pomodorozen.com/

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martedì 23 novembre 2010

ZEN... QUI E ORA



Il Conseguimento Ultimo (Assoluto)

Il passato è già passato. Non cercare di riottenerlo. 
Il presente non rimane. Non cercare di bloccarlo. 
Attimo per attimo, il futuro non è ancora venuto; 
Non pensare ad esso, prima del tempo. 
Qualsiasi cosa ti passi davanti, lascia che sia. 
Non ci sono comandamenti da dover mantenere;
E non c'è nessuna sporcizia da dover purificare. 
Con una mente vuota realmente penetrata,
Tutti i fenomeni (dharma), non avranno vita. 
Quando potrete essere così, voi avrete finalmente 
Completato il conseguimento ultimo (Assoluto).
  
P'ang Yün ( Hõ Un)
  
Fonte: http://www.centronirvana.it/poemi_zen.htm

Consiglio di lettura:
Zen

sabato 13 novembre 2010

OSHO: ANSIA

CONSIGLIATO:
Non hai mai notato una cosa? Il presente è sempre qualcosa di ricco e di estatico, di vivo e di vitale. Le preoccupazioni sono sempre create o da ciò che volevi fare in passato, e non sei riuscito a fare, oppure da ciò che vorresti fare in futuro, e non sai se sarai in grado di fare o meno. Non hai mai notato, non hai mai osservato da vicino questa semplice verità: nel presente non esistono sofferenze, non esistono preoccupazioni. Per questo il presente non disturba la mente, è l’ansia a disturbarla.

Nel presente non esiste alcuna sofferenza. Il presente non conosce alcuna sofferenza: è un istante così minuscolo da non poter inglobare alcuna sofferenza. Nel presente può entrare solo il paradiso, non l’inferno. L’inferno è troppo grande! Il presente può solo essere pace, può solo essere felicità.



Ho sentito raccontare che una vecchia signora stava viaggiando su un autobus. Era molto ansiosa, si rodeva dalla preoccupazione e chiedeva continuamente a quale fermata erano arrivati. Un altro signore, seduto accanto a lei, le disse: “Si rilassi, non si preoccupi. Il conducente annuncerà sempre la fermata, e se anche questo non la rassicura, può dirgli a quale fermata vuole scendere, lui lo terrà presente e lei si potrà rilassare”.
E quell’uomo chiamò il conducente, e la donna gli parlò: “Se ne ricordi, per favore, non voglio perdere la mia fermata… devo arrivare con urgenza a destinazione”.
Il conducente la tranquillizzò: “Va bene, lo terrò a mente. Anche se lei non me lo chiedesse, comunque annuncerei le fermate. Ma ora ne prenderò nota e verrò ad avvisarla personalmente quando saremo alla sua fermata. Ma si rilassi, non sia così preoccupata!”
La donna era tutta sudata e tremava per la tensione, disse: “Oh grazie, la prego di ricordarsene: io devo scendere al capolinea”.
Ebbene, se deve scendere al capolinea, perché preoccuparsi tanto? Come potrebbe mancarlo? È impossibile che le sfugga! Nel momento in cui ti acquieti, nel momento in cui ti rilassi, riconosci che l’esistenza è già in movimento, è già diretta verso vette più elevate. E tu ne fai parte! Non occorre che tu abbia ambizioni personali.
Questo è rilassamento: riposarsi, lasciar cadere ogni meta privata, abbandonare la mente che vuole sempre conquistare qualcosa, tutte le proiezioni dell’ego. E a quel punto la vita è un mistero: i tuoi occhi saranno colmi di meraviglia; il tuo cuore sarà colmo di stupore.
Noi non dobbiamo diventare qualcosa: lo siamo già. In breve, questo è l’intero messaggio di coloro che si sono risvegliati: tu non devi realizzare qualcosa, ti è già stato dato. È un dono di Dio. Tu sei già dove dovresti essere, non puoi essere altrove. Non esiste alcun luogo dove andare, nulla da realizzare.
E poiché non esiste un luogo verso cui dirigersi e nulla da conquistare, puoi celebrare.

E a questo punto non esiste più alcuna fretta, nessuna preoccupazione, nessuna ansia, nessuna angoscia, nessuna paura di essere un fallimento. Non puoi fallire. La natura stessa delle cose lo rende impossibile, poiché non si pone affatto il problema di avere successo. E il segreto dell’illuminazione è tutto qui: accade in un profondo stato di quiete.
Fonte: http://www.fiumesilente.com/
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