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lunedì 21 maggio 2012

OSHO... TESTIMONE

CONSIGLIATO:


Interpreta bene il tuo ruolo, ma non preoccuparti troppo dei successi e dei fallimenti, perchè in ultima analisi non fa alcuna differenza.I vincitori e i perdenti sono tutti sullo stesso piano, perchè è solo un gioco, non è reale. L'unica cosa reale è il testimone, tutto il resto è solo una recita.
Osho

giovedì 7 luglio 2011

OSHO... LA FILOSOFIA E IL FILOSOFO

consigliato:
Tutta la filosofia si compone unicamente di congetture arbitrarie. Se vuoi evitare la vera conoscenza, se vuoi evitare la dimensione esistenziale, non c'è nulla di meglio della filosofia.
La filosofia è una soluzione a buon mercato. Ti limiti a teorizzare la realtà, senza entrarci dentro, senza incontrarla. E le teorie non sono altro che parole. Le discussioni, le razionalizzazioni, le spiegazioni non sono altro che trucchi. Non si risolve nulla, perché tu non cambi mai. Un filosofo è la persona più illusa del mondo, perché crede di sapere senza conoscere assolutamente nulla.
Quando accumuli conoscenza, questa diventa parte della tua memoria; non ti coinvolge affatto. Il tuo cuore non ne è toccato, il tuo essere non è neppure consapevole di ciò che hai accumulato nella memoria. Se il tuo cuore non viene toccato, né trasformato, quella conoscenza è ignoranza; ed è più pericolosa dell'ignoranza comune, perché una persona comunemente ignorante sa di esserlo, mentre un filosofo crede di sapere. E una volta assuefatto alla conoscenza, penserai che essa sia saggezza. Tu sai tante cose, ma in profondità non conosci nulla, non è cambiato nulla in te; non ti sei affatto evoluto verso un livello dell'essere più alto.
La vera conoscenza consiste nel conseguire livelli dell'essere più elevati, piani dell'essere superiori; non si tratta di una conoscenza maggiore, ma di un essere più elevato. La vera via è essere di più, non conoscere di più.
Hai mai visto persone che sanno molto, ma agiscono in modo stupido? Capita quasi sempre così: un uomo che sa troppo diventa sempre meno consapevole. Egli agisce in base a quello che sa, non in base alla situazione reale. Diventa sciocco, si comporta in un modo stupido, perché per comportarsi in modo saggio occorre rispondere al momento, mentre lui agisce sempre traendo spunto da un passato morto. 
Osho

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venerdì 29 ottobre 2010

Albert Einstein: l'uomo è parte del Tutto

CONSIGLIATO:
          " Un essere umano è parte del tutto chiamato universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualche cosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione, sino a includervi tutte le creature viventi e l’intera natura, nella sua bellezza  

  Albert Einsten

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

lunedì 20 settembre 2010

I MISTERI DELLA FISICA QUANTISTICA

CONSIGLIATO:
Fonte: tratto dall'ottimo sito http://www.quieora.info/home/index.php

La fisica quantistica (la cui nascita si fa tradizionalmente risalire a Max Planck nel 1900) oltre a costituire la teoria fisica più accreditata e potente di cui oggi disponiamo è stata anche la maggiore rivoluzione intellettuale degli ultimi cento anni, che ha definitivamente fatto a pezzi un'idea radicata fin dai tempi di Aristotele: la fiducia nel senso comune.


Facciamo un piccolo esempio: una pallina da tennis lanciata contro una parete con due finestre può uscire passando attraverso l'una o l'altra finestra, ma non attraverso le due finestre contemporaneamente. Tuttavia, un elettrone che incontri una barriera con due fenditure, passa attraverso entrambe contemporaneamente. E non solo.
Nella fisica di Newton e di Maxwell un'onda e una particella sono due oggetti con proprietà differenti; nella meccanica quantistica un elettrone può rimbalzare come una particella e interferire con se stesso come un'onda. Il principio del terzo escluso va dunque a carte quarantotto nella teoria dei quanti, e insieme alla logica classica si devono rivedere profondamente anche altre strutture concettuali (in primo luogo quella di causalità) che contribuiscono a strutturare la nostra visione del mondo.
La fisica quantistica è arrivata a dimostrare che una minima azione su una particella ha immediatamente effetto sulla particella gemella anche se questa è stata spedita a miliardi di anni luce: è il fenomeno dell’ ”entanglement”.
In meccanica quantistica, secondo il famoso principio di indeterminazione di Heisenberg, è impossibile misurare con precisione, a un dato istante, sia la posizione sia la velocità di una particella. Ma immaginiamo una particella che si disintegri in due particelle, che schizzino via in direzioni opposte a uguale velocità: se misuriamo la posizione di una delle due particelle e la velocità dell'altra, riusciremo, unendo le informazioni raccolte, a conoscere sia la velocità sia la posizione di ogni singola particella.
Insomma, due particelle opportunamente predisposte - particelle entangled, come si dice - rimarrebbero soggette a "entanglement quantistico", un intreccio tra particelle, una «correlazione» a distanza che agirebbe in maniera istantanea: si verificano effetti non locali che ci obbligano a rivedere radicalmente la nostra concezione dello spazio e del tempo.



Nel 1982 un équipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del ventesimo secolo. Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente l’una con l’altra, indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di dieci metri o di dieci miliardi di chilometri. E’ come se ogni singola particella sapesse cosa stiano facendo tutte le altre.
Le particelle subatomiche sono connesse non-localmente. Nel suo libro “La realtà quantistica”, Nick Herbert afferma che la non-localizzazione delle particelle spiegherebbe questa loro incredibile comunicazione non mediata né da campi né da nessun altro fenomeno (proprio perché le loro influenze e i loro contatti avverrebbero all’istante). Nessun filosofo e nessuno scienziato avrebbe mai pensato che le categorie di spazio e tempo, si sarebbero potute annullare così facilmente!

La più spettacolare applicazione del fenomeno dell'entanglement è il teletrasporto quantistico, una procedura che permette di trasferire lo stato fisico di una particella a un'altra particella, anche molto lontana dalla prima. Sembra un'idea concepibile solo in un film di fantascienza eppure, nel 1997 due gruppi di ricerca - uno diretto da Anton Zeilinger a Vienna, l'altro da Francesco De Martini a Roma - riuscirono a teletrasportare un singolo fotone. Nessuno sa con certezza se il teletrasporto si potrà realizzare anche per atomi e molecole, o addirittura per oggetti macroscopici, esseri umani inclusi. Ma questo primo passo già compiuto dischiude orizzonti inimmaginabili fino a pochi decenni or sono. La fisica quantistica rivelerebbe quindi una realtà molto diversa da quella che ci suggerisce la nostra esperienza sensoriale, e molto più ricca di mistero.

Il modello non-locale della realtà può addirittura condurre la fisica teorica verso quello che è stato il principale obbiettivo di Einstein: la definizione di una quinta forza, una superforza che racchiuda e spieghi in sé tutte le altre interazioni della natura.
Nel 1964 il fisico irlandese John Stewart Bell, dimostrò l’effettiva esistenza di un mondo non localizzato. In una prova matematica confermata da diversi esperimenti, chiamata “Teorema di Bell”, egli dimostrò che l’ipotesi secondo cui il mondo è intrinsecamente localizzato, è assolutamente errata. Se da tempi antichi, se non antichissimi, questa teoria si dà per scontata per lo meno in ambito esoterico, ai giorni nostri sono veramente tanti gli studiosi e i ricercatori all’avanguardia che cominciano ad appoggiarla: pensiamo a Capra, Bateson, Prigogine, Laszlo, Jantsch, Talbot ecc.. D’altronde anche eminenti fisici quali Einstein, Pauli, Bohr, Schrödinger, Heisenberg e Hoppenheimer non erano del tutto contrari ad una visione del mondo arricchita anche da una valenza prettamente spirituale.
Arrivare però a dire che la realtà è un’illusione confermando quanto vanno dicendo da millenni le tradizioni esoteriche, sia Occidentali che Orientali, è veramente rivoluzionario.
Colui il quale illustrò ancora più approfonditamente questa incredibile scoperta fu David Bohm, già collaboratore di Einstein e Professore di fisica teorica al Birbeck College di Londra. Bohm fu uno dei più illustri scienziati dell’era contemporanea. Costui, grazie al concetto di “ologramma” è riuscito a spiegarci in termini scientifici che cos’è il velo di maya di cui la filosofia indiana ha sempre parlato.
Dalle teorie di Bohm, si evince che le energie elettromagnetiche e l’intera realtà fisica, sono create dalla prodigiosa e “magica” natura delle particelle subatomiche, le quali, incredibilmente, si presentano sotto il duplice aspetto di particelle e di onde. Ciò permette a tali particelle di rimanere in contatto e di venire quindi informate a vicenda, indipendentemente dalla distanza che le separa, la quale dunque, a questo punto, è una pura illusione. Le distanze quindi, servirebbero alla mente, per organizzare meglio i dati sensoriali provenienti dal mondo “esterno”, esse però, tranne che nella costruzione di questo ordine mentale, non esistono in realtà.



In sostanza, secondo Bohm, le particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso organismo, e il fatto che appaiano separate, deriva dalla nostra incapacità di vedere la realtà nella sua interezza. Noi vediamo solo la parte e non il tutto, non riuscendo dunque a capire che il tutto è la parte e la parte è il tutto.
Immaginiamo un acquario, al cui interno sta nuotando un pesce. Noi non vediamo il pesce a occhio nudo ma solo grazie a due telecamere, una posizionata di fronte all’acquario, l’altra di lato. All’apparenza sembrerebbero due entità separate, due pesci diversi, uno visto da davanti, l’altro di lato ma guardandoli meglio potremmo scoprire un legame interessante: quando uno si gira, si gira anche l’altro. Ignari dell’esperimento, potremmo addirittura pensare che i due pesci comunicano tra loro, istantaneamente e misteriosamente. Il comportamento delle particelle subatomiche è altrettanto misterioso, e non fa che accreditare l’esistenza di un livello di realtà, del quale noi non siamo minimamente consapevoli.
Grazie agli ologrammi prodotti dal laser, Bohm, in sostanza, è arrivato a scoprire che la minima parte dell’ologramma di un oggetto contiene l’oggetto intero, come accade matematicamente nei frattali. Se noi produciamo l’ologramma di una rosa e poi scomponiamo in piccolissime parti quell’ologramma, non perderemmo mai l’oggetto nella sua interezza, pur avendolo più volte diviso! Esso infatti è contenuto in ogni singola frammentazione, in ogni – a questo punto apparente – divisione della rosa stessa.
La stessa capacità umana di attingere all’istante, ad un qualsiasi ricordo, tra miliardi e miliardi di informazioni contenute nel nostro cervello, non fa che avvalorare la non-localizzazione dei ricordi, e quindi la non “catalogabilità” del tempo.
Queste importanti rivelazioni di parte del mondo scientifico contemporaneo non sono che l’ennesima conferma di saggezze antiche e possono dunque dirigere il mondo intero verso una convivenza migliore.
Se tutto è connesso infatti è assolutamente controproducente da parte di un essere provocare il dolore o addirittura la morte di un altro essere. Ad un livello profondo di realtà che Bohm definirebbe “implicito”, è come far male a se stessi.

( Tratto da: Lucio Giuliodori.)