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lunedì 23 febbraio 2015

Meditazione sul respiro Dalai Lama


Certo la vita in Occidente è molto affannata e piena di distrazioni. Ma volendo, se ci si impegna, si riesce a ritagliare spazi per l’attività spirituale. Io dico sempre che, invece di fare lunghi weekend o le ore piccole per divertirsi, ci si può svegliare presto la mattina e godersi le emozioni della natura che si risveglia. In linea di massima, il respiro durante la meditazione viene utilizzato per calmare la mente e sviluppare pace interiore. Il primo passo da compiere per meditare è di eliminare le distrazioni e rendere la nostra mente più chiara e lucida. Scelto un posto tranquillo e seduti in una posizione confortevole (magari a gambe incrociate) con la schiena ritta, chiudiamo gli occhi e cominciamo a concentrare l’attenzione sul nostro respiro. Respiriamo naturalmente, preferibilmente attraverso le narici; cerchiamo di divenire consapevoli della sensazione del nostro respiro mentre entra ed esce dalle nostre narici. Questa sensazione è l’oggetto della meditazione. L’obiettivo è di concentrarsi completamente su di essa escludendo tutto il resto. All’inizio, la nostra mente sarà molto irrequieta e impegnata da tanti pensieri, e ci potrebbe sembrare che la meditazione la affolli ulteriormente; ma in realtà stiamo semplicemente divenendo maggiormente consapevoli di quanto sia stressata la nostra mente. Saremo tentati di seguire i diversi pensieri che sorgeranno inconsciamente, ma dovremo resistere lasciandoli andare per la loro strada concentrandoci sulla sensazione del respiro. Se c’accorgiamo che la nostra mente s’è allontanata e sta seguendo i nostri pensieri, dovremmo immediatamente tornare a concentrarci sul respiro. Ripeteremo l’operazione tante volte quanto sarà necessario. Se continueremo pazientemente per questa strada, gradualmente le nostre distrazioni si faranno da parte e sperimenteremo un senso di pace interiore e rilassamento. La nostra mente sarà più lucida e pronta, conferendoci una sensazione di freschezza. Quando il mare è agitato vengono a galla i sedimenti e l’acqua diviene torbida, ma non appena il vento si placa, il fango sparisce e l’acqua diviene cristallina. Allo stesso modo, quando l’altrimenti incessante flusso di pensieri viene calmato attraverso la concentrazione sul respiro, la nostra mente diviene insolitamente lucida e rilassata. Anche se questo tipo di meditazione è uno stadio solamente preliminare, può rivelarsi decisamente efficace, dimostrandoci che è possibile sperimentare pace interiore e soddisfazione semplicemente controllando la mente, senza dover minimamente dipendere dalle condizioni esterne. Questa sensazione di benessere può essere di notevole aiuto per combattere le difficoltà della vita quotidiana. Quasi tutto lo stress e la tensione che sperimentiamo normalmente proviene dalla nostra mente, e tale stress può aggravare molti problemi, in primis di salute. Facendo anche solo dieci-quindici minuti al giorno di respiro meditativo, saremo in grado di ridurre di molto tale stress. Le situazioni difficili ci appariranno più semplici da risolvere, ci sentiremo più rilassati e ben disposti verso gli altri, e dunque anche le nostre relazioni col prossimo miglioreranno.
(Dalai Lama)

Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone:Oltre il veloUn libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

mercoledì 18 settembre 2013

OSHO CONSAPEVOLEZZA

Quando sei nel presente senza pensare, per la prima volta sei spirituale. Una nuova dimensione si schiude, e quella dimensione è la consapevolezza.

Osho

OSHO LIBRI:

martedì 30 luglio 2013

DEEPAK CHOPRA frasi

Non c'è nessuna persona dentro di te che tu puoi dire questa sono io. Nessuna persona.. Ogni cosa che tu pensi di te stesso dipende dagli altri, qualsiasi cosa, incluso la tua biologia. Le nostri menti sono collegate, i nostri corpi sono collegati perché la mente non è separata dal corpo. Ogni processo fisiologico che sta succedendo nel mio corpo dipende da voi.
Deepak Chopra
VIDEO DEEPAK CHOPRA:

giovedì 21 giugno 2012

ASHTAVAKRA GITA

Desiderio e avversione sono della mente.
La mente non è mai tua.
Tu sei libero dai suoi turbamenti.
Tu sei la consapevolezza stessa,
che mai non muta.
... Dovunque tu vada, sii felice.
Ashtavakra Gita

lunedì 21 maggio 2012

OSHO... TESTIMONE

CONSIGLIATO:


Interpreta bene il tuo ruolo, ma non preoccuparti troppo dei successi e dei fallimenti, perchè in ultima analisi non fa alcuna differenza.I vincitori e i perdenti sono tutti sullo stesso piano, perchè è solo un gioco, non è reale. L'unica cosa reale è il testimone, tutto il resto è solo una recita.
Osho

venerdì 4 maggio 2012

mercoledì 29 febbraio 2012

OSHO... FLUIRE


Fluisci quanto piu' ti e' possibile, in modo selvaggio. Non credere ai limiti, e..non permettere a nessuno di confinarti, per nessun motivo. Non permettere mai a nulla di diventare una tua prigionia. Continua a fluire, a muoverti, a scorrere; piu' sei simile a un fiume, piu' ti avvicinerai all'oceano.
Osho

consigliato:

venerdì 24 febbraio 2012

OSHO... COERENZA

La vita è breve. vivila nel modo più ricco possibile e non cercare di essere coerente. Una persona davvero consapevole cambia insieme alla vita, una persona consapevole non può permettersi di essere coerente.Un uomo coerente è un uomo povero. La società lo rispetta , perchè è prevedibile; è gestibile, può essere manipolato facilmente. La società sa che bottoni premere e come lui reagirà.
Osho

venerdì 17 febbraio 2012

OSHO... ESTASI

Se inizi a pensare a come rendere permanenti i tuoi momenti di estasi,
hai già iniziato a distruggerli.
Quando giungono, sii grato, quando se ne vanno, ringrazia l’esistenza.
Resta aperto.
Accadrà molte volte:
non giudicare mai,
non scegliere mai,
non privilegiare nulla.
Benedici lo stato d’animo in cui ti trovi e lascia che faccia il suo corso.


Osho


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lunedì 26 aprile 2010

I TRE MODI DI FARE VIPASSANA... OSHO

consigliato:

Osho - The New Dawn , #16
Tratto da: http://www.osho.com/

Vipassana è una cosa così facile che può essere fatta anche da un bambino piccolo. Anzi, un bambino la farà meglio di te, perché non è ancora ricolmo di tutta la spazzatura della mente; è ancora limpido, innocente...

Vipassana può essere fatto in tre modi – puoi scegliere quello che va meglio per te. Il primo è: Consapevolezza delle tue azioni, del tuo corpo, della tua mente e del tuo cuore. Quando cammini, dovresti camminare con consapevolezza. Quando muovi la mano, dovresti muoverla con consapevolezza, sapendo perfettamente che stai muovendo la mano. Tu puoi muoverla senza alcuna consapevolezza, come se fosse una cosa meccanica. Stai facendo una passeggiata al mattino; puoi continuare a camminare senza avere alcuna consapevolezza dei piedi.
Sii cosciente dei movimenti del tuo corpo. Quando mangi, sii cosciente dei movimenti necessari per mangiare. Quando ti fai la doccia, sii cosciente della freschezza che ricade su di te – l'acqua che ti si riversa addosso e la straordinaria gioia che ti porta... Sii cosciente. Non dovrebbe continuare ad accadere in uno stato di inconsapevolezza.

La stessa cosa vale per la mente: qualsiasi cosa passi sullo schermo della tua mente, rimani solo un osservatore. Qualsiasi cosa passi sullo schermo del tuo cuore, rimani solo un osservatore: non farti coinvolgere, non identificarti, non giudicare: 'Questo è giusto e questo è sbagliato'. Tutto questo non è parte della tua meditazione. La tua meditazione dev'essere consapevolezza senza alcuna scelta.

Un giorno diventerai capace di vedere persino stati d'animo molto sottili: in che modo la tristezza cala su di te proprio come la notte cala, con grande lentezza, sul mondo; in che modo di colpo una piccola cosa può renderti felice.

Sii un semplice testimone. Non pensare: "Sono triste". Sappi solo questo: "Intorno a me c'è tristezza, intorno a me c'è gioia. Mi trovo di fronte una certa emozione o un certo stato d'animo". Tu sei sempre distante – un osservatore sulla collina – e tutto il resto accade nella valle. Questo è uno dei modi in cui si può fare Vipassana.

E la mia sensazione è che per una donna sia una cosa ancora più semplice perché una donna è più consapevole del suo corpo di quanto lo sia un uomo. Fa parte della sua natura. La donna è più consapevole del suo aspetto, di come si muove, di come sta seduta; è sempre consapevole del suo essere aggraziata. Non si tratta solo di un condizionamento: è un fatto naturale, biologico.

Le madri che hanno fatto l'esperienza di avere almeno due o tre figli, iniziano a sentire dopo un certo periodo di tempo se stanno portando in grembo un maschio o una femmina. Il maschio inizia a giocare a pallone; inizia a dar calci di qua e di là, si fa sentire, annuncia la sua presenza. La femmina rimane silenziosa e rilassata; non gioca a pallone, non si fa sentire. Resta il più possibile tranquilla e rilassata.
Quindi non è una questione di condizionamenti perché persino nel grembo è possibile notare una differenza tra maschio e femmina. Il maschio è irrequieto, non riesce a star fermo in un posto. Vuole fare tutto, vuole sapere tutto. La femmina si comporta in modo completamente diverso...

La seconda forma di Vipassana è respiro, diventare consapevole del respiro. Quando il respiro entra, la pancia inizia a espandersi, e quando esce, la pancia di nuovo si sgonfia. Quindi il secondo metodo è quello di diventare consapevoli della pancia, del suo espandersi e ritrarsi. La semplice consapevolezza della pancia che si espande e si sgonfia... E la pancia è molto vicina alla sorgente della vita, perché il bambino è unito alla vita della madre attraverso l'ombelico. Nell'ombelico c'è la sua sorgente vitale. Di conseguenza, quando la pancia si espande, è in realtà l'energia vitale, la sorgente della vita, che si espande e che si ritrae con ogni respiro. Anche questo metodo non è difficile, e potrebbe persino essere più facile, perché si tratta di un'unica tecnica.

Nel primo metodo, devi essere consapevole del corpo, della mente e delle emozioni, gli stati d'animo. Quindi ci sono tre passi da fare. Il secondo metodo ha un unico passo: solo la pancia che si muove in su e in giù. E il risultato è lo stesso. Quando diventi più consapevole della pancia, la mente diventa silenziosa, il cuore diventa silenzioso, i cambiamenti di umore scompaiono.

E il terzo metodo è quello di essere consapevoli del respiro nel suo punto di ingresso, nel punto in cui il respiro entra nel corpo tramite le narici. Sentilo in quel punto – l'altra polarità rispetto alla pancia – sentilo nel naso. Il respiro entrando porta una sensazione di freschezza nelle narici. E poi uscendo... respiro che entra, respiro che esce...

Anche questo è possibile, ed è più facile per gli uomini che per le donne. La donna è più consapevole della pancia. La maggior parte degli uomini non arriva nemmeno a respirare fino alla pancia. È il petto che si alza e si abbassa, perché in tutto il mondo prevale un tipo sbagliato di atletica. È vero che un torace alto e una pancia quasi inesistente danno al corpo una forma più bella.
L'uomo ha scelto di respirare solo fino al petto, in modo che il petto diventa sempre più grande e la pancia si ritrae. A lui questa sembra essere una cosa più atletica. In tutto il mondo, tranne che in Giappone, tutti gli atleti e gli allenatori degli atleti mettono l'accento sul respirare riempiendo i polmoni, espandendo il petto e tirando in dentro la pancia. Il loro ideale è il leone con il suo petto profondo e con la sua pancia così piccola. Sii come un leone: questa è diventata la regola per gli atleti, i ginnasti e le persone che lavorano con il corpo.

Il Giappone è l'unica eccezione; lì non si preoccupano che il petto dev'essere largo e la pancia tirata in dentro. Ci vuole una certa disciplina per tirare in dentro la pancia – non è una cosa naturale. Il Giappone ha scelto il modo naturale; quindi rimarrai sorpreso nel vedere una statua giapponese di Buddha. Questo è il modo in cui puoi subito distinguere se la statua è indiana o giapponese. Le statue indiane di Gautama Buddha hanno un corpo molto atletico con una pancia molto piccola e un petto molto largo. Ma il Buddha giapponese è completamente diverso: il suo petto è quasi invisibile, perché respira dalla pancia, ma quest'ultima è più grande. Il suo aspetto non è molto bello perché l'idea prevalente al mondo è quella opposta, ed è molto antica. Tuttavia respirare dalla pancia è più naturale, più rilassato.

Di notte, mentre dormi, accade: non respiri dal petto, respiri dalla pancia. Ecco perché la notte è un'esperienza di tale rilassamento. Dopo aver dormito, alla mattina ti senti così fresco, giovane, perché per tutta la notte hai respirato in modo naturale... sei stato in Giappone!

Questi sono i due punti: se temi che respirare dalla pancia e prestare attenzione al suo espandersi e contrarsi distruggerà la tua forma atletica... gli uomini potrebbero essere più interessati a quella forma atletica. Per loro sarà più facile osservare il respiro nella zona delle narici, lì dove entra. Osserva e, quando il respiro esce, osserva.

Queste sono le tre forme. Una qualunque di esse andrà bene. E se vuoi fare due forme allo stesso tempo, puoi farlo; allora il lavoro diventerà più intenso. Se vuoi farle tutte e tre insieme, puoi farle tutte e tre insieme. Allora il processo sarà più veloce. Ma dipende tutto da te, da quello che ti sembra più facile.
Ricorda: ciò che è facile è giusto.

Quando la meditazione diventa ben radicata, la mente diventa silenziosa, l'ego scompare. Sarai presente, ma non ci sarà la sensazione dell'"Io". Allora le porte si apriranno. Devi solo aspettare, con un desiderio intenso e pieno di amore, con un benvenuto nel cuore per quel grande momento, il momento più grande nella vita di ognuno – l'illuminazione.

Arriverà... arriverà sicuramente. Non ha mai tardato nemmeno per un istante. Quando sei nella giusta sintonia, esplode improvvisamente dentro di te e ti trasforma. L'uomo vecchio è morto ed è arrivato l'uomo nuovo.

Il grande capo Toro Seduto è stato costipato per molte lune. Perciò manda la sua squaw preferita dall'uomo di medicina per chiedere aiuto. L'uomo di medicina dà alla squaw tre pillole e le dice di darle al capo, e poi di tornare da lui a riferire i risultati il giorno dopo.
La mattina dopo la squaw ritorna con il messaggio: "Grande capo, niente cacca". Allora l'uomo di medicina le dice di raddoppiare la dose

Ma di nuovo lei torna con lo stesso messaggio. Questo va avanti per una settimana, e alla fine l'uomo di medicina dice alla squaw di dare a Toro Seduto tutta la scatola.
La mattina dopo, lei torna dallo sciamano con un'espressione molto triste sul volto. "Che cosa c'è che non va, bambina mia?" dice lui. La squaw lo guarda con gli occhi colmi di lacrime e dice: "Grande cacca, niente capo!"

Un giorno accadrà per te, e quello sarà un grande momento. Questo è quello che io chiamo il momento giusto.


Osho: The New Dawn , #16
Tratto da: http://www.osho.com/

VIPASSANA -OSHO-

CONSIGLIATO:
Rilassati, respira… in silenzio e accettazione.

Siedi in silenzio; ascolta tutto ciò che accade intorno a te, e rilassati; accetta, rilassati... e, all’improvviso, sentirai sorgere in te un’energia immensa.

Quell’energia, come prima cosa, verrà percepita come un approfondirsi del respiro. Di solito, respiri molto superficialmente e, a volte, quando tenti di fare respiri profondi, se inizi a fare del pranayama, inizi a forzare qualcosa, fai uno sforzo: quello sforzo non è necessario. Accetta semplicemente la vita, rilassati, e all’improvviso, vedrai che il tuo respiro scende più in profondità di quanto non sia mai accaduto.

Il respiro è il ponte tra te e il Tutto. Limitati a osservare, non fare nulla. E quando dico ‘osserva’, non tentare di osservare, altrimenti tornerai a essere in tensione, e inizierai a concentrarti sul respiro. Rilassati semplicemente, resta rilassato, sciolto, e guarda... cos’altro puoi fare? Sei lì, senza nulla da fare, ogni cosa viene accettata, nulla viene negato, rifiutato, non esiste lotta, tensione, conflitto, e il respiro scende in profondità... cosa puoi fare?

Puoi semplicemente osservare. Ricorda: osserva semplicemente. Non sforzarti di osservare.

Questo è ciò che il Buddha ha chiamato Vipassana – l’osservazione del respiro, la consapevolezza del respiro… l’essere attenti all’energia vitale che scorre nel respiro. Non tentare di fare respiri profondi, non sforzarti di inspirare o espirare, non fare nulla. Rilassati semplicemente, e lascia che il respiro sia naturale - che espiri spontaneamente, e che inspiri di per sé - e molte cose si dischiuderanno davanti a te.

Innanzitutto, vedrai che si può respirare in due modi, perché il respiro è un ponte. Una parte è legata a te, l’altra è unita all’esistenza. Può essere quindi visto in due modi.

Lo puoi assumere come un atto volontario: se vuoi inalare profondamente, puoi farlo; se vuoi esalare profondamente, puoi farlo. D’altro canto, anche se tu non facessi nulla, il respiro continuerebbe. Senza che tu debba necessariamente fare qualcosa, esso persiste. È anche un’azione involontaria. Questa è la parte connessa all’esistenza in quanto tale.

Quindi: puoi pensare al respiro come a qualcosa che tu fai: sei tu che respiri; oppure, puoi pensare nel modo esattamente opposto: che ‘esso ti respira’. Questo secondo modo, va compreso, perché ti porterà a un profondo rilassamento. Non sei tu a respirare, è l’esistenza che ti respira: è un mutamento di gestalt, e accade da solo. Se continui a rilassarti, se accetti ogni cosa, se ti rilassi in te stesso, pian piano... all’improvviso, diventi consapevole che non sei tu a fare questi respiri, essi vengono e vanno da soli. E in modo assolutamente colmo di grazia, con un’intima dignità, con un ritmo squisito, la cui armonia è infinita... chi è ad agire? L’esistenza ti respira: essa entra in te, ed esce da te. Ad ogni istante ti rinnova, ad ogni istante torna a renderti vivo, torna a te, continuamente.

...ed è così che la meditazione dovrebbe crescere. È una cosa che puoi fare ovunque, anche nel mondo degli affari… se ascolti in silenzio, perfino sulla piazza del mercato percepirai in quel frastuono una particolare armonia: non sarà più una distrazione. Se sei in silenzio, potrai vedere molte cose, percepirai incredibili onde di energia, che si muovono tutt’intorno a te. Quando accetti, ovunque vai… percepirai il divino.

Tratto da: Osho, L’antico canto dei pini, Psiche Ed.

giovedì 25 marzo 2010

LA MEDITAZIONE VIPASSANA E' SEMPLICE?

La Meditazione Vipassana è basata sulla respirazione. Probabilmente è una delle tecniche di meditazione più semplice. 
Di seguito un interessante brano di Osho per approfondire...

Fonte immagine: https://pixabay.com/it/meditare-buddhismo-theravada-monaco-2105143/
CONSIGLIATO:
Pensavo che la meditazione fosse una cosa semplice. Ma vedendo le persone fare Vipassana, ho perso ogni speranza di diventare mai un buon meditatore. Per favore, dammi un piccolo incoraggiamento.

Osho:

La meditazione è semplice. Proprio perchè è semplice, sembra difficile. La tua mente è abituata ad avere a che fare con problemi difficili, e ha completamente dimenticato come rispondere alle cose semplici della vita. Più una cosa è semplice,
più sembra difficile alla mente, perchè la mente è molto efficiente nel risolvere cose difficili. E' stata addestrata a risolvere cose difficili, non sa come affrontare quelle facili. La meditazione è semplice, la tua mente è complicata. Non è un problema creato dalla meditazione. Il problema deriva dalla tua mente, non dalla meditazione.

La Vipassana è la più semplice meditazione del mondo. Con la Vipassana Buddha si è illuminato e con la Vipassana molte altre persone si sono illuminate, più che con ogni altro metodo. Vipassana è il metodo. Certo, esistono anche altri metodi, ma hanno aiutato solo poche persone. La Vipassana ne ha aiutate migliaia ed è veramente molto semplice; non è come lo yoga.

Lo yoga è difficile, arduo, complesso. Devi torturarti in molti modi: distorcere il tuo corpo, contorcere il tuo corpo, stare seduto in questo o quel modo, torturarti, stare sulla tua testa - esercizi su esercizi.... ma lo yoga sembra avere molto fascino sulle persone.

La Vipassana è così semplice che non la prendi affatto in considerazione.
In effetti, avvicinandosi alla Vipassana per la prima volta, uno dubita che possa essere chiamata meditazione. Che cos'è? -- nessun esercizio fisico, nessun esercizio di respirazione; un fenomeno molto semplice: semplicemente osservare il tuo
respiro che entra, che esce... finito, questo è il metodo; seduto in silenzio, osservi il tuo respiro che entra, che esce; senza perdere il suo percorso, questo è tutto. Non devi cambiare la tua respirazione - non è pranayama; non è un esercizio di respirazione, in cui devi fare profondi respiri, esalare, inalare, no. Lascia che la respirazione sia semplice, così com'è. Devi solo introdurle una nuova qualità: la consapevolezza.

Il respiro esce, osserva; il respiro entra, osserva. Diventerai consapevole: il respiro che tocca le tue narici in un certo punto, diventerai consapevole. Ti puoi concentrare lì: il respiro entra, senti il tocco del respiro sulle narici; poi esce, senti ancora il tocco. Rimani lì, sulla punta del naso. Non è che devi rimanere concentrato sulla punta del naso; devi solo rimanere attento, essere consapevole, osservare. Non è concentrazione. Non perderlo, solo continua a ricordartelo.
All'inizio lo perderai in continuazione; allora ritorna lì. Se per te è difficile - per alcune persone è difficile osservarlo lì - allora puoi osservare il respiro nella pancia. Quando il respiro entra, la pancia si solleva; quando il respiro esce, la pancia si abbassa. Continui a osservare la tua pancia. Se hai davvero la pancia, questo ti sarà d'aiuto.

Ci hai fatto caso? Se guardi le statue indiane di Buddha, queste statue non hanno la pancia - in effetti non hanno per niente pancia. Buddha sembra un atleta perfetto: spalle in fuori, pancia in dentro. Ma se guardi una statua giapponese di Buddha rimarrai sorpreso: non assomiglia per niente a un Buddha - una grande pancia, talmente grande, che non riesci nemmeno a vedere il petto, come se Buddha fosse incinto, tutto pancia. Il motivo per cui è successo questo cambiamento è che in
India, quando viveva Buddha, egli stesso osservava il respiro nel naso, quindi la pancia non era per niente importante. Ma quando la Vipassana si spostò dall'India in Tibet, in Cina, in Corea, in Birmania, in Giappone, lentamente le persone si
accorsero che è più facile osservare la pancia che non il naso. E allora le statue di Buddha incominciarono a essere diverse, con pance più grandi.

Puoi osservare la pancia o il naso, quello che ti sembra più giusto per te, o quello che ti sembra più facile. Che sia più facile è il punto. E solo osservando il respiro, succedono miracoli.

La meditazione non è difficile, è semplice. Proprio perchè è semplice ti sembra difficile. Ti piacerebbe fare molte cose, e non c'è niente da fare; questo è il problema. E' un grande problema, perchè ci è stato insegnato che dobbiamo fare molte cose.
Chiediamo che cosa dobbiamo fare, e meditazione significa uno stato di non-fare: non devi fare niente, devi fermare ogni fare. Devi essere in uno stato di totale inazione. Anche pensare è in un certo senso fare - lascia andare anche quello. Avere sensazioni è in un certo senso fare - lascia andare anche quello. Fare, pensare, avere sensazioni - se tutto viene lasciato cadere, tu semplicemente esisti. Questo è essere. Ed essere è meditazione. E' molto semplice.

Nel grembo di tua madre eri in questo spazio. In Vipassana entrerai di nuovo nello stesso spazio. E ti ricorderai, avrai un deja-vu. Quando entri in Vipassana profondo, resterai sorpreso: lo conosci, lo conoscevi già da prima. Lo riconoscerai immediatamente perchè per nove mesi nel grembo di tua madre sei stato in quello stesso spazio,di non fare, solo essere.

Mi chiedi: "Pensavo che la meditazione fosse una cosa semplice, ma vedendo le persone praticare la Vipassana sto perdendo ogni speranza di diventare un buon meditatore".

Non pensare mai alla meditazione in termini di successo

Perchè questo significa portare in essa la mente conquistatrice, la mente egoista. Allora la meditazione diventa un gioco del tuo ego. Non pensare in termini di successo o fallimento. Questi termini non sono applicabili al mondo della meditazione. Dimentica tutto ciò. Questi sono termini della mente; sono comparativi. E questo è il problema: probabilmente hai osservato gli altri aver avuto successo, aver raggiunto, essere in estasi, e ti sei sentito molto giù. Ti sarai sentito stupido, seduto a guardare il tuo respiro, a osservare il tuo respiro. Ti sarai sentito molto stupido e non è successo niente. Non succede niente perchè ti aspetti troppo che qualcosa succeda.

E all'inizio, ogni nuovo processo sembra difficile. Uno deve abituarsi al suo sapore.

Il marito di una signora era un ubriacone, e lei non aveva mai assaggiato l'alcool in tutta la sua vita.
"Ehi tu, ubriacone, dammi quella bottiglia. Voglio provare la cosa che ti ha reso il buono a nulla che sei".
Afferrando la bottiglia di whiskey a buon mercato, ne prese un grande sorso. "Aargh....glompf...breecch...fuy...brrrit...ptui!" ansimò "Questo è il liquido più schifoso che ho mai avuto la sfortuna di lasciar passare nelle mie labbra. E'
terribile!"
"Vedi?" risponde il vecchio marito. "E in tutti questi anni hai creduto che io mi stessi divertendo".

Aspetta solo un pochino, Paul. Solo un po' di pazienza. All'inizio tutto sembra difficile, anche la cosa più semplice. E non avere fretta.

Questo è uno dei problemi della mente occidentale - la fretta. Le persone vogliono tutto immediatamente. Pensano in termini di caffè istantaneo, meditazione istantanea, illuminazione istantanea.

Un cittadino ereditò una fattoria piena di mucche, ed essendo un furbacchione, decise di incrementare la sua mandria. Pertanto, importò tre tra i più bei tori della zona e li chiuse per la notte nella stalla con le mucche. La mattina seguente
chiamò il padrone dei tori per lamentarsi. L'allevatore si mise a ridere. "Che cosa ti aspettavi?" chiese "Pensavi di trovare dei vitelli il giorno dopo?" "Forse no," replicò il cittadino "Ma sicuramente mi aspettavo di vedere un po' di sorriso
sulle facce di queste mucche!"

No,neanche questo succederà presto. Sedendoti per un giorno in Vipassana, non ne uscirai sorridendo. Ne uscirai completamente stanco - stanco perchè ti è stato detto di non fare niente, stanco perchè non sei mai stato in una situazione così
stupida prima d'ora. Non fare niente? Tu sei uno che fa! Se avessi tagliato legna tutto il giorno, non saresti stato così stanco. Ma seduto in silenzio, senza fare nulla, solo osservando il tuo stupido respiro che entra e che esce.... molte volte sorge l'idea: "Che cosa sto facendo qui?" E il tempo sembrerà molto, molto lungo, perchè il tempo è relativo. Il tempo diventerà lunghissimo. Un giorno ti sembrerà come se fossero passati anni e anni - "E che cosa è successo? Oggi il sole
non tramonta? Quando finirà?"

Se hai fretta, se sei impaziente, non conoscerai mai il sapore della meditazione.

Il sapore della meditazione ha bisogno di tanta pazienza, infinita pazienza.

La meditazione è semplice, ma tu sei diventato così complicato, che rilassarti richiederà tempo. Non è la meditazione che richiede tempo - lascia che te lo ricordi ancora - è la tua mente complicata. Deve essere riportata al riposo, ad uno stato di
rilassamento. Questo richiede tempo.

E non pensare in termini di successo e fallimento. Divertiti! Non essere troppo orientato ad un fine. Divertiti nel puro silenzio osservando il respiro che entra e che esce, e presto avrai una bellezza, una nuova esperienza di bellezza e beatitudine. Presto vedrai che non occorre andare da nessuna parte per essere in beatitudine. Si può essere seduti in silenzio, da soli, ed essere in beatitudine. Non c'è bisogno d'altro, basta la pulsazione della vita. Se puoi
pulsare con lei, diventa una profonda danza interiore.

La meditazione è la danza della tua energia, e il respiro è la chiave.

Osho: The Guest, Capitolo 15


Fonte: http://www.lameditazionecomevia.it/oshomed.htm
CONSIGLIATO:

La Meditazione che Cos'è? - DVD Mediocre

martedì 16 marzo 2010

MEDITAZIONE SUL RESPIRO

Prima di leggere questo post ti consigliamo la lettura di: The Zone:Oltre il veloUn libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

Meditazione sul respiro
Una delle pratiche più semplici è la meditazione sul respiro.
Questa pratica alimenta sia la concentrazione che la consapevolezza. Benché fosse il metodo che secondo la leggenda condusse il Buddha all'illuminazione, ha anche trovato un uso più mondano nella psicoterapia e nella medicina comportamentale come tecnica per rilassarsi profondamente.

Fonte Immagine:
https://pixabay.com/it/buddhismo-theravada-monaco-meditando-2171647/
Per cominciare, portate la vostra consapevolezza sul vostro respiro, notando ogni inalazione ed esalazione. Potete osservare il respiro sia sentendo le sensazioni alle narici sia notando l'alzarsi e l'abbassarsi del vostro ventre mentre respirate.
Cercate di essere consapevoli di ogni respiro per la sua intera durata: l'intera inspirazione, l'intera espirazione. Non cercate di controllare il respiro - osservatelo soltanto. Se il vostro respiro diviene più leggero, lasciatelo essere leggero. Se diviene più veloce o più lento, assecondatelo. Il respiro si regola da sé. Mentre meditate, il vostro lavoro è semplicemente di esserne consci.
Ogni volta che notate che la vostra mente si è distratta, riportatela gentilmente sul vostro respiro. Durante la meditazione, il vostro patto con voi stessi è che ogni altra cosa al di là del vostro respiro - pensieri, progetti, ricordi, suoni, sensazioni - è distrazione.

Fonte: Daniel Goleman                         Libri di Daniel Goleman:
Altre parole (ma sono solo parole) su
  COME MEDITARE
Questa trattazione non vuole rappresentare una rigida regola ma tutt'altro.. rappresenta solo un "segnale stradale" ma la strada è possibile trovarla da sè e imboccando strade diverse. Per cui non attaccatevi alle parole che seguono... 

Meditazione Facile come l'ABC - DVD“Meditazione”, è un termine che nel mondo occidentale viene spesso erroneamente usato per indicare una non ben definita sorta di estasi mistica. Benché queste esperienze mistiche, ad alti livelli di pratica siano possibili, in realtà con “meditazione” si vuole intendere più genericamente tutta una serie di pratiche contemplative che mirano a sviluppare una maggiore concentrazione e consapevolezza di se stessi.
Nel Buddhismo Tibetano ad esempio, al contrario di quanto certa fantasia popolare potrebbe immaginare, la meditazione non ha nulla a che fare con cose come il “levitare”, ma bensì la parola tibetana corrispondente a meditazione è “Gom”, il cui significato è semplicemente quello di “Abituarsi” o “Familiarizzarsi”. Dunque, nessuna acquisizione di poteri miracolosi, ma esercizi che hanno la finalità di sviluppare in noi l’abitudine, la consuetudine e se vogliamo anche un  “sano vizio” nei confronti di un certo tipo di comportamento e di visione del mondo.


Scopi Ordinari:

Al di là degli scopi prettamente spirituali, va in ogni caso sottolineato il grande beneficio che tali pratiche possono portare anche nella vita quotidiana.
E’ innegabile infatti che questa società dei consumi, colma dei più diversi stimoli sensoriali e caratterizzata da un sistema economico che favorisce la competitività fra le persone, è la causa principale di disturbi mentali quali stress, nervosismo, ansia, e nevrosi.
Purtroppo, l’uomo moderno sollecitato quotidianamente da mille pensieri trova assai difficile mantenere a lungo quella concentrazione mentale che gli permette di rimanere calmo, vigile e presente in tutto ciò che fa.
La meditazione in questi casi si rivela un metodo assai efficace,che permette di ritrovare quella calma mentale e quella serenità che migliorano di gran lunga la qualità della vita. Inoltre dal punto di vista del “Comportamento Etico”, un buon livello di concentrazione permette alla persona di non farsi condizionare troppo dalle proprie emozioni disturbanti, causa di grandi problemi per lui e per gli altri.

LA POSTURA:
Premessa

La postura del corpo può favorire una regolare circolazione delle energie sottili in tutto il nostro aggregato psicofisico, facilitando in tal modo il rilassamento e la concentrazione. In particolare nel Buddhismo, ma anche in altre discipline quali lo Yoga, viene utilizzata la posizione del Loto Completo” o del “Semiloto”
In alternativa, per coloro che hanno problemi alle gambe, anche la posizione seduta su una sedia può andare bene. Oppure ci si può coricare... a patto che non ci si addormenti!!! Meditare non equivale a dormire...


Preliminari:a) Scegliere un luogo  silenzioso e confortevole

 b) Indossare indumenti comodi e larghi che non stringano soprattutto a livello del bacino.



Posizione seduta su di una sedia :

Sedersi su una sedia cercando di non appoggiarsi allo schienale e mantenendo la schiena diritta. Le gambe devono restare parallele, ne troppo vicine ne troppo lontane. Le mani possono anche essere appoggiate sulle gambe.


Pratica sul Respiro:


1) Una volta assunta la postura, correggere eventuali errori con movimenti lenti ed armoniosi.

2) Predisporsi mentalmente a praticare la meditazione in modo serio. Assumere mentalmente un atteggiamento dignitoso e disciplinato.

3) Rilassarsi completamente cercando di prendere in rassegna tutte le parti del corpo per vedere se ci sono eventuali tensioni muscolari e quindi scioglierle.

4) Una volta conseguito un certo rilassamento, concentrarsi sul proprio respiro puntando l'attenzione a) sul petto che si alza e si abbassa, oppure b) sulla l'aria che entra ed esce dalle narici. Non controllare assolutamente il respiro ma lasciarlo naturale.

6) Cercare di non giudicare i pensieri e le sensazioni che inevitabilmente sorgono.Non bisogna in alcun modo reprimere con la forza tali pensieri, ma chiaramente nemmeno seguirli con l’attenzione. Cercare una via di mezzo.

7) Mantenere un atteggiamento che semplicemente “osserva” i pensieri senza alcun attaccamento o avversione, per poi lasciarli andare.

8) Ritornare continuamente sul respiro.

9) Sia che la meditazione stia procedendo bene oppure male, evitare in ogni caso di giudicare se stessi come dei validi o scadenti “meditatori”.
10) Non avere alcuna aspettativa dalla meditazione.

11) Non pensare di voler ottenere, ne eliminare qualcosa di se stessi.

12) Se sorgono brevi istanti di pace profonda, non attaccarsi ad essi sperando che durino a lungo, ma ritornare costantemente al respiro.

13) Rimanere nel “ Qui ed Ora”, cioè presenti nel momento in cui si vive e nel luogo nel quale ci si trova.

Liberamente tratto,interpretato e riadattato sulla base della fonte: http://web.tiscali.it/deualing/meditazione.htm

Ecco invece cosa dice OSHO sulla meditazione vipassana... semplicità...

LA MEDITAZIONE VIPASSANA E' SEMPLICE?

Domanda:
 
Pensavo che la meditazione fosse una cosa semplice. Ma vedendo le persone fare Vipassana, ho perso ogni speranza di diventare mai un buon meditatore. Per favore, dammi un piccolo incoraggiamento.

Osho:

La meditazione è semplice. Proprio perchè è semplice, sembra difficile. La tua mente è abituata ad avere a che fare con problemi difficili, e ha completamente dimenticato come rispondere alle cose semplici della vita. Più una cosa è semplice,
più sembra difficile alla mente, perchè la mente è molto efficiente nel risolvere cose difficili. E' stata addestrata a risolvere cose difficili, non sa come affrontare quelle facili. La meditazione è semplice, la tua mente è complicata. Non è un problema creato dalla meditazione. Il problema deriva dalla tua mente, non dalla meditazione.

La Vipassana è la più semplice meditazione del mondo. Con la Vipassana Buddha si è illuminato e con la Vipassana molte altre persone si sono illuminate, più che con ogni altro metodo. Vipassana è il metodo. Certo, esistono anche altri metodi, ma hanno aiutato solo poche persone. La Vipassana ne ha aiutate migliaia ed è veramente molto semplice; non è come lo yoga.

Lo yoga è difficile, arduo, complesso. Devi torturarti in molti modi: distorcere il tuo corpo, contorcere il tuo corpo, stare seduto in questo o quel modo, torturarti, stare sulla tua testa - esercizi su esercizi.... ma lo yoga sembra avere molto fascino sulle persone.

La Vipassana è così semplice che non la prendi affatto in considerazione.
In effetti, avvicinandosi alla Vipassana per la prima volta, uno dubita che possa essere chiamata meditazione. Che cos'è? -- nessun esercizio fisico, nessun esercizio di respirazione; un fenomeno molto semplice: semplicemente osservare il tuo
respiro che entra, che esce... finito, questo è il metodo; seduto in silenzio, osservi il tuo respiro che entra, che esce; senza perdere il suo percorso, questo è tutto. Non devi cambiare la tua respirazione - non è pranayama; non è un esercizio di respirazione, in cui devi fare profondi respiri, esalare, inalare, no. Lascia che la respirazione sia semplice, così com'è. Devi solo introdurle una nuova qualità: la consapevolezza.

Il respiro esce, osserva; il respiro entra, osserva. Diventerai consapevole: il respiro che tocca le tue narici in un certo punto, diventerai consapevole. Ti puoi concentrare lì: il respiro entra, senti il tocco del respiro sulle narici; poi esce, senti ancora il tocco. Rimani lì, sulla punta del naso. Non è che devi rimanere concentrato sulla punta del naso; devi solo rimanere attento, essere consapevole, osservare. Non è concentrazione. Non perderlo, solo continua a ricordartelo.
All'inizio lo perderai in continuazione; allora ritorna lì. Se per te è difficile - per alcune persone è difficile osservarlo lì - allora puoi osservare il respiro nella pancia. Quando il respiro entra, la pancia si solleva; quando il respiro esce, la pancia si abbassa. Continui a osservare la tua pancia. Se hai davvero la pancia, questo ti sarà d'aiuto.

Ci hai fatto caso? Se guardi le statue indiane di Buddha, queste statue non hanno la pancia - in effetti non hanno per niente pancia. Buddha sembra un atleta perfetto: spalle in fuori, pancia in dentro. Ma se guardi una statua giapponese di Buddha rimarrai sorpreso: non assomiglia per niente a un Buddha - una grande pancia, talmente grande, che non riesci nemmeno a vedere il petto, come se Buddha fosse incinto, tutto pancia. Il motivo per cui è successo questo cambiamento è che in India, quando viveva Buddha, egli stesso osservava il respiro nel naso, quindi la pancia non era per niente importante. Ma quando la Vipassana si spostò dall'India in Tibet, in Cina, in Corea, in Birmania, in Giappone, lentamente le persone si
accorsero che è più facile osservare la pancia che non il naso. E allora le statue di Buddha incominciarono a essere diverse, con pance più grandi.

Puoi osservare la pancia o il naso, quello che ti sembra più giusto per te, o quello che ti sembra più facile. Che sia più facile è il punto. E solo osservando il respiro, succedono miracoli.

La meditazione non è difficile, è semplice. Proprio perchè è semplice ti sembra difficile. Ti piacerebbe fare molte cose, e non c'è niente da fare; questo è il problema. E' un grande problema, perchè ci è stato insegnato che dobbiamo fare molte cose.
Chiediamo che cosa dobbiamo fare, e meditazione significa uno stato di non-fare: non devi fare niente, devi fermare ogni fare. Devi essere in uno stato di totale inazione. Anche pensare è in un certo senso fare - lascia andare anche quello. Avere sensazioni è in un certo senso fare - lascia andare anche quello. Fare, pensare, avere sensazioni - se tutto viene lasciato cadere, tu semplicemente esisti. Questo è essere. Ed essere è meditazione. E' molto semplice.

Nel grembo di tua madre eri in questo spazio. In Vipassana entrerai di nuovo nello stesso spazio. E ti ricorderai, avrai un deja-vu. Quando entri in Vipassana profondo, resterai sorpreso: lo conosci, lo conoscevi già da prima. Lo riconoscerai immediatamente perchè per nove mesi nel grembo di tua madre sei stato in quello stesso spazio,di non fare, solo essere.

Mi chiedi: "Pensavo che la meditazione fosse una cosa semplice, ma vedendo le persone praticare la Vipassana sto perdendo ogni speranza di diventare un buon meditatore".

Non pensare mai alla meditazione in termini di successo

Perchè questo significa portare in essa la mente conquistatrice, la mente egoista. Allora la meditazione diventa un gioco del tuo ego. Non pensare in termini di successo o fallimento. Questi termini non sono applicabili al mondo della meditazione. Dimentica tutto ciò. Questi sono termini della mente; sono comparativi. E questo è il problema: probabilmente hai osservato gli altri aver avuto successo, aver raggiunto, essere in estasi, e ti sei sentito molto giù. Ti sarai sentito stupido, seduto a guardare il tuo respiro, a osservare il tuo respiro. Ti sarai sentito molto stupido e non è successo niente. Non succede niente perchè ti aspetti troppo che qualcosa succeda.

E all'inizio, ogni nuovo processo sembra difficile. Uno deve abituarsi al suo sapore.

Il marito di una signora era un ubriacone, e lei non aveva mai assaggiato l'alcool in tutta la sua vita.
"Ehi tu, ubriacone, dammi quella bottiglia. Voglio provare la cosa che ti ha reso il buono a nulla che sei".
Afferrando la bottiglia di whiskey a buon mercato, ne prese un grande sorso. "Aargh....glompf...breecch...fuy...brrrit...ptui!" ansimò "Questo è il liquido più schifoso che ho mai avuto la sfortuna di lasciar passare nelle mie labbra. E' terribile!"
"Vedi?" risponde il vecchio marito. "E in tutti questi anni hai creduto che io mi stessi divertendo".

Aspetta solo un pochino, Paul. Solo un po' di pazienza. All'inizio tutto sembra difficile, anche la cosa più semplice. E non avere fretta.

Questo è uno dei problemi della mente occidentale - la fretta. Le persone vogliono tutto immediatamente. Pensano in termini di caffè istantaneo, meditazione istantanea, illuminazione istantanea.

Un cittadino ereditò una fattoria piena di mucche, ed essendo un furbacchione, decise di incrementare la sua mandria. Pertanto, importò tre tra i più bei tori della zona e li chiuse per la notte nella stalla con le mucche. La mattina seguente chiamò il padrone dei tori per lamentarsi. L'allevatore si mise a ridere. "Che cosa ti aspettavi?" chiese "Pensavi di trovare dei vitelli il giorno dopo?" "Forse no," replicò il cittadino "Ma sicuramente mi aspettavo di vedere un po' di sorriso
sulle facce di queste mucche!"

No,neanche questo succederà presto. Sedendoti per un giorno in Vipassana, non ne uscirai sorridendo. Ne uscirai completamente stanco - stanco perchè ti è stato detto di non fare niente, stanco perchè non sei mai stato in una situazione così
stupida prima d'ora. Non fare niente? Tu sei uno che fa! Se avessi tagliato legna tutto il giorno, non saresti stato così stanco. Ma seduto in silenzio, senza fare nulla, solo osservando il tuo stupido respiro che entra e che esce.... molte volte sorge l'idea: "Che cosa sto facendo qui?" E il tempo sembrerà molto, molto lungo, perchè il tempo è relativo. Il tempo diventerà lunghissimo. Un giorno ti sembrerà come se fossero passati anni e anni - "E che cosa è successo? Oggi il sole
non tramonta? Quando finirà?"

Se hai fretta, se sei impaziente, non conoscerai mai il sapore della meditazione.

Il sapore della meditazione ha bisogno di tanta pazienza, infinita pazienza.

La meditazione è semplice, ma tu sei diventato così complicato, che rilassarti richiederà tempo. Non è la meditazione che richiede tempo - lascia che te lo ricordi ancora - è la tua mente complicata. Deve essere riportata al riposo, ad uno stato di
rilassamento. Questo richiede tempo.

E non pensare in termini di successo e fallimento. Divertiti! Non essere troppo orientato ad un fine. Divertiti nel puro silenzio osservando il respiro che entra e che esce, e presto avrai una bellezza, una nuova esperienza di bellezza e beatitudine. Presto vedrai che non occorre andare da nessuna parte per essere in beatitudine. Si può essere seduti in silenzio, da soli, ed essere in beatitudine. Non c'è bisogno d'altro, basta la pulsazione della vita. Se puoi
pulsare con lei, diventa una profonda danza interiore.

La meditazione è la danza della tua energia, e il respiro è la chiave.
Osho: The Guest, Capitolo 15

Fonte: http://www.lameditazionecomevia.it/oshomed.htm



IL NOSTRO CONSIGLIO DI LETTURA:
Ti consigliamo: The Zone:Oltre il veloUn libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

lunedì 15 marzo 2010

PERCHE' MEDITARE

CONSIGLIATO:

Meditate gente, meditate

Quando con questo slogan Renzo Arbore faceva pubblicità alla birra, non sapeva che era uno dei migliori consigli che si possano dare.
I benefici della meditazione sono tali da sembrare, francamente, incredibili.
Sorprendentemente a darcene una prova certa è proprio la ricerca scientifica e con una mole di dati davvero impressionante.
Al momento di scrivere questo articolo, con una rapida verifica abbiamo trovato ben 815 studi pubblicati dai più importanti ricercatori nel settore della medicina.
Ecco il quadro che ne emerge, e che giustifica ampiamente l’enfasi con cui ne parliamo:
1)     Chi pratica correttamente la meditazione si ammala molto meno degli altri. Nelle patologie gravi, la riduzione è del 50% nella fascia di età fino ai 40 anni. Oltre i 40, proprio quando abbiamo maggiori problemi di salute, la riduzione arriva fino al 67%. Tra la malattie gravi sono incluse ad esempio cancro (-53%), respiratorie (-73%) cardiovascolari (-87%).
2)     La meditazione è stata sperimentata in molti casi che presentavano patologie gravi non-responder (in cui la farmacologia non ha dato risultati), dando sempre una percentuale di successo significativa.
Per quanto riguarda la qualità della vita, gli effetti sono altrettanto eclatanti.
Chi pratica la meditazione vive più serenamente, accetta meglio le avversità di tutti i tipi ed ha più successo nella vita.
Questo aspetto, che a prima vista può sembrare strano, deriva da un diverso atteggiamento che assume spontaneamente, e che coinvolge anche le altre persone stimolandole a collaborare, a trovare soluzioni positive, a lavorare assieme con piacere.
La meditazione porta un miglioramento del sonno, della capacità di divertirsi e di godere delle gioie della vita, ed un aumento del tempo a disposizione, dovuto alla maggior efficacia con cui si affronta tutto.

Cosa è

Naturalmente meditare non significa stare lì a ponzare.
Nella vita di tutti i giorni la nostra mente è un continuo viavai di pensieri, preoccupazioni, ansie, desideri e progetti senza soluzione di continuità. Perfino nel sonno la nostra mente continua a lavorare. Bene, la meditazione è esattamente l’opposto.
Cessato questo continuo traffico di pensieri, fatto silenzio dentro di noi e diventati osservatori immobili, possiamo dire di essere in uno stato meditativo.
La meditazione è una tecnica semplice, alla portata di tutti ed adatta a tutte le età, a patto di trovare un buon maestro.
E per avere dei risultati non serve neanche un grande impegno. Ad esempio molte delle ricerche sul trattamento di patologie gravi hanno utilizzato degli schemi di 15 – 30 minuti al giorno.

Effetti

L’elenco degli effetti della meditazione, anche limitandosi a quelli documentati dalla ricerca (che è in piena evoluzione), è davvero troppo grande per poterlo pubblicare anche in sintesi.
Possiamo dare solo alcune indicazioni, basate sugli effetti fisiologici di questa tecnica, che in sostanza sono due: riduzione dello stress e gestione del respiro.
La regolarizzazione del respiro ha un effetto forte su molte patologie. Ad esempio è attraverso questo meccanismo che la meditazione risolve da sola quasi tutti i casi di ipertensione, soprattutto quella da stress (minima alta).
Ecco una brevissima lista di alcune patologie.
  • Disturbi della memoria, dell’attenzione, del sonno e della sfera sessuale.
  •  Depressione ed ansia.
  • Invecchiamento precoce (eccesso di radicali liberi).
  • Malattie cardiovascolari in genere.
  • Genesi del cancro e delle malattie autoimmuni.
  • Ipertensione essenziale. Stitichezza, dismenorrea (dolori mestruali).
  • Problemi respiratori, …
Un altra lista di effetti benefici si ha leggendo "all'inverso" l'elenco dei principali effetti dell'eccesso di stress (distress).

Una metodologia calibrata

Milioni di persone praticano la meditazione con successo, ma nonostante questo la sua diffusione è minima, comparata ai benefici che porta.
La cause sono molte ma possiamo identificare le principali nella scarsa informazione (stendiamo un velo sui perché), nella cattiva immagine generata dai soliti improvvisatori (che sono in soprannumero rispetto ai pochi operatori seri) e nella rigidità della maggior parte dei metodi.
Esistono infatti molte forme valide di meditazione, ma in genere ognuna propone una sua metodologia piuttosto chiusa. Succede così che una parte delle persone che si accostano alla meditazione  finiscano per abbandonala. La meditazione non deve essere uno sforzo o una cosa imposta, altrimenti si è fallito in partenza.
Per questo abbiamo messo a punto una scuola che utilizza le principali tecniche, anche quelle agli antipodi tra di loro, per cercare di dare a ciascuno la strada che gli è più congeniale in ogni momento della vita.
È una metodologia che supera i problemi derivanti dall’origine orientale della meditazione, ed è compatibile con i nostri ritmi e la nostra cultura. Ha quindi molta flessibilità, anche nei tempi, perché un impegno di due ore al giorno, ad esempio, sarebbe accettabile solo per una ristretta minoranza.

Tratto interamente da http://www.lauraquinti.net/Articoli/meditate____.htm

CONSIGLIATO: