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lunedì 2 aprile 2012

OSHO... ODIO

CONSIGLIATO:
Prima che tu possa odiare qualcuno, devi aver creato quel veleno dentro di te; puoi dare qualcosa soltanto se ce l'hai. 
Puoi odiare solo se sei pieno di odio ed essere pieno di odio significa che in primo luogo stai facendo del male a te stesso.


Osho


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venerdì 22 ottobre 2010

OSHO LIBERARSI DALLE PAURE

CONSIGLIATO:
Sono le preoccupazioni che impediscono ai più grandi doni dell’esistenza di raggiungerti. Una mente preoccupata continua a proiettare la sua preoccupazione su qualsiasi cosa.

Quasi tutti sono preoccupati, anche solo per delle banalità. Se osservi attentamente queste preoccupazioni, ti metterai a ridere di te stesso, di che razza di sciocchezze si agitano dentro di te e creano tremendi ostacoli. E così ti basta guardare quali sono le tue preoccupazioni e lasciarle perdere.

È possibile svuotare la mente dalle tue preoccupazioni. Tu l’hai riempita, puoi anche svuotarla.

Cosa sono le nostre preoccupazioni? Cosa è che continuiamo a pensare e perché non la smettiamo di alimentare così tanto i nostri pensieri? Che cosa ha prodotto tutto questo nella lunga vita che hai vissuto fino a oggi? Non è forse una semplice perdita di tempo?

Devi osservare quali sono le preoccupazioni che ti ostacolano. Rimuovere quella barriera non è difficile; il solo osservare la sua futilità è sufficiente a farla scomparire.

Perciò, osserva e aspetta. Piano piano la trasformazione va così in profondità che per la mente diventa impossibile preoccuparsi.

Quando puoi avere rose fresche in qualsiasi momento, le rose di plastica non ti interessano più. Non c’è bisogno di fare niente. Basta entrare in contatto con qualcosa di superiore, e ciò che è inferiore scompare da sé. E per entrare in contatto con l’eccelso, basta solo aprirgli una strada attraverso la quale possa raggiungerti.

L’esistenza sta cercando di raggiungerti da ogni parte, ma tu sei chiuso. Non c’è una sola finestra aperta, e neanche una porta. Ma questa non è sicurezza, è un suicidio.
Apri tutte le porte, apri tutte le finestre. Lascia entrare il sole, lascia entrare il vento, lascia entrare la pioggia. Lascia che l’esistenza entri nel tuo essere e ti porti una vita fresca, nuova in ogni momento.

Non c’è bisogno di digiunare, non c’è bisogno di distendersi su un letto di spine, non c’è bisogno di rinunciare al mondo – queste sono tutte stupidaggini.

Se vuoi essere un uomo di profonda comprensione, non avrai bisogno di nessuna di tutte queste cose. Tutto quello che ti serve è rimuovere gli ostacoli. Sono capaci tutti di farlo, ma hanno preso tutti l’abitudine di essere preoccupati, perché la massa è preoccupata.

Sfortunatamente per ora non c’è alcuna possibilità di crescere i bambini in modo che fin dall’inizio la meditazione diventi una loro parte intrinseca, che il silenzio diventi la loro normale esperienza e che l’aprirsi all’esistenza sia per loro semplicemente naturale.

È così che concepisco un nuovo uomo – uno che sia allevato, fin dai primissimi momenti della sua vita, per essere in comunione con la natura e con l’esistenza. Non sarà per nulla inibito, non sarà represso in niente, perché tutte le inibizioni e le repressioni creano preoccupazione – e questa è la cosa più pericolosa per la meditazione.

Nel momento in cui cominci a sederti e prepararti per la meditazione, improvvisamente, con tuo stupore, una miriade di pensieri ti attaccano da tutte le parti. Tutta la tua mente diventa come un vortice. Di solito non è così agitata, è più silenziosa. Ma non appena hai intenzione di meditare, la mente la considera subito come una sfida, perché la meditazione è come la morte per la mente. Allora la mente ti disturba in tutti i modi per evitare la meditazione. Ma noi siamo abbastanza intelligenti, sebbene la nostra educazione sia stata sbagliata, da poter rimuovere gli ostacoli.

Non reprimere nessun istinto naturale. Non andare contro la natura. Qualsiasi cosa ti piaccia fare, falla, anche se tutto il mondo è contrario. Sii qualsiasi cosa ti piaccia essere, senza pensare alle conseguenze, e così non sarai preoccupato – avrai estirpato proprio le radici della preoccupazione.

La gente continua a seguire i consigli degli altri. Vivi seguendo solo la tua luce, in questo modo, qualsiasi cosa avvenga, troverai pace, appagamento, soddisfazione. Forse non avrai gran successo nel mondo, forse non sarai molto famoso, ma sarai te stesso. E una persona che è se stessa, è spontaneamente meditativa, autenticamente silenziosa; non ha preoccupazioni, perché non ha tralasciato di fare niente di quello che voleva fare; non ha mai lasciato incompiuto niente di quello che voleva fare; non ha mai represso un desiderio, un istinto, un qualsiasi bisogno naturale. Non ha niente di cui preoccuparsi.

Così, elimina tutte le tue preoccupazioni e dopo, la meditazione, il silenzio, l’apertura saranno i premi che ti arriveranno da soli.


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CONSIGLIATO:

mercoledì 23 giugno 2010

ILTRUCCO PER TRASFORMARE LE EMOZIONI......OSHO

Questo   è un metodo splendido, che ti sarà molto utile.


Ad esempio, se ti senti scontento, cosa puoi fare? Patanjali [il più famoso esponente dello Yoga] dice di riflettere sull’opposto: se ti senti scontento, contempla la contentezza. Chiediti: cos’è la contentezza?
Porta equilibrio. Se la mente è arrabbiata, introduci la compassione. Pensa alla compassione, e subito l’energia cambierà, perché è la stessa energia; l’opposto è la stessa energia. Quando fai entrare in campo l’opposto, esso assorbe l’altro lato. C’è rabbia: contempla la compassione.
Fai una cosa: (...) Quando sei arrabbiato, vai nella tua stanza, siedi (...), e prova compassione. Subito vedrai accadere dentro di te una trasformazione: la rabbia cambia, l’eccitazione scompare… nasce la compassione. Non è un’energia diversa; è la stessa energia della rabbia che cambia la sua qualità e raggiunge un livello più elevato. Prova.
Non è repressione, ricordalo. La gente mi chiede: “Patanjali sta reprimendo? Se sono arrabbiato, e penso alla compassione, non sarà una repressione?”. No, si tratta di sublimazione, non di repressione. Se sei arrabbiato e reprimi la rabbia senza pensare alla compassione, quella è repressione. Continui a tenerla sotto controllo, sorridi e agisci come se non fossi arrabbiato – ma la rabbia è lì che bolle, pronta a esplodere. Quella è repressione. No, non stiamo reprimendo nulla, e non stiamo fabbricando un sorriso o qualcosa del genere; stiamo cambiando la polarità interna.
È il polo opposto, l’altro estremo. Se provi odio, pensa all’amore. Se senti desiderio, pensa all’assenza di desiderio e al silenzio che l’accompagna. In ogni caso, introduci l’opposto, e osserva cosa accade dentro di te. Una volta che hai scoperto il ‘trucco’, sei diventato un maestro. Ora hai la chiave: in qualsiasi momento la rabbia può essere trasformata in compassione, l’odio in amore, la tristezza in estasi. La sofferenza può diventare beatitudine, perché la sofferenza ha la stessa energia della beatitudine – non è un’energia diversa. Devi solo sapere come canalizzarla.
Non c’è repressione, perché tutta l’energia della rabbia diventa compassione – non resta nulla da reprimere. Nella compassione, in realtà, viene espressa.
Esistono due modi d’espressione. Ora in Occidente è diventata molto importante la catarsi. I gruppi di Encounter e di Primal credono nella catarsi. Anch’io ho creato un metodo catartico con la mia Meditazione Dinamica, perché la gente ha perso la chiave per la sublimazione. Patanjali non parla affatto di catarsi. Come mai? La gente ai suoi tempi aveva la chiave, conosceva il ‘trucco’. Sapevano come sublimare. Tu te ne sei dimenticato, quindi devo insegnarti la catarsi.
C’è rabbia e questa rabbia può essere trasformata in compassione, ma tu non hai idea di come fare. Non è un’arte che si può imparare, è un ‘trucco’. Puoi imparare solo facendolo – non c’è altro modo. È come quando nuoti: devi nuotare, e sbagliare, e a volte rischiare. A volte ti sentirai perso; penserai che la tua vita sia in pericolo, che stai annegando. Devi passare attraverso tutti questi momenti, e così impari il trucco, sai di che si tratta. Nuotare è semplicissimo.
Hai mai notato? Ci sono alcune cose che impari e non puoi dimenticare: nuotare è una di queste. Tutto il resto puoi imparare, e puoi anche dimenticare. A scuola hai imparato mille cose; ora le hai dimenticate tutte. L’intero sistema scolastico sembra essere un grosso spreco. La gente impara, ma poi non ricorda nulla. Fai gli esami… e poi basta, poi non ti ricordi più di nulla. Ma non puoi dimenticarti come nuotare. Se per cinquant’anni non sei più andato al fiume e un giorno di colpo vieni gettato dentro, nuoterai bene come prima – non avrai nemmeno un momento di esitazione su cosa fare. Perché accade questo? Perché è un ‘trucco’. Non puoi dimenticarlo. Non è qualcosa che impari, non è un’arte. Ciò che impari – l’arte – può essere dimenticata, ma un trucco? Un trucco è qualcosa che va in profondità nel tuo essere e diventa parte di te. La sublimazione è un trucco.
Patanjali non parla mai di catarsi. Io devo farlo per via di come sei tu. Ma quando comprendi, e sei in grado di sublimare, la catarsi non serve più, perché essa è, in un certo senso, uno spreco d’energia. Sfortunatamente, in questo momento non c’è nulla da fare. E se hai represso per tanti secoli, la sublimazione può apparirti come repressione, quindi la catarsi sembra essere l’unica possibilità. Prima devi trovare un po’ di sollievo, alleggerirti – devi scaricarti dai tuoi fardelli – e poi ti si potrà insegnare l’arte della sublimazione.
Sublimazione vuol dire usare l’energia in modo più elevato – la stessa energia viene usata con una qualità diversa. Ma tu prova. Alcuni hanno fatto la Meditazione Dinamica per lunghi periodi di tempo. Puoi provare: la prossima volta che provi rabbia o tristezza, siediti in silenzio e lascia che la tristezza si sposti verso la felicità – aiutala, dalle una spintarella. Non fare troppo e non avere fretta, perché la tristezza all’inizio sarà riluttante a muoversi verso la felicità. Per secoli, per molte vite, non le hai permesso di muoversi in questa direzione – sarà riluttante
.
È come un cavallo che vuoi costringere a prendere una nuova strada, una che non ha mai percorso prima – sarà riluttante. Cercherà di imboccare la vecchia strada, il solco che conosce già. Lo dovrai convincere, sedurre, a poco a poco. Di’ alla tristezza: “Non temere. È magnifico! Vieni da questa parte. Puoi diventare felicità, non c’è nulla di male in questo è non è impossibile”.
Persuadi la tristezza, parlale, e un giorno all’improvviso scoprirai che la tristezza si è spostata in un nuovo canale: è diventata felicità.

Fonte:  http://www.fiumesilente.com/forums/osho/iltrucco-trasformare-le-emozioniosho