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Visualizzazione post con etichetta Osho book. Mostra tutti i post
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venerdì 24 febbraio 2012

OSHO FRASES

Nobody is superior, nobody is inferior, 
but nobody is equal either. 
People are simply unique, incomparable.
Osho

venerdì 10 febbraio 2012

OSHO

"The whole idea that children are your possession is wrong. 
They are born through you, but they do not belong to you. 
You have a past, they have only a future. 
They are not going to live according to you. 
To live according to you will be almost equivalent to not living at all. 
They have to live according to themselves — in freedom, in responsibility, 
in danger, in challenge." 
Osho


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sabato 28 maggio 2011

OSHO: AMORE E LIBERTA'

 Perché non accettiamo semplicemente noi stessi e gli altri, così come siamo?"

Perché siete stati condizionati a rifiutare, a non accettare. Siete stati condizionati a negare, siete stati condizionati a dire di no. Non sapete ancora dire di si. 
Siete stati condizionati a condannare; siete stati con­dannati e fate la stessa cosa agli altri. Vi condannate di continuo e naturalmente do­vete fare la stessa cosa con gli altri. Non potete fare altrimenti. 
I vostri genitori vi dicevano: "Sbagli, questo non è giusto, questo non si dovreb­be mai fare", e ve lo hanno ripetuto mille e una volta. Voi avete raccolto quel messag­gio, per cui: "Io non sono accettato per quello che sono, non sono amato così come sono".  

Se appagate i desideri dei vostri genitori, vi amano; il loro amore è un baratto. Se li seguite come delle ombre, vi apprezzano, vi approvano; ma se solo cercate di essere un po’ liberi e di essere un individuo, vi sono contro, i loro occhi, il loro comportamen­to, ogni cosa cambia. 
E i bambini sono as­solutamente inermi: per poter sopravvivere devono diventare politici, devono accettare tutto ciò che i genitori dicono. Poi c'è la società, e l'istituzione dell'istru­zione. Pian piano precipiterete sempre di più nel caos, perché tutti coloro che vi cir­condano non fanno altro che costringervi a seguirli. Poi ci sono i preti e i politici, tutti i benefattori, e anche costoro desiderano tutti che li seguiate, e tutti vi hanno indot­trinati. La vostra mente è una mente condi­zionata. 

Ecco perché non potete accettare voi stessi e non potete accettare gli altri. Eppure quella possibilità esiste. Se com­prendete tutto questo - cioè che si tratta solo di un condizionamento - potrete sal­tarne fuori puliti, in questo preciso istante! Non identificatevi con il condizionamento, quella è l'unica via. 
Non pensate di essere quel condizionamento; ricordate semplice­mente che è la società a parlare attraverso di voi. Non definitelo la vostra coscienza, non lo è. Si tratta di una pseudocoscienza creata dalla società. 
È un trucco, un trucco molto pericoloso; di fatto la società ha im­presso in voi le sue idee, ed esse operano come la vostra coscienza. In realtà, non permettono alla coscienza reale di venire in superficie, non permettono alla vostra con­sapevolezza di entrare in gioco e assumersi la responsabilità della vostra vita. La società è estremamente politica. 

All'e­sterno ha istituito il poliziotto e il magistra­to; all'interno ha messo la coscienza, cioè il poliziotto interiore, il magistrato interiore. E neppure questo accorgimento l'ha soddi­sfatta: al di sopra ha collocato un dio, un superpoliziotto, il capo della polizia, che vi osserva da lassù, anche quando siete in ga­binetto. 
Qualcuno vi segue di continuo, non siete mai lasciati soli, liberi di essere voi stessi. 

Lasciate cadere tutto questo, questa è la vostra idea e voi ne restate aggrappati. Vi è stata data da altri. Vi è stata data quando eravate così piccoli che non ve ne ricordate neppure, ma si tratta di uno stratagemma politico, non è religioso. La religione è un decondizionamento. Il processo della religione è in sé un decondizionamento, liberarvi da tutti i condizionamen­ti e permettervi di essere qualsiasi cosa è previsto che voi siate, permettervi il vostro destino. Abbandonate questo condizionamento, questo è quanto deve fare un vero dropout.  
Non deve semplicemente uscire dalla so­cietà, questo non servirà, infatti dove an­drà? Anche se diventi un hippie e abban­doni la società, ne creerai una alternativa, e di nuovo ci saranno regole e di nuovo ci sa­ranno condizionamenti. Se vivete nella so­cietà istituzionalizzata, non vi sarà permes­so portare i capelli lunghi, ma se vivete nel­la società degli hippie, non potrete avere i capelli corti. Ebbene, si tratta della stessa cosa. 
Se vivete nella società istituzionalizzata dovrete fare il bagno una volta al giorno; se vivete nella società degli hippie e fate il ba­gno ogni giorno, gli altri penseranno che in voi qualcosa non funziona. Ma si tratta della stessa cosa, ribaltata. 

Non è possibile uscire dalla società; molte volte è stato ten­tato, ma solo per creare società alternative, che sono poi diventate istituzioni a loro volta. Si può uscire dalla società solo in un mo­do estremamente sottile, non esiste una possibilità macroscopica. La via sottile è questa: lascia cadere dentro di te lo strato di condizionamento. 

Ricorda semplicemen­te che ora sei maturo a sufficienza per non preoccuparti più di ciò che gli altri dicono; devi essere te stesso. E divertiti, inizia a go­dere questa libertà, allora sarai in grado di dare libertà anche agli altri, perché se vuoi che la tua libertà cresca, avrai bisogno di essere circondato da persone libere, perché la libertà può prosperare solo con persone libere.

Osho
tratto dal libro : “Amore e Libertà” edizione Bompiani.


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lunedì 9 maggio 2011

Osho: IL TESORO E' DENTRO DI TE

CONSIGLIATO:
Il tesoro è sempre stato presente, dentro di te,
ma tu eri impegnato altrove:
 
nei pensieri, nei desideri,
in mille cose.
 
Non eri minimamente interessato
a quell’unica cosa…
e si trattava del tuo stesso essere!



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lunedì 2 maggio 2011

OSHO: L'IMMORTALITA' DELL'ANIMA

La meditazione è l'unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all'interno di un tempio.

 

Il problema autentico è risvegliare nell'individuo quel tanto di consapevolezza capace di generare in lui il desiderio di divenire libero, intelligente, autorealizzato e pienamente consapevole.



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giovedì 21 aprile 2011

Osho...la vita porta sfide

"Tutto ciò che occorre sono intelligenza e consapevolezza, in modo che tu possa rispondere a qualsiasi situazione. La vita porta sfide, e tu porti consapevolezza a quelle sfide." Osho


venerdì 15 aprile 2011

OSHO: Ogni volta che ami, il sé scompare

“Io insegno l’amore per se stessi. Ma ricorda, amore per se stessi non significa orgoglio egocentrico, niente affatto, significa esattamente l’opposto. La persona che ama se stessa scopre che in lei non esiste alcun sé. L’amore dissolve sempre il sé: questo è uno dei segreti alchemici che dev’essere compreso, appreso, sperimentato. L’amore dissolve sempre il sé. Ogni volta che ami, il sé scompare. Quando ami una donna, almeno nei pochi istanti in cui senti amore reale per lei, in te non esiste un sé, alcun ego. L’ego e l’amore non possono esistere insieme. Sono come la luce e l’oscurità: quando viene la luce, l’oscurità si dissolve. Se ami te stesso, ti sorprenderai: l’amore per se stessi implica la scomparsa del sé. Nell’amore per se stessi non esiste mai un sé.
Questo è il paradosso: l’amore per se stessi è totale assenza di sé. Non è egocentrismo; perché ogni volta che esiste la luce non c’è alcuna oscurità, e ogni volta che esiste amore non c’è alcun sé. L’amore scioglie il sé congelato. Il sé è simile a un cubetto di ghiaccio, l’amore è simile al sole del mattino. Il calore dell’amore… e il sé inizia a sciogliersi. Più ami te stesso meno troverai un sé dentro di te, per cui diventa una meditazione profonda, uno slancio appassionato verso il divino. E tu lo sai! Forse non sai nulla dell’amore per te stesso, perché non ti sei mai amato. Ma hai amato gli altri, e devi aver colto dei bagliori fugaci.
Devono esserci stati istanti rarissimi in cui per un secondo, improvvisamente, tu non eri più presente e solo l’amore esisteva, solo l’energia dell’amore fluiva, senza avere un centro: dal nulla verso il nulla. Quando due amanti sono seduti vicini, due nulla sono seduti vicini, due zero siedono vicini; e questa è la bellezza dell’amore: ti svuota totalmente del tuo sé. Ricorda, dunque: l’orgoglio egocentrico non è mai amore per se stessi. L’orgoglio egocentrico è esattamente l’opposto. La persona che non è riuscita ad amare se stessa diventa egocentrica”

Fonte: -OSHO-Con te e senza di te, pp. 70-71

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lunedì 4 aprile 2011

L'EGO...Osho


CONSIGLIATO:

Un bimbo nasce.
Egli viene al mondo senza alcuna cognizione, né coscienza del suo sé. E quando un bimbo nasce la prima cosa di cui diventa consapevole non è se stesso: come prima cosa diventa consapevole dell’altro. E’ naturale, perché gli occhi si aprono verso l’esterno, le mani toccano gli altri, le orecchie ascoltano gli altri, la lingua sente il sapore del cibo e il naso sente gli odori esterni. Tutti questi sensi sono aperti verso l’esterno.
Nascere significa questo.
Nascita significa venire in questo mondo: il mondo di ciò che sta fuori. Per cui, quando nasce un bambino, egli nasce a questo mondo. Apre gli occhi, vede gli altri. Gli "Altri" significano il tu.
Egli dapprima diventa consapevole della madre.
Poi, un po’ alla volta, diventa consapevole del suo corpo. Anche questo è l’altro, anche questo appartiene al mondo esterno. Ha fame e sente il suo corpo; il suo bisogno viene soddisfatto, ed egli si dimentica del corpo.
E’ così che un bimbo cresce. Prima diventa consapevole dell’altro, e poi, a poco a poco, in contrasto con l’altro, diviene consapevole di se stesso.
Tale consapevolezza è una consapevolezza riflessa. Egli non è consapevole di chi lui sia. E’ semplicemente consapevole della madre e di ciò che lei pensa di lui. Se sorride, se gli fa dei complimenti, se gli dice: "Quanto sei bello", se lo abbraccia e lo bacia, il bimbo è soddisfatto di sé.
In questo modo, è nato l’ego.
Attraverso i complimenti, l’amore, le cure, il bambino si sente bene, sente di essere apprezzato, sente di avere un significato. Nasce un centro.
Ma questo centro è un centro riflesso. Non è il suo vero essere. Egli non sa chi è; sa solo quello che gli altri pensano di lui.
E questo è l’ego: il riflesso, ciò che pensano gli altri. Se nessuno pensa che lui sia utile, se nessuno gli fa i complimenti, se nessuno gli sorride, anche in questo caso nasce un ego: un ego malato, triste, rifiutato, simile a una ferita; un ego che si sente inferiore, indegno. Anche questo è ego. Anche questo è un riflesso.
Dapprima viene la madre, e all’inizio la madre rappresenta tutto il mondo. Poi alla madre si uniscono gli altri, e il mondo continua a crescere. E più il mondo cresce, più l’ego diventa complesso, perché vi si riflettono le opinioni di molte altre persone.
L’ego è un fenomeno di accumulazione, un sottoprodotto della vita vissuta con gli altri. Se un bambino vive completamente solo, non accadrà che in lui cresca un ego. Ma questo non aiuta affatto. Egli rimarrà come un animale. Questo non vuol dire che arriverà a conoscere il suo autentico sé, per nulla!
Il reale può essere conosciuto solo attraverso il falso, quindi l’ego è necessario. Bisogna passarci attraverso. E’ una disciplina. Il reale può essere conosciuto solo attraverso l’illusione. Non potete conoscere la verità direttamente. Prima dovete conoscere ciò che non è vero. Prima dovete scontrarvi con il falso: questo incontro, vi aiuterà a conoscere la verità. Se conoscete il falso in quanto tale, la verità sorgerà in voi.
Fonte: Oltre le frontiere della mente -Osho-
Tratto da: http://cresci-ancora.blogspot.com/

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lunedì 21 marzo 2011

Osho: SONO SOLO UN INDIVIDUO

"Non sono nessuno. 

Non appartengo a una nazione, non appartengo a una religione, non appartengo a un partito politico.  

Sono solo un individuo, creato in questo modo dall'esistenza. 


Mi sono tenuto assolutamente estraneo all'influenza di qualche ideologia stupida, che sia religiosa, politica, sociale o finanziaria. 


E il miracolo è che proprio perché i miei occhi non sono gravati da tutti questi occhiali, e non ci sono veli davanti a me, posso vedere con chiarezza.


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sabato 12 marzo 2011

OSHO: CONSAPEVOLEZZA



«Qualsiasi cosa tu stia facendo, continuamente, dentro di te, sii consapevole di te stesso, del tuo agire. Stai camminando, sii consapevole di te stesso. Stai ascoltando o parlando, sii consapevole… Questo continuo ricordarsi di se stessi crea un’energia sottile.

Questa semplice sensazione di sé, di essere, crea un centro, un centro di silenzio, di padronanza interiore».
Osho

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giovedì 10 marzo 2011

Osho: Il Cambiamento

La vita è cambiamento: solo una cosa non cambia mai ed è proprio il cambiamento, all' infuori del cambiamento tutto cambia. Accettarlo, in quanto natura stessa della vita, accettare l' esistenza che muta attraverso tutte le stagioni e i suoi umori, accettare questo flusso costante che non si ferma nemmeno per un singolo attimo è vivere in beatitudine!
La sofferenza nasce perchè non permettiamo al cambiamento di accadere. Ci attacchiamo, vorremmo che le cose fossero statiche: se ami una donna la vuoi anche domani, nello stesso modo in cui ti appartiene oggi. E' così che nasce l' infelicità: nessuno può essere certo dell' istante che sta per arrivare. Che dire di domani?

Osho

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mercoledì 2 marzo 2011

OSHO: GRATITUDINE

Sii grato a tutti, perché tutti stanno creando lo spazio per te perché tu possa essere trasformato – anche quelli che pensi ti stiano ostacolando, anche quelli che consideri tuoi nemici. 
 
Gli amici, i nemici, le brave persone e le cattive, le circostanze favorevoli e quelle sfavorevoli – tutto crea il contesto in cui puoi essere trasformato e puoi diventare un buddha. 
 
Sii grato a tutti. Quelli che ti hanno aiutato, quelli che ti hanno ostacolato, quelli che sono rimasti indifferenti. 
 
Sii grato a tutti, perché tutti insieme stanno creando il contesto in cui nascono i buddha, e in cui puoi anche tu diventare un buddha. 
 

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martedì 22 febbraio 2011

Osho: The obvious is the grave of the ego


The most obvious in life seems to be the most difficult; the most simple seems to be the most difficult; the most simple seems to be the most complicated.
The reason why it happens so, is because the mind is not interested in the obvious.
It wants the challenge of the impossible; only with the challenge of the impossible can the mind fulfil its ego. With the obvious, there is no space for the ego to grow or even to exist.
The obvious is the grave of the ego. The simple we take for granted, because it is so simple. Only the far away, the distant, catches our eye, invites us for a journey.
Nobody bothers to enter into himself, and to see the most miraculous, the most mysterious, the most fundamental principle of life, the very source of life – it is so close, so obvious, so simple.
Osho

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