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domenica 28 marzo 2021

LO ZEN DI BUDDHA

Buddha disse:<<Io considero la posizione dei re e dei governanti come quella dei granelli di polvere.

Osservo tesori d'oro e di gemme come se fossero mattoni e ciottoli.

Guardo le più belle vesti di seta come cenci strappati.

Vedo le miriadi di mondi dell'universo come i piccoli semi di un frutto, e il più grande lago dell'India come una goccia d'olio sul mio piede.

Mi accorgo che gli insegnamenti del mondo sono l'illusione di maghi.

Distinguo il più elevato concetto di emancipazione come un broccato d'oro in un sogno, e considero il sacro sentiero degli illuminati come fiori che si schiudano ai nostri occhi.

Vedo la meditazione come il pilastro di una montagna, il Nirvana come un incubo delle ore diurne.

Considero il giudizio del bene e del male come la danza serpentina di un drago, e il sorgere e il tramontare delle credenze come null'altro che le tracce lasciate dalle quattro stagioni>>. 

Fonte: 101 STORIE ZEN


IN PARTICOLARE TI CONSIGLIAMO DI LEGGERE:

THE ZONE:OLTRE IL VELO: Un libro giallo che tratta la tematica del qui e ora!

mercoledì 31 dicembre 2014

Maestro dove posso trovare le mie risposte? ...Prova su Google.


DISCEPOLO: Maestro non ti stupisce che il Premier sia presente alla finale di tennis?
MAESTRO: No figliolo, l'importante è che ingaggino altri raccatta palle...




DISCEPOLO: Maestro hai raggiunto il satori?
MAESTRO: Si. Mi passi anche la salsa di soia?


DISCEPOLO: Maestro perché mi impedisci di praticare l'agopuntura?
MAESTRO: Meglio di no, hai già fatto troppi danni Kenshiro.


DISCEPOLO: Maestro come posso raggiungere l'armonia perfetta?
MAESTRO: Inizia a non indossare i calzini con le infradito.


DISCEPOLO: Maestro hai sentito che a Roma esisteva una cupola mafiosa?
MAESTRO: No. Non ho visto e neanche sentito. Ciao, baciamo le mani.


DISCEPOLO: Maestro come sei riuscito a superare ogni forma di gelosia?
MAESTRO: Poi ne parliamo... intanto tu e mia moglie uscite immediatamente dall'armadio!


DISCEPOLO: Maestro, perché la Via é così lunga e tortuosa?
MAESTRO: Figliolo, é sempre stata così la Salerno-Reggio Calabria. 


DISCEPOLO: Maestro hai mai affrontato un viaggio astrale?
MAESTRO: No...troppa benzina.


DISCEPOLO: Maestro é possibile ottenere il terzo occhio?
MAESTRO: Per adesso accontentati della moviola in campo. 

DISCEPOLO: Maestro é vero che la meditazione aumenta la concentrazione?
MAESTRO: Figliolo puoi ripetere? Mi ero distratto.


DISCEPOLO: Maestro, puoi insegnarmi il rispetto verso tutti gli esseri viventi?
MAESTRO: Certo, prima però portami un caffè idiota !


DISCEPOLO: Maestro, non riesco a sedere nella posizione del Loto.
MAESTRO: non desiderare di sedere nella posizione del Loto... ognuno ha la carriera che si merita.


DISCEPOLO: Maestro, é vero che la meditazione é l'arte del "non fare" per conseguire la vera ricchezza?
MAESTRO: No figliolo. Quella é la politica.


DISCEPOLO: Maestro, come potrò ottenere l'illuminazione?
MAESTRO: Paga la bolletta. 


DISCEPOLO: Maestro è vero che la capacità di ascoltare gli altri si sviluppa con l'avanzare dell'età?
MAESTRO: Figliolo avvicinati alla mia destra, dal sinistro non ci sento più.


DISCEPOLO: Maestro é possibile vivere da eremita e non impazzire?
MAESTRO ZEN: Certamente figliolo. Ne parlavo poco fa con il microonde.

MAESTRO ZEN: Che gli uccelli dell’ansia e della preoccupazione volino sulla vostra testa, non potete impedirlo; ma potete evitare che vi costruiscano un nido.
DISCEPOLO: E se hanno già fatto le uova?
MAESTRO ZEN: In quel caso frittatona e rutto libero...

lunedì 23 giugno 2014

RACCONTO ZEN: IL SAGGIO E IL PROFESSORE

Il Saggio e il Professore

 Un saggio maestro giapponese, noto per la saggezza delle sue dottrine, ricevette la visita di un dotto professore di università, che era andato da lui per interrogarlo sul suo pensiero. Il saggio maestro, secondo l’usanza, prima di tutto servì il thé: cominciò a versarlo, colmando la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare tranquillamente, con una espressione serena e sorridente. Il professore guardava il thé traboccare, ed era talmente stupito, da non riuscire a chiedere spiegazione di una distrazione così contraria alla norme della buona educazione. Ad un certo punto non riuscì più a contenersi: “E’ ricolma! Non ce ne sta più” – esclamò spazientito. “Come questa tazza – disse il saggio imperturbabile – tu sei ricolmo della tua cultura, delle tue sicurezze, delle tue congetture erudite e complesse. E allora, come posso parlarti della mia dottrina, che è comprensibile solo agli animi semplici e aperti, se prima non vuoti la tua tazza?”
 Nyogen Senzaki
Zen
Autori Vari

martedì 26 marzo 2013

STORIELLA ZEN: Cos'è la Via?

Fonte immagine: https://pixabay.com/it/elenco-segnaletica-legno-grano-235079/ 

Un monaco curioso chiese: “Cos’è la Via?”.
“E’ proprio di fronte ai tuoi occhi!” Rispose il maestro.
“Perché non riesco a vederla da me?”.
“Perché stai pensando a te!”.
“E tu? La puoi vedere?” Chiese ancora il monaco.
“Finché tu vedi doppio, e dici – io non vedo e tu vedi – e così via,
i tuoi occhi restano annebbiati”
Rispose il maestro.
“Quando non c’è né io né tu, posso vederla?” Insistette l’allievo.
“Quando non c’è né io né tu, chi è che vuole vederla?”

consigliato:

Zen
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lunedì 18 marzo 2013

Racconto Zen: il senso della vita

Un tizio chiede al maestro zen: 
-Maestro,mi dica il senso della vita 
-Chiedilo a quel palo
-Non ho capito 
-Nemmeno io.
consigliato:
Zen
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venerdì 8 marzo 2013

RACCONTO ZEN

Due Ciliegi Innamorati
“Due Ciliegi innamorati, nati distanti, si guardavano senza potersi toccare.. Li vide una Nuvola, che mossa a compassione, pianse dal dolore ed agitò le loro foglie … ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono…Li vide una Tempesta, che mossa a compassione, urlò dal dolore ed agitò i loro rami … ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono…Li vide una Montagna, che mossa a compassione, tremò dal dolore ed agitò i loro tronchi … ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono…Nuvola, Tempesta e Montagna ignoravano, che sotto la terra, le radici dei Ciliegi erano intrecciate in un abbraccio senza tempo…”
CONSIGLIATO:
Zen
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lunedì 17 ottobre 2011

ZEN

CONSIGLIATO:
L’insegnamento zen è come una finestra: all’inizio la guardiamo, e vediamo soltanto il riflesso indistinto del nostro stesso volto, ma nel momento in cui impariamo, e la nostra visione si fa chiara, diventa chiaro e perfettamente trasparente anche l’insegnamento, quindi vediamo attraverso. Vediamo tutte le cose: il nostro stesso volto.

Stephen Mitchell, Dropping Ashes on The Buddha


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venerdì 29 ottobre 2010

ZEN

CONSIGLIATO:
Zen
Autori Vari
C'era una volta un grande maestro Zen, e c'era un bambino di 9 anni che lo serviva. Moltissime persone giungevano dal maestro per prostrarsi ai suoi piedi, e chiedergli un koan che potesse aiutarli. Così anche il bambino, un po' invidioso, decise un giorno, in tutta serieta', di fare lo stesso. Il maestro rise, ma visto che il bambino insisteva proprio, gli disse: "Prova ad ascoltare il suono prodotto da una mano sola. Quando l'avrai sentito, fammelo sapere." Il bambino s'impegno' a fondo, tanto che non dormiva nemmeno la notte. Dopo qualche giorno torno' dal maestro e disse: "L'ho trovato! E' il suono del vento che soffia tra gli alberi!". Ma il maestro scosse il capo: "Non è questo. Prova di nuovo." E così il bambino s'impegno' e s'impegno', e quasi tutti i giorni tornava dal maestro per suggerirgli qualche suono - inevitabilmente sbagliato. Un giorno il bambino non si trovava da nessuna parte, e il maestro preoccupato mando' dei discepoli a cercarlo. Lo trovarono nel bosco, assorto a contemplare un albero. I discepoli lo riferirono al maestro: "Non vogliamo disturbare il bambino: sembra possedere la vera natura di un buddha! Forse ha sentito quel suono." Così fu il maestro ad andare dal bambino, e gli chiese se aveva finalmente sentito il suono prodotto da una mano. Rispose il bambino: "L'ho sentito, ma è privo di suono."


Il maestro Tanzan era in viaggio con il suo allievo Ekido lungo una strada fangosa. Ad un certo punto incontrarono una bella ragazza in kimono e sciarpa di seta, che non poteva attraversare quella melma, senza rovinare il suo bel vestito. Senza problemi, Tanzan la prese in braccio e la trasportò sull’altro lato della strada. Ekido rimase pensieroso per tutto il giorno. Alla sera, non resistendo più, chiese apertamente al maestro: "Noi monaci non avviciniamo le donne, è pericoloso. Perché l’hai fatto?" Tanzan rispose: "Io quella ragazza l’ho lasciata laggiù. Tu la stai ancora portando con te"

Non cercare di seguire le orme dei saggi. Cerca ciò che essi cercavano.

Quando Bankei predicava nel tempio Ryumon, un prete Shinshu, che credeva nella salvezza ottenuta ripetendo il nome del Buddha dell’Amore, si ingelosì del suo vasto pubblico e volle discutere con lui. Bankei stava parlando allorché comparve il prete, ma questo creò una tale confusione che Bankei si interruppe e domandò che cosa fosse tutto quel baccano. "Il fondatore della nostra setta" si vantò il prete "aveva poteri così miracolosi che stando su una riva del fiume con un pennello in mano riusciva a scrivere attraverso l’aria il sacro nome di Amida su un foglio che un suo assistente reggeva sull’altra riva. Tu puoi fare questa cosa prodigiosa?" Bankei rispose gaiamente: "Forse questo gioco di prestigio può farlo la tua volpe, ma non è questo il modo dello Zen. Il mio miracolo è che se ho fame mangio, e se ho sete bevo".

Un monaco andò da un maestro famoso ed anziano per imparare la sua filosofia. "Maestro, sono nuovo, vorrei che mi esponeste la dottrina che si insegna qui" "Hai mangiato il tuo riso?" Disse il maestro. "Si" "Allora corri a lavare la tua ciotola!"

Quando era un giovane studente di Zen, Yamaoka Tesshu andava sempre a trovare tutti i maestri. Andò a far visita a Dokuon di Shokoku. Volendo mostrare la sua preparazione, disse: "La mente, Buddha e gli esseri senzienti, in fondo, non esistono. La vera natura dei fenomeni è il vuoto. Non c’è nessuna realizzazione, nessuna illusione, nessun saggio, nessuna mediocrità. Non c’è nessuno che dia e niente che si riceva". Dokuon, che stava fumando in silenzio, non fece commenti. Tutt’a un tratto colpì Yamaoka con la sua pipa di bambù. Questo fece arrabbiare moltissimo il giovane. "Se niente esiste," domandò Dokuon "da dove viene questa tua collera?".

Al suono di un piccolo sasso dimenticò tutto il suo sapere

Quando l'allievo è pronto il Maestro appare
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lunedì 13 settembre 2010

Non farsi inutili seghe mentali è molto zen...

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Zen
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Un maestro offrì al suo discepolo un melone.
" Come ti sembra? " gli domandò, " Ha gusto? "
" Oh, si! Un gusto squisito! " rispose il discepolo.
Il maestro gli pose allora questa domanda:
" Dov'è il gusto, nel melone o nella lingua? "
Il discepolo rifletté e si addentrò nei meandri di un complesso ragionamento:
" Il sapore deriva dall'interdipendenza, non solo tra il gusto del melone e quello della lingua, ma anche dall'interdipendenza tra... ".
" Stolto! Tre volte stolto! " lo interruppe il maestro, in un impeto d'ira. " Perché complichi il tuo modo di pensare? Il melone è buono. Basta questo per spiegarne il gusto. La sensazione è buona. Di altro non c'e bisogno".
(Tratto da: "La tazza e il bastone. Storie Zen Narrate dal Maestro Taïsen Deshimaru")
Aggiungerei: mangia e non rompere le palle con l'interdipendenza...il maestro zen lo avrà pensato di certo...



martedì 15 giugno 2010

L'UOMO E LA TIGRE racconto zen

 

 
Un uomo che camminava per un campo s’imbattè in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre.
Giunto ad un precipizio, si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo.
La tigre lo fiutava dall’alto. Tremando l’uomo guardò giù, dove, in fondo all’abisso, un’altra tigre lo
aspettava per divorarlo. Soltanto la vite lo reggeva. Due topi, uno bianco e uno nero, cominciarono
a rosicchiare pian piano la vite. L’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Afferrandosi alla
vite con una mano sola, con l’altro spiccò la fragola. Com’era dolce!
Da  101 Storie Zen, a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps. 








Se ti è piaciuto questo post ti consigliamo di leggere: The Zone:Oltre il velo

Un libro giallo che, pur rimanendo tale, tratta indirettamente dell'esperienza nel qui e ora, in maniera - secondo noi - più appassionante di tanti altri testi specifici sul tema.

domenica 21 marzo 2010

Racconto Zen: l'Ombrello ed il Momento Presente


Una breve storia zen sul significato della consapevolezza e sull'importanza del momento presente.

Gli studenti di filosofia Zen  stanno con i loro maestri almeno dieci anni prima di presumere  di poter insegnare a loro volta. Il maestro Nan-in ricevette la visita di Tenno, che dopo il consueto tirocinio era diventato insegnante.
 Era un giorno piovoso e perciò Tenno portava zoccoli di legno e aveva con  sè l’ombrello. Dopo averlo salutato, Nan-in gli disse:”Immagino che tu abbia lasciato gli  zoccoli nell’anticamera. Vorrei sapere se hai messo l’ombrello alla destra o alla sinistra degli zoccoli”.
 Tenno si concentrò, ma non seppe rispndere subito. Si rese conto che non sapeva portare con sè il suo zen in ogni istante. Diventò allievo di Nan-in e studiò ancora per sei mesi per perfezionare il suo zen in ogni istante.”(101 Storie Zen,  Adelphi)
Questa breve storia consente di capire chiaramente il significato  della consapevolezza.  Possiamo quindi, identificarla  con il sapere che cosa accade ogni istante e  nei minimi particolari, a noi e a tutto ciò che ci circonda.
Tratto dal web.

Consiglio di lettura zen:


giovedì 18 marzo 2010

Racconto Zen: Il Maestro e il Professore

https://pixabay.com/it/versando-il-t%C3%A8-t%C3%A8-t%C3%A8-zen-bevande-1911643/
Nan-in, Maestro giapponese dell'era Meiji, ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.
Nan-in servì il te. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare.
Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi.
"E' ricolma. Non ce n'entra più!".
"Come questa tazza" disse Nan-in "tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. 
Come posso spiegarti lo zen, se prima non vuoti la tua tazza ?".

CONSIGLIATO:

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