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venerdì 6 novembre 2015

Osho: un uomo di pace

Fonte:https://pixabay.com/it/guerra-soldati-guerriero-esplosione-472611/
Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio. Emana nel mondo un nuovo tipo di energia, canta una nuova canzone. Vive in un modo totalmente nuovo, la sua stessa vita è grazia, preghiera, compassione. Crea una maggiore energia di amore in chiunque rimanga toccato da lui.
L’uomo di pace è creativo. Non è contro la guerra, perché essere contro qualsiasi cosa è essere in guerra. Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste. E da quella comprensione diventa pieno di pace. Solo quando ci sono molte persone che sono laghi di pace, di silenzio, di comprensione, la guerra sparisce. Soltanto laghi di pace in tutto il mondo… molti, molti buddha, potranno far nascere una nuova vibrazione, una nuova onda, una nuova consapevolezza, in cui la guerra diventa impossibile, in cui tutta l’energia si manifesta in senso creativo, tutta l’energia si dirige verso l’amore.
 Osho


Libri Osho:

sabato 3 ottobre 2015

Acqua su Marte? questa non la bevo, parola di Asimov

Fonte: https://pixabay.com/it/marte-mars-rover-viaggi-nello-spazio-67522/

Il pianeta rosso che trae il suo nome dal dio romano della guerra e non dal suo omonimo caramellato (Mars) ha ispirato la fantasia di intere generazioni anche grazie a colui che è ritenuto una pietra miliare nel campo della fantascienza: Isaac Asimov, capace di anticipare i tempi immaginando scenari futuribili sull'evolversi di Mars (non mi riferisco all'avvento del Bounty) diventati solide realtà (cit.) a seguito della ufficializzazione della notizia da parte della Nasa che su Mars c'è acqua.

Infatti, ciò che nel racconto di Asimov del 1952 "Maledetti Marziani" poteva sembrare una geniale elucubrazione fantastica dell'autore, alla luce della nuova scoperta assurge a sconvolgente certezza: su Marte non c'è acqua bensì dissipatori.

Cosa sono i dissipatori nel racconto di Asimov? Questo dice Wikipedia: (...) La storia inizia quando un politico terrestre, John Hilder, tramite comizi e discorsi muove l'opinione pubblica contro le tre colonie extraterrestri accusandole di consumare grandi quantitativi di acqua, proveniente come provvigione dal pianeta madre, per il sostentamento delle basi non terrestri. In particolare, egli si avventa contro i cosiddetti "dissipatori", ossia i motori che permettono la propulsione spaziale vaporizzando l'acqua tramite pile nucleari e direzionando il getto per poter compiere gli spostamenti voluti (...)

Ricapitoliamo: secondo Asimov l'acqua sulle colonie extraterresti (ivi compresa Marte) non c'è e, pertanto, il pianeta madre (la terra) fornisce l'acqua per il funzionamento dei motori spaziali.

Dunque, delle due l'una: o il più grande scrittore fantascientifico di tutti i tempi, colui che ha immaginato l'avvento dei robot, la televisione 3D e gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi (errata corrige) ha, stavolta, preso una cantonata di dimensione extraplanetaria, oppure i nostri governi vogliono nascondere una triste realtà (se non sei complottista e non hai le basi di astronomia puoi interrompere qui l'articolo e sollazzare la tua beata ignoranza con la lettura di Ciaula scopre la Luna), la verità, infatti, potrebbe essere una: la Terra fornisce acqua, a nostra insaputa, ai dissipatori alieni che con gommoni aerospaziali mossi da "motori che permettono la propulsione spaziale vaporizzando l'acqua", sbarcano sulle nostre coste facendo approdare omini verdi che dicono di avercelo duro.

Lungi dal coltivare sentimenti di odio razziale, tuttavia, per onestà intellettuale è doverso definire questi omini verdi per quello che sono: Clandestini! Ecco cosa sono! Che qualcuno li rispedisca da dove sono venuti! Al loro paese d'origine! In primis perchè il colore verde è preoccupante, potrebbe derivare da qualche rara malattia aliena inguaribile per l'uomo, ed in secondo luogo, questo fatto di averlo sempre duro potrebbe rappresentare una concorrenza sleale (Antitrust batti un colpo o questi ne battono diversi alle nostre donne!)

Noi siamo terrestri, loro sono alieni, se ne tornino nel loro paese verde e, come scrisse Asimov, in "Maledetti Marziani" noi siamo Grounder che tradotto vuol dire abitanti della terra: Terroni.
Autore: Alberto P.


Libri Asimov

venerdì 25 settembre 2015

NON SOLO ONNIVORI E VEGETARIANI. IL NUOVO FENOMENO DEI CAZZARIANI

Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Medusa_Bernini_Musei_Capitolini_MC1166_n2.jpg

La scelta alimentare, oggi più che mai, è sinonimo di scelta di vita, c'è chi tiene alla propria vita e c'è chi non riesce a trovare una cintura adatta ad essa (la vita).

Lo scontro tra i diversi modi di concepire l'educazione alimentare è sempre più serrato e, se da un lato, gli onnivori vengono concepiti da (molti) vegetariani e vegani alla stregua del maiale Napoleon di orwelliana memoria, dall'altro lato i detrattori della carne ricevono critiche più o meno serie: "assassini di carote" rientra tra le meno serie, forse. 

Ciò nonostante esiste un altro credo alimentare, sicuramente meno noto ai più, ma capace di attirare un numero sempre più crescente di adepti: parliamo del fenomeno dei Cazzariani. 

Il Cazzariano è sicuramente il più famelico di tutti, si nutre principalmente di idiozie e cazzate varie e solitamente segue una dieta a zona. Si adegua infatti al contesto, alla zona.
Se è in zona Parioli fingerà di esser proprietario di un Porsche Cayenne sebbene sul portachiavi sia ben  in evidenza il logo della Autobianchi. Se si trova allo stadio sarà il primo a gridare arbitro cornuto sebbene il fallo fosse da ultimo uomo, da dietro e con semi sforbiciata volante che va a colpire il polpaccio con tacchetti irregolari fatti di adamantio, la stessa lega di metallo utilizzata da Wolverine negli x-men. 

La pericolosità sociale del Cazzariano è spesso sottovalutata, la sua voracità infatti non conosce limiti a causa del fatto che la sua capacità di espellere idiozie è di gran lunga superiore a quella di trangugiarle, per tale motivo il Cazzariano non conosce il senso di sazietà ed è continuamente avvolto da una fame nervosa che lo spinge a cercare le fonti del suo nutrimento, ovunque.

E così possibile imbattersi nel commerciante Cazzariano che può proporre un letto con le doghe in acciao inox spesse due centimetri per chi è particolarmente focoso; il politico Cazzariano che  può chiedere un voto in cambio di un bonus sulla pensione per tutti coloro che hanno più di 109 anni e un mese d'età; o ancora, il professionista Cazzariano che finge di vivere nel lusso e mangia solo aperitivi perchè il resto lo annoia (e si paga).

Se non fosse che la caratteristica principale dei Cazzariani sia estremamente pericolosa per chi entra in contatto con loro non varrebbe la pena parlarne. A tal proposito, per evitare inutili allarmismi, è bene ricordare che non bisogna temere di dialogare con un Cazzariano a patto che non lo si guardi dritto negli occhi.

Infatti, fissare lo sguardo di un Cazzariano potrebbe portare ad una tragica conseguenza: si potrebbe restare pietrificati per la mole impressionante di boiate!

Gli antichi non avevano ancora individuato il fenomeno ed attribuivano l'evento della pietrificazione a creature mitologiche (Medusa è il primo fenomeno di Cazzariana di cui si ha memoria).

Ad ogni modo esiste un criterio per individuare con certezza la presenza di un Cazzariano ed evitare dunque di rimanere di sasso: si nota distintamente la sua voglia di nutrirsi di idiozie come, ad esempio, la voglia di leggere fino in fondo un testo colmo di cazzate.

Ora capisci perchè preferisco scriverti piuttosto che parlarti a quattrocchi.


martedì 21 luglio 2015

Kahlil Gibran aforismi


Voi sarete liberi in verità non quando i vostri giorni saranno senza affanni, e le vostre notti senza un bisogno e un dolore, ma piuttosto quando queste cose vi cingeranno la vita e ciononostante vi eleverete al di sopra di esse nudi e sciolti.
 Kahlil Gibran

Osho commenta Kahlil Gibran
I Silenzi dell'Anima
Commenti a "Il Profeta" di Kahlil Gibran

venerdì 10 luglio 2015

Charlotte Joko Beck

Ad ogni momento la vita ci da sempre esattamente il maestro di cui abbiamo bisogno.
Questo comprende ogni zanzara, ogni sfortuna, ogni semaforo rosso, ogni ingorgo, ogni odioso capoufficio(o impiegato), ogni momento di gioia o depressione, ogni respiro.
Ogni attimo è il guru.

  Charlotte Joko Beck

Consiglio di lettura
Niente di speciale
Vivere lo zen
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

venerdì 13 marzo 2015

Gurdjieff: insegnamenti alla figlia Reyna

Fonte: tratto interamente da: http://risvegliati.altervista.org/insegnamenti-di-gurdjieff-alla-figlia-reyna/

Fonte immagine: http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Ivanovi%C4%8D_Gurdjieff

Fissa la tua attenzione su te stessa.
Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai iniziato.
Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
Metti in ordine quello che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
Smetti di autodefinirti.
Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
Non occupare troppo spazio.
Non fare rumore né gesti innecessari.
Se non la possiedi, imita la fede.
Non lasciarti impressionare da personalità forti.
Non impossessarti di niente né di nessuno.
Distribuisci equitativamente.
Non sedurre.
Mangia e dormi lo strettamente necessario.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non giudicare né discriminare quando non conosci la maggior parte dei fatti.
Non stabilire amicizie inutili.
Non seguire mode.
Non venderti.
Rispetta i contratti che hai firmato.
Sii puntuale.
Non invidiare i beni o gli esiti del prossimo.
Parla solo di ciò che è necessario.
Non pensare nei benefici che ti procurerà la tua opera.
Giammai minaccia.
Realizza le tue promesse.
In una disputa, mettiti nei panni dell’altro.
Ammetti che qualcuno ti superi.
Vinci le tue paure.
Aiuta all’altro ad aiutare sé stesso.
Vinci le tue antipatie ed avvicinati alle persone che desideri rifiutare.
Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
Trasforma la tua collera in creatività.
Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
Trasforma il tuo odio in carità.
Non ti lodare né ti insultare.
Tratta ciò che non ti appartiene, come se ti appartenesse.
Non lamentarti.
Sviluppa la tua immaginazione.
Non dare ordini solo per il piacere di essere obbedito.
Paga i servizi che ti danno.
Non fare propaganda delle tue opere o idee.
Non cercare di risvegliare negli altri, sentimenti verso di te come: pietà, simpatia, ammirazione, complicità.
Non trattare di distinguerti per la tua apparenza.
Non contraddire mai, solo taci.
Non contrarre debiti, acquista e paga subito.
Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
Se l’hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
Se ti rendi conto di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere in quell’errore per orgoglio e desisti immediatamente dai tuoi propositi.
Non difendere le idee antiche, solo perché fosti tu chi le enunciò.
Non conservare oggetti inutili.
Non decorarti con idee altrui.
Non fotografarti insieme a personaggi famosi.
Non rendere conto a nessuno; sii il tuo proprio giudice.
Non definirti mai per quello che possiedi.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Renditi conto che niente è tuo.
Quando ti chiedono la tua opinione su qualcuno o qualcosa, di solamente le sue qualità.
Quando ti ammali, invece di odiare quel male, consideralo tuo maestro.
Non guardare con la coda dell’occhio, guarda fisso.
Non dimenticare i tuoi morti, però riservagli un luogo limitato che gli impedisca invadere la tua vita. Nel luogo in cui vivi, riserva sempre un posto a ciò che è sacro.
Quando realizzi un servizio non risaltare i tuoi sforzi.
Se decidi lavorare per gli altri, fallo con piacere.
Se dubiti fra fare e non fare, rischia e fa’.
Non trattare di essere tutto per il tuo compagno; ammetti che cerchi in altri ciò che tu non puoi dargli.
Quando qualcuno ha il suo pubblico, non accudire per contraddirlo e rubargli l’audience.
Vivi di soldi guadagnati da te.
Non ti invischiare in avventure amorose.
Non ti vantare delle tue debolezze.
Non visitare mai nessuno solo per riempire il tuo tempo.
Ottieni per distribuire.
Se stai meditando e arriva un diavolo, fai andare quel diavolo a meditare.

consiglio di lettura:
Gurdjieff
Le sue tecniche e la conoscenza di sè

lunedì 23 febbraio 2015

Meditazione sul respiro Dalai Lama



Certo la vita in Occidente è molto affannata e piena di distrazioni. Ma volendo, se ci si impegna, si riesce a ritagliare spazi per l’attività spirituale. Io dico sempre che, invece di fare lunghi weekend o le ore piccole per divertirsi, ci si può svegliare presto la mattina e godersi le emozioni della natura che si risveglia. In linea di massima, il respiro durante la meditazione viene utilizzato per calmare la mente e sviluppare pace interiore. Il primo passo da compiere per meditare è di eliminare le distrazioni e rendere la nostra mente più chiara e lucida. Scelto un posto tranquillo e seduti in una posizione confortevole (magari a gambe incrociate) con la schiena ritta, chiudiamo gli occhi e cominciamo a concentrare l’attenzione sul nostro respiro. Respiriamo naturalmente, preferibilmente attraverso le narici; cerchiamo di divenire consapevoli della sensazione del nostro respiro mentre entra ed esce dalle nostre narici. Questa sensazione è l’oggetto della meditazione. L’obiettivo è di concentrarsi completamente su di essa escludendo tutto il resto. All’inizio, la nostra mente sarà molto irrequieta e impegnata da tanti pensieri, e ci potrebbe sembrare che la meditazione la affolli ulteriormente; ma in realtà stiamo semplicemente divenendo maggiormente consapevoli di quanto sia stressata la nostra mente. Saremo tentati di seguire i diversi pensieri che sorgeranno inconsciamente, ma dovremo resistere lasciandoli andare per la loro strada concentrandoci sulla sensazione del respiro. Se c’accorgiamo che la nostra mente s’è allontanata e sta seguendo i nostri pensieri, dovremmo immediatamente tornare a concentrarci sul respiro. Ripeteremo l’operazione tante volte quanto sarà necessario. Se continueremo pazientemente per questa strada, gradualmente le nostre distrazioni si faranno da parte e sperimenteremo un senso di pace interiore e rilassamento. La nostra mente sarà più lucida e pronta, conferendoci una sensazione di freschezza. Quando il mare è agitato vengono a galla i sedimenti e l’acqua diviene torbida, ma non appena il vento si placa, il fango sparisce e l’acqua diviene cristallina. Allo stesso modo, quando l’altrimenti incessante flusso di pensieri viene calmato attraverso la concentrazione sul respiro, la nostra mente diviene insolitamente lucida e rilassata. Anche se questo tipo di meditazione è uno stadio solamente preliminare, può rivelarsi decisamente efficace, dimostrandoci che è possibile sperimentare pace interiore e soddisfazione semplicemente controllando la mente, senza dover minimamente dipendere dalle condizioni esterne. Questa sensazione di benessere può essere di notevole aiuto per combattere le difficoltà della vita quotidiana. Quasi tutto lo stress e la tensione che sperimentiamo normalmente proviene dalla nostra mente, e tale stress può aggravare molti problemi, in primis di salute. Facendo anche solo dieci-quindici minuti al giorno di respiro meditativo, saremo in grado di ridurre di molto tale stress. Le situazioni difficili ci appariranno più semplici da risolvere, ci sentiremo più rilassati e ben disposti verso gli altri, e dunque anche le nostre relazioni col prossimo miglioreranno.
(Dalai Lama)

consiglio di lettura:

martedì 17 febbraio 2015

Racconto taoista di Derek Lin

Una conversazione tra onde di Derek Lin tradotto da Alessandro Zampagna
Fonte: http://www.taoism.net/it/waves.htm


C’era una volta una piccola onda che era triste. “Sono così infelice” si lamentava. “Le altre onde sono grandi e potenti, mentre io sono piccola e debole. Perché la vita è così ingiusta?”

Un’altra onda, passando da quelle parti, sentì la piccola onda e decise di fermarsi. “La pensi così solo perché non hai visto chiaramente la tua ‘natura autentica’. Pensi di essere un’onda e pensi di essere infelice. In realtà tu non sei né l’una né l’altra.”

“Cosa?” La piccola onda era stupita. “Nono sono un’onda? Ma è ovvio che sono un’onda! Ho la mia cresta, vedi? E qui c’è la mia schiuma, per piccola che possa essere. Cosa intendi con - non sei un’onda?”

“Questa cosa che tu chiami ‘onda’ è unicamente una forma transitoria che tu assumi per un breve tempo. In realtà tu sei solo acqua! Quando capirai pienamente che questa è la tua natura fondamentale, non penserai più di essere un’onda e non sarai più infelice.”

“Se io sono acqua, tu cosa sei?”

“Anche io sono acqua. Sto temporaneamente assumendo la forma di un’onda più grande di te, ma questo non cambia la mia essenza fondamentale – acqua! Io sono te e tu sei me. Noi siamo parte di qualcosa di più grande.” 


consiglio di lettura:
Il Tao del Destino
l'Antico approccio orientale per accogliere e sperimentare il successo nella nostra vita
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

venerdì 13 febbraio 2015

Thic Nhat Hanh - La luce del Dharma -



Siamo tutti tentati di rifugiarci in un luogo in cui non esiste la sofferenza: solo pace e felicità. Potresti essere tentato di credere che il Regno dei Cieli sia un posto del genere, e anche la Terra Pura. Ci piace pensare che esista un posto dove possiamo andare, abbandonando questo mondo pieni di sofferenza, confusione e inquinamento, o lasciandocelo alle spalle. L’inquinamento che ci affligge è la rabbia, l’astio, la disperazione, la pena e la paura. Quando soffri molto, il desiderio di lasciare tutto e andare via talvolta diventa molto forte. Non voglio più stare qui, voglio andarmene. “Fermate il mondo, voglio scendere”. Se osservi in profondità ti renderai conto che la felicità e il benessere non possono essere separati dalla sofferenza e dal malessere. Questa è la natura di inter-essere della felicità e della sofferenza. C’è un’illusione che va eliminata: che la felicità possa esistere senza la sofferenza, che possa esserci il benessere senza il malessere, che la destra non abbia bisogno della sinistra. 
 Da Thic Nhat Hanh, “La luce del Dharma“, Mondadori, 2003.

consiglio di lettura:
L'Arte di Lavorare in Consapevolezza - Libro
Come vivere con gioia e presenza mentale ogni momento della giornata
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

mercoledì 11 febbraio 2015

Lo sciamano e il monaco buddista



«Un Monaco Buddista incontra uno Sciamano e gli domanda: “Voi Sciamani credete nella forza della natura. E non sapete che essa è solo un’illusione?”
E lo Sciamano:
“Ma certo che crediamo nella forza della natura e sappiamo anche che è solo un’illusione”.
Il Monaco Buddista:
“Ma se sapete che è un’illusione, perché ci credete?”
Lo Sciamano risponde:
“Perché ci fa ridere”.
Il Monaco Buddista:
“Ma come vi fa ridere?”
Lo Sciamano:
“Essì, perché nell’illusione sono presenti anche i Monaci Buddisti che credono esistano gli Sciamani”.»

Fonte: http://www.meditare.net/wp/umorismo/un-monaco-buddista/

consiglio di lettura:
Yoga della Risata - Libro
Ridere per vivere meglio
Voto medio su 3 recensioni: Buono

sabato 7 febbraio 2015

L'arte di correre di Murakami Haruki



Tratto da "L'arte Di Correre" (Murakami Haruki)

Il desiderio di solitudine è sempre esistito dentro di me. Quindi correre un’ora al giorno, e garantire così un intervallo di silenzio tutto mio, è indispensabile alla mia salute mentale. Per lo meno durante quel lasso di tempo non ho bisogno di parlare con nessuno, di ascoltare nessuno. Basta che contempli il paesaggio, sia quello esterno che quello mio interiore. Questo momento di solitudine è per me più prezioso di qualsiasi altra cosa. Ogni tanto qualcuno mi chiede a cosa penso mentre corro. Se devo essere sincero, non me lo ricordo nemmeno io..quando corro semplicemente corro. In teoria nel vuoto. O viceversa, è anche possibile che io corra per raggiungere il vuoto . in quella sospensione spazio- temporale, pensieri ogni volta differenti si instaurano naturalmente nel mio cervello. Il nostro spirito non è abbastanza forte per concepire il nulla, e inoltre non è coerente. Insomma, i pensieri che si avvicendano nella mia mente mentre corro sono semplicemente dei derivati dal nulla, tutto lì. Si formano ruotando intorno al nulla. Somigliano alle nuvole che vagano nel cielo. Nuvole di grandezza e forme diverse che arrivano, e se ne vanno, Semplici ospiti di passaggio . Ciò che resta è soltanto il cielo, che è sempre lo stesso. Che è qualcosa che esiste, ma al tempo stesso non esiste. Che ha una sostanza e al tempo stesso non ne ha. Noi non possiamo fare altro che constatare la situazione - l’esistenza di quell’immenso contenitore- e accettarla.


lunedì 2 febbraio 2015

Racconto zen: il ricco e il pescatore



Un uomo ricchissimo aveva un amico, maestro Zen, che per vivere faceva il pescatore. Un giorno, passeggiando di mattina sulla spiaggia, incontrò il pescatore che stava comodamente sdraiato a prendere il sole.

"Ma come, non vai a pescare oggi?" disse il ricco.

"Sono già uscito stamattina presto, e ho preso ciò che mi serviva per mantenere me e la mia famiglia", rispose il pescatore.

"Cosa fai del pesce che peschi?, chiese il ricco.

"Lo vendo al mercato del pesce, pagano abbastanza bene" disse il pescatore.

"Ma allora perché non sei ancora a pescare a quest'ora?"

"A che scopo?" disse il pescatore.

"Se peschi di più guadagnerai più denaro! " disse il ricco.

"A che scopo?"

"Potresti comprarti un'altra barca e raddoppiare la pesca"

"A che scopo?"

"Dopo un po’ di tempo potresti mettere su una flotta di pesca"

"A che scopo?"

"Con il denaro guadagnato potresti mettere su un’industria di trasformazione del pesce"

"A che scopo?"

"Ma insomma" disse il ricco, innervosito, "potresti guadagnare tanto denaro da permetterti di non lavorare più e di startene sdraiato al sole senza fare nulla!"

"Amico mio," rispose il pescatore, " ma io sono già sdraiato al sole senza fare nulla!"

consiglio di lettura:
Zen

sabato 31 gennaio 2015

Osho: la consapevolezza è uno specchio


È come se la consapevolezza fosse uno specchio. Davanti allo specchio c’è un bambino e lo specchio lo riflette; poi c’è un giovane uomo e lo specchio riflette il giovane uomo; poi c’è un vecchio davanti allo specchio e lo specchio riflette il vecchio. E quando tutti se ne sono andati resta semplicemente uno specchio che non riflette niente, se ne sta lì. La tua consapevolezza è uno specchio. Questa metafora dello specchio è tremendamente significativa. Vi sarà molto utile nel cammino se la comprendete bene. La consapevolezza rimane indietro a guardare. È un testimone. Le cose vanno e vengono… proprio come in un film. Sei seduto al cinema; sullo schermo vanno e vengono molte cose. Qualche volta ti identifichi anche. Qualche volta ti identifichi con un attore. Magari è bello, potente, ha charme, grazia e personalità, ti colpisce, ha del carisma: ti identifichi, ti dimentichi di te stesso. Per un attimo cominci a pensare di essere tu. Qualche volta accade che c’è una scena molto triste e tu cominci a piangere. I tuoi occhi si bagnano… e non c’è niente sullo schermo, solo luci e ombre di passaggio. E tu lo sai, ma per un attimo te ne sei dimenticato. E quando te lo ricordi cominci a ridere di te stesso: “Cosa stai facendo? Piangi?”. E succede anche mentre leggi un romanzo. Ma almeno sullo schermo c’è qualcosa. Leggendo un romanzo non c’è niente, niente schermo, niente attori, niente. Il romanzo va avanti solo nella tua fantasia. E improvvisamente a volte ti senti molto felice e qualche volta ti senti molto triste; l’atmosfera del romanzo comincia a impossessarsi di te. Questo è esattamente ciò che accade nella vita. La vita è un grande palcoscenico, un grande dramma. Ed è molto complesso, perché tu sei l’attore e sei il regista e sei il film e il proiettore e sei anche il pubblico. Sei fatto a strati: una parte gioca il ruolo dell’attore, un’altra fa il regista, un’altra funziona da schermo e un’altra fa da proiettore. E dietro a tutto ciò c’è la tua vera realtà, il testimone che osserva solamente. Questo osservatore… Quando cominci a sentire la sua esistenza, quando cominci ad abituartici, a essere in armonia con lui, allora cominci a vedere ciò che Buddha intende quando dice che la consapevolezza è uno specchio. Lo specchio non viene mai contaminato, sembra soltanto. Puoi mettere un mucchio di letame davanti allo specchio; naturalmente lo rifletterà, ma non per questo ne sarà contaminato, inquinato. Non diventerà impuro perché riflette un mucchio di concime o di letame. Rimane puro. Sposta il letame e lo specchio sarà lì in tutta la sua purezza. Anche mentre rifletteva il letame non ne era contaminato. Quindi qualsiasi cosa sia impura è solo un riflesso; qualcosa che viene specchiato. 
  Osho

Fonte:http://risvegliati.altervista.org/la-tua-consapevolezza-e-uno-specchio/


Consapevolezza
La chiave per vivere in armonia
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

venerdì 30 gennaio 2015

Perchè Magalli sarebbe il miglior Presidente della Repubblica su Piazza...Italia

"Io come Reagan e Schwarzenegger. Non mi ritiro, so che mi voteranno" così risponde Giancarlo Magalli dinanzi ai giornalisti che lo interrogano sulla sua candidatura alla presidenza della Repubblica. La levatura (da terra) non sarà certamente la stessa di Reagan e Schwarzenegger ma la levatura morale certamente si e lo dimostra il flash mob organizzato dai suoi giovani sostenitori che hanno inneggiato al suo nome seppur senza l'accompagnamento musicale di Marcello Cirillo (ex componente del duo musicale Antonio e Marcello).
Giancarlo Magalli ha tutte le qualità per poter ricoprire in maniera egregia il ruolo di garante costituzionale, e non perchè sia scaltro come una volpe ma soprattutto perchè lavora con la Volpe (Adriana), pur tuttavia, una cerchia tutt'altro che ristretta di pseudo intellettuali, continuano a snobbare il candidato Magalli mentre tessono le lodi del giudice costituzionale Sergio Mattarella. Bisognorebbe invitare questi illustri signori, sempre pronti alla critica tout court, a rivolgere allo stesso Magalli una semplice domanda: " Lei cosa potrebbe offrire di più rispetto a Mattarella"? la sua risposta potrebbe essere di questo tenore: "mattarell...? aggiungo una pentola con acciaio spesso un centimetro e un tv color con sistema dolby surround. Allora che fate? scegliete i premi o la busta?" Queste sono le risposte che vi meritereste mentre sorseggiate il vostro Brunello di Montalcino davanti alla Corazzata Potemkin. 
I vantaggi di avere Magalli al Quirinale sarebbero molteplici, basti pensare che con lui finirebbe l'epoca dei messaggi che il Presidente può inviare alle Camere (i cosiddetti moniti presidenziali) e potremmo finalmente assistere ai monitor inviati alle camere.
Purtroppo, le motivazioni sopra espresse non frenano i detrattori di Magalli che insistono in particolar modo su una sua presunta incapacità a rappresentare gli interessi della nazione.
Vale la pena di ricordare a codeste personalità dal facile ed irrefrenabile giudizio che Magalli non solo riuscirebbe a tutelare le istanze di tutti ma, come ha già dimostrato da anni, riesce perfettamente a farsi anche i Fatti Vostri.

P.S. nonostante la satira sono un sincero ammiratore anche se non sono mai riuscito a prendere la linea.
  

domenica 11 gennaio 2015

Krishnamurti - Il pensatore e il pensiero

Quando vi osservate con molta attenzione, quando siete consapevoli senza scelta di ogni pensiero, di ogni sentimento, allora scoprite che c’è un pensatore e c’è il pensiero; che c’è un’entità che esperisce, un osservatore, e c’è l’esperienza, l’osservato. Questo è un fatto, non è così? C’è un censore, un’entità che giudica, valuta, pensa, osserva; e c’è la cosa che viene osservata. Perciò c’è un pensatore e c’è il pensiero, c’è una divisione fra il pensatore e il pensiero. Il pensatore cerca di dominare il pensiero, di cambiarlo, di modificarlo, di controllarlo, di forzarlo, cerca di imitare e così via. Questa divisione tra pensatore e pensiero crea conflitto perché il pensatore è sempre il censore, l’entità che giudica, che valuta. Tale entità è condizionata, perché nasce come reazione al pensiero, che è esso stesso una mera reazione di condizionamento, di memoria. Capite signori? Questa è una cosa molto semplice, che voi stessi potete scoprire.
Jiddu Krishnamurti


Consiglio di lettura:
Questa Luce in Se Stessi
La vera meditazione

sabato 10 gennaio 2015

Un onnivoro al ristorante vegano

INTERAMENTE TRATTO DAL RACCONTO DI UN LETTORE DEL BLOG, NON IMPORTA CONDIVIDERNE IL PENSIERO... E' TROPPO DIVERTENTE PER NON PUBBLICARLO!


Al ristorante vegano
...e una sera mi sono fatto convincere. Ok andiamo al ristorante vegano. Che poi che vuol dire vegano? Semplice, puoi mangiare TUTTO, tranne animali e loro derivati. In pratica NIENTE carne di nessun tipo, NIENTE pesce, NIENTE uova, latte (quindi NIENTE formaggi). Bene detta così non resta granchè: verdure...frutta...(ma anche pasta, pizza...a meno che tu non sia anche celiaco o ipersalutista e quindi NIENTE derivati dal grano). In pratica NON puoi mangiare TUTTO.
Lo so il mio è (era) un punto di vista ignorante. Limitato da anni di lasagne al ragù e maiale ripieno di altro maiale, non posso comprendere proprio la scelta di abbandonare la carne (poveri animali) per la più salutare verdura (che possa morire senza soffrire). Quindi prima di arrivare al ristorante mi ero preparato. Progetto: 
1) guardare il menù attentamente (facendo credere ai miei commensali che fossi interessato veramente a scegliere un piatto piuttosto che un altro)
2) chiedere informazioni al cameriere su un piatto (scelto in realtà guardando il prezzo)
3) fingere di essere soddisfatto della pietanza (mentre distrattamente avrei mandato un sms al mio paninaro di fiducia chiedendogli di farmi trovare il mio panino quadrupla porchetta già pronto)
4) niente dolce ("no ragazzi sono sazio") 
5) corsa folle verso il panino unto e pieno di maiale. 
Tutto filava liscio. In fondo "quanto può costare un piatto di verdure?" 
Ma il destino è crudele.
Arrivo al ristorante puntualissimo (il che già è strano...ma per portare a termine il progetto avevo bisogno di uscire presto dal ristorante di mangiaverdure), tavolo per quattro, ci sediamo e comincio a dare un'occhiata al menù. Menù piuttosto scarno: bevande, tisane, birre artigianali, vino, dolci e...e basta! Va beh questo sarà il classico menù "dolci e bevande" porteranno un altro menù. Ma i minuti passano, e passa a trovarci anche la cameriera (gentilissima) che ci chiede se abbiamo scelto. Ma scelto cosa? Ordiniamo da bere e restiamo a guardarci. "Si ora porta l'altro menù" oppure "No ora viene lei ci elenca a voce i piatti e scegliamo". Niente di tutto questo si avvera. Leggendo il nostro imbarazzo la cameriera con un sorriso enorme ci annuncia "tra dieci minuti si apre il buffet". Rumore di vetri infranti, il progetto si allontana, distrutto dalla parola buffet! I 5 punti diventano 5 coltellate. "Si, oggi è domenica, abbiamo il buffet all you can eat, a sedici euro compresi i dolci". 
Ah...ok...compresi i dolci. Cosaaaa? ALL you can eat vegano? Ma non è un controsenso? Come può essere ALL you can eat se non puoi mangiare ALL? Ma il mio problema principale al momento era il progetto-panino, andato a farsi benedire.
Non ho proferito parola per buoni 10 minuti, l'esatto tempo di attesa prima dell'apertura del buffet (altra cosa che odio...calca...gente che spinge...fretta nello scegliere). Dopodichè armato di buona volontà, svuotata la mente da ogni pensiero negativo (principalmente rivolto verso i miei cari amici che "dai ti piacerà il vegano, e al limite se non ti piace poi andiamo al mc") arrivo di fronte al buffet. 
E qui la mia tristezza è svanita.
Il buffet (che ho continuato ad odiare) era si affollato, ma molto ben presentato. Addirittura c'erano dei maki (ovviamente ripieni di verdure non di pesce), una pasta al ragù (ragù di aria credo...), varie pizze, sformati, frittate (senza uova!). E lì è partita la sfida con me stesso. Sedici euro...ALL you can eat...compresi i dolci. Ovviamente, da ignorante, davanti alla signorina che mi stava facendo il piatto, esordisco col classico "faccia lei, un po di TUTTO". Ebbene, mai scelta fu così azzeccata.
Ho preso "solo" due piatti (uno dei quali non sono riuscito a finire), ho fatto il bis di un paio di pietanze (...un certo sedano rapa a cotoletta e un gateau di patate con verdure dai nomi bislacchi e semi allucinogeni credo) e sono rimasto molto molto soddisfatto. In verità non so cosa siano la maggior parte delle cose che ho mangiato (seitan e tofu saranno personaggi di un manga giapponese) ma mi sono saziato. Ho preso pure il dolce per assaggiarlo (quello era orribile...ma nel complesso ci sta).
Alla fine non sono andato dal paninaro. Certo il giorno dopo per bilanciare ho usato il cotechino come contorno...ma devo ammettere che il vegano MI HA SODDISFATTO, e che l'opzione (all'inizio tragica) del buffet è ottima; puoi provare più cose (di cui non conosci manco l'esistenza e che altrimenti scambieresti per centrotavola) e non rischi di "sbagliare piatto".
Ci tornerò (pur continuando a non capire perchè mai si possa scegliere di mangiare così...ma de gustibus...)
Un ultima cosa (la più divertente forse). Non vi spaventate se, dopo un'abbondante cena vegana, al momento di andare in bagno la pipì assume colori alieni. Non vi siete ancora trasformati in HULK.
Renato

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Alimentarsi con gusto e stare in forma senza cibi di origine animale

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