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lunedì 28 febbraio 2011

mercoledì 23 febbraio 2011

ECKHART TOLLE... LA TELEVISIONE


Per milioni di persone in tutto il mondo, guardare la televisione è un’attività, o meglio una “non attività”, del tempo libero. Un americano medio che abbia sessant’anni ne ha passati quindici a fissare lo schermo della TV. E le percentuali sono simili in molti altri paesi.
Molta gente trova che guardare la televisione sia “rilassante”. Se osservate voi stessi attentamente, noterete che più a lungo fissate lo schermo, più la vostra attività mentale si arresta. Potete guardare anche a lungo i talk-show, i giochi, le interviste, o anche la pubblicità e la vostra mente non genera quasi nessun pensiero. Non solamente non vi ricordate più dei vostri problemi, ma siete anche temporaneamente liberi da voi stessi. E che cosa potrebbe esserci di più rilassante?
Ma guardare la televisione crea forse uno spazio interiore? Vi fa essere presenti con voi stessi? Sfortunatamente no. Anche se la vostra mente può per qualche tempo non generare alcun pensiero, si aggancia all’attività mentale dello spettacolo televisivo. Si è connessa con la versione televisiva della mente collettiva e sta pensando quei pensieri. La vostra mente è inattiva solamente nel senso che non sta producendo dei pensieri. Ma sta assorbendo continuamente pensieri e immagini che le vengono dallo schermo televisivo. Questo induce uno stato passivo, simile alla trance, cioè uno stato appena più alto dell’ipnosi.
Questo è il motivo per il quale la televisione si presta alla manipolazione della “pubblica opinione”, come ben sanno i politici, i gruppi che hanno particolari interessi, coloro che fanno la pubblicità, che pagheranno milioni per catturarvi in quello stato di inconsapevolezza ricettiva. Vogliono che i loro pensieri diventino vostri, e generalmente hanno successo. Quindi, quando guardate la televisione la vostra tendenza è quella di scendere al di sotto e non quella di innalzarvi al di sopra del pensiero.
La televisione ha questo in comune con l’alcol e con certe droghe. Se da una parte vi sta offrendo una certa liberazione dalla mente, dall’altra la pagate cara: pagate con la perdita di coscienza. Come le droghe, anche questa ha una qualità di forte dipendenza. Allungate la mano per spegnere e invece vi ritrovate a cambiare a fare zapping. Mezz’ora o un’ora dopo, siete ancora li a guardare, a cambiare canale. Il pulsante per spegnere è l’unico che il vostro dito sembra incapace di premere. State ancora guardando, quasi sempre non perché qualcosa di interessante abbia catturato la vostra attenzione, ma proprio perché non vi è nulla di interessante da guardare.
Una volta che siete stati catturati, più il programma è superficiale, più manca di significato, e più crea dipendenza. Se fosse interessante, se provocasse pensieri, stimolerebbe la vostra mente a ricominciare a pensare di nuovo, il che sarebbe uno stato più cosciente e per questo preferibile a una trance indotta dalla TV. E in quel caso la vostra attenzione non sarebbe catturata dalle immagini sullo schermo.
Il contenuto del programma, quando ha una certa qualità, può contrastare e qualche volta persino interrompere quell’effetto che la TV di annullare la mente. Vi sono programmi che sono stati di grande aiuto a molte persone; hanno cambiato la loro vita in meglio, hanno aperto il loro cuore, li hanno resi più consapevoli. Anche alcune commedie possono, anche senza essere niente di speciale e anche se non intenzionalmente spirituali, mostrare una versione caricaturale dell’umana follia e dell’ego. Ci insegnano a non prendere nulla troppo seriamente, ad affrontare la vita a cuor leggero e, soprattutto, ce lo insegnano facendoci ridere.
La risata è straordinariamente liberatoria e anche risanatrice. Ma quasi tutte le televisioni sono invece controllate da persone a loro volta controllate dall’ego, e per questo lo scopo segreto è quello di controllarvi mettendovi a dormire, cioè di rendervi inconsapevoli.
Nel mezzo televisivo vi è un incredibile e ancora inesplorato potenziale.
Evitate di guardare programmi e pubblicità che vi bombardano con una rapida successione di immagini che cambiano ogni due o tre secondi o ancora meno.
Guardare televisione, e soprattutto guardare questi programmi, è la scusa della diminuzione di capacità di attenzione, e delle disfunzioni mentali che ora colpiscono molti bambini in tutto il mondo. Una capacità di attenzione limitata nel tempo rende tutte le vostre percezioni e tutte le vostre relazioni superficiali e insoddisfacenti.
Stare davanti alla televisione troppo spesso e troppo a lungo vi rende non sono inconsapevoli, ma porta anche alla passività e vi toglie energia. Invece di guardarla a caso, scegliete il programma che volete vedere. E mentre la guardate, quando ve ne ricordate, portate l’attenzione sulla vitalità all’interno del vostro corpo. Oppure, di tanto in tanto, portate l’attenzione sul vostro respiro. A intervalli regolari distogliete gli occhi dallo schermo, così che non prenda possesso del vostro senso visivo.
Non tenete il volume più alto di quanto sia necessario perché la televisione non si sovrapponga a voi a livello uditivo. Premete il tasto muto durante la pubblicità. E cercate di non andare a dormire non appena la spegnete, o peggio ancora di addormentarvi mentre è ancora accesa.
Tratto dal libro  Un Mondo Nuovo di Eckhart Tolle
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martedì 22 febbraio 2011

Osho: The obvious is the grave of the ego


The most obvious in life seems to be the most difficult; the most simple seems to be the most difficult; the most simple seems to be the most complicated.
The reason why it happens so, is because the mind is not interested in the obvious.
It wants the challenge of the impossible; only with the challenge of the impossible can the mind fulfil its ego. With the obvious, there is no space for the ego to grow or even to exist.
The obvious is the grave of the ego. The simple we take for granted, because it is so simple. Only the far away, the distant, catches our eye, invites us for a journey.
Nobody bothers to enter into himself, and to see the most miraculous, the most mysterious, the most fundamental principle of life, the very source of life – it is so close, so obvious, so simple.
Osho

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lunedì 21 febbraio 2011

BAR...ZEN...LLETTA




Ci sono tre eremiti  che trascorrono le giornate su una montagna, in meditazione, preghiera e contemplazione. Siedono con le gambe incrociate nella classica posizione del loto.. Dopo circa 1 anno dall'inizio della meditazione uno dei tre volge lo sguardo al cielo e dice:
- Che bella serata!
E riabbassa lo sguardo. 
Passato un altro anno il secondo fa:
- Hai ragione, è una bella serata... però c'è un po' di vento!
E si rimette in contemplazione. 
Trascorso di nuovo un altro anno, il terzo esclama:
- Eh no, ragazzi, se siamo venuti qui per fare casino ce ne andiamo!!!




Zen

sabato 19 febbraio 2011

ECKHART TOLLE... CONSAPEVOLEZZA



"In te, come in ogni essere umano, esiste una dimensione di coscienza molto più profonda del pensiero.  Essa è la vera essenza di chi sei tu.  Possiamo chiamarla presenza, consapevolezza, coscienza non condizionata. Negli  insegnamenti antichi prende il nome del 'Cristo dentro' o della tua 'natura di Buddha'. Trovare quella dimensione libera te e il mondo  dalle sofferenze che infliggi a te stesso e agli altri quando il 'piccolo io' costruito dalla mente è tutto ciò che conosci e governa la tua vita. Amore, gioia, espansione creativa e una duratura pace interiore non possono entrare nella tua vita che attraverso quella dimensione di coscienza incondizionata ". (E. Tolle)

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LA PRATICA DELLA CONSAPEVOLEZZA IN 8 SETTIMANE CAMBIA LA STRUTTURA DEL CERVELLO


La Pratica della Consapevolezza cambia la struttura del cervello in otto settimane
ScienceDaily (Jan. 21, 2011) - Un programma di meditazione di 'Pratica della Consapevolezza' della durata di otto settimane sembra indurre nel cervello dei participanti cambiamenti misurabili  nelle aree associate con la memoria, il senso del sé, l'empatia e lo stress. Uno studio condotto da un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) e pubblicato dalla rivista Psychiatry Research Neuroimaging, documenta per la prima volta i cambiamenti indotti  dalla meditazione sulla sostanza grigia del cervello nel corso del tempo.



La dottoressa, Sara Lazar, direttrice del Programma di Ricerca delle Neuroimmagini del Massachusetts General Hospital (MGH) e principale autore dello studio, ha detto: "La pratica della meditazione è associata a un senso di pace e di rilassamento fisico, ma i praticanti da tempo affermano che la meditazione provoca anche benefici cognitivi e psicologici che persistono nel corso della giornata. Questo studio dimostra che i cambiamenti osservati nella struttura del cervello possono essere alla base dei miglioramenti riferiti e che le persone non si sentono meglio semplicemente perchè passano un pò di tempo rilassandosi."
Un precedente studio, condotto dal gruppo di ricercatori diretto della dottoressa Lazar, aveva  evidenziato l'esistenza di differenze strutturali  tra il cervello dei meditatori esperti e quello delle persone che non meditano; nei primi è stato osservato  un ispessimento delle aree della corteccia cerebrale associate con l'attenzione e l'integrazione emozionale. Tuttavia  queste osservazioni non potevano dimostrare che le differenze erano da mettere in relazione con la meditazione.
Nello studio ultimo, invece, la struttura del cervello di 16 partecipanti è stato fotografato tramite le immagini della risonanza magnetica due settimane prima e due dopo aver partecipato al programma di otto settimane di 'Pratica della Consapevolezza' per la Riduzione dello Stress presso il Centro di meditazione dell'Università del Massachusetts.
In aggiunta alla partecipazione ai due incontri settimanali, nel corso dei quali si praticava la meditazione della consapevolezza – focalizzata sulla coscienza non giudicante delle sensazioni, dei sentimenti e dello stato mentale - i partecipanti ricevettero una registrazione audio per la pratica di una meditazione guidata e venne anche chiesto loro di registrare il tempo dedicato  quotidianamente alla pratica. Contemporanemanete, vennero prese, in un intervallo di tempo simile, immagini di risonanza magnetica del cervello di un gruppo di controllo fatto di persone che non meditavano.
I partecipanti appartenenti al gruppo dei meditatori dedicavano una media di 27 minuti al giorno alla pratica di esercizi di consapevolezza e le loro risposte a questionari sul tema indicavano miglioramenti significativi rispetto alle risposte date prima della partecipazione. L'analisi delle immagini della risonanza magnetica, che riguardavano le aree in cui le differenze associate alla meditazione erano state osservate negli studi precendenti, evidenziava un'accresciuta densità della materia grigia nell'ippocampo, noto per l'apprendimento e la memoria, e nelle strutture associate con l'auto consapevolezza, la compassione e l'introspezione.
                         



I partecipanti riferirono una riduzione dello stress che risultò corrispondere a una ridotta densità della materia grigia nell'amigdala, nota per l'importante ruolo svolto nell'ansietà e nello stress. Non è stato osservo alcun cambiamento nella struttura chiamata  insula, associata con l'autoconsapevolezza e identificata negli studi precedenti: gli autori suppongono che sia richiesto un tempo più lungo di pratiche meditative per produrre cambiamenti  significativi in quell'area. Nel gruppo di controllo, invece, non venne osservato alcun cambiamento, a conferma del fatto  che questi non dipendevano dal passare del tempo.
La dottoressa Britta Hölzel, ricercatrice dell'Università di Giessen in Germania e importante oautrice dello studio, ha affermato: "È affascinante vedere documentata la plasticità del cervello e che, attraverso la pratica della meditazione, è possibile avere un ruolo attivo  nel cambiare il cervello, accrescere il benessere e la qualità della  nostra vita. Altri studi in gruppi diversi di pazienti hanno dimostrato che la meditazione può indurre cambiamenti significativi in una varietà di sintomi, e noi stiamo ora indagando i meccanismi, evidenziabili nel cervello, che  sono alla base di questi cambiamenti”.



Il dottor Amishi Jha, neuroscienziato dell'Università di
Miami che indaga sugli effetti della pratiche meditative su individui in gravi situazioni di stress, ha detto:  "Questi risultati gettano luce sul meccanismo d'azione delle tecniche basate sulla pratica della consapevolezza. Essi dimostrano non solo che l'esperienza di stress di una persona può essere ridotta con un programma di allenamento di pratica della consapevolezza di otto settimane, ma che il cambiamento sperimentato corrisponde a cambiamenti strutturali nell'amigdala, una scoperta che apre le porte a molte possibilità per ricerche future sulla possibilità di ridurre lo stress, come i disordini da stress post-traumatico, mediante la 'Pratica della Consapevolezza'." Il dr. James Carmody
del Centro per la Consapevolezza dell'Università della
Medical School del Massachusetts è coautore dello studio,
che ha ricevuto il patrocinio Dell'Istituto Nazionale per la Salute,
della British Broadcasting Company e dell'Istituto per la Mente e la Vita.

Fonte: http://www.lalungavitaterapie.it/
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giovedì 17 febbraio 2011

AFORISMI SOCRATE



Il vero sapiente è colui che sa di non sapere.
 
Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo.

Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.
 
Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell'individuo dal quale volevi fuggire

Più so, più so di non sapere.
 
Socrate

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OSHO... DIPENDENZA SPIRITUALE



Dipendenza spirituale...Osho

Il mio approccio alla vostra crescita è di base quello di rendervi indipendenti da me. La dipendenza, di qualsiasi tipo, è schiavitù, e la dipendenza spirituale è la peggiore schiavitù che esista. Ho fatto ogni sforzo per rendervi consapevoli della vostra individualità, della vostra libertà, della vostra capacità di crescere senza l’aiuto di nessuno. La crescita è intrinseca all’essere. Non arriva dall’esterno; non è un’imposizione, ma un’apertura, uno schiudersi.

Tutte le tecniche di meditazione che ti ho dato non dipendono da me – la mia presenza o assenza non farà alcuna differenza – dipendono da te. Non è la mia presenza, ma la tua che è necessaria perché possano funzionare. Non è il mio essere qui ma il tuo essere qui, il tuo essere nel presente, il tuo essere sveglio e consapevole che potrà servire.


Il passato dell’umanità, è tutto, in modi diversi, una storia di sfruttamento. Persino le cosiddette persone spirituali non hanno potuto resistere alla tentazione di sfruttare. Su cento maestri, novantanove cercavano di imporre l’idea che: “Senza di me non puoi crescere, non è possibile alcun progresso. Dai a me tutte le tue responsabilità”. Ma nel momento in cui dai le tue responsabilità a qualcuno, senza saperlo gli stai dando anche tutta la tua libertà.

E naturalmente tutti questi maestri un giorno devono morire, lasciandosi dietro una lunga fila di schiavi: cristiani, ebrei, indù, mussulmani. Chi sono queste persone? Perché qualcuno dovrebbe voler essere un cristiano? Se vuoi essere qualcuno, sii un Cristo, non un cristiano. Sei completamente cieco all’umiliazione di chiamarti cristiano, seguace di qualcuno che è morto duemila anni fa?

L’intera umanità segue dei morti. Non è strano che i vivi seguano i morti, che i vivi siano dominati dai morti, che i vivi dipendano dai morti e dalle loro promesse del tipo: ‘Verremo a salvarvi’?

Ma nessuno è mai venuto a salvarti. In realtà, nessuno può salvare qualcun altro perché questo va contro le verità basilari della libertà e dell’individualità.

Per quanto mi riguarda, faccio ogni sforzo per liberarti da chiunque – me incluso – e lasciarti da solo sul cammino della ricerca.


Osho, Excerpted from: Beyond Enlightenment, chapter 11

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mercoledì 16 febbraio 2011

QUI E ORA... NICOLA CUSANO

« [...] La verità non ha né gradi, né in più né in meno, e consiste in qualcosa di indivisibile. [...] Perciò l'intelletto, che non è la verità, non riesce mai a comprenderla in maniera tanto precisa da non poterla comprendere in modo più preciso, all'infinito; [...]
(Nicola Cusano, De docta ignorantia, I, 2-10)




« [...] ad ha con la verità un rapporto simile a quello del poligono col circolo: il poligono inscritto, quanti più angoli avrà, tanto più risulterà simile al circolo, ma non si renderà mai uguale ad esso, anche se moltiplicherà all'infinito i propri angoli, a meno che non si risolva in identità col circolo. [...] »

(Nicola Cusano, De docta ignorantia, I, 2-10)

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martedì 15 febbraio 2011

I VOSTRI COMMENTI...QUI E ORA!

CONSIGLIATISSIMO:





La' ed una volta, qui ed ora, li' e poi... Inutile tentare di fermare l'attimo, il passato l'ha già catturato ed il futuro è in agguato... Tutti figli del divenire...
PIERPAOLO



....in realtà noi abbiamo solo questo momento e viviamo stressandoci pensando al futuro, mortificandoci pensando al passato.
Ma in questo modo perdiamo l'unica cosa che possediamo realmente, questo momento!
LUISA



 Parlare è anche un autodiscorso usato per fornire l'esperienza dell'ascolto ma non per ottenere conoscenze, ma per sperimentare direttamente il proprio centro di quiete silenzio e consapevolezza . Esistere per qualcosa, per un motivo inssoma .. Questo per me è il sapere , la filosofia ...
ALINA



Credo che rimanere estranei sia l'opposto di rimanere indifferenti.
Mi spiego: La persona che sa godere della vita, di qualunque cosa offra la vita, si alimenta di TUTTO.
Può sentirsi partecipe di ogni cosa ma nello stesso tempo è libera da ogni cosa. Gode del Sole ma ama anche la Notte. Accoglie tutto senza trattenere. E accogliere tutto non vuol dire essere inerti.
Colui che accoglie tutto non vuol dire che si rifiuta di scegliere! Anzi, significa scegliere senza condizionamenti: Solo colui che è capace di accogliere tutto, riuscirà subito dopo a scegliere realmente, senza che nessuna fede o nessun partito scelga per lui.
Diversamente, la persona che vive solo di fede religiosa o politica e non vuol sentire altro, credo sia più chiusa alle mille sfumature della vita. La vita non ha fede e non ha schieramenti. La vita semplicemente é.
ALBERTO



...quando appartieni a qualcosa, che sia una persona, una fede religiosa, o un'ideologia politica, identifichi te stesso in altro ed è come se tu disperdessi parte di te in altro..
MAX


Io penso che sia davvero questo il segreto del viver bene. Rimanere "estraneo all'influenza di qualche ideologia stupida, che sia religiosa, politica, sociale o finanziaria."
SARA


Mai come ora. Sto ascoltando il silenzio ed è meraviglioso...
I AM


..e pensare che basterebbe cambiare se stessi per cambiare il mondo...
SARA


L'inconsapevolezza si vede anche nella frenesia e nell'astio che vive oggi la società.
La vera cura, e forse l'unica, è la PRESENZA, il QUI E ORA, L'ESSERE TESTIMONI, LA CONSAPEVOLEZZA o in qualunque altro modo la si voglia chiamare. Oltre l'ego ed il frastuono incontrollato della mente.
ALBERTO


"Finalmente comincio a conoscere persone con cui poter parlare la stessa lingua, senza filtri e senza sentirmi una extraterrestre,
è una sensazione bellissima, grazie!"
GIANNA


La dimensione della consapevolezza, della pace interiore, dello star bene con se stessi non solo rende felici ma predispone ad una vita serena tra gli altri.
GIANNI


La consapevolezza è un lavoro costante che ognuno di noi deve cercare di fare con tantissima calma...e sopratutto stima di se stesso.
GIUSY


Sognare è bello ma continuare a proiettare (come in un sogno) le nostre energie nel passato o nel futuro, fa perdere di vista il momento presente, il qui ed ora appunto.
Magari un giorno si scopriranno i perfetti collegamenti scientifici tra stress e spirito e si potrà "misurare" la stanchezza a partire dal "disagio spirituale".
Insomma un pò più di attenzione e di cura di se stessi, ovvero più consapevolezza, potrebbero dare gioia e serenità allo spirito che passa quasi tutto il suo tempo ad essere schiavo della mente contorta che altro non fa che fantasticare e desiderare.
Una maggiore serenità spirituale oltre a renderci migliori può rendere migliore anche la coabitazione tra umani su questo pianeta.
Ce n'è proprio bisogno. 
GIANNI


 Il problema è la mente e la soluzione è la mente. Con le parole (linguaggio) dobbiamo esprimere qualcosa che, si dice, sia "inesprimibile", quindi usiamo analogie: usiamo la parola "energia" perché le altre sono ormai usurate. Potremmo parlare di "vissuti", ma sono sempre e soltanto parole, scritte, quelle parlate, forse , possono avere maggior forza.
A me piace lo Zen perché con i koan (paradossi quasi irrisolvibili per la mente concreta) cerca di superare questa difficoltà di esprimere con le parole, quel "qualcosa" (o "qualcuno") a cui tanto aspiriamo.
Un maestro Zen, a questo punto, (non avrebbe detto una sola parola) ma ci avrebbe dato una bella bastonata sulla testa e noi, forse, allora avremmo capito (o cambiato la nostra coscienza!) ;-)
Augh!
RESALVATO

In questi ultimi giorni era come avere un altro olfatto, un altro tatto e vista... ma nn sapevo che mi stava succedendo. Bastava spegnere una candela e rimanere un attimo ad assaporare il profumo, oppure dopo una corsa fermarmi ad ascoltare il mio cuore e il mio respiro.. oggi leggo e ...
Ma... è quello che succede a me! sono riuscita a liberare la mente... Tutto quello che ho fatto in RD, la solitudine, il pensiero in libertà, non è stato altro che liberare la mente e ora ne raccolgo i frutti...
la consapevolezza.. che grande cosa!! 
SARA

Tentare di far capire l'inutilità del nostro continuo proiettarci nel passato o nel futuro sciupando tutte le nostre risorse ed il tempo.
Girare sempre intorno senza mai saltare al centro e fermarsi.
GIANNI

UN NUOVO MONDO... di Eckhart Tolle

Consiglio: prima di leggere il Nuovo Mondo, leggete                                       Il respiro consapevole - Eckhart Tolle

Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la maggior parte delle persone sul pianeta.

Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere frequentemente, cosi che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio.

Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta di interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno smorgasbord, uno di quei buffet scandinavi dove si può scegliere tra un enorme varietà di cibi abbondanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due. “Non so” dissi. “Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. “Ma una cosa so di sicuro” aggiunsi. “Rimani consapevole del tuo respiro più spesso che puoi, ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno e ciò produrrà una trasformazione più potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non costa niente”.

Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio. È un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.

Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo. Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.

Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.

Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade da solo. È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.

In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale. Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.

La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.

Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza. È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma. L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti. “La cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.

Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta. La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita di ogni giorno.

Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili. Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso. E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio.



- tratto dal libro 




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lunedì 14 febbraio 2011

500 Precetti per una Vita Felice, Dugpa Rimpoce

Lo stress e la stanchezza hanno origine nel tuo spirito che vagabonda e si affatica tra i giochi dell’immaginazione. Il pensiero si orienta sempre verso il rimpianto del passato, o verso le immagini di un futuro ideale. Sono fantasmagorie che portano solamente sofferenza e solitudine perche’ si svolgono in dimensioni inesistenti. Solo il presente e’ reale, e’ la tua forza vitale: a partire da esso puoi iniziare, costruire e realizzare la tua vita.


sabato 12 febbraio 2011

QUI E ORA... STAR TREK

Without freedom of choice there is no creativity.
Without creativity, there is no life.
[Senza libertà di scelta non c'è creatività. Senza creatività non c'è vita.]

Kirk dal telefilm"Star Trek" Serie Classica
Episodio "Il ritorno degli Arconti" a 43'


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venerdì 11 febbraio 2011

QUI E ORA... Leo Buscaglia

Ieri, ha detto qualcuno, è un assegno annullato, e domani è soltanto una cambiale. Solo oggi è denaro contante.

Leo Buscaglia, Vivere Amare Capirsi

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QUI E ORA... Paulo Coelho

Io non vivo ne’ nel mio passato ne’ nel mio futuro. Possiedo soltanto il presente ed è il presente che mi interessa. Se riuscirai a vivere sempre nel presente sarai un uomo felice.
Paulo Coelho, da “L’Alchimista”

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giovedì 10 febbraio 2011

AFORISMI ERACLITO

CONSIGLIATO:
Diceva Eraclito: "Tutto scorre in quanto risultato della tensione continua degli opposti che si fanno guerra"..

Tutto scorre, non ci si può immergere due volte nello stesso fiume...

 Nessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume per due volte, perché né l'uomo né le acque del fiume sono gli stessi".

"Nella veglia come nel sonno
gli uomini sono dimentichi e ignari
di quanto accade intorno a loro.

Gli sciocchi, anche se sentono,
sono come sordi;
a loro si addice la massima:
anche se sono presenti sono assenti.

Non si dovrebbe agire o parlare
come se si fosse addormentati.

Coloro che sono svegli hanno un mondo in comune;
chi è addormentato vive in un mondo separato."


Eraclito


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martedì 8 febbraio 2011

THE SECRET VS QUI E ORA

In questo periodo sento spesso parlare del libro "The Secret di  Rhonda Byrne" e della legge dell'attrazione. A dir la verità non ho letto il libro ma ho visto il film.
Cosa ne penso?
Innanzitutto partiamo dal capire in cosa consisterebbe il Segreto.
Il Segreto consisterebbe nella cosiddetta legge di attrazione, secondo la quale ogni essere umano può agire come un magnete in grado di attirare a sé tutte le situazioni e le cose materiali che pensa con sufficiente intensità, secondo il principio riassunto dal motto "chiedi-credi-ricevi". 
Quindi, in altre parole, noi avremmo la possibilità di attirare qualsiasi evento sia positivo che negativo, grazie alla nostra capacità di mettere in moto l'universo.

Pertanto, credo che, alla base della scelta di provare se la legge d'attrazione funzioni, ci sia una volontà di aver di più o di essere di più o di evitare qualcosa ecc... E mi chiedo: chi è che vuole desiderare di più? avere di più? essere di più? o evitare qualcosa se non il nostro Ego? E come funziona il nostro Ego? Funziona così: esso mira sempre ad ottenere di più, evitare qualcosa o si alimenta di paure ecc... in pratica vive sempre nel passato o nel futuro. Fateci caso: la mente sta sempre nel passato (ricordi) o nel futuro (desideri, aspettative,paure,ecc..). Diversamente, invece, nel presente, nel Qui e Ora, la mente scompare.

Nel Qui e Ora tutto è perfetto, tutto è un accadere, tutto semplicemente E'.
Nel qui e ora si raggiunge la perfezione, non esiste il filtro della mente. Infatti, la mente, giudica e interpreta ogni cosa facendo riferimento ai suoi soliti schemi ( il passato e il futuro). La mente interpreta tutto, questo è il suo scopo, e per carità, è un utilissimo strumento, ma non deve dominarci!

La cosa importante da capire è : NOI NON SIAMO I NOSTRI PENSIERI, NOI NON SIAMO LA NOSTRA MENTE. Così come noi non siamo le nostre braccia! Noi sentiamo di avere il comando pieno sulle nostre braccia e poterle muovere a piacimento, ma non riusciamo invece a utilizzare la mente solo quando realmente serve e spesso ci facciamo dominare da essa e dalle sue più svariate seghe mentali, che hanno il solo scopo di allontanarci dall'unico momento in cui abbiamo sempre vissuto : l'ADESSO. Bisogna soltanto capirlo profondamente!

Quindi, detto ciò, non credo che una tecnica che parta dal presupposto di attivare l'universo partendo dal pensiero positivo, possa aiutarci a disidentificarsi dal nostro Ego, ma anzi, potrebbe rafforzarlo, potrebbe alimentare continui desideri. Infatti, la mente, non è mai soddisfatta totalmente per lunghi periodi ma solo per brevi periodi (e non potrebbe esser diversamente, perchè ciò sarebbe la fine del suo pensare, la sua stessa fine!).

La mente, ripeto, è uno strumento utilissimo ma bisogna capire quando utilizzarla e quando invece ripropone le sue vecchie paure o sentimenti di rabbia, insoddisfazione,gelosia,competizione,ecc... schemi che vivono di passato e di futuro, pensieri verso cui dobbiamo imparare a disidentificarci con la semplice osservazione di essi (come dico in questo post LASCIA FLUIRE I TUOI PENSIERI).

Il nostro Ego è una costruzione legata soprattutto alla società, ma noi non siamo il nostro Ego. E quando parlo di Ego non parlo di egoismo. Intendo invece questo: avete presente un bambino che corre spensierato in una spiaggia raccogliendo conchiglie?

 Ecco,quel bambino non ha un Ego, perchè conosce il vero Segreto, anzi, tutto il suo essere è un segreto. Gioca ed è totalmente immerso in quello che fa, non pensa di dover essere di più, quel bambino è gia perfetto e si mescola con la spiaggia e con le onde, diventa un tutt'uno con esse. Non desidera raggiungere un' altra spiaggia più bella, non pensa che in passato ha visto un mare più azzurro. Quel bambino vive totalmente nel momento presente, vive l'Adesso, il Qui e Ora, in cui tutto è perfetto, in cui tutto semplicemente accade. 
In cui IL TUTTO SEMPLICEMENTE E'.

Consigliatissimo libro qui e ora:

lunedì 7 febbraio 2011

STORIA SUFI

Vi è un banchetto in onore del re. Tanti invitati sono riuniti, ognuno seduto secondo il suo rango. Vi è un solo posto libero per l'arrivo del re. Un discepolo sufi, vestito di stracci, entra e si siede sulla sedia destinata al re. Il primo ministro è indignato, e avvicinandosi al sufi gli chiede:

Come osi sederti sulla sedia riservata al re? Sei un importante ministro?

Sufi: No, non sono un importante ministro, ma molto di più.

Primo ministro: Sei il re?

Sufi: No, non sono il re. Sono molto più importante.

Primo ministro: Sei il Profeta?

Sufi: No, non sono il profeta. Sono molto più importante.

Primo ministro: Sei Dio?

Sufi: No, no sono Dio. Sono molto più importante.

Primo ministro (indignato): Come puoi dire questo? Non vi è nulla di più di Dio.

Sufi: Sono quel "Nulla".



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consigliato:

STORIA ZEN: QUASI UN BUDDHA

CONSIGLIATO:


Uno studente universitario, che era andato a trovare Gasan, gli domandò: «Hai mai letto la Bibbia cristiana?».
«No, leggimela tu» disse Gasan.
Lo studente aprì la Bibbia e lesse da san Matteo: «"E perché ti preoccupi delle vesti? Guarda come crescono i gigli del campo: essi non lavorano e non tessono, eppure io ti dico che nemmeno Salomone in tutta la sua gloria era abbigliato come uno di loro... Perciò non darti pensiero del domani, perché sarà il domani a pensare alle cose..."».
Gasan osservò: «Chiunque abbia detto queste parole, a me sembra un uomo illuminato».
Lo studente continuò a leggere: «"Chiedi e ti sarà dato, cerca e troverai, bussa e ti sarà aperto. Perché colui che chiede riceve, e colui che cerca trova, e a colui che bussa verrà aperto"».
Gasan commentò: «Questo è molto bello. Chiunque l'abbia detto, è quasi un Buddha».

Fonte: http://www.101storiezen.com/index.html
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OSHO: NON- MENTE

CONSIGLIATO:
 Non-mente vuol dire assenza di pensiero. E tu lo sai! Spesso ti accade: ci sono momenti, attimi brevissimi, che comunque esistono, in cui tu all’improvviso vedi che in te non si agita alcun pensiero, non affiora alcuna increspatura – quelli sono momenti in cui sei un Buddha! Devi semplicemente sintonizzarti di più con quei momenti, devi semplicemente scendere più in profondità in quei momenti, devi semplicemente cambiare la tua enfasi.
Osho

OSHO: OLTRE LA VITA E LA MORTE

Abbandona l’idea di essere qualcosa di separato dalla vita,  e la paura della morte scomparirà…  
...se ti unisci totalmente alla totalità della vita,  vivrai per sempre: andrai al di là della vita e della morte.
 
(Osho –  ”The Book of Wisdom”)


da http://www.pomodorozen.com/ e http://eliotroporosa.blogspot.com/

venerdì 4 febbraio 2011

STEVE HAGEN: FISICA QUANTISTICA E TEMPO. QUI E ORA!

Autore: Steve Hagen, ex ricercatore scientifico, è diventato uno studente Zen nel 1975. Mentre continuava la sua esplorazione nei diversi campi della scienza, ha studiato con insegnanti di Dharma in Asia, Europa e negli Stati Uniti. Oggi tiene conferenze, insegna meditazione ed è fondatore del "Dharma Field Meditation and Learning Center" in Minnesota. È inoltre autore dei libri "Buddhism plain and simple" e "How the world can be the way it is".

Io, la grande Terra, e tutti gli esseri, simultaneamente raggiungiamo la Via. - Buddha
Il tempo è una illusione, sebbene una illusione persistente. - Albert Einstein

Come è stato possibile che l'Illuminazione del Buddha sia avvenuta simultaneamente con tutti gli esseri? Questo evento non si è verificato molto tempo fà? Se si è già verificato, dove è ora? E l'espressione tutti gli esseri non include forse noi stessi?
Nella letteratura buddhista, ci sono molti riferimenti a una sorta di atemporalità nelle cose, nelle relazioni e negli eventi. Il filosofo buddhista Nagarjuna, vissuto nel secondo secolo d.C., in un classico esempio, ci mostra come non possiamo avere un concetto coerente del tempo come entità. Come dimostra nell'opera Basi della Via di Mezzo???, il tempo può essere sperimentato solo come un insieme di relazioni interdipendenti. Il grande maestro Zen giapponese Dogen Zenji porta alla nostra attenzione la stessa percezione nel suo saggio Essere tempo (Being time). Seng-ts'an, il terzo Patriarca del Buddhismo Zen in Cina, termina il suo Aver fiducia nella Mente (Trusting Hearthmind) dicendoci che "le parole falliscono, poiché la Via non è né ieri, né oggi e né domani". E nel classico L'unione di differenza e unità ("Merging of Difference and Unity"), il maestro Zen Shih-t'ou inizia dicendo che "la mente è intimamente connessa tra est e ovest". Un evento del genere deve avvenire necessariamente al di fuori del tempo.

Ciò nonostante, noi guardiamo comunemente al mondo, e all'esperienza che ne facciamo, in modo lineare - come se le cose fossero poste in fila, dal passato, attraverso presente, verso il futuro. Qualcosa che succede ora crea un effetto in un momento successivo. Questo, pensiamo, è come le cose sono e debbono essere.

Quale tra questi punti di vista è più in accordo con ciò che la scienza ci offre oggi. E quale riflette più accuratamente come il mondo è realmente?

Alcuni fisici hanno recentemente mostrato un rinnovato interesse per un particolare modo di concettualizzare il tempo e lo spazio, schema che è stato introdotto sin dagli anni quaranta. Un modello di questa teoria riduce a due le tre dimensioni dello spazio, mentre il tempo viene proiettato nella terza dimensione.

Secondo questo schema, tutto ciò che noi chiamiamo ora - cioè, la puntuale disposizione delle cose e degli eventi - è considerato come disposto in un singolo piano. Ovviamente, questo piano - essendo il momento presente - non sta fermo. Piuttosto, sale verso l'alto nella terza dimensione, come un ascensore - tranne il fatto che in questo caso si sale attraverso il tempo anziché lo spazio. All'interno di questo modello, il passato è tutto ciò che rimane sotto l'ascensore in un dato istante; il futuro - ciò che deve ancora accadere - è ciò che si incontra quando l'ascensore sale a raggiungerlo.

Assumendo questo modello, possiamo immaginare l'insieme di spazio-tempo come un unico blocco tridimensionale, e ciascuna entità come un punto, o una serie di punti all'interno di esso. La vita può essere rappresentata come la linea tracciata attraverso questo blocco mentre si sale con l'ascensore attraverso il tempo.

Alcuni fisici vedono questo modello applicabile anche alla coscienza. Secondo il fisico-matematico, Herman Weyl, "il mondo oggettivo semplicemente è, non accade. Solo allo sguardo della mia coscienza, quando sale lentamente lungo la linea della vita tracciata dal mio corpo, il mondo appare come una immagine fugace che cambia continuamente nel tempo".

Ma perché dovremmo pensare al tempo come puro movimento? Ovviamente nello sviluppo del modello appena esposto, e, in genere, nell'analisi dei fenomeni temporali, i fisici hanno continuato a mantenere l'assunto, comunemente condiviso, che il tempo è ancora un movimento dal passato, attraverso il presente, verso il futuro. Ma mantenere questa ottica presenta alcuni problemi. Per esempio, i fisici hanno scoperto che alcuni fenomeni quantici sembrano andare ritroso nel tempo.

Nello specifico, la scienza ha dovuto tener conto di una particella chiamata positrone. Non si tratta di una entità teorica o ipotetica, ma di una vera particella che si manifesta in molti esperimenti quantici. Un positrone può essere considerato o come un elettrone avente carica positiva (anche se gli elettroni hanno carica negativa) oppure come un elettrone che corre indietro nel tempo. Come vedremo tra poco, quest'ultima spiegazione risolve molti rompicapo che hanno disorientato i fisici per molto tempo.

La soluzione più semplice, ovviamente, sarebbe dimenticarsi di ogni apparente non-senso riguardo entità che vanno indietro nel tempo, perché da un punto di vista matematico tali entità possono essere viste semplicemente come se corressero "in avanti". Molti fisici hanno cercato di fare proprio questo. Difatti quando hanno iniziato a concepire i positroni come elettroni in viaggio dal futuro, attraverso il presente, verso il passato, immediatamente la loro visione complessiva dell'universo si è molto semplificata. Per i fisici tale semplicità fornisce un forte incentivo a prendere le cose sul serio. Inoltre, guardando le cose con questo approccio retrospettivo, hanno recentemente scoperto che sono in grado di chiarire molti fenomeni quantici non altrimenti spiegabili - fenomeni che li hanno lasciati sconcertati per decenni.

Ma accettare uno schema del genere ci porta a molti altri aspetti sconcertanti. Per esempio, significa che l'universo, in modo concreto, non ha né dimensione né durata. Significa che abbiamo l'Intera Realtà - tutto il tempo e tutto lo spazio - simultaneamente.

In altre parole non c'è nulla che sale e scende le linee tracciate dall'ascensore temporale - non i nostri corpi, non la coscienza, né i positroni. In effetti, non esiste nessuna siffatta linea del tempo. È una illusione, ed è il perno della nostra confusione riguardo il tempo.

Semplificando molto, i fisici stanno ipotizzando qualcosa del genere: quando un elettrone vibra nella nostra cucina, ad esempio, esso emette un segnale che viaggia alla velocità della luce attraverso la dimensione spazio-temporale. Quando un altro elettrone riceve quel segnale vibra in accordo e manda un segnale di ritorno verso l'elettrone nella nostra cucina. Ciascun elettrone ottiene questo tipo di messaggi da tutte le altre particelle presenti in ogni dove - letteralmente da qualsiasi cosa raggiungibile attraverso lo spazio e il tempo. Come risultato di questo processo ogni elettrone conosce la sua esatta posizione e rilevanza nell'universo.

Proviamo ad approfondire il discorso. Poniamo il caso di eccitare un elettrone di questa pagina (chiamiamolo mittente). Esso spedisce un segnale (i.e. emette un fotone che viaggia sotto forma di onda) alla velocità della luce nell'universo, messaggio che può andare non oltre la lunghezza di questa pagina, oppure, raggiungere la galassia di Andromeda lontana due milioni di anni luce. Ma non importa dove o quanto lontano vada, poiché primo o poi il fotone sarà assorbito da qualche elettrone (che chiameremo destinatario). Questo elettrone vibra in risposta e manda un segnale di ritorno all'elettrone mittente posto in questa pagina.

Secondo il senso comune, se il segnale và ad Andromeda, lontana due milioni di anni luce, sembrerebbero necessari quattro milioni di anni luce prima che il segnale ritorni indietro.

Ma sembra (e molti esperimenti lo confermano), che il segnale di ritorno del destinatario sia ricevuto dal mittente nello stesso momento in cui questo spedisce per primo il segnale. Lungi dall'impiegare quattro milioni di anni, l'intera transazione avviene simultaneamente. Non in un microsecondo, ma nello stesso esatto momento.

In altre parole, l'intera transazione accade ora, al di fuori del tempo. Ora invece del tempo.

Alcuni fisici spiegano questo fenomeno pensando che quando il destinatario riceve un segnale, esso manda il suo messaggio di ritorno indietro nel tempo. E poiché il segnale impiega la stessa quantità di tempo ad andare in un verso e tornare indietro, l'affare si conclude nello stesso istante in qui inizia. Gli scienziati hanno dati sperimentali che supportano tale ipotesi, che essi chiamano l'interpretazione transazionale della meccanica quantistica.

Inoltre, se osserviamo la transazione dal punto di vista del segnale stesso, nessun tempo scorre durante il viaggio di "quattro milioni di anni". Einstein ci ha mostrato che se potessimo portare noi stessi a raggiungere la velocità della luce (a differenza dei fotoni, noi abbiamo una massa, quindi non siamo veramente in grado di farlo, ma facciamo un salto ipotetico per un momento), il tempo rallenterebbe man mano che la nostra velocità aumenta (sebbene, questo non verrebbe da noi percepito) - finché, alla fine, alla velocità della luce, il tempo fermerebbe il suo scorrere del tutto. Agli occhi di qualcuno che viaggia alla velocità della luce, tutto lo spazio attraversato - ogni centimetro o anno luce - sembrerebbe passare in un solo istante, non importa quanto sia lungo il viaggio. Così, dal punto di osservazione di un fotone in viaggio verso Andromeda, il viaggio non ha durata alcuna. In altre parole, per il fotone, Andromeda è proprio qui, in quanto non occorre alcun tempo per andare lì. E il fatto che il messaggio sia qui e lì contemporaneamente, rende il lì indistinguibile dal qui.

Questa affermazione vale per ogni coppia di luoghi nell'universo che possiamo prendere in considerazione.

In altre parole, l'universo non sembra avere intrinsecamente alcuna dimensione o alcun limite di tempo.

Per la nostra mente ordinaria, l'universo appare immenso più di quanto la nostra immaginazione possa comprendere, è antico aldilà di ogni calcolo. Ma per un essere illuminato, non ha senso tentare di qualificare (o quantificare) una Realtà oggettiva in quest'ottica.

Come afferma Huang Po, un grande maestro zen cinese, "È senza inizio, non nata, e indistruttibile. Non può essere compresa in termini di nuovo e vecchio. Non è né corta né lunga, né grande né piccola, in quanto trascende ogni limite, misura, nome, segno o confronto".

L'universo - visto dagli occhi di un risvegliato - non ha una dimensione o datazione inerente. Tutto è compreso nel qui e ora.

Tuttavia, all'interno di questo qui e ora, che non ha estensione o durata, noi sembriamo avere una dimensione e un tempo. In che modo, quindi, il tempo e lo spazio possono effettivamente manifestarsi?

Essi appaiono in quanto risultante della coscienza.

È solo nella nostra costruzione mentale dell'universo - la nostra visione concettuale di esso - che noi ci troviamo di fronte a qualcosa di così vasto e durevole. Tuttavia, nella nostra reale esperienza - i.e. ciò che realmente percepiamo, anziché ciò che concepiamo - quello che abbiamo sempre avuto è solo il qui e ora.

La nostra esperienza è sempre nel presente. Non possiamo letteralmente esistere nel passato e nel futuro - esistiamo solo nell'infinitesimo momento aldilà del tempo, che noi chiamiamo ora. In realtà possiamo solo ricordare il passato e immaginarci il futuro, ma entrambe queste attività necessariamente avvengono ora. E dove potrebbero mai verificarsi se non qui? Qui siamo in grado di concepire un lì, ma in realtà non siamo in grado di andare lì. Ovunque noi pensiamo di andare, in realtà non possiamo mai abbandonare il qui.

Ciò che sperimentiamo come estensione e durata - tempo e spazio - è il risultato del modo in cui la nostra mente opera. La coscienza li produce. In effetti, questo è ciò che la coscienza in realtà è. La coscienza è la divisione di ciò che altrimenti sarebbe sperimentato come il Tutto trascendente lo spazio e il tempo, in tempo e spazio - cioè nella distinzione tra il qui e il lì, tra il prima e l'ora.

Sono le diverse costruzioni mentali che manteniamo, e a cui teniamo, che appaiono come tempo e spazio, estensione e durata. Queste - e tutto il mondo materiale - deriva dalla coscienza, che scodella i concetti di tempo e di spazio dall'oceano che è aldilà del tempo e dello spazio.

Per la mente risvegliata, tuttavia, ciò che è Reale è il Tutto che comprende ogni cosa, aldilà dei limiti di estensione e di tempo. L'essere illuminato vede che questo Tutto non ha alcuna dimensione separata dalla Mente.

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Il Potere di Adesso , Eckhart Tolle Ti consiglio di leggerlo...

giovedì 3 febbraio 2011

OSHO: FARE PARAGONI

Paragonare è una malattia, una delle più grandi. Sin dal principio ci insegnano a fare confronti. Tua madre ti paragona ad altri bambini, e così anche tuo padre. L’insegnante dice: “Guarda Johnny quanto è bravo, e tu non combini nulla!”.

Sin dall’inizio ci dicono di paragonarci agli altri. È la malattia più grave; è come un cancro che distrugge la tua anima. Ogni individuo è unico, i confronti non sono possibili. Io sono me stesso e tu sei te stesso. 
Non c’è nessuno al mondo con cui ci si possa paragonare. Paragoni forse una margherita con una rosa? Non lo fai. 
Paragoni un mango con una mela? Non lo fai. Sai che sono diversi e il confronto non è possibile.

L’uomo non è una specie; ogni uomo è unico. Non è mai esistito un individuo come te prima d’ora e non esisterà mai. 
Sei del tutto unico, questo è il tuo privilegio, la tua prerogativa, la benedizione della vita: ti ha fatto unico.
 

Osho, Excerpted from: From Darkness to Light, chapter 5

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